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Archivio per la categoria ‘cultura’

Convegno “Che genere di scuola?” @ Quartiere Porto | ven 22 maggio

17 maggio 2015

Circolo Uaar di Bologna, Cassero LGBT Center e Famiglie Arcobaleno invitano al convegno

CHE GENERE DI SCUOLA?
Spunti per un modo diverso di pensare la scuola
Venerdì 22 maggio 2015, ore 18
Sala Consiliare Quartiere Porto, via dello Scalo, 21 - Bologna

per parlare di cosa sono davvero gli studi sul genere, di bullismo omofobico tra i banchi, di quando la scuola discrimina su base religiosa e nega il diritto all’istruzione, di scuola pubblica e privata.Convegno CHE GENERE DI SCUOLA?

Intervengono:

Chiara Cretella, Centro Studi sul Genere e l’Educazione, Università di Bologna - Dipartimento di Scienze dell’Educazione
“Gli studi di genere. Breve storia di un dibattito”

Ezio De Gesu, Gruppo Scuola Il Cassero:
“Il Cassero a scuola”

Roberto Grendene, Responsabile Campagne Uaar:
“La cattiva scuola: quando i diritti all’istruzione e alla libertà religiosa sono negati”

Ilaria Lapadre, Unione degli Studenti:
“Scuola pubblica, individualità private”

Ingresso libero.

Per le bambine e i bambini, laboratorio a cura di Famiglie Arcobaleno all’interno del progetto “Tante storie tutte bellissime”.
Il convegno fa parte degli eventi di Bologna è Pride e ha il patrocinio del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’UUniversità di Bologna.
Aderiscono: Scuola e Costituzione, GDL Assemblea delle scuole, Rete Laica Bologna.

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“THE BLUE BOY”: La chiesa cattolica e gli abusi sessuali sui minori in scena ai Teatri di Vita

10 marzo 2015

The Blue BoySono passati pochi anni da quando una commissione governativa in Irlanda ha aperto il vaso di Pandora degli abusi subiti da bambine e bambini negli istituti cattolici di quel paese. Qualcosa di inimmaginabile fu svelato, per la quantità e la qualità di questi abusi, e soprattutto per il loro reiterarsi: un vero e proprio sistema quasi scientifico di umiliazione psicologica e violenza fisica, che accomunava gli istituti religiosi in una vergognosa repressione dell’infanzia. Scusate, ho scritto un aggettivo sbagliato: “inimmaginabile”. In realtà, dagli anni ’20 del Novecento, cioè da quando il neonato stato irlandese aveva abdicato alla propria supremazia delegando l’educazione e il controllo alla Chiesa cattolica, la popolazione irlandese aveva sentore che qualcosa di perverso accadeva dietro ai muri delle scuole e dei collegi: si sussurrava, in un perfetto clima di omertà.
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cultura, spettacolo, varie

L’Islam oltre il fondamentalismo

29 novembre 2014

Il Circolo Uaar di Bologna invita al terzo evento 2014 organizzato con il Centro Studi Laicità UniBo:

L’Islam oltre il fondamentalismo
Riforma islamica: diritti umani e libertà nell’islam contemporaneo
con
Filippo Maria Triccoli
Minoo Mirshahvalad
Yassine Lafram, Coordinatore della Comunità Islamica di Bologna
Modera: Francesco Ciarimboli

Lunedì 1 dicembre 2014, ore 21
sala Marco Biagi del Baraccano, via Santo Stefano 119

Ingresso libero - Evento facebook

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cultura, dibattiti ,

Interrogazione Ncd su mostra Uaar Sacrosante risate

7 ottobre 2014

Il consigliere comunale Mirri (Ncd), venuto a conoscenza della prossima apertura a Imola della mostra Sacrosante risate, con grande solerzia ha presentato una interrogazione per vederci chiaro sul patrocinio concesso dal Comune di Imola a questa esposizione dei più noti vignettisti italiani.

carlinoimola20141007Roberto Vuilleumier,  delegato Uaar per Imola e Castel San Pietro Terme, ha già inviato a tutti i consiglieri la fattura pagata in anticipo dall’Uaar per l’affitto della sala. Lo avevamo detto pubblicamente e chiaramente: “l’ingresso è libero, i costi sono interamente a carico dell’Uaar”.  Forse il consigliere Ncd pensava funzionasse come per la Curia, che in 12 anni ha incassato un milione e mezzo dal Comune.

