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Isteria pro-crocifisso

10 novembre 2009

9/11/2009 - COMUNICATO STAMPA
Dilaga l’isteria pro-crocifisso

Non si va certo leggeri, in Italia, nel criticare la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, e con essa coloro che l’hanno apprezzata e l’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ha promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato.
Ci sono sindaci che vogliono multare chi toglie il crocifisso, fanatici che promuovono gruppi Facebook dall’evangelico nome di Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani! , ministri come Ignazio La Russa che si permette di dire sulla TV pubblica «possono morire, non lo leveremo il crocifisso, possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla».

Alle reazioni scomposte di diversi rappresentati istituzionali bolognesi si è aggiunta ora la voce della Curia.
Il cardinale Caffarra lancia un appello per non lasciarsi ingannare dalla retorica della giustizia e dei diritti, in quanto orpelli.

Ci rivolgiamo a tutte le istituzioni bolognesi, affinché prendano le distanze da simili affermazioni, contrarie ai principi liberali della nostra democrazia, che già calpesta i diritti civili dei cittadini atei e agnostici riservando privilegi e immunità anacronistici ad una confessione religiosa (e alla sua gerarchia in particolare).
Allo Stato che regala un miliardo di euro l’anno alla Chiesa Cattolica con l’8×1000, si aggiunge il comune di Bologna, che nel terzo millennio finanzia l’edilizia di culto con circa 600.000 euro l’anno e l’educazione in scuole confessionali con più di un milione di euro l’anno.

Le dichiarazioni di Caffarra gettano fango sulla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, alla quale la nostra Repubblica aderisce.
Si vantano diritti di non bene identificate “comunità”, marchiando come “orpelli” le libertà individuali che tali comunità vogliono calpestare anche in chi ad esse non appartiene.

Non è questione di retorica, sono in ballo diritti fondamentali: è ora di finirla con leggi liberticide che impongono a tutti come vivere, di agonizzare invece che morire con dignità, di dover pagare con le nostre tasse una casta religiosa sempre più ricca, di indottrinare i bambini nella scuola pubblica. A questi danni si vuole anche aggiungere la beffa di avere sopra la nostra testa, negli uffici pubblici e nelle scuole in particolare, il simbolo religioso dei privilegiati. Non ci sentiamo offesi, ci sentiamo discriminati. Lavori scolastici di alunni liberi di sviluppare pensiero critico, questo e’ quello che vorremmo appeso alle pareti della scuola pubblica.

comunicati ,

  1. Emanuela
    10 novembre 2009 a 19:50 | #1

    Avete visto in facebook il numero di utenti che ha aderito al gruppo: “si al crocefisso nelle scuole!”? E’ assurdo, soprattutto confrontando questo dato con quello del gruppo antagonista:

    http://www.facebook.com/group.php?gid=41314610810&ref=search&sid=1383848412.1150630970..1

    Che immagine diamo di noi al mondo?

  2. libero
    10 novembre 2009 a 20:48 | #2

    L’Italia Unita è nata senza croci, i Savoia le avevano fatte togliere dalle scuole e uffici pubblici, i crocifissi sono stati riesposti nel 1929 dai Fascismo e poi confermati nel 1948 con la ratifica dei Patti Lateranensi nella Costituzione con il voto favorevole del “laico”, si fa per dire PCI di Togliatti.
    Perchè non si ricorda mai questo ? dobbiamo rimpiangere i Savoia per avere un pò di laicità ?

  3. 11 novembre 2009 a 0:57 | #3

    @libero

    citiamo anche i “sondaggi” a favore della sentenza della Corte di Strasburgo, che ha detto che i crocefissi sono fuori luogo in una scuola statale.

    Ecco quelli in corso sui 3 più grandi quotidiani nazionali:
    a favore della sentenza di Strasburgo si sta esprimendo il 76% dei votanti su Corriere.it
    http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&idSondaggio=3772
    il 63% su Repubblica.it
    http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?cmd=vedirisultati&pollId=1720
    il 58% su La Stampa.it
    http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsVota.asp?IDsondaggio=1370

  4. 11 novembre 2009 a 1:01 | #4

    @libero
    in realtà volevo rispondere a te quando ho riportato i sondaggi a nostro favore

    ne approfitto per invitarvi a partecipare e fare partecipare!

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