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Archivio per la categoria ‘scuola’

Lettera di un docente sulla visita pastorale all’IC6 di Forlì

8 dicembre 2016

Gabriele Turci, docente della scuola di stato IC6 - Forlì, ci ha inoltrato le seguente lettera, che pubblichiamo integralmente.

La recente e inunsuale decisione di autorizzare l’esercizio della visita pastorale del vescovo nella scuola statale in cui svolge servizio lo ha spinto a scrivere al Consiglio di istituto, al Dirigente scolastico, a tutte le colleghe e tutti i colleghi. Perché un faccia a faccia con un vescovo all’interno di un preciso percorso didattico può essere opportuno, ma non altrettanto una visita pastorale, ossia l’esame da parte di una guida religiosa in una operazione di facciata senza alcun progetto didattico alle spalle.

Tra gli episodi ricordati da Gabriele Turci spicca la chiusura di un corso molto partecipato di storia delle religioni, a causa di presunta “concorrenzialità” con l’insegnamento della religione cattolica.

- Al Consiglio di Istituto del IC6 – Forlì
V.le F.lli Spazzoli 67 – 47121 - Forlì
- Alla Dirigenza Scolastica dell’IC6-Forlì
- Alle colleghe e colleghi dell’IC6- Forlì
- Al Vescovo della Comunità Cattolica Forlivese
Palazzo Vescovile – P.za Dante Alighieri, 1 – 47121 Forlì
- Ai parroci delle Comunità Parrocchiali prossimali all’IC6-Forlì
loro sedi

Forlì 2 dicembre 2016

Care e cari tutti, permettetemi di iniziare così, con un tono colloquiale e amicale, perché la mia non vuole essere né un pamphlet, né una contorta forma d’esposto, né una sequela di recriminazioni.
Desidero, approssimandosi ormai gli ultimi mesi di servizio in quella che ho sempre sperato essere la scuola pubblica di stato, provare a spiegare, una volta di più, piuttosto che una di meno, la mia posizione - come docente, come cittadino e, permettetemelo, anche come uomo che avverte e non disconosce il senso di vivere comunque forme di intensa spiritualità – nei confronti dell’apertura e della concessione all’autorità vescovile cattolica di esercitare una visita pastorale nei locali del nostro istituto.
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Educare alle differenze 3 | 24-25 set

18 settembre 2016

Le edizioni del 2014 e del 2015 si sono svolte a Roma, con la partecipazione del locale circolo Uaar. Da quest’anno è l’Uaar nazionale a entrare nella rete di associazioni co-promotrici del meeting Educare alle differenze 3, organizzato da SCOSSE, Stonewall e Il Progetto di Alice e che il 24 e 25 settembre farà tappa a Bologna. Una due giorni di intensi lavori presso le scuole Testoni-Fioravanti, guidati dalla convinzione che “l’educazione alle differenze debba essere un elemento imprescindibile della scuola pubblica, laica e plurale”.

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Vince la scuola laica. Il Tar dice no alle benedizioni a scuola

11 febbraio 2016

Il TAR Emilia Romagna, con sentenza 166/2016, ha dato ragione ai sostenitori della laicità della scuola, rilevando che «non v’è spazio per riti religiosi» come le benedizioni e ricordando che, anche in orario extrascolastico, si possono ospitare solo “attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile”. Prosegui la lettura…

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A Imola il doposcuola è religioso

7 febbraio 2016

Corriere Imola 4.2.2016 - Doposcuola religioso
Non bastano le due ore di religione cattolica pagate dallo Stato, non basta il diffuso boicottaggio delle relative alternative, non bastano benedizioni, visite pastorali, messe in orario di lezione. Capita anche che il servizio sociale del pre e post scuola, spesso essenziale per moltri genitori, venga affidato dal comune a organizzazioni religiose.

L’Uaar Imola ha svolto una inchiesta sul monopolio religioso sul doposcuola, scrivendo all’assessore alla scuola Giuseppina Brienza la seguente lettera-denuncia.

Gentile Assessore Giuseppina Brienza,

come forse saprà in occasione del periodo di iscrizioni scolastiche tentiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica evidenziando quelli che sono i diritti dei genitori e degli alunni che non vogliono avvalersi dell’Ora alternativa e sottolineando i doveri degli Istituti ad organizzare come previsto dalle normative reali attività alternative.

Sono diffuse infatti tra le scuole Italiane pratiche improprie ed irregolari volte ad un boicottaggio “di fatto” dell’ora alternativa, attraverso la diffusione di parziali informazioni ai genitori o attraverso una non programmazione delle stesse… per spingere i genitori ad optare quasi forzatamente per l’ora di religione cattolica.

La mia attenzione a riguardo è maggiore proprio nella città di Imola, questo perchè oltre alle numerose testimonianze passate a conferma di alcune mancanze in merito, il rapporto tra amministrazione pubblica e l’ambito cristiano/clericale e la sudditanza nei confronti delle religioni in generale va a mio avviso molto oltre il ragionevole.