Di seguito la risposta inviata dal delegato Uaar Roberto Vuilleumier al Carlino [AGGIORNAMENTO: pubblicata sulla posta dei lettodi dell'8/10/2014], che ha riportato sull’edizione del 7/10/2014 la notizia della mostra e delle polemiche dell’Ncd.

Gentile Direttore,

ho letto l’articolo sul Carlino riguardante la mostra e la ringrazio intanto per la sua pubblicazione. Nel contempo ho già ahimè riscontrato le prime polemiche a riguardo, di un consigliere comunale, dott. Alessandro Mirri come evidente privo di alcune informazioni basilari sul funzionamento del comune,  e privo ahimè anche di “spirito”.
Sullo “spirito” non so che farci, posso aiutare però il consigliere, per suo tramite, a rafforzare la propria conoscenza su quanto accade nel Comune che in qualche modo rappresenta, anticipando che il patrocinio richiesto è stato “limitato” all’utilizzo del Simbolo ed ancor prima del suo riconoscimento la sala era già stata pagata.
A riprova di ciò e della coerenza dell’ Uaar e del rispetto per la pubblica amministrazione che certamente differisce da quello per la stessa della “Chiesa Cattolica” ho appena inviato una mail a tutti i consiglieri con la documentazione del caso.
Vorrei in questo modo che si evitasse di sprecare denaro pubblico, oltre che, come già accade, per il “sostegno morale” della Curia anche per inutili e pretestuose interrogazioni di suoi “rappresentanti” seduti nel consiglio comunale.

Cordialmente
Roberto Vuilleumier
Delegato UAAR Imola e Castel San Pietro Terme

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Sacrosante risate: sprazzi di satira religiosa a Imola il 10 11 e 12 ottobre

4 ottobre 2014

Il potere esercitato dalle Chiese e la lotta per il suo superamento hanno fatto sì che in Europa la satira anticlericale abbia avuto una lunga e onorevole tradizione. Per restare nella nostra penisola, dove il dispotico Stato Pontificio dovette essere sconfitto in guerra dall’Italia per essere annientato, basti pensare ai sonetti del Belli e all’opera di giornali passati alla storia, come Il becco giallo, L’Asino, Don Basilio. Per non dimenticare, in tempi meno lontani, l’esplosione collettiva dei tanti scatenati autori de Il Male.

“Scherzare con i santi” rimane ancor oggi temerario, e non solo quando riguarda l’islam. Se la satira si occopa di loro, come fa con gli altri fenonomeni sociali, tutte le religioni diventano estremamente suscettibili, quasi temessero realmente di esser seppellite da una risata. Ma quel che non può essere accetatto non sono i loro anatemi, a volte folcloristici e a volte micidiali, quanto la tutela speciale che il clericalismo al potere ancora riserva loro.

In uno stato che, in tempo di crisi, continua a finanziare con oltre 6 miliardi di euro una Chiesa multi-miliardaria, uno strumento di cui non si deve fare a meno è allora l’ironia, quanto più possibile intelligente, sotto il segno della libertà di giudizio e d’espressione, restando nei limiti del rispetto umano reciproco e del cosiddetto buon gusto. Per questo l’Uaar, tramite i suoi circoli, ha organizzato la mostra Sacrosante risate, che il 10, 11 e 12 ottobre 2014 farà tappa a Imola, in via fratelli Bandiera 17, presso Salannunziata che, è proprio il caso di dire “ironia della sorte”, è una ex chiesa seicentesca.

Nell’esposizione di vignette Sacrosante risate , organizzata dal Circolo Uaar di Bologna con il patrocinio del Comune di Imola, sfileranno i nomi più noti dell’umorismo e della satira italiana, con un paio di puntate estere: ALTAN, BANDANAX, Massimo BUCCHI, ELLEKAPPA, Giorgio FRANZAROLI, Stefano DISEGNI, Danilo MARAMOTTI, Alberto MONTT, Malcom EVANS, Roberto MANGOSI, Sergio STAINO, VAURO.
In nome dell’autonomia del pensiero, del piacere/dovere del confronto, della sfida intellettuale, della necessità del contraddittorio, contro tutte le insofferenze liberticide e – non ultimo – sotto l’egida sempre salutare del buonumore. Speriamo condiviso da tutti.
L’ingresso è libero, i costi sono interamente a carico dell’Uaar. Condividi l’evento su facebook e invita amici e conoscenti.

sacrosante risata, Imola 10,11,12 ottobre 2014

cultura ,

Libano, la sfida al confessionalismo (27 marzo, Vicolo Bolognetti)

23 marzo 2014

Il Circolo UAAR Bologna e il Centro Studi Laicità (gruppo studentesco della Scuola di Giiurisprudenza) organizzano l’incontro:

