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Archivio per febbraio 2018

Elezioni 4 marzo 2018: risposte dei candidati alle cinque domande laiche

23 febbraio 2018

Domande laiche ai candidatiInizia la pubblicazione delle risposte alle cinque domande laiche ai candidati alle elezioni politiche 2018.

Saranno inserite in questa pagina nell’ordine in cui giungeranno agli indirizzi bologna@uaar.it o imola@uaar.it, affiché domenica 4 marzo 2018 gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.


Risposte di GRILLO Eulalia, Lista LIBERI e UGUALI
Senato, collegio uninominale 03-Ferrara
(pubblicate anche sul sito di Possibile)

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Come LeU, siamo decisamente contrari a qualsiasi finanziamento a tutte le scuole private – paritarie e non, confessionali e non –  nell’ottica di un’integrale attuazione dell’art. 33 della Costituzione, laddove sottolinea “senza oneri per lo Stato”. La scuola pubblica statale ha un enorme bisogno di risorse che da troppo tempo sono deviate altrove, e noi intendiamo ripristinare le giuste priorità: va finanziata una scuola laica e plurale, aperta a tutti e tutte, che educhi alle differenze.

In troppi casi si è lasciato che, soprattutto nei primi cicli dell’istruzione (scuola dell’infanzia e primaria), istituti privati, spesso confessionali, svolgessero una supplenza a fronte dell’impossibilità del pubblico di soddisfare le richieste; è ora di invertire la tendenza e di impiegare nel settore dell’istruzione pubblica (aggettivo che andrebbe reinserito anche nel nome del ministero) risorse sufficienti a soddisfare i bisogni.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Un altro dei punti centrali del programma di LeU riguarda proprio la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica; pertanto vigilerò affinché non ci siano distrazioni improprie di risorse e mi impegnerò a modificare le leggi che ne prevedono. Inoltre, tengo a sottolineare che, se sarò eletta, mi batterò anche affinché l’otto per mille inoptato non vada ad aggiungersi alla già sostanziosa quota spettante alla Chiesa cattolica, né a quelle di altre Chiese, ma resti nella disponibilità dello Stato per essere destinato alla messa in sicurezza dell’edilizia pubblica, a partire dalle scuole, o più in generale all’istruzione e alla ricerca, settori che attualmente sono largamente sottofinanziati. Per capire l’entità delle risorse di cui parliamo, prendiamo l’esempio del 2014: in quell’anno, il 53,9% dei contribuenti non ha effettuato una scelta, ma, poiché l’optato a favore della Chiesa cattolica era la quota maggiore (37%), a questa è andato l’82% dell’inoptato, pari a oltre un miliardo di euro, anziché 485 milioni.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Non solo ritengo utile l’istituzione di tale osservatorio, ma penso che sia urgente promuovere un’azione energica presso il MIUR su due fronti: 1) fare di tutto, attraverso regolari ispezioni, affinché il diritto degli allievi e delle allieve di fruire di un’ora alternativa sia rispettato in tutte le scuole di ogni ordine e grado; 2) mettere realmente l’ora di religione cattolica e quella alternativa alla pari; mi spiego: mentre è previsto che, se anche un solo allievo o allieva per classe scegliesse di avvalersi dell’ora di religione, questa sarebbe impartita da un insegnante “della classe”, per l’ora alternativa vengono di norma accorpati allievi e allieve di più classi, cosa che privilegia gli insegnanti di religione. Questa disparità mi appare inaccettabile.

Ritengo poi, e qui rispondo in parte anche alla domanda che segue, che andrebbero riviste alcune norme concordatarie; tra queste, sono convinta che ci dovrebbe essere quella che impone l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. L’educazione religiosa, tanto più in una società che si avvia a diventare multiculturale, dovrebbe essere impartita a carico delle istituzioni religiose in momenti extrascolastici e non dello Stato. L’ora che si libererebbe in questo modo andrebbe destinata, per esempio, all’educazione alla cittadinanza, autonoma o abbinata a discipline quali Storia o Diritto (quest’ultima vorrei che fosse inserita in tutte le scuole superiori). Si otterrebbe così anche un rapporto più coerente e veritiero tra allievi e insegnanti nelle statistiche internazionali.

