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Comunicato associazioni lgbt e friendly bolognesi a sostegno del Cassero

21 marzo 2015

COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI LGBT E FRIENDLY BOLOGNESI
A SOSTEGNO DEL CASSERO

Le associazioni che sottoscrivono questo documento esprimono la loro solidarietà nei confronti del Cassero, oggetto in questi giorni di attacchi violenti e pretestuosi, per aver promosso e ospitato nei propri locali la festa “Venerdì Credici” (13 marzo 2015).

Non si tratta qui di difendere quanto accaduto durante quella serata, che può comprensibilmente apparire a qualcuna/o di cattivo gusto, esagerato e offensivo. Ciascuna persona è in grado di formarsi una propria opinione a riguardo. Certamente, comunque lo si giudichi, quanto accaduto non giustifica in alcun modo il tono e il livello di violenza delle reazioni di questi giorni. Avremmo apprezzato, se tutte le persone che, con tono più o meno pacato e civile, hanno preso pubblicamente parola per condannare le performance incriminate avessero speso anche qualche parola per denunciare tutta l’aggressività che si è riversata sul Cassero a seguito della pubblicazione delle immagini relative: insulti omofobi e razzisti – c’è chi si è indignato per la messa in scena di un Gesù Cristo “negro” – e minacce di una violenza inaudita. C’è chi è arrivato a invocare la deportazione e la riapertura dei forni crematori. Ma in poche/i hanno pensato che tutto ciò meritasse un commento.

In quanto donne e uomini omosessuali, bisessuali e transgender o loro vicine/i sappiamo bene quanto gli atti espressivi – verbali e non verbali – possano risultare dannosi. Aggressioni come quelle che hanno subito in questi giorni le compagne e i compagni del Cassero e la comunità LGBT tutta sono comuni sui social network e contribuiscono ad alimentare un clima di paura e di odio nei nostri confronti che si traduce sistematicamente in atti di violenza nel mondo reale. E spesso dietro a quelle aggressioni vi sono le stesse persone che oggi si dicono indignate per quanto andato in scena al Cassero la scorsa settimana. Poiché viviamo tutto ciò sulla nostra pelle, pensiamo abbia fatto bene e agito con responsabilità il Consiglio Direttivo del Cassero a porgere le proprie scuse a chi si è sentita/o offeso dalle immagini circolate in questi giorni (e da ciò che esse raffigurano).

Vogliamo però ribadire anche come esista un’enorme differenza tra la satira rivolta contro i simboli di un’istituzione che gode di grande potere e dispone di ingenti risorse che mobilita costantemente contro la nostra comunità, e gli insulti e le offese che ci investono come persone e gruppo sociale. La satira da sempre è uno strumento per opporsi a un potere percepito come vessatorio e oppressivo e ai suoi simboli ed è fuor di dubbio che la Chiesa cattolica romana sia oggi impegnata in una battaglia culturale, il cui fine ultimo è quello di impedire che i nostri diritti vengano riconosciuti. Dalle polemiche di questi giorni emerge un quadro totalmente falsato dei rapporti di potere tra la nostra comunità e la Chiesa cattolica romana. Pare dunque opportuno ricordare come oggi, in Italia, non siano i cristiani né i cattolici ad essere in quanto tali considerati cittadine/i di serie B. Pare opportuno ricordare come non sia la comunità LGBT a mobilitarsi con l’unico scopo di negare gli altrui diritti.

Poco più di due mesi fa – in occasione dell’attentato alla redazione parigina di Charlie Hebdo – vi fu una generale levata di scudi a sostegno di una libertà d’espressione senza se e senza ma. Il triste spettacolo di questi giorni svela l’ipocrisia di molte/i di coloro che in quei giorni di sono mobilitate/i: è facile essere liberali quando la satira colpisce i culti altrui. Sarebbe troppo facile per noi dire che quanto è accaduto al Cassero non rappresenta interamente la nostra comunità, prendere le distanze da ciò. Non lo faremo. Ogni persona di buon senso sa bene che le cose stanno così. Può essere che quanto accaduto al Cassero non fosse “opportuno”. Può darsi che non abbia alcun reale valore politico. Ammettiamo pure che non fosse altro che un atto espressivo fine a se stesso. Forse sbagliato. E, tuttavia, riteniamo che qualsiasi persona non prevenuta sia in grado di capire come dietro a quelle performance dissacranti vi fosse un intento liberatorio, dettato dalle circostanze attuali.

Intendiamo infine respingere con forza la logica per cui tutto ciò che accade all’interno della nostra comunità vada valutato in base al contributo che può dare alla nostra battaglia per l’accesso a quei diritti che oggi ci sono negati. Ci rivolgiamo innanzitutto alle persone omosessuali, bisessuali e transgender che hanno condannato l’accaduto ritenendo che esso abbia danneggiato la loro
causa (che è anche la nostra). Vogliamo ribadire che i diritti sono qualcosa che ci spetta, e che ci è ingiustamente negato, non qualcosa che riteniamo di dover meritare. Non cediamo ai ricatti. Non cadiamo nella trappola di pensare di dover dimostrare qualcosa a qualcuno: il valore delle nostre relazioni, la nostra capacità di essere buoni genitori. Non cerchiamo l’approvazione di chi ci disprezza o ci ritiene inferiori. Facendolo, non faremmo che legittimare il loro potere. Nessuna persona eterosessuale è tenuta a dimostrare alcunché per poter accedere al matrimonio, all’adozione e alle nuove forme di procreazione: perché dovremmo farlo noi?

Da oltre trent’anni il Cassero è la casa madre della comunità LGBT bolognese. Il suo quartier generale, costantemente aperto e proiettato verso la città, da cui si irradia la cultura di un’inclusione rispettosa delle differenze. L’esperienza maturata nel corso di tutti questi anni d’attività è un valore aggiunto per la cultura della nostra città, un contributo essenziale al suo pluralismo e alla sua dialettica interna. Se la città di Bologna è un unicum in Italia per quanto riguarda il livello di integrazione tra la comunità LGBT e la comunità cittadina, buona parte del merito di ciò va ascritto al paziente lavoro svolto nel corso del tempo dall’associazione che a quel posto dà il suo nome. In questo momento, in cui quell’associazione è oggetto di un attacco assurdo e pretestuoso, ci uniamo a lei per ribadire con forza che il Cassero non si tocca.

Bologna, 21 marzo 2015

Arcilesbica Bologna
Bogasport
Bugs Bologna
Circolo Eagle Nest / RED
Famiglie Arcobaleno Emilia-Romagna
Indie Pride
Komos
PLUS
UAAR Bologna
UniLGBTQ

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