Il Comune di Bologna ci ripensa, l’Uaar rende pubblici i dati sui “no” all’ora di religione

24 Giugno 2026

Dopo aver presentato la richiesta di riesame l’Uaar ottiene e pubblica i dati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) in ciascuna scuola dell’infanzia del Comune di Bologna. Si va dal 25% delle Dozza e Andersen al 65% delle Baroncini. I genitori non devono temere che i loro bimbi restino isolati, ma il Comune informi che è sempre possibile smettere di frequentare l’insegnamento confessionale.

Un mese fa Palazzo d’Accursio aveva negato all’Uaar l’accesso ai dati della non frequenza delle lezioni di religione cattolica nelle scuole dell’infanzia gestite dal Comune, limitandosi a macro aggregazioni per quartiere in quanto conoscere il dato per singola scuola sarebbe stato «irrilevante» e «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti». L’istanza di riesame presentata dall’Uaar deve aver fatto cambiare idea alla direttrice Anna Giordano, che due giorni fa ha finalmente deciso di percorrere la via della trasparenza e trasmesso le informazioni come da richiesta originale.

Nell’anno 2025/26 in ben 22 materne comunali su 68 la maggioranza di bambine e bambini ha seguito l’ora alternativa, con percentuali superiori al 60% alle Baroncini (65%), Lipparini (63%), Betti plesso 2 (62%), Zucchelli (61%) e Roselle (61%). Da sottolineare che non si scende mai sotto il 25%, percentuale registrata alle Andersen e Dozza.

«I dati che abbiamo liberato – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar – dicono ai genitori bolognesi che hanno scelto l’ora alternativa che i loro bimbi di tre anni non si sentiranno isolati, visto che la scelta laica ha numeri consistenti ovunque. Coloro che hanno scelto l’Irc per questo timore o perché male informati possono rivolgersi all’Uaar per cambiare la scelta in qualsiasi momento».

I dati ancora parziali per l’anno 2026/27 sembrano mostrare un lieve arretramento dei non avvalentisi. Il sorpasso delle scelte laiche che si riscontra in diverse scuole ha reso sempre più insistente la propaganda che dipinge l’Irc come attività culturale dove si insegna storia delle religioni. Non è affatto così, per legge è un insegnamento “conforme alla dottrina della Chiesa” impartito da docenti scelti a insindacabile giudizio del vescovo. Auspichiamo che il Comune di Bologna faccia al riguardo un’adeguata informazione nei confronti dei genitori, mettendoli altresì al corrente che per ragioni di coscienza possono interrompere in qualsiasi momento la frequenza dell’insegnamento confessionale. Anche ad anno scolastico avviato.

Comunicato stampa

SCUOLE DELL’INFANZIA COMUNALI DI BOLOGNA
NON FREQUENZA DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA – ANNO 2025/26
(fonte: elaborazione Uaar su dati del Comune di Bologna)
Scuola iscritti IRC no IRC % no IRC Quartiere
PICCOLO GRUPPO CHE CRESCE “BARONCINI” 23 8 15 65% S.Donato – s.Vitale
LIPPARINI INFANZIA 46 17 29 63% Borgo Panigale – Reno
G.BETTI plesso 2 (ex Betti 4) 39 15 24 62% Santo Stefano
ADA ZUCCHELLI INFANZIA 44 17 27 61% Navile
PICCOLO GRUPPO CHE CRESCE “ROSELLE” 23 9 14 61% Savena
ATTILIA NERI 50 20 30 60% Navile
PRESI 71 29 42 59% Borgo Panigale – Reno
M. ROCCA 112 46 66 59% S.Donato – s.Vitale
ADA NEGRI 69 30 39 57% S.Donato – s.Vitale
ZAMBONI 69 31 38 55% Santo Stefano
ANNA SERRA Plesso 1 46 21 25 54% Porto – Saragozza
GROSSO INFANZIA 70 32 38 54% Navile
GALLON 65 30 35 54% Borgo Panigale – Reno
W. TOBAGI 67 31 36 54% S.Donato – s.Vitale
DEGLI ESPOSTI 75 35 40 53% Santo Stefano
FLORA 95 45 50 53% Navile
MARIA MANZINI 80 38 42 53% Navile
GIDA ROSSI 69 33 36 52% Borgo Panigale – Reno
PEZZOLI INFANZIA 23 11 12 52% Savena
ARCO GUIDI COSTA 41 20 21 51% Porto – Saragozza
LANZARINI 92 46 46 50% Navile
MAGO MERLINO 50 25 25 50% Porto – Saragozza
GIUSI DEL MUGNAIO 65 33 32 49% Navile
PORTO…BELLO 39 20 19 49% Porto – Saragozza
CASAGLIA 50 26 24 48% Porto – Saragozza
CECCARELLI 71 37 34 48% Navile
JOLE BARONCINI 71 38 33 46% S.Donato – s.Vitale
MARSILI 74 40 34 46% Navile
BARACCANO 48 26 22 46% Santo Stefano
T.BOLZANI INFANZIA 69 40 29 42% Navile
GASTONE ROSSI 114 67 47 41% Santo Stefano
G.BETTI PLESSO 3 90 53 37 41% Santo Stefano
CARDUCCI 49 29 20 41% Santo Stefano
VILLA MAY 69 41 28 41% Borgo Panigale – Reno
FANTINI L. INFANZIA 71 43 28 39% Borgo Panigale – Reno
CATERINA DE STEFANI 74 45 29 39% Porto – Saragozza
IL MONELLO 23 14 9 39% Santo Stefano
ARCO GUIDI PACE 82 50 32 39% Porto – Saragozza
MAZZONI INFANZIA 72 44 28 39% Savena
GABELLI – BACCHI 68 42 26 38% Santo Stefano
IRMA PEDRIELLI 110 68 42 38% Borgo Panigale – Reno
DOMENICO SAVIO 75 47 28 37% Savena
XXI APRILE 46 29 17 37% Porto – Saragozza
ANNA FRANK INFANZIA 65 41 24 37% S.Donato – s.Vitale
ADA GOBETTI 49 31 18 37% Porto – Saragozza
TESTI RASPONI 71 45 26 37% Santo Stefano
MARIGHETTO 50 32 18 36% S.Donato – s.Vitale
MOLINO TAMBURI 50 32 18 36% Santo Stefano
ARCOBALENO INFANZIA 49 32 17 35% S.Donato – s.Vitale
MAZZINI INFANZIA 68 45 23 34% Borgo Panigale – Reno
SCARLATTI 74 49 25 34% Savena
XVIII APRILE 1945 INFANZIA 63 42 21 33% S.Donato – s.Vitale
PADIGLIONE 75 50 25 33% Santo Stefano
DON MILANI INFANZIA 71 48 23 32% Borgo Panigale – Reno
CASA DEL BOSCO 68 46 22 32% Borgo Panigale – Reno
GIARDINO POZZATI (ex. SERAGNOLI) 68 46 22 32% Borgo Panigale – Reno
ALDO MORO INFANZIA 69 47 22 32% Borgo Panigale – Reno
GIORGIO MORANDI 67 46 21 31% Borgo Panigale – Reno
DALL’OLIO 46 32 14 30% Porto – Saragozza
GIAN CARLO CERINI 73 51 22 30% Savena
BELTRAME 60 42 18 30% Santo Stefano
WALT DISNEY 100 71 29 29% Savena
ANNA SERRA PLESSO 2 46 33 13 28% Porto – Saragozza
BRUNO CIARI 75 55 20 27% Savena
CANTALAMESSA 73 54 19 26% Porto – Saragozza
RAOUL FOLLEREAU 74 55 19 26% Savena
ANDERSEN 69 52 17 25% Porto – Saragozza
GIUSEPPE DOZZA 69 52 17 25% Porto – Saragozza