Dopo averle segnalato nel passato l’illegittimo finanziamento alle scuole private paritarie, i deplorevoli contributi pubblici erogati dal suo Comune a favore di opere e manifestazioni clericali, alle continue interferenze nell’istruzione, oggi, colgo l’occasione per evidenziarle e segnalarle, un’altra pratica pro religione.

A pagina 5 del “bando primaria”, come può notare, vengono indicati a fianco dei 4 Istituti comprensivi (IC2,IC3,IC6,IC7), altrettante onlus o associazioni — solo religiose — ove poter affidare, prima e dopo le lezioni, i propri figli, per ricevere un “servizio” che per certi genitori rimane essenziale ed al quale per necessità sono costretti.

A fianco degli altri istituti comprensivi non viene indicato il soggetto erogante ma è possibile”a richiesta”.
Dal sito del comune pare che vi siano 11 associazioni indicate tra le eroganti dei “servizi doposcuola” ed attive anche d’estate per i c.d. “campi solari”. 9 di queste realtà sono religiose, una, la Onlus Alecrim annovera tra i principali “sostenitori” la diocesi di Imola, l’Istituto s Caterina…, le rimanenti due associazioni paiono essere presumibilmente laiche, ma non mi è chiaro se eroghino questo tipo di servizi.

Vista la sproporzione tra soggetti religiosi e laici eroganti il servizio doposcuola e di contro, la dichiarata laicità del suo ufficio, le chiedo come sia possibile che il comune di Imola non si sia sforzato di trovare soggetti non attinenti la sfera religiosa, in grado di erogare, come già avviene in diversi comuni culturalmente evoluti, questo tipo di servizio. Mi chiedo altresì quale percorso interno di analisi e confronto sia stato svolto dagli istituti comprensivi, o in alternativa quale bando, per arrivare a consigliare tale tipo di assistenza extrascolastica.

Soprattutto in un paese come il nostro che fatica anche solo a discutere di diritti civili proprio a causa delle interferenze religiose nell’istruzione pubblica — ora di religione cattolica, “sistema integrato”, visite pastorali, simboli religiosi — in un paese ove la guida spirituale dei cattolici detto papa, demanda ad un terzo soggetto(Dio) le decisioni da prendere in materia di “diritti civili”,  penso sia ancor di più un dovere mantenere l’istruzione laica, dando ai genitori una reale e non apparente libertà di scelta.

Mi chiedo se questo diffuso atteggiamento pubblico “conforme” alla religione,  non sia di per sè nei fatti discriminatorio soprattutto nei confronti di chi ritiene che lo Stato (qui il comune) debba essere laico (che non vuol dire cristiano).

Auspico che in risposta ad una seria segnalazione non si ritorni a generiche affermazioni come  “il sistema integrato è fondamentale” o “il comune e lo Stato.. non hanno fondi a disposizione per creare qualcosa ad hoc”… perchè se un comune utilizza male le proprie risorse o le spende per ristrutturare attività prioritarie come il centro sociale di “Frittole” è davvero difficile, a riprova di quanto sopra esposto, negare esserci una volontà nell’affidare al “volontariato” religioso tali servizi.

“Dateceli da piccoli e saranno nostri per sempre”, sostenevano i gesuiti.
Passano i secoli, ma la mentalità pare sia ancora quella.

Cordialmente
Roberto Vuilleumier
Delegato Uaar Imola e Castel s Pietro

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Ici,Imu e scuole private paritarie: le risposte dai sindaci

8 dicembre 2015

Si avvicina la scadenza per il pagamento di Imu e Tasi, prevista per il prossimo 16 dicembre. Un dovere che grava su chi, persona fisica o giuridica. possiede o detiene fabbricati nei comuni italiani. Dovere che le scuole private paritarie, in maggioranza di orientamento religioso, ritenevano di potere scansare. Nel luglio scorso sono invece intervenute due sentenze della Corte di Cassazione, che hanno dato torto a istituti religiosi livornesi che, ritenendo di esserne esonerati, dal 2004 non avevano mai versato l’Ici.

Quattro mesi fa il circolo Uaar di Bologna, nell’ambito di una campagna nazionale Uaar, scrisse ai sindaci dei comuni della città metropolitana bolognese. chiedendo di verificare la posizione tributaria degli istituti scolastici privati paritari presenti nel loro territorio, al fine di escludere casi di omessa dichiara­zione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011 e dell’Imu/Tasi, dove prevista, per gli anni successivi.

Esaminiamo le tre risposte pervenute, su un totale di 35 comuni interpellati. Prosegui la lettura…

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Mappa interattiva per la ricerca sull’ora alternativa alla religione cattolica

1 novembre 2015

Il Circolo Uaar di Bologna mette a disposizione una mappa interattiva per la consultazione dei risultati della ricerca Ora alternativa negli Istituti Comprensivi bolognesi.

