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Un diritto civile laico tira l’altro | discorso Uaar @ Bologna Pride 2015

29 giugno 2015

bologna-pride-27-giugno-2015-38-authormauriziocecconi-2Il Circolo Uaar di Bologna, con Cassero LBGT Center e Famiglie Arcobaleno, aveva già organizzato due convegni inclusi nel calendario degli eventi del Pride, Che genere di scuola? e Matrimonio egualitario - Quando?
Sabato 27 giugno ha partecipato al corteo finale che ha attraversato la città: uno spezzone della manifestazione aveva i nostri colori [servizio fotografico - slideshow]e la coordinatrice di circolo Barbara Amadesi era alla testa del corteo assieme ai rappresentanti delle altre associazioni organizzatrici.

Infine, Roberto Grendene ha tenuto per conto del Circolo Uaar di Bologna il seguente discorso dal palco del Pride in Piazza del Nettuno.

Un diritto civile laico tira l’altro
[discorso Uaar al Bologna Pride, 27 giugno 2015]

Ciao a tutte e a tutti!

Se vi dicessi che siamo un milione ci credereste?
Penso di no, non siete come quelli del Family Day.

Ma il problema non sono le frottole che raccontano al Family Day.
Il problema sono i telegiornali che le prendono per buone, senza nemmeno dare diritto di replica a chi subisce gli attacchi di quei reazionari.

Il problema non è quello che dice il card. Caffarra, che nel terzo millennio pensa che ci sia Satana dietro il matrimonio egualitario.
Il problema è chi governa considerando il cardinale un interlocutore “speciale”, a cui dare soldi pubblici per il suo patrimonio edilizio e per le sue scuole private, scuole il cui “progetto educativo” prevede di insegnare che  omosessualità, ateismo e agnosticismo, autodeterminazione… sono disdicevoli, sono un pericolo per la società.

Il problema non sono i 20 integralisti che vogliono pregare contro le donne che abortiscono.
Il problema è nelle autorità che gli consentono di farlo davanti al Sant’Orsola invece di scortarli dentro una delle tante chiese semivuote (e pagate dal Comune).

Il problema non sono i vescovi o gli imam che blandiscono i politici.
Il problema è nei politici, incapaci di essere laici.

Manifestazioni come questa sono la risposta più bella per ottenere i diritti civili laici: persone diverse per età, genere, scelte religiose (o areligiose), orientamento sessuale, ma unite dalla voglia di rendere questo paese più laico e civile.

Perché lo sappiamo, come un’Onda Pride si unisce a tante altre onde (anche all’Onda arrivata ieri da oltre oceano!), allo  stesso modo un diritto civile laico tira l’altro:
- matrimonio egualitario
- ginecologi obiettori solo nelle cliniche private
- presenza capillare di consultori
- scuole con educazione sessuale al posto delle ore di religione
- ospedali con infermieri al posto degli assistenti religiosi scelti dalla Curia (e pagati dalle ASL)
- luoghi istituzionali per unioni civili e funerali civili
- abolizione dell’8×1000
- libertà di scelta nel fine vita

Fino ad arrivare a mettere le mani sulla Costituzione, che nessuno può dire che è “la più bella del mondo” finché non viene abolito quel relitto medievale che è il Concordato.

Un diritto civile laico tira l’altro.
Buon Pride a tutte e tutti!

manifestazioni

  1. 30 giugno 2015 a 16:45 | #1

    Grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato al Pride a Bologna. Grazie da parte mia che quest’anno non ce l’ho fatta.

    Grazie a Roberto che, come sempre, si dimostra bravissimo comunicatore per UAAR e le tesi che difendiamo.

    Marina

  2. Raffaele Diotallevi
    30 giugno 2015 a 17:55 | #2

    I miei complimenti a Roberto per la capacità di dire chiaramente tutto quello che serve in poche frasi.

    Grazie Roberto del tuo impegno

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