Sono favorevole a una scuola laica per tutti e di tutti, che educhi alla convivenza nel rispetto delle differenze. Per questa ragione, credo che andrebbero tolti dalle scuole e dagli altri edifici pubblici i simboli religiosi, come i crocifissi alle pareti. Per rispetto di chi pratica altre religioni e di chi, sempre vergognosamente dimenticato nel dibattito pubblico, non ne pratica alcuna.

4) Abolire il Concordato

È un tema spinoso, ma merita di essere esplorato. Di certo, se eletta, intendo impegnarmi nella ricerca di un fronte parlamentare che si attivi almeno per la revisione di alcuni aspetti. Già nella passata legislatura, Possibile ha fatto qualche passo in questa direzione, chiedendo il trasferimento immediato dalle gerarchie ecclesiastiche alla magistratura della Repubblica delle denunce di crimini, quale ad esempio la pedofilia. E ha presentato un pacchetto legislativo sulla laicità comprendente non solo la questione dell’8 per mille inoptato, già citato, ma anche il ripristino del XX settembre come festa nazionale, il pagamento dell’IMU e delle altre imposte sugli edifici cattolici non esclusivamente dedicati al culto, una critica alla convenzione fiscale tra Stato italiano e Santa Sede che esenta intere categorie di immobili persino dalla tassa sui rifiuti, sottraendo così risorse preziose agli enti locali.

5) Un provvedimento di laicità

Sicuramente un provvedimento che permetta la corretta applicazione della legge 194, troppo spesso inagibile a causa dell’elevato numero di medici obiettori. Il servizio deve essere garantito presso ogni ospedale e i primari dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dovrebbero essere ritenuti responsabili e chiamati a rispondere della sua mancata attuazione o del mancato rispetto di standard – da fissare con precisione – di qualità del servizio. Matrimonio egualitario per tutti/e e pieno diritto alle adozioni.


Risposte di BONZI Andrea, Lista POTERE al POPOLO
Camera, collegio plurinominale Emilia Romagna

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Garantire il diritto ad una scuola pubblica e di qualità di ogni ordine e grado per tutta la popolazione significa garantire uno dei pilastri fondamentali per la democrazia e lo sviluppo del Paese.

Le istituzioni, ad ogni livello, non svolgono un buon lavoro se non fanno tutto il possibile affinché i fondi disposti per la scuola pubblica vengano ad essa realmente destinati, e non dirottati alle cosiddette scuole private “paritarie”. Il sistema di formazione privato ha tutto il diritto di esistere, ma molto semplicemente non può avere accesso a finanziamenti pubblici che non devono spettargli!

Pertanto giudico molto negativamente la parificazione tra scuola pubblica e privata istituita dal Governo D’Alema, lo stesso che ricordo essere uno tra i fondatori di Liberi e Uguali oggi e del Partito Democratico ieri. È necessaria una forte discontinuità nelle politiche a tutela del sistema scolastico pubblico, smettendo di fare affidamento su chi ormai da decenni ha perso ogni credibilità possibile su questi temi, avendo contribuito direttamente al progressivo depotenziamento del ruolo della scuola pubblica.

Questo non è solo il mio pensiero personale, ma è il contenuto condiviso con forza da tutta la lista di Potere al Popolo, che contiene nel suo programma questo punto chiarissimo: “Difesa del carattere pubblico dell’istruzione, con l’abolizione di ogni finanziamento alle scuole private”.

Va pertanto ripristinata la differenza tra scuola privata e scuola pubblica, garantendo solo a quest’ultima il finanziamento da fondi statali, regionali e comunali.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sostengo convintamente la necessità di escludere la possibilità di erogare fondi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria alle chiese e agli altri edifici religiosi.

È una valutazione dovuta banalmente al principio per cui lo Stato deve agire nell’interesse di tutta la collettività, senza discriminazioni o preferenze, utilizzando le proprie risorse per il benessere comune. In tale ottica non posso che condividere la proposta di utilizzare tali fondi per l’edilizia scolastica. Non si opera invece nell’interesse dell’intera collettività quando si erogano fondi in maniera arbitraria, differenziando tra i diversi culti religiosi riconosciuti (visto che spesso tali fondi vengono erogati esclusivamente alla Chiesa Cattolica), senza tutelare oltretutto minimamente la consistente quota di popolazione che non si professa credente.