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Materne comunali, 42% di no all’IRC (al Navile 51%). Presentata richiesta di riesame perché il Comune nega i dati per singola scuola.

2 Giugno 2026
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A seguito di un accesso civico il Circolo Uaar di Bologna rende pubblici i dati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell’infanzia comunali suddivisi per quartiere. Presentata istanza di riesame perché a sorpresa il Comune, a differenza del Ministero dell’istruzione e del merito e delle province autonome di Trento e Bolzano, nega l’accesso ai dati relativi alle singole scuole perché “irrilevanti” e “oltre i limiti delle disposizioni vigenti”.

Su 4.391 bambine e bambini delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna ben 1.841 (42%) hanno svolto attività ludiche e di socializzazione mentre i compagni, alla tenera età di 3-5 anni, seguivano l’insegnamento della religione cattolica (Irc), affidato a docenti scelti dall’arcivescovo Zuppi ma pagati dalle casse comunali.

I dati della non frequenza dell’Irc sono stati ottenuti dal circolo bolognese dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) grazie a un accesso civico al “Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni” di piazza Liber Paradisus e permettono di fotografare la situazione a livello di quartiere. Si parte dal Savena (33%) fino ad arrivare al record di laicità del Navile, dove i bimbi liberi dall’ora di religione sono la maggioranza (51%). Gli altri quartieri: Porto-Saragozza (37%), Borgo Panigale – Reno (41%), santo Stefano (42%), san Donato – san Vitale (47%).

Dati non frequenza IRC per quartiere - scuole dell'infanzia comunali di Bologna

Per trasparenza nei confronti della cittadinanza e per una consapevole partecipazione al dibattito pubblico, nell’istanza di accesso i dati sono stati chiesti con dettaglio per singola scuola. Inaspettatamente la direttrice del settore “Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni”, Anna Giordano, ha risposto che «il dato riferito a ogni singola scuola appare irrilevante e pertanto non viene fornito» giustificando il diniego in quanto la richiesta sarebbe «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti». L’invito a rivedere questa insensata posizione di chiusura è caduto nel vuoto e così il 29 maggio è stata presentata formale richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, il quale dovrà decidere entro venti giorni.

«Siamo sicuri che si sia trattato di una svista, anche se deplorevole – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar –, e che il Comune di Bologna tornerà sui propri passi e sceglierà la linea della trasparenza. Negli accessi civici presentati al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alle province autonome di Trento e Bolzano i dati sono sempre stati forniti con dettaglio per singola scuola, in piena collaborazione. Sarebbe preoccupante che l’unica amministrazione pubblica a riscontrare presunti impedimenti normativi nell’esercizio di questo diritto fosse il Comune di Bologna, lo stesso che il sindaco Lepore ama definire “il più progressista d’Italia”».