Libano, la sfida al confessionalismo
Mohamad Nasser, studente libanese di Antropologia, religioni e civiltà orientali, socio Uaar, ci parlerà del complesso rapporto tra libertà, potere secolare e potere spirituale in un paese diviso in 18 religioni.
Giovedì 27 marzo, ore 21, Sala Silentium, Vicolo Bolognetti 2
Ingresso libero
Evento su Google+Evento su Facebook

libano_20140327

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Darwin Day 2014

26 gennaio 2014

Il Circolo Uaar di Bologna, con il patrocinio del Comune di Casalecchio di Reno e dell’Istituzione Casalecchio delle Culture presenta:

Darwin Day 2014
L’evoluzione dell’Homo sapiens
fra genetica e ambiente, fra natura e cultura
con Bruna Tadolini

Ciò che ha fatto acquisire all’Homo sapiens le funzioni che lo caratterizzano come specie (camminare in modo bipede, parlare, pensare, essere autocosciente) è stato un processo evolutivo durato milioni di anni. Lo sviluppo delle strutture anatomiche che permettono lo svolgimento di queste funzioni si basa sull’azione di molteplici geni.
Questo ci fa senz’altro dire che è la genetica che ci fa uomini. Ma quanta influenza esercita l’ambiente sulla espressione delle potenzialità genetiche di ognuno di noi? Quanto ha contribuito la cultura all’evoluzione genetica dell’Homo sapiens?

La trattazione divulgativa è adatta a un pubblico di tutte le età, in particolare a studenti della scuola media e superiore.
La prof.ssa Bruna Tadolini, già docente di Biologia molecolare all’Università di Bologna e di Biochimica all’Università di Sassari, collabora con il progetto Linfa - Luogo per l’Infanzia, le Famiglie, l’Adolescenza, del Comune di Casalecchio.

Giovedì 20 febbraio 2014, ore 18:30
Piazza delle Culture - Casa della Conoscenza, via Porrettana 360, Casalecchio di Reno
Ingresso libero.

Scarica il volantino

Vedi elenco Darwin Day Uaar 2014 italiani.

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Ambigue feste patronali: Martino, il bellicoso evangelizzatore

11 novembre 2013

Oggi, 11 novembre, le scuole del comune di Casalecchio di Reno sono chiuse per il santo patrono, Martino di Tours. Una grana per chi ha figli che le frequentano se, come spesso capita nel territorio provinciale, il proprio datore di lavoro chiude invece i battenti il 4 ottobre per Petronio, patrono di Bologna. Per una curiosa tradizione diventata legge un giorno delle nostre ferie viene infatti deciso da altri, causando problemi familiari.

Per non parlare del danno economico al Paese intero: ogni comune fa scelte diverse, per cui capita che i fornitori siano chiusi un giorno, le filiali siano chiuse un altro, gli uffici centrali un altro ancora. Anche nella stessa azienda!

A Casalecchio l’associazionismo e il volontariato riescono (obtorto collo?) ad animare la giornata, trasformandola in un momento di solidarietà e di socialità. Di religioso, nella giornata del santo patrono, rimane ormai solo il nome. A Casalecchio è toccato San Martino. Di lui la leggenda dice che, da non cristiano, donò metà del suo mantello ad un povero. Ma che fece poi da cristiano, per guadagnarsi la santità e per obbligare anche i non cattolici a  festeggiarlo?

Ai cittadini di Casalecchio di Reno forniamo una risposta un po’ meno leggendaria e più disincantata, che anche le istituzioni, scuola in primis, potrebbero e dovrebbero dare.

Martino di Tours, di Marta Gianni (*)

Legionario, figlio di ufficiale (il nome stesso implica una dedicazione a Marte), applicò modi bellici anche nell’evangelizzazione. Infatti, contrariamente alla politica insinuante e mite che sarà suggerita due secoli dopo da Gregorio Magno (porre un simbolo cristiano accanto a pietre, alberi e fonti sacri senza vietare le antiche devozioni) e che avrebbe dato ottimi risultati in Anglia, quella di Martino fu un’azione missionaria dura e spesso violenta: un’ininterrotta foga persecutoria, un continuo abbattimento di templi, idoli, alberi (talvolta costringendo gli stessi Celti ad abbattere personalmente i propri veneratissimi recinti arborei). Il risultato, apparentemente, fu veloce e strepitoso tanto da far sì che il legionario ungherese, morto nel 397, divenisse, con veloce canonizzazione, il primo santo non martire a ricevere l’ onore dell’altare; in realtà la veloce diffusione del culto fu molto favorita non solo dalla chiesa che aveva bisogno di espandersi e cercava testimoni più calati nella contemporaneità per sostituire le ormai già un po’ desuete figure dei martiri ma anche dall’appropriazione della figura del santo che la dinastia merovingia operò per legittimare la propria sacralità, conservando nella chiesa palatina la presunta reliquia della famosa cappa di Martino, ormai divenuto defensor regni.

