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Archivio per novembre 2009

Convocazione riunione annuale, 10 dicembre

28 novembre 2009
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CONVOCAZIONE RIUNIONE ANNUALE
del CIRCOLO UAAR di BOLOGNA

Caro socio, cara socia,
giovedì 10 dicembre 2009, alle ore 21, presso il Centro Socio Culturale “la Villa di Meridiana”, via Isonzo 53, Casalecchio di Reno, è convocata la riunione annuale del circolo UAAR di Bologna, con il seguente ordine del giorno:

  1. bilancio cassa di circolo 2009
  2. bilancio attività svolte nel 2009
  3. elezione coordinatore e cassiere
  4. costituzione comitato direttivo
  5. programmazione attività
  6. varie ed eventuali

Durante la serata sarà inoltre possibile rinnovare l’iscrizione per l’anno 2010 e sarà a disposizione il materiale del Circolo (libri, DVD, numeri della rivista L’Ateo, magliette, volantini, ecc.)

Qui puoi scaricare l’invito alla riunione annuale 2009 (PDF)

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Convocazione in Commissione Consiliare per biotestamento

18 novembre 2009
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Mercoledi 18 novembre alle ore 14:30 in Sala Bianca del Comune di Bologna (primo piano di Palazzo D’Accursio) è stata convocata la Rete Laica dalle commissioni consiliari 1^ e 5^ per un’audizione sulla proposta di delibera popolare per un registro comunale dei testamenti biologici.

Ad affiancare il portavoce della Rete Laica, Maurizio Cecconi, ci sarà Roberto Grendene, coordinatore del circolo UAAR di Bologna.

Per i dettagli della convocazione si legga qui:

http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/11/17/rete-laica-bologna-presenta-il-registro-dei-biotestamenti-al-consiglio-comunale/

Invitiamo tutti quelli che possono partecipare ad essere presenti.

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Isteria pro-crocifisso

10 novembre 2009

9/11/2009 - COMUNICATO STAMPA
Dilaga l’isteria pro-crocifisso

Non si va certo leggeri, in Italia, nel criticare la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, e con essa coloro che l’hanno apprezzata e l’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ha promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato.
Ci sono sindaci che vogliono multare chi toglie il crocifisso, fanatici che promuovono gruppi Facebook dall’evangelico nome di Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani! , ministri come Ignazio La Russa che si permette di dire sulla TV pubblica «possono morire, non lo leveremo il crocifisso, possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla».

Alle reazioni scomposte di diversi rappresentati istituzionali bolognesi si è aggiunta ora la voce della Curia.
Il cardinale Caffarra lancia un appello per non lasciarsi ingannare dalla retorica della giustizia e dei diritti, in quanto orpelli.

Ci rivolgiamo a tutte le istituzioni bolognesi, affinché prendano le distanze da simili affermazioni, contrarie ai principi liberali della nostra democrazia, che già calpesta i diritti civili dei cittadini atei e agnostici riservando privilegi e immunità anacronistici ad una confessione religiosa (e alla sua gerarchia in particolare).
Allo Stato che regala un miliardo di euro l’anno alla Chiesa Cattolica con l’8×1000, si aggiunge il comune di Bologna, che nel terzo millennio finanzia l’edilizia di culto con circa 600.000 euro l’anno e l’educazione in scuole confessionali con più di un milione di euro l’anno.

Le dichiarazioni di Caffarra gettano fango sulla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, alla quale la nostra Repubblica aderisce.
Si vantano diritti di non bene identificate “comunità”, marchiando come “orpelli” le libertà individuali che tali comunità vogliono calpestare anche in chi ad esse non appartiene.

Non è questione di retorica, sono in ballo diritti fondamentali: è ora di finirla con leggi liberticide che impongono a tutti come vivere, di agonizzare invece che morire con dignità, di dover pagare con le nostre tasse una casta religiosa sempre più ricca, di indottrinare i bambini nella scuola pubblica. A questi danni si vuole anche aggiungere la beffa di avere sopra la nostra testa, negli uffici pubblici e nelle scuole in particolare, il simbolo religioso dei privilegiati. Non ci sentiamo offesi, ci sentiamo discriminati. Lavori scolastici di alunni liberi di sviluppare pensiero critico, questo e’ quello che vorremmo appeso alle pareti della scuola pubblica.

comunicati ,

A Bologna il crocifisso imposto nella scuola pubblica?

10 novembre 2009
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5/11/2009 - COMUNICATO STAMPA

Crocifisso imposto nella scuola pubblica? La parola ai promotori del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar.

L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea a nostro avviso lontana dalla realtà, e chiaramente sconfessata da Strasburgo.

L’Italia aveva sottoscritto, nel 1950, la Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali.
Ancor più della palese violazione di tale patto internazionale con l’imposizione nella scuola pubblica di un simbolo ideologico di una specifica religione sugli altri (che ha origine nel ventennio fascista), suscitano sgomento le reazioni scomposte dei nostri rappresentati istituzionali.
Se a livello nazionale un ministro della Repubblica, Ignazio La Russa, si permette di dire sulla TV pubblica «possono morire, non lo leveremo il crocifisso, possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla», a livello bolognese assistiamo ad una sorta di gara per imporre in tutte le scuole il crocifisso. E per imporre nella scuola pubblica un simbolo religioso (e solo quello!) ai bambini dai tre anni di età, lo Stato presunto laico e praticamente tutti gli esponenti delle forze politiche bolognesi si pongono al di fuori della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali.

L’UAAR saluta invece la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo come un grande passo per la laicità italiana.
Laicità ancora ben lontana: non dimentichiamo, e non lo dimenticano centinaia di migliaia di famiglie, come nella scuola pubblica vengano discriminati coloro che non intendono sottoporre i propri figli, dai tre anni di età, all’insegnamento della religione cattolica per due ore la settimana, con insegnanti pagati dallo stato ma scelti dal vescovo.

Al danno si aggiunge la beffa, quando parcheggiati in altre classi, messi nel corridoio, accompagnati in aule senza attività didattiche che spetterebbero loro di diritto, vedono sopra le loro teste il simbolo religioso che in quel contesto viene a rappresentare l’origine della loro discriminazione.

Roberto Grendene
Coordinatore del Circolo UAAR di Bologna

comunicati ,

UAAR a Radio Città Fujiko

5 novembre 2009

Venerdì 6 novembre, dalle ore 12:15 alle ore 13, all’interno del programma “Antipasto” curato da Alessandro Canella, Radio Città Fujiko ospiterà Roberto Grendene, coordinatore del circolo UAAR di Bologna.

Si parlerà del «no» ai crocifissi in classe, arrivato dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, che si è pronunciata sul ricorso di una cittadina italiana,  socia Uaar e per la quale l’UAAR  ha promosso, sostenuto e curato tecnicamente l’iter giuridico ( Tar del Veneto, Corte Costituzionale, Consiglio di Stato ed infine Corte Europea)

Ma si parlerà anche di altre campagne UAAR: Testamento Biologico: Liberi di scegliere, promossa all’interno della Rete Laica Bologna, il progetto oraalternativa, la campagna oneri, la campagna Occhiopermille

dibattiti, radio-tv