D’altronde non si tratta di effettuare chissà quale azione rivoluzionaria, ma semplicemente di mettere in pratica, almeno per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, quanto riconosciuto dalla Regione stessa con il Parere PG/2015/862614 del 2015, nel quale si ritengono non più applicabili le disposizioni riguardanti l’erogazione degli oneri di urbanizzazione secondaria a chiese e altri edifici per attività religiose.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

La scuola, che deve essere pubblica, laica e plurale, deve essere anche uno strumento fondamentale per insegnare alle nuove generazioni l’importanza del valore della libertà di scelta, concetto cardine della nostra democrazia.

In tale libertà deve rientrare anche il diritto, per studenti/studentesse e genitori, di poter scegliere se lo desiderano l’ora di alternativa. In realtà la questione andrebbe completamente ribaltata, ovvero andrebbe istituita di base un’ora di educazione civica, alla quale mettere come scelta alternativa, per chi la richiedesse espressamente, l’ora di religione.

Ritengo utile ogni azione volta a combattere ed eliminare gli ostacoli all’accesso all’ora di alternativa, compresa quella di istituire un organismo di osservazione, che abbia anche capacità di intervento oltre che di denuncia. Rimane centrale comunque il fatto che, per garantire la piena applicazione di questo diritto, la scuola necessita di fondi per poter svolgere in pieno i propri compiti, tra cui è appunto compresa anche l’organizzazione dell’ora di alternativa. Il reperimento di tali fondi è già stato trattato con alcune proposte nelle due risposte precedenti.

4) Abolire il Concordato

Nel programma di Potere al Popolo è contenuta esplicitamente la proposta di “abrogare l’articolo 7 della Costituzione con il richiamo ai Patti Lateranensi, per la piena affermazione del principio di laicità dello Stato in tutte le sfere della vita pubblica”, che anche personalmente accolgo in pieno.

La denuncia unilaterale, viste le difficoltà che certamente si incontrerebbero nel chiedere allo Stato Vaticano di rinunciare ai privilegi che fino ad oggi gli sono stati concessi, rimane la migliore strada percorribile, se non l’unica, per affermare una reale laicità dello Stato.

A questo tema aggiungo quello specifico, ad esso collegato in quanto frutto di una legge derivante dal Concordato, del meccanismo dell’otto per mille. Ritengo che tale meccanismo vada ripensato radicalmente, ritenendo imprescindibile la rideterminazione delle modalità di assegnazione del contributo, con particolare riferimento alla ripartizione delle quote dei contribuenti che non hanno espresso scelte.

Il meccanismo attuale infatti ripartisce anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza, finendo per assegnare alla Chiesa Cattolica e alle altre religioni quote più che doppie rispetto alle reali preferenze espresse. Ritengo fondamentale che, in assenza di specifiche preferenze, tali quote dovrebbero rimanere a beneficio dello Stato.

5) Un provvedimento di laicità

Anche qui non faccio altro che condividere e rilanciare un tema contenuto nel programma di Potere al Popolo: garantire “i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.”

Troppo spesso, anche da parte di forze che a parole si definiscono progressiste, si è giocato al ribasso e alla ricerca del compromesso. Le unioni civili sono un passo ancora insufficiente e incompleto: i diritti non sono tali se vengono riconosciuti solo in parte, o se qualcuno/a ne può godere in misura minore di altri. I diritti, per definizione, sono tali quando vengono garantiti a chiunque indistintamente ed allo stesso livello.