Basata su OpenStreetMap, la mappa permette di individuare facilmente le scuole bolognesi in cui si sta affermando la scelta laica delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica, quelle in cui tale scelta si manifesta ancora in toni minori e quelle i cui dirigenti non hanno accettato di rispondere al nostro questionario. Sono rappresentate graficamente anche la popolazione studentesca di ogni scuola e, quando possibile, l’incidenza di stranieri tra i non frequentanti l’Irc.

È possibile filtrare i dati per ordine di scuola e ottenere i dettagli di ciascuna scuola con un semplice clic.

Mappa interattiva ricerca Uaar sull'ora alternativa nelle scuole bolognesi

Di seguito indicazioni dettagliate per la lettura della mappa:
• Il colore di riempimento dei cerchi, dal rosso al verde al blu, segnala la % di studenti non frequentanti l’IRC.
• L’ampiezza dei cerchi colorati indica la dimensione della popolazione studentesca delle scuole.
• I cerchi neri piccoli indicano le scuole del territorio che non hanno risposto alla nostra richiesta di informazioni.
• Le corone circolari sono colorate in proporzione alla percentuale di studenti di origine straniera che non frequentano IRC, ove questo dato è stato reso disponibile. Segnaliamo che l’origine straniera degli studenti non è necessariamente indicativa della professione di una religione diversa dalla cattolica o di qualunque altra posizione filosofica

scuola ,

Ricerca su attività alternative alla religione cattolica nelle scuole bolognesi

23 settembre 2015

Quanti genitori chiedono per i loro figli attività scolastica alternativa all’insegnamento della religione cattolica (IRC)? Le scuole informano, distribuiscono la modulistica, organizzano le attività alternative?  E di che tipo? Genitori e studenti che non scelgono l’insegnamento religioso a scuola sono messi in grado di esercitare il diritto all’istruzione e la libertà di coscienza?

ricercaoa2015_uaarboA queste domande ha cercato di dare risposta la ricerca Ora alternativa negli Istituti Comprensivi bolognesi promossa dal circolo Uaar di Bologna e svolta sul campo nel primo semestre del 2015 da Simone Vincenzini, studente di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Bologna, che all’interno del proprio tirocinio curricolare ha intervistato i dirigenti degli istituti comprensivi (IC) statali del comune di Bologna. O meglio, solo gli 8 su 19 che hanno accettato di collaborare, che corrispondono a 8 IC su 21 (due dei presidi che non hanno risposto hanno una doppia dirigenza). Un primo risultato della ricerca è quindi la scarsa propensione a comunicare informazioni che dovrebbero essere pubbliche e prontamente aggiornate dalle scuole, mentre invece sono diffuse in esclusiva dalla CEI, che sceglie tempi e modi per farlo.
Passiamo ora gli altri risultati della ricerca.
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Si parte! RendiAMO LA SCUOLA LAICA @ Red Square Festa Unità | 14 set

10 settembre 2015

Lunedì 14 settembre 2015, ore 19:30 - Red Square, Festa Unità di Bologna, Parco Nord

Si parte! RendiAMO LA SCUOLA LAICA

Tutto quel che c’è da sapere sul diritto all’ora alternativa con i risultati della ricerca Uaar nelle scuole bolognesi

incontro con
Simone Vincenzini
, studia Sociologia e Ricerca Sociale all’Università di Bologna, autore della ricerca nell’ambito di un tirocinio curricolare presso il Circolo Uaar di Bologna
Marina Pirazzi, sociologa, consulente nel contrasto alle discriminazioni
Roberto Grendene, responsabile campagne Uaar, consulente progetto Ora Alternativa
Conduce:
Barbara Amadesi, coordinatrice del Circolo Uaar di Bologna
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L’Uaar ai sindaci: riscuotete Ici e Imu dalle scuole private, con gli arretrati

9 agosto 2015

Con le sentenze n.14225 e n.14226 depositate l’8 luglio 2015, la Corte di Cassazione ha dato torto a due scuole private religiose e ragione al comune di Livorno, che ora incasserà l’Ici non versata dall’anno 2004 per gli edifici di proprietà della Congregazione delle Suore Mantellate Serve di Maria e dell’Istituto S. Spirito delle Salesiane di Don Bosco. Per la suprema corte, incassare la retta scolastica qualifica il carattere commerciale dell’attività svolta in tali immobili, mentre l’esenzione spetterebbe solo nel caso di destinazione esclusiva ad attività di religione e di culto.

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comunicati, enti locali, scuola

Appello Uaar ai sindaci: chiedete l’8 per mille statale per scuole e calamità naturali

23 giugno 2015

Dopo aver spinto i primi comuni a chiedere finanziamenti al Governo nel 2014, il circolo Uaar di Bologna scrive anche quest’anno ai sindaci affinché presentino domanda per l’8 per mille statale, indicando come progetto da finanziare la messa in sicurezza di una scuola oppure un intervento a tutela della pubblica incolumità a fronte di calamità naturali.
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