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Archivio per giugno 2013

Tutt* al Bologna Pride 2013

28 giugno 2013

Il circolo Uaar di Bologna aderisce al Bologna Pride e all’Onda Pride 2013, per sostenere «chiare e forti richieste di parità, dignità, laicità e libertà» (vedi piattaforma rivendicativa dei Pride italiani 2013).

La manifestazione bolognese partirà dal Parco del Cavaticcio domani, sabato 29 giugno, con arrivo in Piazza del Nettuno (vedi programma).

Raggiungeteci per manifestare sotto i colori della nostra associazione!
Appuntamento alle ore 15:30 al Parco del Cavaticcio, nel punto in cui vedrete sventolare le bandiere giallo-nere dell’Uaar.

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Sabato 22 giugno. Sbattezzo Party!

19 giugno 2013

Riuscire a esercitare il “sacrosanto” diritto di uscire da una religione merita un momento di festa.
Per questo il Circolo Uaar di Bologna vi invita allo:

SBATTEZZO PARTY - Incontro per usciti e uscenti dal gregge.
Sabato 22 giugno 2013, dalle ore 20 - ℅ wine bar PUNT?, via San Rocco 1/G - Bologna

Sbattezzo Party del 22 giugno 2013Non tolleri più l’ingerenza del Vaticano nella tua vita? Sei stanco di essere giuridicamente “suddito del vescovo”? Sei indignata per l’invasione dei ginecologi obiettori? Ritieni che il pedobattesimo sia lesivo della libertà di scelta? Sei contrario a regalare alla Chiesa 6 miliardi l’anno di SOLDI PUBBLICI?
Il tuo battesimo rappresenta la tua “iscrizione” ufficiale alla Chiesa cattolica, anche se non ti rappresenta, e ti vincola alla “sottomissione alle gerarchie ecclesiastiche”. Non continuare a sostenere la Chiesa, contribuisci a rendere il nostro paese più laico e più civile: esci dal gregge e… vieni al party a sbattezzarti.

Durante la serata sarà allestito uno “sbattezzo point” con moduli e assistenza alla compilazione della richiesta di sbattezzo.
Più che benvenuti anche i già sbattezzati e i mai battezzati.
[Evento facebook]

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Crisi? Il Comune di Bologna costruisce chiese

12 giugno 2013

Il Comune di Bologna ha risposto ieri alla richiesta inviata dal nostro circolo il 18 marzo scorso. Avevamo chiesto informazioni sui finanziamenti all’edizia di culto derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria dell’esercizio 2011. Ci auguravamo che la Giunta Merola, costretta dai tagli al bilancio se non da un barlumi di laicità, avesse interrotto il circolo vizioso-clericale che spinge il Comune di Bologna a finanziare ogni anno il patrimonio immobiliare della Curia Arcivescovile con centinaia di migliaia di euro.

Chiesa Corpus Domini, costruita con finanziamento comunale (fonte Googlemaps)

Chiesa Corpus Domini, costruita con finanziamento comunale (fonte Googlemaps)

Il verbale di Giunta del 12 marzo 2013 mostra invece come 313.968€ abbiamo lasciato le casse comunali per approdare in quelle di tre  confessioni religiose. Al restauro della sinagoga e della chiesa metodista valdese arrivano poche briciole. La Giunta Merola è invece di manica larga con l’Arcidiocesi, finanzialdole con 291.021€ la costruzione della chiesa del Corpus Domini, in via Enriquez 56.

Le scuole pubbliche cadono a pezzi, i tagli al bilancio pesano sulle spalle di contribuenti sempre più provati, ma il Comune di Bologna costruisce chiese. Non è complicato capire che l’Arcidiocesi, che si stima possieda oltre 1200 immobili a Bologna, non ha certo bisogno di finanziamenti pubblici. E non sarebbe complicato nemmeno deliberare quanto previsto dalla normativa di riferimento, la stessa richiamata nel verbale citato poc’anzi: è infatti vero che l’edilizia di culto può essere finanziata con il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria, ma questo vale “salvo diversa percentuale stabilita con deliberazione del Consiglio comunale”.
È davvero giunta l’ora di azzerare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto. Nel Consiglio Comunale di Bologna c’è qualche forza politica o qualche singolo consigliere che lo propone?