Il Circolo Uaar di Bologna auspica che non sia più necessario presentare richieste di accesso civico, né tanto meno istanze di riesame, ma che l’Amministrazione comunale di Bologna si dimostri all’avanguardia e renda disponibili i dati dettagliati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nel contenitore istituzionale più indicato, il sito Open Data Bologna, che fornisce già utili dataset relativi al mondo dell’istruzione pubblica.

L’Uaar aderisce al progetto datiBeneComune che raggruppa oltre 300 organizzazioni che chiedono di aprire tutti i dati di pubblico interesse.
I dati forniti annualmente dal MiM e dalle P.A. di Trento e Bolzano alimentano la piattaforma per consultare i dati sulla non frequenza dell’Irc nelle scuole pubbliche italiane, con dettaglio fino alla singola scuola:
https://www.uaar.it/non-frequenza-irc-nelle-scuole-italiane/

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Imola, candidati sindaco in silenzio sulle domande laiche (tranne uno)

29 Maggio 2026
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Da delegato UAAR di Imola e Castel San Pietro, e in veste di coordinatore regionale, ho fatto una cosa molto semplice: ho messo nero su bianco alcune questioni spinose per la nostra città e ho chiesto ai candidati sindaco cosa ne pensassero. Un questionario puntuale, documentato, incentrato su un principio basilare che a parole tutti difendono: la laicità delle istituzioni. Il risultato? Quasi tutti si sono dati alla macchia.

Un silenzio tombale che, chiariamo subito, non è certo frutto di una svista o di agende elettorali troppo piene. È puro calcolo.

Non avevo posto domande filosofiche sui massimi sistemi. Ho messo sul tavolo questioni concrete e soldi pubblici: gli oltre 400.000 euro versati ogni anno dal Comune di Imola alle scuole paritarie confessionali, il ripristino degli oneri di urbanizzazione girati ai luoghi di culto, i sacerdoti pagati come infermieri dalla nostra AUSL, fino ai maxi-finanziamenti all’editoria diocesana. In una città come la nostra, dove certe dinamiche di potere e influenze cattoliche sono radicate da decenni, toccare questi nervi scoperti significa passeggiare in un campo minato. E la maggior parte delle forze politiche ha preferito girare al largo.

Articolo da Corriere Romagna, 29/5/2026

Corriere Romagna, 29/5/2026

Le mie domande non ammettevano le classiche “supercazzole” elettorali. Partivano da dati di fatto e dalla Costituzione (l’articolo 33 parla chiaro), chiedendo impegni misurabili: volete stralciare quella delibera? Volete rivedere quelle convenzioni? Volete fare pressioni sui dirigenti per garantire i diritti dei bambini dell’ora alternativa? Domande chiuse, che tolgono ossigeno alla retorica democristiana del “non scontentare nessuno”. Prendere posizione, per chi cerca di rastrellare voti nel calderone del centro moderato, avrebbe significato esporsi al rischio di irritare la Curia e i poteri forti locali. Meglio tacere.

È decisamente più comodo rifugiarsi nelle interviste concordate sui giornali. Nelle passerelle sulla stampa locale si parla di buche per le strade, di decoro urbano, magari di viabilità: tutti temi fondamentali, per carità, ma dove si può sciorinare la lezioncina imparata a memoria senza mai dover sfiorare l’etica, i diritti o il concetto, evidentemente indigesto, di separazione tra Stato e Chiesa.

In mezzo a questo mutismo di convenienza, l’unico a rispondere è stato il candidato di Rifondazione Comunista. Una scelta del tutto logica: chi fa politica con un’identità marcatamente laica e non ha l’ansia di dover elemosinare consensi al centro, non fa alcuna fatica a rispondere a tono e a difendere il pubblico a discapito del confessionalismo.

Ma per tutti gli altri, la mancata risposta non è un banale “non letto” nella casella mail dell’UAAR. È una dichiarazione di intenti fortissima. Il silenzio dei candidati sindaco di Imola è assordante e ci dice, senza mezze misure, che per loro lo status quo e la paura di perdere una manciata di voti valgono molto di più del coraggio di far rispettare la reale neutralità della cosa pubblica. La strategia del silenzio, alla fine, ha premiato chi avrebbe vinto comunque; ma la strategia opposta magari avrebbe fatto prendere più voti a chi continua a credere, sbagliando, che dar ragione a tutti per non dar torto a nessuno possa portare in politica ad un risultato apprezzabile.

Roberto Vuilleumier
Delegato Uaar per Imola e Castel san Pietro
Coordinatore regionale Uaar per l’Emilia Romagna

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Elezioni Imola 2026: risposte alle domande laiche

19 Maggio 2026
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Domande laiche ai candidati - Imola 2026Di seguito le risposte alle domande laiche dell’Uaar pervenute da parte di candidate e candidati alla carica di sindaco per le elezioni amministrative di Imola 2026.

Le risposte saranno inserite nell’ordine in cui giungeranno all’indirizzo imola@uaar.it, affiché il 24 e 25 maggio 2026 chi vota possa scegliere in maniera consapevole.