Il sepolcro del neosanto e il monastero di Marmoutier, vicino a Tours, beneficato dai Merovingi, acquisteranno subito, guarda caso, fama di potenza taumaturgica e nell’arco di un secolo dalla morte avremo già un culto estremamente consolidato: papa Simmaco titolerà all’ex legionario una basilica romana (S.Martino ai Monti) e S.Benedetto gli dedicherà uno degli oratori di Cassino. Per giustificare tale immediata popolarità devozionale certa etnografia vorrebbe che la figura di Martino si sia innestata, a livello popolare, su quella del dio Lugh, l’amatissimo dio cavaliere della luce e dell’oltretomba, alcune caratteristiche del quale sarebbero state applicate a Martino: il dies festus, l’11 novembre, è la data che segnava la fine del Samhain; l’arcobaleno (in Irlanda “l’arco di Lugh”) diventa in Francia “l’arco di s. Martino”; sempre in Francia (ma anche nelle Fiandre francofone) Martino, con collegamento alle luci dell’inverno, porta doni ai bambini come il nordico santa Claus o l’italica santa Lucia; l’oca, presente spesso nelle agiografie di Martino e sulle tavole francesi l’11 novembre, era per i Celti un animale psicopompo connesso alle divinità, ecc. (v.F.Cardini «Abstracta» 16 (1987) 6-53). Altri etnostorici invece propendono per una connessione anche con Mitra (la clamide, la luce ecc.) il cui culto, importato dalle legioni, s’era molto diffuso in Gallia.

Siamo in realtà di fronte a notazioni che non hanno alcun certo riscontro storico e che possono, tutt’al più, testimoniare eventuali sopravvivenze di devozioni locali e la nascita di un sincretismo religioso. Quel che è storicamente rilevabile, invece, è che se, da un lato, Martino ha aperto la strada per l’espansione europea del cristianesimo (e da qui la sua importanza per la chiesa), dall’altro la durezza e la rapidità della sua azione missionaria han fatto sì che, a differenza del mondo anglosassone, nel mondo celto-gallico il ricordo dell’antica religione, troppo brutalmente e troppo velocemente apparentemente distrutta, si sarebbe mantenuto per secoli, sopravvivendo nel folklore e costituendo una delle peggiori spine nel fianco del cristianesimo che, improntato com’è su di un creazionismo antropologico, non riuscirà mai a comprendere appieno lo spirito celtico condizionato dalla variazione dei cicli stagionali, da una continua compresenza del mondo larvale, da una paritetica compenetrazione con la natura e con i suoi eventi.

Per la bibliografia su Martino e per la prima agiografia, quella di Sulpicio Severo, si veda l’importante lavoro di J. Fontaine, Sulpice Sevère. Vie de Saint Martin…, Paris 1967-69; buona è la traduzione di L.Canali nell’edizione con testo latino a fronte a cura di J.W.Smit, in Vite dei santi, a cura di Ch. Mohrmann, Fondazione Valla, Milano Mondadori 1975, pp. 1-67; l’agiografia di Gregorio di Tours si trova nella Patrologia Latina del Migne, vol. 71 e, a cura di Krusch, nei Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Merovingicarum, I/2 (1885); per Martino i testi di riferimento sono assai numerosi, dagli Acta Sanctorum alla Bibliotheca Agiographica Latina dei Bollandisti, dall’Histoire dell’Église di Fliche e Martin alle molte enciclopedie; ancor più numerose le monografie, pur se spesso d’impostazione omiletica; in generale possiamo rimandare all’interessante voce della Bibliotheca sanctorum, VIII, Roma 1966, coll.1250-1291 e ai contributi contenuti in San Martino di Tours. Storia, culto, tradizioni locali, Mirandola 1999.

(*) Marta Gianni ha diretto gli Uffici, l’Archivio Storico e la Biblioteca dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo; è stata allieva di Raffaello Morghen e Raoul Manselli, a fianco dei quali ha lavorato per molti anni nell’ambito del Repertorium fontium historiae medii aevi, opera enciclopedica attuata con la gratuita e entusiasta collaborazione di tutti i principali istituti scientifici europei.

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