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“Viviamo bene senza D”. I manifesti atei colorano Bologna

4 giugno 2013

Dieci megaposter di sei per tre metri sono affissi per le strade di Bologna. Riportano la parola “io” in corsivo minuscolo, preceduta da una opprimente D maiuscola che però viene accantonata con un piccolo gesto di autodeterminazione. Il messaggio ricorda che “dieci milioni di italiani vivono bene senza D”. E che “quando sono discriminati, c’è l’Uaar al loro fianco”.

Casalecchio, via Monroe

Casalecchio, via Monroe

Perché questa campagna? “Viviamo in una società in cui atei e agnostici sono ritenuti pochi, sono presentati negativamente e sono spesso oggetto di disparità di trattamento”, spiega Roberto Grendene, responsabile nazionale delle campagne Uaar e portavoce del Circolo di Bologna. “Con la nostra campagna vogliamo invece ribadire che in Italia vivono (generalmente bene) circa dieci milioni di non credenti, e che c’è chi si impegna per eliminare le discriminazioni nei loro confronti”.

Un messaggio d’impatto, perché non tutti sono disposti ad accettare che si rivendichi orgogliosamente la propria incredulità. Anzi, capita di frequente che non solo religiosi, ma anche politici, opinionisti, addirittura giudici sostengano che persino la semplice, pubblica manifestazione di non credenza in D può costituire un’offesa al sentimento religioso dei credenti e sia dunque da reprimere. “Restrizioni legislative e condizionamento sociale limitano i diritti di atei e agnostici, a cominciare dalla libertà di espressione: eppure questi dieci milioni di cittadini sono un ingrediente indispensabile per il rilancio del paese”, conclude Grendene.

Bologna, via Saffi

Bologna, via Ferrarese

Diverse censure si sono abbattute su questa campagna di promozione sociale.
Come già nel 2009, la IGPDecaux, che controlla la pubblicità sugli autobus urbani a Bologna e nella maggioranza delle città italiane, non ha permesso di far circolare degli “ateobus”.
Nemmeno sulla linea turistica dei City Red Bus il messaggio dell’Uaar è stato accettato. Le motivazioni vanno da una ipotetica lesione d’immagine per il servizio turistico alla possibiltà che venga urtata la sensibilità di potenziali passeggeri.
Risposte negative sono arrivate anche da concessionari di pubblicità tramite affissioni pubbliche, come ad esempio la CBS.
Dopo settimane di ricerche, solo con la Emerald Communication il Circolo Uaar di Bologna è riuscito ad avere garantita la libertà di espressione. I dieci megaposter sono affissi, o sono in corso di affissione, in via Giotto, via Lipparini, via Saffi, via Ferrarese (civico 111), via Terracini (angolo via Lazzaretto), viale Felsina, via Stalingrado, via Mattei, via Marco Emilio Lepido (angolo Persicetana) e via Monroe (fonte Ikea, Casalecchio di Reno).

Dopo Milano e Bologna, altre città italiane saranno colorate con i manifesti Uaar. Le prossime tappe saranno Cagliari, Olbia e Carbonia, quindi saranno visitate altre regioni, anche del centro-sud.

4 giugno 2013 - Comunicato stampa del Circolo Uaar di Bologna

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Imola: vietato banchetto Uaar, ma spunta quello dei Testimoni di Geova

2 giugno 2013

Un’ordinaria storia di discriminazione su base religiosa è avvenuta nei giorni scorsi a Imola ai danni della nostra associazione. Nonostante tutte le autorizzazioni amministrative già ottenute, un banchetto Uaar è stato spostato dal centro in posizione periferica e un altro è stato addirittura vietato. E al suo posto ne è spuntato uno dei Testimoni di Geova.

La locale delegazione Uaar, rappresentanta da Roberto Vuilleumier, aveva ottenuto dall’Urp del Comune l’autorizzazione scritta per tre banchetti informativi nelle date del 18 maggio, 25 maggio e 1 giugno. Il tema principale era la campagna Occhiopermille, che da anni la nostra associazione promuove in primavera, durante il periodo delle dichiarazione dei redditi, supplendo alla mancanza quasi totale di informazione istituzionale sul meccanismo dell’Otto per Mille. Una telefonata da parte di una dirigente del Comune ha però avvisato che il banchetto del 18 maggio doveva essere spostato in posizione più periferica, previo ottenimento di un nulla osta per attività politica, mentre quello del 25 maggio era soppresso per via del silenzio elettorale. Per il Comune di Imola, abbiamo appreso, l’Uaar è assimilabile a un partito politico e la sua attività deve essere soggetta alle stesse restrizioni dei partiti, in particolare durante i periodi preelettorali (a Imola il 26 e 27 maggio si svolgevano le elezioni amministrative).

fonte: Corriere di Romagna

fonte: Corriere di Romagna

A nulla sono valse le nostre spiegazioni formali e sostanziali, peraltro di semplice comprensione: l’Uaar è per statuto apartitica, non appoggia né ha mai appoggiato forze politiche, non dà indicazioni di voto (anche perché ritiene i proprio soci e simpatizzanti in grado di ragionare e autodeterminarsi). In particolare è una associazione di promozione sociale iscritta nel registro nazionale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. È una associazione filosofica non confessionale: significa che, pur non essendo ovviamente una religione, sul piano giuridico è omologa ad esse.