Risposte di Michele Ferrari, lista Imola in Transizione-PRC
Testo completo delle domande

Per rispondere alle vostre domande, vorrei fare una premessa. Nella mia etica personale io sono ateo e laico e conosco bene come vorrei fosse fatta la nostra società. Anche la lista che rappresento, Imola in Transizione, emanazione locale del Partito della Rifondazione Comunista, da sempre promuove la realizzazione di uno stato laico come indicato dalla Costituzione Italiana. Nelle veste di eventuale futuro sindaco, questo desiderio andrà adattato alla situazione contingente ed orientato progressivamente verso una società laica, volendo evitare che i cittadini, religiosi o meno, soffrano – incolpevoli – la mancanza di un servizio o di un diritto per le scelte etiche dell’amministrazione comunale. Quindi rispetto alle risposte offerte a questo questionario, strettamente personali, la loro applicazione pratica potrà vedere una certa gradualità o anche la rinuncia.

1. Fondi pubblici alle scuole private confessionali
Risposta personale alla questione 1: Idealmente vorrei riformare la convenzion, e verificare se il supporto delle scuole paritarie sia quantitativamente necessario alla scolarità di Imola, ora e nel futuro. Se ancora fosse necessario questo supporto, sarebbe interessante esplorare le condizioni di insegnamento e contribuzione affinché anche le scuole paritarie possano offrire un insegnamento laico che non sia da ostacolo all’iscrizione in questi istituti di giovani che professano altre religioni. Sovente, la presenza di riti e simboli cattolici durante lo svolgimento della didattica viene usato dalle famiglie – spesso non veri fedeli – per evitare la frequentazione di ragazzi e famiglie di altre etnie/professioni come avviene nella scuola pubblica. Accettare queste scelte e finanziarle pure va contro il dettato costituzionale in materia.

2. Oneri di urbanizzazione sottratti all’edilizia pubblica per destinarli al culto
Risposta personale alla questione 2: Dopo opportuna verifica delle condizioni in atto, intendo azzerare tale destinazione della quota di oneri di urbanizzazione. Gli interventi a supporto al culto, verranno discussi caso per caso.

3. Laicità e diritti degli studenti nella scuola pubblica
6. Libri per l’ora alternativa
Risposta personale alla questione 3 e 6: Sono per l’eliminazione di riti e simboli di qualsiasi professione religiosa nelle scuole. Vorrei anche giungere all’eliminazione dell’ora di religione e di alternativa per il recupero di tale ora alla didattica scolastica. Non sarebbe mia intenzione acquistare pubblicamente nessun libro per l’ora di religione. Se l’ora diventasse per tutti un insegnamento alternativo, a seconda dell’indirizzo scelto dall’istituto, ci si potrebbe adoperare per il recupero di testi esistenti localmente – spesso gratuiti – sulle tematiche scelte (es: la Costituzione Italiana per Educazione Civica; manuale di ecologia per l’educazione ambientale;ecc).

4. Finanziamenti all’editoria confessionale
Risposta personale alla questione 4: La chiesa Vaticana ha sicuramente abbastanza soldi per sostenere la propria editoria.

5. Sacerdoti stipendiati nella sanità pubblica (Preti in corsia)
Risposta personale alla questione 5: come la scuola anche i luoghi della sanità pubblica devono rispettare l’indirizzo laico della Costituzione Italiana. Il religioso in corsia potrebbe essere richiesto anche da altre professioni e questo creerebbe fastidiose disparità in un ambito già di dolore. La religione in questi luoghi – se non ovunque negli spazi pubblici – rimane una pratica individuale.

7. Neutralità delle Istituzioni
Risposta personale alla questione 7: Il principio è valido; le situazioni – catastrofi – potrebbero richiedere scelte commisurate.


 

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Elezioni Imola 2026: domande laiche ai candidati

10 Maggio 2026
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Il 24 e 25 maggio 2026 a Imola si terranno le elezioni comunali (con eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno).

L’Uaar invita candidate e candidati alla carica di sindaco a rispondere alle seguenti domande laiche. E invita chi si recherà alle urne a porre le stesse domande a chi chiede di essere votato, e a esigere risposte chiare.

Le risposte che perverranno a imola@uaar.it saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché chi vota possa farlo in maniera consapevole.

1. Fondi pubblici alle scuole private confessionali

Premessa. Il Comune di Imola eroga oltre 400.000€ annui alle scuole dell’infanzia paritarie confessionali. Tali contributi sono distribuiti “a forfait” per sezione, senza alcuna distinzione basata sul reddito delle famiglie, violando i principi di equità e progressività fiscale. È bene precisare che l’argomento secondo cui lo Stato “risparmierebbe” grazie alle paritarie è privo di fondamento giuridico: la scelta di un’istruzione confessionale è una libera opzione dei genitori e non può tradursi in un onere per la collettività, né giustificare il mancato rispetto della priorità dovuta alla scuola pubblica.

Domanda: Come giudica questa parificazione economica alla luce dell’Articolo 33 della Costituzione, che prescrive chiaramente il diritto per i privati di istituire scuole ‘senza oneri per lo Stato’? Se eletto, intende riformare la convenzione affinché il sostegno pubblico non sia più un automatismo a pioggia, ripristinando il rigore del dettato costituzionale, criteri di progressività e un controllo analitico sull’effettivo utilizzo dei fondi erogati?

