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UAAR interviene all’Università!

24 novembre 2016
In data 18 Novembre 2016 uno dei nostri soci di Bologna si è recato presso l’assemblea del Consiglio Studentesco, organo degli studenti dell’Alma Mater, riportando diverse segnalazioni che provengono dal mondo universitario.

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L’intervento si è concentrato sulle questioni che, in qualità di promotori della Laicità nello Stato, riteniamo di primaria importanza: la presenza di un notevole crocifisso all’interno dell’aula magna E. Mattei della facoltà di Ingegneria; le concessioni di spazi a gruppi religiosi nella stessa facoltà, e la non concessione ad iniziative di diverso tipo; i continui inviti alle cerimonie di benedizioni pasquali presso la facoltà di Agraria.
Le nostre richieste sono molto semplici: ricollocazione del crocifisso in altra sede, che sia un edificio religioso o un’area museale dell’Università stessa, ed una posizione decisa contro prassi discriminatorie e, parlando da giurista, fortemente illegittime.
È stato, infatti, puntualmente rilevato durante l’intervento come, in questi episodi, si profila una grave violazione dei principi fondanti non solo della Costituzione Italiana, ma addirittura dello stessa Università degli studi di Bologna, che ancora oggi si professa pubblica, autonoma e laica. Sono quindi state sollevate ai presenti tre livelli di criticità:
1) un problema di Discriminazione, non risultando esserci analoghi inviti e concessioni di spazi
ad altre confessioni religiose e associazioni atee e agnostiche;
2) Un problema di Privacy e pressioni indebite: l’Università invitando personale e studenti (genericamente selezionati come “credenti”) a un atto di culto cattolico spinge a manifestare le proprie convinzioni personali sul luogo di lavoro e sul luogo dedicato allo studio;
3) Violazione del principio di laicità dello Stato: principio conquista della modernità occidentale, garantisce che lo spazio pubblico sia ideologicamente e religiosamente neutro, in modo che tutti i cittadini si possano sentire rappresentati e non esclusi, a prescindere dalle loro credenze. Nessun gruppo, per quanto numeroso, può quindi appropriarsi dello spazio pubblico a danno degli altri, per quanto pochi, e contrassegnarlo con i simboli religiosi o ideologici di una sola parte.

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La mozione che avrebbe accolto con favore le nostre richieste non è passata, per una manciata di voti, a causa dell’assenza di alcuni membri che si sarebbero probabilmente espressi a favore e della mancanza del voto di delega.
Siamo comunque sempre soddisfatti quando riusciamo a far ascoltare la nostra voce in sedi istituzionali, perché questo ci porta a far rete, a svegliare le menti. La parte del Consiglio più vicina all’area politica di Sinistra ha infatti sostenuto con interventi incisivi e informati la nostra proposta e si sono poi espressi a favore di ulteriori iniziative.
La nostra lotta per la Laicità nell’Università non si ferma qui. Continueremo per questa e per altre strade fino a quando almeno l’Università di Bologna potrà dirsi laica anche nella sostanza e non solo nelle parole.

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