Al danno alla propria attività associativa e filosofica derivante da limitazioni e da divieti ingiustificati, si è aggiunta una beffa. Sabato 25 maggio, infatti, nella postazione prenotata dall’Uaar, è comparso un banchetto dei Testimoni di Geova. La questione è tragicomica: l’Uaar si batte tra l’altro affinché siano azzerati i contributi comunali all’edilizia di culto e siano destinati solo alle strutture pubbliche. I Testimoni di Geova, perseguendo i propri scopi statutari (art.3 lettera m), grazie ai partiti di maggioranza attingono cospicui finanziamenti pubblici per il loro patrimonio immobiliare: quasi 100mila euro in dieci anni sono stati infatti prelevati dalle casse del Comune e riversati in quelle dei Testimoni di Geova di Imola. A ben vedere l’Uaar è ben più distante dai partiti di questi altri soggetti, ai quali però il Comune concede soldi pubblici. E ai quali concede diritto di parola nello spazio pubblico che nega invece all’Uaar.

Visto che non c’è stato il ballottaggio, nella giornata di ieri la delegazione Uaar di Imola è riuscita a tenere il primo e unico banchetto informativo dei tre originariamente autorizzati. Della discriminazione subita ha dato notizia il Corriere di Romagna ed è stata informata la prefettura tramite il seguente esposto.

22 maggio 2013, Imola

Gentil.mo Signor Prefetto,

l’UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, è un’ associazione di promozione sociale, iscritta al nr. 141 al registro nazionale(legge 7 dicembre 2000 n.383) presso il ministero del Lavoro e delle Politiche socialim al pari di associazioni come Aism (associazione sclerosi multipla), Associazione sclerosi tuberosa,Federazione Italiana superamento Handicap.

Chi Le scrive è il delegato, nominato dal coordinamento di Bologna, di Imola e Castel San Pietro.

All’art.1 comma 3 del nostro statuto è scritto:”L’UAAR è un’organizzazione filosofica non confessionale, democratica e apartitica.”

Quindi, oltre a non essere partiti nè equiparabili ai partiti siamo per statuto “apartitici”.

Siamo invece, e lo rivendichiamo, omologhi sul piano del diritto alle religioni “in virtù dell’uguaglianza di fronte alla legge di religioni e associazioni filosofiche non confessionali” (come da art.3 comma 1b del nostro statuto).

I fatti:

-A fine aprile L’UAAR attraverso il sottoscritto, delegato dall’UAAR di Bologna, ha richiesto all’Urp del comune di Imola , compilando apposito modulo, disponibilità per poter allestire un banchetto il 18, 25 maggio ed il 1 giugno e scegliendo dopo averne verificato la disponibilità gli spazi antistanti il bar Bacchilega sotto al portico.

-Dopo qualche giorno anzichè essere contattati dall’Urp ci ha contattati diverso ufficio che “si occupa di assegnare appositi spazi durante il periodo della campagna elettorale”, tali spazi vengono assegnati normalmente ai partiti politici.
Ho fatto presente che l’UAAR non è un partito politico e mi sono opposto a questa “costrizione” peraltro telefonicamente motivata “da ragioni statutarie”.

All’art 3 dello Statuto UAAR mi è stato detto, essere evidente che l’associazione tratti temi “politici”.
Tale interpretazione sarebbe stata data anche dalla “Prefettura di Bologna” che sarebbe stata interrogata a riguardo.

-Mi è stato offerto per il 18 maggio uno dei posti assegnabili ai partiti che l’UAAR è stato costretto ad accettare pena l’impossibilità di esporre il banchetto, poi è stato negato in assoluto il banchetto per il 25 maggio in quanto “giornata di silenzio elettorale”e per motivi simili non è a noi ancora assegnabile il posto richiesto per il 1 giugno in quanto è incerto se ci sarà o meno il “ballottaggio”

-Sabato 11 maggio, ne siamo stati da poco informati, è stata consegnata direttamente dall’Urp “autorizzazione di occupazione di suolo pubblico” per gli spazi da essa gestiti, ad altre associazioni di promozione sociale a noi equiparate ed iscritte come l’UAAR nell’elenco delle associazioni di promozione sociale (per esempio l’Associazione Sclerosi Tuberosa).