2. Oneri di urbanizzazione sottratti all’edilizia pubblica per destinarli al culto

Premessa. Nel 2019 la precedente amministrazione aveva legittimamente azzerato la quota del 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria destinata al culto, per investire nell’edilizia pubblica e scolastica. Successivamente, l’ex Commissario Straordinario Nicola Izzo ‒ figura non eletta ma insignita di altissime onorificenze vaticane (tra cui Grande Ufficiale dell’Ordine di San Gregorio Magno e Cavaliere del Santo Sepolcro) ‒ ha ripristinato questa quota con la delibera 172/2020. Un atto puramente politico forse l’unico attuato durante il suo mandato che ha sottratto decine di migliaia di euro alle casse comunali in un momento di crisi.

Domanda. Considerando l’imparzialità richiesta a un Commissario Prefettizio, ritiene politicamente opportuno che una figura con tali evidenti legami con il Vaticano abbia preso una decisione politica così netta a favore delle chiese? Soprattutto, lei si impegna a promuovere o sostenere una mozione per stralciare la delibera 172/2020, restituendo queste preziose risorse all’edilizia pubblica e alle scuole del Comune di Imola?

3. Laicità e diritti degli studenti nella scuola pubblica

Premessa. Nelle scuole si registrano ancora carenze organizzative che portano all’emarginazione dei bambini che scelgono l’ora alternativa alla religione cattolica. Inoltre, nonostante le chiare direttive del Consiglio di Stato, si verificano ancora casi di benedizioni religiose in orario scolastico, creando di fatto divisioni tra i minori in base al loro credo.

Domanda. Quali azioni concrete intende intraprendere, in sinergia e dialogo con i dirigenti scolastici, per garantire che l’ora alternativa sia un diritto pienamente fruibile, e per assicurare che gli spazi e gli orari della scuola pubblica imolese restino rigorosamente laici e privi di atti di culto discriminatori?

4. Finanziamenti all’editoria confessionale

Premessa. A Imola ha sede il “Nuovo Diario Messaggero”, un settimanale diocesano che percepisce ingenti contributi pubblici (oltre 350.000 euro annui). Molti cittadini ritengono questa distribuzione di risorse un privilegio ingiusto.

Domanda. Qual è la sua posizione politica in merito ai massicci finanziamenti pubblici erogati all’editoria di matrice confessionale? Ritiene corretto che la stampa religiosa sia sostenuta indirettamente con le tasse di tutti i cittadini, e come si comporterà la sua amministrazione riguardo a eventuali patrocini, abbonamenti o acquisti di spazi istituzionali su queste testate?

5. Sacerdoti stipendiati nella sanità pubblica (Preti in corsia)

Premessa. Presso l’ospedale di Imola, attraverso specifiche convenzioni, tre sacerdoti cattolici sono stipendiati con fondi della sanità pubblica. Sono inquadrati come infermieri di 8° livello, per un costo di circa 100.000 euro, e usufruiscono inoltre di cappella, posti letto e agevolazioni sui pasti.

Domanda. In un momento storico in cui la sanità pubblica soffre di una drammatica carenza di personale medico e infermieristico, come giudica l’impiego di fondi dell’AUSL per stipendiare figure religiose? Intende farsi portavoce, nel suo ruolo di massima autorità sanitaria locale, di una richiesta formale di revisione di queste convenzioni?

6. Libri per l’ora alternativa

Premessa. L’UAAR ha attivato su scala nazionale la campagna Libri per chi ha diritto di averli per sensibilizzare i Collegi docenti delle scuole primarie ad adottare i libri di testo per l’Attività alternativa. Gli istituti che lo faranno per la prima volta per l’anno 2026/27 potranno ricevere la donazione dei libri per le classi rimaste scoperte, con spesa a totale carico dell’Uaar. A Imola solamente nelle primarie degli IC 4 e 7 risultano esserci adozioni di libri per l’Attività alternativa. Negli IC 1, 2, 5 e 6 inspiegabilmente viene consegnato solo il testo di religione cattolica, mentre bambine e bambini dell’ora alternativa non ricevono alcun libro. Ricordiamo spetta al Comune coprire la spesa per i libri scolastici adottati ufficialmente alla primaria.

Domanda. Ritiene che la mancata o scarsa adesione delle scuole all’adozione gratuita dei libri per l’Attività alternativa sia dovuta a pressioni esterne o a inerzia, e come pensa di tutelare questo diritto?

7. Neutralità delle Istituzioni

Premessa. Si vedono fin troppo spesso rappresentanti delle istituzioni partecipare a messe o atti di culto in veste ufficiale.

Domanda. Qual è la sua posizione politica riguardo alle massime autorità pubbliche e alle forze dell’ordine che presenziano alle messe religiose in divisa, con i gonfaloni o indossando la fascia tricolore, in palese contrasto con la neutralità dello Stato?
Domande laiche ai candidati - Imola 2026

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Scuola, nel bolognese solo 31 Istituti Comprensivi su 73 garantiscono il libro di Attività alternativa

3 Maggio 2026
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Nella provincia di Bologna solo in 31 Istituti Comprensivi su 73 alle bambine e ai bambini della primaria è stato consegnato gratuitamente il libro di testo per l’Attività alternativa (solo in 11 dei 22 IC del comune di Bologna). Lo comunica il Circolo Uaar di Bologna, che ha controllato i dati ministeriali sulle adozioni dei libri di testo e che denuncia la situazione di disparità educativa ai danni dei minori che non frequentano le due ore settimanali di religione cattolica.

