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Notiziario 131

30 settembre 2012

Notiziario del circolo UAAR di Bologna
n.131, 19 settembre 2012

1) Comitato art. 33: aperta la raccolta firme per il referendum
2) L’UAAR al VolontAssociate 2012
3) XX settembre: Giornata degli smemorati
4) Contributi regionali 2010 agli enti religiosi
5) Il “laico pensiero” di Roberto Roversi (1923-2012)
6) Il cardinale Biffi si è divertito a insultare gli atei. Con argomentazioni infondate e infantili.

1) Comitato art. 33: aperta la raccolta firme per il referendum
Il Comitato art.33, che vede tra i promotori il Circolo UAAR di Bologna, ha iniziato la raccolta firme per indire il referendum sul finanziamento comunale alle scuole private paritarie. Tre i mesi a disposizione per arrivare alle 9mila firme necessarie. Possono firmare i residenti nel comune di Bologna.
Per saperne di più
Dove e quando firmare: calendario banchetti
Volantino
Ricordiamo che si può firmare anche presso gli uffici anagrafe (in Piazza Maggiore 4 o in quelli di quartiere).

2) L’UAAR al VolontAssociate 2012
Per il sesto anno consecutivo il circolo UAAR di Bologna sarà presente a VolontAssociate, festa del Volontariato e dell’Associazionismo di Bologna e provincia, che quest’anno è dedicata alla sensibilizzazione e al coinvolgimento della cittadinanza e dei giovani, con una particolare attenzione all’inclusione sociale.
Troverete il nostro banchetto domenica 23 settembre ai Giardini Margherita, dalle 11 alle 18:30. Saremo alla postazione numero 106, vicino all’ingresso di Porta Castiglione.
Scheda UAAR sul sito di VolontAssociate

3) XX settembre: Giornata degli smemorati
La laicità incompiuta del nostro paese è ben rappresentata dalla smemoratezza sulla ricorrenza del XX settembre da parte di categorie sociali fondamentali per la vita democratica.
Per riaffermare la laicità e denunciare incivili silenzi invitiamo a diffondere le seguenti immagini su facebook (1 e 2) e a seguire gli sviluppi (sulla nostra pagina facebook e sulle Ultimissime)
Il 20 Settembre del 1870 i Bersaglieri, attraverso la Breccia di Porta Pia, entravano in Roma e ponevano fine al potere temporale dei papi. L’unità  d’Italia poté compiersi solo sconfiggendo l’esercito pontificio. La festa nazionale del XX settembre fu abolita dal regime fascista, con i Patti Lateranensi del 1929.

4) Contributi regionali 2010 agli enti religiosi
Il circolo UAAR di Bologna ha esaminato l’Albo dei beneficiari della regione Emilia Romagna relativo all’anno 2010.
Abbiamo trovato erogazioni a favore di enti a carattere religioso per 2.333.340,17 euro. Immancabili sussidi alle attività parrocchiali, oltre 486.000 euro alla Provincia di Cristo Re e dei Frati Minori per la “realizzazione di interventi di edilizia sovvenzionata” e per “organizzazione di convegni”, 50.000 euro per il Meeting di CL. Con la crisi all’orizzonte, la Regione Emilia Romagna si è preoccupata di finanziare enti miliardari e già ampiamente sussidiati dallo Stato: la Conferenza Episcopale Italiana (che ha sede a Roma) ha ricevuto 1.500 euro e le arcidiocesi di Bologna e Modena 74.884,05 euro.
Resoconto dell’indagine

5) Il “laico pensiero” di Roberto Roversi (1923-2012)

IL LAICO PENSIERO - Piccolo breviario con dieci riflessioni
Roberto Roversi
1. Il laico pensiero è il pensiero che ha mille problemi, nessuna paura. E’ travolto, mai sommerso, da dubbi di ogni genere ma mai dalla disperazione. E’ l’albero posto al confine di un bosco infuocato, ma per sé non ha confine.
2. Il pensiero laico crede al buon inesausto pensare, al buon e inesausto fare, al buon dialogare e a una libertà del fare pensare dialogare che non si arresta ai limiti delle convinzioni.
3. Il pensiero laico è quello che pensa (che crede) che le cose parlano sorgendo dalla terra, non precipitando paurose, ammonenti dall’alto dei cieli.
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6) Il cardinale Biffi si è divertito a insultare gli atei. Con argomentazioni infondate e infantili.

Il cardinale Biffi si è divertito a scrivere per Avvenire un articolo sul “vantaggio di essere credenti” rispetto a quei “creduloni” degli atei. Che sono anche persone “sfortunate”, sostiene: perché non hanno nessuno da bestemmiare e “non trovano interlocutori competenti e responsabili con cui possano discutere dei mali esistenziali, e lamentarsene”.
Il cardinale (e vescovo emerito di Bologna) ha ragione: gli atei non sono in grado di trovare “capi” come Biffi, ai quali essere «obbedienti» e «sottomessi» (Catechismo, 1269). Un bel vantaggio, rispetto ai credenti.

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