- Sabato 18 maggio, al mattino, nella postazione immediatamente al fianco di quella che doveva essere data all’associazione UAAR secondo originaria richiesta, era presente un “banchetto” presieduto dai Testimoni di Geova.

Questi fatti, in particolare l’ultimo descritto, appaiono all’associazione alquanto discriminatori: a noi viene dato il nulla osta come ai partiti, ai Testimoni di Geova la semplice autorizzazione “urp”. A loro viene concesso il contatto diretto con il pubblico nella zona dei comizi, zona di maggior traffico pedonale, noi veniamo relegati ai confini sulla base di una diversa interpretazione dello statuto.

Per maggiore chiarezza è bene evidenziare quanto recita Art 3 dello statuto Uaar.

L’UAAR si propone i seguenti scopi generali:
Tutelare i diritti civili degli atei e degli agnostici, a livello nazionale e locale, opponendosi a ogni tipo di discriminazione, giuridica e di fatto, nei loro confronti, attraverso iniziative legali e campagne di sensibilizzazione.
Contribuire all’affermazione concreta del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, delle scuole pubbliche e delle istituzioni, e ottenere il riconoscimento della piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose. In particolare, pretendere l’abolizione di ogni privilegio accordato, di diritto o di fatto, a qualsiasi religione, in virtù dell’uguaglianza di fronte alla legge di religioni e associazioni filosofiche non confessionali.
Promuovere la valorizzazione sociale e culturale delle concezioni del mondo razionali e non religiose, con particolare riguardo alle filosofie atee e agnostiche.

L’Uaar viene considerato dall’ufficio comunale di Imola diverso dalle altre associazioni di promozione sociale per” ragioni di statuto”, quando invece la legge 7 Dicembre 2000 n.383 proprio per lo statuto associativo la identifica ugualmente alle altre, e nuovamente esso ritiene diverso e politico lo statuto Uaar rispetto a quello dei Testimoni di Geova considerando quindi la “predicazione religiosa” e per esempio, la promozione dell’edilizia di culto, atto “non politico” (art 3 dello Statuto nazionale dei Testimoni di Geova alla lettera m).

Nello specifico l’Uaar nel rispetto dei dettami costituzionali chiede tra l’altro che non siano riconosciuti privilegi particolari da parte dello Stato e degli enti pubblici a favore di religioni ed ideologie.

Secondo il ragionamento imposto all’Uaar dal Comune di Imola, l’associazione che promuove tali privilegi non fa politica, esserne contrari invece, lo è l’UAAR, vuol dire “fare politica”.

Dato che tra le altre cose, ci sono stati chiesti addirittura “i temi che si trattano” nei nostri banchetti, chiarisco a Lei come ho fatto telefonicamente con la dirigente del comune, che i temi che si trattano nel nostro banchetto, peraltro esclusivamente informativo, riguardano: l’omofobia, l’ora alternativa a quella di religione, lo “sbattezzo”(come fare per sbattezzarsi), i costi dell’edilizia di culto per i cittadini, la campagna Occhio per Mille (spiega il meccanismo di funzionamento dell’otto per mille), oltre a ciò vi sarà la brochure dell’associazione e l’indicazione del codice per versare il 5 per mille a favore dell’associazione.

Alla luce di quanto su espresso, per conto dell’Uaar, ritenendo che la nostra associazione venga ancora ingiustamente “diversamente trattata” (solo verbalmente, perchè il comune non ha inviato alcuna comunicazione scritta a parte il nulla osta per il 18 Maggio),

ed Esposto quanto,

Le chiedo di intervenire, chiedendo al Comune di Imola di garantire all’Uaar quella libertà di partecipazione con equivalente diritto e dignità, che viene invece riconosciuto alle altre associazioni e permettendo quindi all’Uaar di allestire regolarmente il nostro Banchetto il 25 Maggio ed il 1 Giugno dalle ore 8:30 e 12:30, nella postazione originariamente concordata con l’Urp.

Comunque rispettosi di ogni Sua decisione a riguardo

Cordiamente
Roberto Vuilleumier
Delegato UAAR Imola e Castel San Pietro Terme
Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

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