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Archivio per dicembre 2013

Assistenti religiosi e suore: le onerose convenzioni dell’ospedale Sant’Orsola

22 dicembre 2013

Chi pensa che gli assistenti religiosi cattolici che circolano negli ospedali facciano volontariato si deve ricredere. Del costo pubblico che sostiene ogni anno l’ospedale Sant’Orsola per personale scelto dal card. Caffarra e dedicato al culto cattolico ne avevamo già parlato a marzo, riprendendo un articolo di Repubblica. Ora siamo però entrati in possesso dei testi delle convenzioni vigenti. Oltre a quella firmata con il cardinale, ne spunta anche un’altra, anche questa in essere da anni (forse da decenni) firmata con le suore dell’Immacolata concezione.

Card Caffarra al Sant'Orsola (archivio Regione)

Card Caffarra al Sant'Orsola (archivio Regione)

Partiamo dalla convenzione con l’Arcidiocesi.
Anche in tempi di crisi l’ospedale retribuisce con il “trattamento economico del settimo livello” (art. 6 della convenzione) cinque assistenti religiosi scelti dal card. Caffarra. Totale di spesa annua: 127.926,00 euro. Degno di nota anche il fatto che somma venga consegnata in rate trimestrali all’ordinario diocesano, non direttamente ai cinque religiosi. Inoltre (art.4) agli assistenti religiosi è permesso far entrare in ospedale e nei “locali di degenza” sacerdoti, diaconi e laici — nel senso di religiosi non facenti parti del clero — con semplice comunicazione dei loro nominativi. Non ci risulta che tale libertà d’azione all’interno di un ospedale sia concessa ad altra organizzazione non istituzionale.

L’ospedale si impegna formalmente a pubblicizzare il servizio di assistenza religiosa cattolica. Lo fa ad esempio con una pagina sul proprio sito, dove si possono leggere i servizi messi a disposizione: messe, confessioni, battesimi. Nella pagina si parla di “servizi religiosi”, ma non è specificato che l’unica religione prevista è quella cattolica. Non risulta poi che l’ospedale metta a disposizione servizi di assistenza morale o psicologica per atei e agnostici. Comunque la si voglia considerare, siamo di fronte a una discriminazione per pazienti e personale ospedaliero non cattolici.

Particolarmente interessanti sono le ultime righe dell’art.4: “eventuali esigenze terapeutiche non possono, in caso di pericolo di vita, impedire agli assistenti religiosi o ai loro collaboratori di svolgere il proprio ministero, qualora sia richiesto dai ricoverati o dai loro congiunti che li assistono”. In pratica per esigenze religiose cattoliche, avanzate anche da un congiunto, l’ospedale si impegna a interrompere cure salvavita! Ben venga la libertà di scelta su come morire, è anche una rivendicazione dell’Uaar. Ma è inaccettabile che questo sia garantito, con tanto di impegno scritto, solo per esigenze religiose messe in pratica da incaricati della Curia.

Non ci si limita a retribuire gli assistenti religiosi cattolici come personale ospedaliero. Gli artt. 7 e 8 della convenzione garantiscono: cappella, alloggi con servizio di pulizia e cambio biancheria, sala riunioni, accesso alla mensa a prezzo convenzionato, bagde ufficiale dell’ospedale, pagamento assicurazione infortuni, agevolazioni per il parcheggio. Oltre alla copertura di tutte le spese ordinarie e straordinarie per il culto. Sarebbe interessante quantificare queste spese sostenute dall’ospedale, inevitabilmente sottratte alle cure di tutti i pazienti, quando invece potrebbero essere benissimo poste a carico dell’Arcidiocesi di Bologna.

Si affronta inevitabilmente anche la questione privacy (art.10): ovviamente gli assistenti religiosi non la devono violare. Ma di fatto l’ospedale consente loro l’accesso a dati estremamente sensibili, affrontano anche situazioni di “conflitto di interessi”: si pensi alle donne che chiedono la pillola del giorno dopo, o sono ricoverate per una interruzione di gravidanza o alla stessa possibilità di “schedare” il personale non obiettore. Non solo: come già detto agli assistenti religiosi è permesso nominare loro collaboratori e anche questi avranno libero accesso ai locali di degenza.