Risposte di ____, Lista ____

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

4) Abolire il Concordato

5) Un provvedimento di laicità

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Elezioni 4 marzo 2018: cinque domande laiche ai candidati

14 febbraio 2018

Domande laiche ai candidati - elezioni politiche 2018Le elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018 rinnoveranno i due rami del Parlamento.
L’Uaar invita candidate e candidati dei collegi in provincia di Bologna a rispondere alle seguenti cinque domande laiche.
Le risposte, da inviare a bologna@uaar.it o imola@uaar.it, saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
La legge 62/2000, a firma Berlinguer, governo D’Alema, ha dato il via ai finanziamenti pubblici alle scuole private “paritarie”, che sono arrivati alla cifra record di 575milioni di euro da parte dello Stato, senza contare i finanziamenti regionali e comunali. Come giudica la parificazione tra scuola pubblica e privata derivante dalla legge 62/2000? Non pensa sia stato aggirato se non esplicitamente disatteso l’art 33 della Costituzione che prevede che le scuole private siano “senza oneri per lo Stato”? Come intenderebbe procedere a riguardo una volta eletto?

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
La legge 10/1977 “Bucalossi” ha dettato le regole per l’urbanistica. Le regioni legiferarono tenendo conto dell’allora vigente “religione di Stato”, inserendo tra i beneficiari degli oneri comunali di urbanizzazione secondaria anche le “chiese e altri edifici religiosi”. Con il Concordato del 1985 viene abolita la religione di Stato e decade l’obbligo dei comuni di versare alle chiese questi fondi che, secondo una sentenza del TAR, non sono neppure dovuti a chi già gode del privilegio dell’Otto per mille. Considerato che a Imola e Bologna le diocesi hanno ricevuto negli anni milioni di euro dai comuni per il loro patrimonio immobiliare privato, venuti di conseguenza a mancare ad esempio per la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica, le chiediamo se sosterrà l’eliminazione di “chiese e altri edifici religiosi” quali benificiari degli oneri di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ha denunciato questa situazione, nel rapporto 2003, pag.11 e nel rapporto 2011, pagg.13-14). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa?

4) Abolire il Concordato
Una inchiesta Uaar quantifica in via prudenziale e documentata in 6,5 miliardi annui i costi pubblici della Chiesa. Tenuto conto che la maggior parte di queste somme vengono riconosciute per via del Concordato tra lo Stato e la Chiesa Cattolica e che lo stesso Concordato è fonte di ulteriori privilegi e discriminazioni su base religiosa, ritiene sia giunto il momento di abolire il Concordato utilizzando ad esempio la “denuncia unilaterale” di questo trattato?

5) Un provvedimento di laicità
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.

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Buon Compleanno Darwin @ Centro delle Donne | 13 feb

5 febbraio 2018

evoluzione al femminilePer il Darwin Day 2018 l’Associazione Orlando e il Circolo UAAR di Bologna invitano tutte e tutti

al Centro delle Donne, in via del Piombo 5 a Bologna,

Alle 18 del 13 febbraio

per la presentazione del libro “EVOLUZIONE AL FEMMINILE”, in cui l’autrice Bruna Tadolini si confronterà con la genetista Rita Alicchio in un dialogo aperto al pubblico. Introduce il dialogo Roberto Grendene, responsabile campagne UAAR e membro attivo del circolo di Bologna.

L’autrice, professoressa delle Università di Sassari e di Bologna, è amica di vecchia data dell’UAAR di Bologna e donna di scienza capace di combinare nella sua ricerca i temi scientifici con gli interrogativi sociali della nostra epoca storica.

Bruna Tadolini
L’evoluzione al femminile. Il contributo delle femmine all’evoluzione dell’Homo sapiens
Il volume, in maniera chiara e divulgativa, analizza come da una società primitiva in cui le femmine valevano molto perché producevano un bene raro e prezioso (i propri figli) si è passati a una società “evoluta” in cui le femmine valgono ben poco poiché sono semplici fattrici di una merce che abbonda e che è usata come carne da lavoro in tempo di pace o da macello in tempo di guerra. Ripercorrendo i punti salienti dell’evoluzione animale, mette sotto i riflettori il contributo dato all’evoluzione della nostra specie dai cambiamenti anatomici e fisiologici che si sono verificati a carico del sesso femminile. http://www.pendragon.it/libro.do?id=2647

Il libro è disponibile alla Biblioteca Italiana delle Donne.
Durante l’incontro sarà possibile acquistare il libro grazie alla collaborazione con Pendragon.
Sarà anche presente un’Infopoint UAAR dove sarà possibile anche richiedere i moduli per lo sbattezzo!

Iniziativa inserita nei Darwin Day 2018
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