Gli istituti virtuosi che assicurano il libro di Attività alternativa e quelli che si limitano a garantire solo il testo di religione sono mostrati nella tabella in calce.
I 31 IC virtuosi rispettano la sentenza Tar Lazio n. 7653/2025 dove afferma che «le scuole devono contemplare nella propria offerta didattico-formativa, assieme all’IRC, un insegnamento ad essa alternativo» e ciò deve avvenire «a prescindere se vi siano o meno studenti che intendano avvalersene», perché la programmazione dell’insegnamento alternativo sorge «direttamente dal sistema normativo». Gli altri 42 IC, dove il collegio docenti sembra attento solo all’insegnamento cattolico, cosa aspettano ad adeguarsi?

Per aiutare le scuole primarie statali ad applicare le prescrizioni normative e a rispettare la pari dignità educativa di chi non si avvale dell’IRC, l’Uaar ha lanciato per il terzo anno consecutivo la campagna “Libri per chi ha diritto di averli”. Nelle precedenti edizioni a Bologna l’Uaar ha donato libri di testo per il programma dell’Attività alternativa a bambine e bambini dell’IC 5 e dell’IC 8. Grazie a questa opera di sensibilizzazione i collegi docenti di tali istituti hanno provveduto a deliberarne ufficialmente l’adozione, come dovrebbe essere fatto in tutte le scuole.

Anche per il 2026/27 l’Uaar ha scritto a tutti gli Istituti che non l’hanno fatto invitandoli ad adottare il libro di testo per l’Attività alternativa – che sarà rimborsato dal Comune con cedola libraria come quello dell’IRC – e a partecipare alla campagna per ricevere gratuitamente dall’Uaar stessa i libri per le classi rimaste scoperte, ovvero seconde, terze e quinte. I libri oggetto della donazione saranno di editori indipendenti e specializzati nella didattica per le scuole primarie.

Le informazioni sulla campagna “Libri per chi ha diritto di averli” e il modulo di richiesta si trovano alla pagina:
https://www.uaar.it/kitdidattica

Comunicato stampa Circolo Uaar di Bologna, 4 maggio 2026

Comune Istituto Comprensivo Libro di alternativa
ALTO RENO TERME I.C. DI PORRETTA TERME NO
ANZOLA DELL’EMILIA I.C. “DE AMICIS” NO
ARGELATO I.C. DI ARGELATO
BOLOGNA I.C. N. 1 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 3 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 5 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 6 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 8 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 9 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 14 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 15 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 18 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 19 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 22 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N. 2 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N. 4 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N. 7 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N. 12 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N. 17 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N. 20 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N. 21 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N.10 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N.11 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N.13 BOLOGNA NO
BOLOGNA I.C. N.16 BOLOGNA NO
BORGO TOSSIGNANO I.C. DI BORGO TOSSIGNANO NO
BUDRIO I.C. DI BUDRIO NO
CALDERARA DI RENO I.C. DI CALDERARA DI RENO
CASALECCHIO DI RENO I.C. CERETOLO
CASALECCHIO DI RENO I.C. CROCE
CASALECCHIO DI RENO I.C. CENTRO NO
CASTEL MAGGIORE I.C. DI CASTEL MAGGIORE NO
CASTEL SAN PIETRO TERME I.C. DI CASTEL SAN PIETRO T. NO
CASTENASO I.C. DI CASTENASO
CASTIGLIONE DEI PEPOLI I.C. CASTIGLIONE-CAM.-S.BEN. NO
CREVALCORE I.C. DI CREVALCORE NO
DOZZA I.C. DOZZA IM. – C.GUELFO
GAGGIO MONTANO I.C. “S. D’ACQUISTO”
GRANAROLO DELL’EMILIA I.C. GRANAROLO DELL’EMILIA NO
IMOLA I.C. N.4 IMOLA
IMOLA I.C. N.7 IMOLA
IMOLA I.C. N. 1 IMOLA NO
IMOLA I.C. N.2 IMOLA NO
IMOLA I.C. N.5 IMOLA NO
IMOLA I.C. N.6 IMOLA NO
MALALBERGO I.C. DI MALALBERGO
MARZABOTTO I.C. DI MARZABOTTO
MEDICINA I.C. DI MEDICINA NO
MINERBIO I.C. DI MINERBIO NO
MOLINELLA I.C. DI MOLINELLA
MONGHIDORO IC DI LOIANO – MONGHIDORO NO
MONTE SAN PIETRO I.C. DI MONTE SAN PIETRO
MONTERENZIO I.C. DI MONTERENZIO NO
MONZUNO I.C. DI VADO – MONZUNO
OZZANO DELL’EMILIA I.C. DI OZZANO DELL’EMILIA NO
PIANORO I.C. DI PIANORO NO
PIANORO I.C. DI RASTIGNANO NO
PIEVE DI CENTO I.C. DI PIEVE DI CENTO
SALA BOLOGNESE I.C. “A.FERRI” NO
SAN GIORGIO DI PIANO I.C. DI SAN GIORGIO DI PIANO NO
SAN GIOVANNI IN PERSICETO I.C. 1 DECIMA – PERSICETO
SAN GIOVANNI IN PERSICETO I.C. 2 S.GIOVANNI IN P. NO
SAN LAZZARO DI SAVENA I.C. N. 1 SAN LAZZARO
SAN LAZZARO DI SAVENA I.C. N. 2 SAN LAZZARO NO
SAN PIETRO IN CASALE I.C. DI SAN PIETRO IN CASALE NO
SANT’AGATA BOLOGNESE I.C. DI SANT’AGATA B. NO
SASSO MARCONI I.C. DI BORGONUOVO NO
SASSO MARCONI I.C. DI SASSO MARCONI NO
VALSAMOGGIA I.C. BAZZANO-MONTEVEGLIO
VALSAMOGGIA I.C. DI CRESPELLANO
VALSAMOGGIA I.C. CASTELLO SERR.-SAVIGNO NO
VERGATO I.C. VERGATO GRIZZANA-M. NO
ZOLA PREDOSA I.C. DI ZOLA PREDOSA