Veniamo ora a esaminare i punti salienti della convenzione con le suore dell’Immacolata concezione.
In questo caso non c’è una retribuzione diretta, e maliziosamente si potrebbe ipotizzare che il fatto che siano donne abbia un peso. Sono presenti comunque una serie di condizioni poco compatibili con la modernità. Perché mai un servizio di “umana solidarietà” per persone “in situazioni di disagio umano” è affidato in esclusiva a un ordine religioso? Perché solo alle suore (di norma sei) viene offerto gratuitamente alloggio arredato e relativa manutenzione ordinaria e straordinaria, biancheria, utenze, due pasti giornalieri? Davvero l’Azienda osperaliero-universitaria non potrebbe accettare altri volontari alle stesse condizioni, o lasciare operare i servizi sociali, i giovani del servizio civile o anche tirocinanti universitari del Dipartimento di psicologia?

Nonostante il nome apparentemente laico di servizio di “umana solidarietà”, di fatto la convenzione prevede la collaborazione tra suore e assistenti religiosi per le attività di culto. E questo anche se la stessa convenzione specifichi in modo un po’ surreale che le suore devono operare a prescindere dalle convinzioni religiose. Anche per le suore è infine previsto il badge dell’ospedale, che le fa apparire a tutti gli effetti come inquadrate nel sistema sanitario nazionale.

Di seguito si possono consutare le convenzioni che abbiamo illustrato. Le basi normative non fanno capo al Concordato, ma a una semplice legge regionale, la nr. 12 del 1989. Ci sarà qualche consigliere regionale che rimedierà a questa ennesima ingerenza clericale con relativa e inevitabile sottrazione di soldi pubblici?

Ecco i testi delle convenzioni:

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Assemblea annuale del Circolo Uaar di Bologna

11 dicembre 2013

Domani, giovedì 12 dicembre, si svolgerà l’assemblea annuale del circolo Uaar di Bologna. Tutti i soci in regola con l’iscrizione all’anno 2013 o che hanno fatto la pre-iscrizione all’anno 2014 hanno già ricevuto la convocazione, che è stata fissata per le ore 21 presso il Centro Socio Culturale “La Villa di Meridiana”, a Casalecchio di Reno [vedi mappa].

Logo del Circolo Uaar di BolognaTra gli argomenti all’ordine del giorno vi sono l’elezione del nuovo gruppo dirigente del circolo, l’analisi delle attività svolte nel 2013 e la programmazione di quelle future. Saranno disponibili i calendari Uaar 2014, i libri della nostro casa editrice Nessun Dogma, oltre a magliette, spille e materiale informativo.

È possibile arrivare dalle ore 20, in modo da rinnovare l’iscrizione all’associazione e partecipare quindi all’assemblea. Arrivando alle 20 è inoltre possibile mangiare una pizza in compagnia (necessario prenotarsi scrivendo a bologna@uaar.it o telefonando al nr 340 72 78 317).

riunioni

Apericena Art.33 Annulla il debito!

5 dicembre 2013
apericena sabato 14 dicembre

apericena sabato 14 dicembre

“ANNULLA IL DEBITO” DEL REFERENDUM

SABATO 14 DICEMBRE

IL COMITATO ART. 33 INVITA

a L’ APERICENA incontro conviviale
per non disperdere il risultato referendario,
per non disperdersi e proseguire le azioni
in difesa della scuola pubblica.
Durante la serata, asta di scritti, manufatti e
immagini donate da artisti e artigiani della città;
e le storiche maglie referendarie firmate dagli
artisti che hanno sostenuto il referendum.

Scegli di fare un regalo originale a sostegno dell’ evento più glamour dell’ anno

“la Vittoria del referendum”

attivate il passaparola per ritrovarci numerosi

vi aspettiamo  al SENZAFILTRO via Stalingrado n° 59

dalle 19:30, ingresso offerta minima 7,00€  bambini 3,00€

ampio parcheggio e accesso senza barriere

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Comitato articolo 33

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