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“Aborto farmacologico. Una conquista da difendere”. A Bologna i manifesti UAAR!

16 Marzo 2021
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COMUNICATO STAMPA
Aborto farmacologico. Una conquista da difendere.
Al via anche a BOLOGNA e provincia la nuova campagna dell’Uaar

Da oggi al via anche a Bologna e Imola la nuova campagna dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) Aborto farmacologico: una conquista da difendere, che vede come testimonial Alice Merlo, una giovane donna che nei mesi scorsi ha raccontato la propria esperienza in un post su Facebook denunciando che i «maggiori problemi legati all’ivg sono le dinamiche colpevolizzanti, la riprovazione sociale per aver fatto quella scelta, l’imposizione del senso di colpa e del dolore».

Dopo il Lazio e altre regioni, la campagna prende il via oggi anche nei territori di Bologna, Casalecchio di Reno e Imola. I manifesti pubblicitari saranno affissi per 15 giorni in via Caravaggio tra Bologna e Casalecchio, via 63° Brigata Bolero a Casalecchio, via Graziadei (rotonda piscina comunale) a Imola, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica in materia di aborto farmacologico.

A Bologna abbiamo tentato di affiggere i manifesti anche all’ingresso dell’ospedale Maggiore, ma l’AUSL di Bologna non ha preso in esame la richiesta: manca da lunghissimo tempo l’affidamento a una società esterna della gestione della raccolta pubblicitaria e l’AUSL rinuncia a gestirla in maniera diretta. Comprendiamo il momento di difficoltà della sanità pubblica, ma proprio per questo il disservizio comporta non solo un mancato incasso per l’AUSL, ma anche un ostacolo a veicolare corretta informazione sui diritti delle donne per l’aborto farmacologico. Una possibilità che proprio in periodo di lockdown dovrebbe essere pienamente e liberamente accessibile, per evitare ricoveri non necessari.

«Anche se abbiamo un’ottima sanità in Emilia Romagna, storture proprio come questa delle affissioni al Maggiore raccontano una realtà che ancora arranca nell’essere completamente aperta alla diffusione di informazioni corrette, anche solo per mancanze e lungaggini burocratiche» dichiara il coordinatore del circolo UAAR di Bologna, Andrea Ruggeri. «Oltre alla concessione di spazio a gruppi antiabortisti nei consultori, le intrusioni clericali e reazionarie nel sistema sanitario sono un ostacolo all’accesso libero alla Ru486, così come a tante altre prestazioni. A volte siamo illusi che qui le cose funzionino meglio perché Bologna è stata un passo avanti sui diritti civili e sociali rispetto ad altre parti d’Italia. Purtroppo quella storia non è più al passo coi tempi, perché – anche se è difficile fare un conto o reperire informazioni – esistono sacche di resistenza reazionaria anche nelle strutture ospedaliere o in alcuni punti farmaceutici. Per non parlare poi della provincia, con tutte le difficoltà delle piccole comunità. Per questo è importante lavorare anche su questo territorio, anche all’indomani dell’8 marzo: la nostra lotta continua».

Via Caravaggio, Bologna

Via Caravaggio, Bologna

Via Graziadei, Imola

Via Graziadei, Imola

Via 63° Brigata Bolero, Casalecchio di Reno

Via 63° Brigata Bolero, Casalecchio di Reno

Spazi inutilizzati, ospedale Maggiore, Bologna

Spazi inutilizzati, ospedale Maggiore, Bologna

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Arrivano i manifesti Uaar “Testa o croce?”. Quando scegli ginecologo e medico di base, non affidarti al caso!

8 Gennaio 2019
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Con lo slogan Testa o croce? Non affidarti al caso! arrivano a Bologna e Imola i manifesti della nuova campagna con la quale l’Uaar comunica un concetto importante: quando scegli ginecologo e medico di base, non affidarti a caso!

In materia di salute diamo infatti molte scelte per scontate. Se in alcuni casi ciò non comporta particolari conseguenze, lo stesso non si può dire per altri, come per la scelta del proprio ginecologo o del proprio medico di base.

Gli ospedali sono purtroppo pieni di ginecologi obiettori, che limitano i diritti delle donne. Non sono infrequenti i casi in cui ostacolano l’intenzione di interrompere una gravidanza, o decidono di non sottoporre la gestante a diagnosi che possano condurre alla decisione di non far nascere un bimbo già condannato per tutta la vita a una malattia invalidante. In casi come questo avere un ginecologo di fiducia del quale sono note le opinioni su tali questioni è fondamentale.

Lo stesso dicasi per la scelta del medico di base. Un medico che considera la vita un bene indisponibile, che appartiene a Dio, potrebbe non tenere conto delle nostre volontà se non siamo in condizione di esprimerle. E anche se fossimo in condizione di esprimerle potrebbe curarci secondo le proprie convinzioni morali e lasciarci soffrire inutilmente.

Per questo l’Uaar invita tutte e tutti a far luce su questi aspetti. Prima che sia troppo tardi.
Rassegna stampa:

via Caravaggio, Bologna

via Caravaggio, Bologna



Bologna, via Risorgimento

Bologna, via Risorgimento


Casalecchio, via Porrettana

Casalecchio, via Porrettana

Imola

Imola

Bologna (via Giardini)

Bologna (via Giardini)

Bologna (largo Lercaro)

Bologna (largo Lercaro)

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Su Repubblica la replica UAAR ai moniti del card. Caffarra

31 Dicembre 2011
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L’articolo di Rosario Di Raimondo “Caffarra, omelia contro l’aborto”, pubblicato oggi su Repubblica Bologna, riporta un botta e risposta sui temi dell’autodeterminazione tra il cardinale e il portavoce del Circolo UAAR di Bologna.

Il porporato lancia un monito contro una “civiltà che si è ammalata mortalmente”, dandone la colpa alla possibilità di abortire, a quella di decidere sul proprio fine vita, a quella di avere medici che tengono in considerazione la volontà del paziente.

Per l’UAAR risponde Roberto Grendene, rivendicando la libertà di scelta e ammonendo la politica a non prendere ordini da gerarchie ecclesiastiche poco ascoltate dagli stessi loro fedeli, come dimostrano le battaglie su divorzio, aborto e, più recentemente, testamento biologico.

L’articolo è disponibile sul sito di Repubblica in una versione simile a quella andata in stampa.

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