 

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Festeggiamo la Liberazione a Pratello R’Esiste 2026

23 Aprile 2026
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Anche quest’anno il Circolo Uaar di Bologna festeggia la Liberazione partecipando a Pratello R’Esiste.

Dalle 10 alle 18 di sabato 25 aprile troverai il nostro tavolo in via del Pratello all’altezza del civico 17/a.

Prendi una boccata d’aria laica e passa a trovarci per:

Buona Festa della Liberazione!

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Cento libri donati dall’Uaar a bambine e bambini dell’attività alternativa

4 Febbraio 2026
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Il 2026 è iniziato con il piede giusto per bambine e bambini che all’Istituto Comprensivo n.5 di Bologna frequentano l’attività didattica alternativa, la scelta educativa laica al posto delle due ore settimanali di insegnamento della religione cattolica (Irc).

Martedì 13 gennaio il coordinatore del Circolo Uaar di Bologna Riccardo Tampieri e il vice coordinatore Raffaele Diotallevi hanno consegnato nelle mani di Claudia Iamundo, vicaria dell’istituto comprensivo, cento libri per il programma dell’attività alternativa. La donazione, parte della campagna Uaar Libri per chi ha diritto di averli, ha consentito di distribuire a bambine e bambini delle classi seconda e quinta primaria dell’IC5 il libro di testo che a loro mancava: era infatti stato distribuito solo quello approvato dalla diocesi e destinato ai loro compagni che frequentano l’Irc.

Con questa donazione l’Uaar ha scelto di accogliere la richiesta presentata dall’IC5 lo scorso novembre e ha voluto premiare la svolta compiuta dal collegio docenti dell’istituto lo scorso maggio, quando per la prima volta deliberò l’adozione dei libri di testo per l’attività alternativa per l’anno 2025/26. In questo modo la scuola ha ricevuto gratuitamente dal Comune di Bologna non solo i testi di religione cattolica, ma anche quelli per il programma di alternativa. Restavano escluse solo le classi seconde e quinte e ci ha pensato l’Uaar a colmare questa disparità educativa che ancora troppo spesso colpisce i piccoli studenti delle scuole “elementari” italiane.

13 gennaio 2026, l’Uaar dona i libri di alternativa all’IC5 Bologna

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Bologna, crescono ancora i “no” all’ora di religione. I dati scuola per scuola.

27 Gennaio 2026
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L’Uaar pubblica i dati ministeriali sulla non frequenza dell’Irc. In provincia di Bologna quattro studenti su dieci scelgono di non avvalersene, uno su due nelle scuole che hanno sede nel comune. Sorpasso laico in sei licei bolognesi su nove, in testa Arcangeli (67,50%), Luxemburg (65,19%) e Copernico (64,26%).

In piena fase di iscrizioni scolastiche l’Uaar rende noti i dati ministeriali sulla non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica (Irc). Per la quarta volta consecutiva cresce la disaffezione per le lezioni tenute dai docenti scelti dal vescovo. A livello nazionale nel 2024/25 il numero di chi non si avvale dell’IRC è cresciuto dell’1%, raggiungendo quota 17,7% (+42mila studenti, nonostante il calo di 120mila unità della popolazione studentesca complessiva).
A differenza della Cei l’Uaar non si limita a comunicare il dato nazionale, ma analizza il fenomeno a vari livelli territoriali e rende pubblici i dati scuola per scuola. Emerge così un’Italia a due velocità, con aree di forte allontanamento dall’ora di religione cattolica: l’Emilia Romagna è tra queste, con il 30,65% di scelte laiche (seconda regione dopo la Valle d’Aosta). E con accelerazioni ancora maggiori a Bologna.

Con il 39,91% di non avvalentisi la provincia di Bologna è la seconda in Italia dopo quella di Firenze (40,33%). Restringendo l’analisi ai comuni con più di 25mila abitanti la fuga dall’ora di religione è ancora più netta: Bologna (46,92%), Casalecchio (46,86%), San Lazzaro (40.49%) e San Giovanni in Persiceto (37.81%).

A confutare l’ipotesi che sia tutto dovuto a famiglie di origine straniera il dato dei licei di Bologna, che mostra il sorpasso laico in sei casi su nove: Arcangeli (67,50%), Luxemburg (65,19%), Copernico (64,26%), Galvani (52,96%), Righi (52,74%) e Minghetti (50,82%). Solo al Laura Bassi (49,72%), al Sabin (41,44%) e al Fermi (34,90%) prevale ancora la scelta religiosa.
In provincia spiccano il Da Vinci di Casalecchio (60,04%), il Giordano Bruno di Medicina (58,97%) e il Fermi di San Lazzaro (54,55%).

Spostandosi su tecnici e professionali i “no” all’Irc sono ancora maggiori, con in vetta rispettivamente l’Itc Rosa Luxemburg (81,40%) e l’Ipia Aldini Valeriani (83,49%). Tre scuole medie bolognesi superano il 60%: Saffi (63,69%), Testoni-Fioravanti (62,30%) e Besta (61,92%). In testa alla classifica delle primarie troviamo le Tempesta (68,87%) e per le scuole dell’infanzia le Panzini (82,81%).

«Sempre più famiglie e studenti – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar ­– scelgono di non frequentare l’ora di religione cattolica, nonostante l’esercizio di questo diritto troppe volte sia ostacolato dalla mancanza di valide alternative e da pressioni anche interne al sistema scolastico. Per la Cei si tratterebbe di una libera scelta ma non è affatto così: mettiamo l’Irc in orario extrascolastico, come capita a tutte le attività facoltative, e vediamo come va a finire». Il 14 febbraio scadono le iscrizioni all’anno 2026/27. «Invito i genitori – conclude Grendene – a compiere la migliore scelta educativa: dire no all’insegnamento della religione cattolica. E se incontrano difficoltà, avranno l’Uaar al loro fianco».

Comunicato stampa – 27.1.2026

Note

I dati ministeriali della provincia di Bologna scuola per scuola su file Excel: Dati non frequenza Irc – Bologna 2024-25

Mappa interattiva per province: https://public.flourish.studio/visualisation/27185742/

Mappa interattiva per regioni: https://public.flourish.studio/visualisation/27185921/

Alla pagina https://uaar.it/dati-no-irc sono disponibili tutti i dati sulla non frequenza dell’Irc, con elaborazioni grafiche, elenchi delle scuole per provincia scaricabili in formato Csv per ulteriori elaborazioni, fino alla consultazione della scheda di dettaglio di ogni singola scuola con la serie storica degli ultimi anni.

L’Uaar aderisce alla campagna #datiBeneComune.

Nel repository GitHub dell’associazione: https://github.com/UnioneAteiAgnosticiRazionalisti/dati-no-irc
sono messi a disposizione tutti i file originali ricevuti dal Ministero e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Nell’elaborazione delle statistiche nazionali e provinciali in via prudenziale non sono stati considerati i dati di 357 scuole su 40346 ritenuti inattendibili per percentuali di non avvalentisi fuori scala (probabilmente dovuti a errori di input). Se fossero stati considerati i dati originali le percentuali di non avvalentisi sarebbero state leggermente più alte.

 

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Vigili del Fuoco o parrocchia? Laicità in fumo tra Modena e Bologna.

14 Dicembre 2025
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Vigili del Fuoco o parrocchia? L’Uaar Emilia-Romagna contro l’uso di risorse pubbliche per fini religiosi: “Laicità in fumo tra Modena e Bologna”
Comunicato stampa Bologna/Modena, 13 dicembre 2025

Apprendiamo con sconcerto dell’ordine del giorno diffuso dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Modena, con il quale si invitano i dipendenti a “percorsi di fede”, cresime e corsi prematrimoniali organizzati direttamente dall’amministrazione. Riteniamo inaccettabile che risorse, canali ufficiali e personale di un corpo civile dello Stato vengano impiegati per finalità strettamente confessionali. I Vigili del Fuoco sono un patrimonio di tutti i cittadini, credenti e non, e la loro missione è la sicurezza pubblica, non la cura delle anime o l’amministrazione di sacramenti.

L’utilizzo di carta intestata, email istituzionali (il documento indica esplicitamente un indirizzo vigilfuoco.it per le adesioni) e il coinvolgimento formale della gerarchia di comando in questioni di fede privata rappresentano una “sgrammaticatura” istituzionale che lede il supremo principio di laicità dello Stato. Ciò che rende la vicenda ancora più grave è che non si tratta di un caso isolato, ma di una vera e propria “filiera clericale” che attraversa diversi corpi dello Stato e scavalca i confini provinciali. Il documento, infatti, specifica che il corso prematrimoniale si svolgerà presso la Legione Carabinieri “Emilia Romagna” a Bologna. Assistiamo dunque a un intreccio tra istituzioni diverse (Vigili del Fuoco e Carabinieri) unite non da finalità di servizio pubblico o di emergenza, ma dalla gestione logistica di pratiche religiose cattoliche.

È tollerabile che nel 2025 strutture pubbliche e funzionari statali vengano distolti dai loro compiti per trasformarsi in succursali della Curia? Un dipendente non cattolico, o ateo, come deve sentirsi di fronte a un Ordine del Giorno che normalizza l’appartenenza religiosa come parte della vita lavorativa? Chiediamo al Comando di Modena e alle istituzioni coinvolte di occuparsi di formazione professionale, sicurezza e soccorso, lasciando la gestione dei sacramenti alle parrocchie, dove è giusto che stiano. La divisa appartiene allo Stato, la coscienza ai singoli cittadini: confondere i due piani è un disservizio alla democrazia.

Roberto Vuilleumier
Coordinatore Regionale UAAR Emilia Romagna
(Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)

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