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Archivio per la categoria ‘scuola’

Elezioni 4 marzo 2018: risposte dei candidati alle cinque domande laiche

23 febbraio 2018

Domande laiche ai candidatiInizia la pubblicazione delle risposte alle cinque domande laiche ai candidati alle elezioni politiche 2018.

Saranno inserite in questa pagina nell’ordine in cui giungeranno agli indirizzi bologna@uaar.it o imola@uaar.it, affiché domenica 4 marzo 2018 gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.


Risposte di GRILLO Eulalia, Lista LIBERI e UGUALI
Senato, collegio uninominale 03-Ferrara
(pubblicate anche sul sito di Possibile)

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Come LeU, siamo decisamente contrari a qualsiasi finanziamento a tutte le scuole private – paritarie e non, confessionali e non –  nell’ottica di un’integrale attuazione dell’art. 33 della Costituzione, laddove sottolinea “senza oneri per lo Stato”. La scuola pubblica statale ha un enorme bisogno di risorse che da troppo tempo sono deviate altrove, e noi intendiamo ripristinare le giuste priorità: va finanziata una scuola laica e plurale, aperta a tutti e tutte, che educhi alle differenze.

In troppi casi si è lasciato che, soprattutto nei primi cicli dell’istruzione (scuola dell’infanzia e primaria), istituti privati, spesso confessionali, svolgessero una supplenza a fronte dell’impossibilità del pubblico di soddisfare le richieste; è ora di invertire la tendenza e di impiegare nel settore dell’istruzione pubblica (aggettivo che andrebbe reinserito anche nel nome del ministero) risorse sufficienti a soddisfare i bisogni.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Un altro dei punti centrali del programma di LeU riguarda proprio la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica; pertanto vigilerò affinché non ci siano distrazioni improprie di risorse e mi impegnerò a modificare le leggi che ne prevedono. Inoltre, tengo a sottolineare che, se sarò eletta, mi batterò anche affinché l’otto per mille inoptato non vada ad aggiungersi alla già sostanziosa quota spettante alla Chiesa cattolica, né a quelle di altre Chiese, ma resti nella disponibilità dello Stato per essere destinato alla messa in sicurezza dell’edilizia pubblica, a partire dalle scuole, o più in generale all’istruzione e alla ricerca, settori che attualmente sono largamente sottofinanziati. Per capire l’entità delle risorse di cui parliamo, prendiamo l’esempio del 2014: in quell’anno, il 53,9% dei contribuenti non ha effettuato una scelta, ma, poiché l’optato a favore della Chiesa cattolica era la quota maggiore (37%), a questa è andato l’82% dell’inoptato, pari a oltre un miliardo di euro, anziché 485 milioni.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Non solo ritengo utile l’istituzione di tale osservatorio, ma penso che sia urgente promuovere un’azione energica presso il MIUR su due fronti: 1) fare di tutto, attraverso regolari ispezioni, affinché il diritto degli allievi e delle allieve di fruire di un’ora alternativa sia rispettato in tutte le scuole di ogni ordine e grado; 2) mettere realmente l’ora di religione cattolica e quella alternativa alla pari; mi spiego: mentre è previsto che, se anche un solo allievo o allieva per classe scegliesse di avvalersi dell’ora di religione, questa sarebbe impartita da un insegnante “della classe”, per l’ora alternativa vengono di norma accorpati allievi e allieve di più classi, cosa che privilegia gli insegnanti di religione. Questa disparità mi appare inaccettabile.

Ritengo poi, e qui rispondo in parte anche alla domanda che segue, che andrebbero riviste alcune norme concordatarie; tra queste, sono convinta che ci dovrebbe essere quella che impone l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. L’educazione religiosa, tanto più in una società che si avvia a diventare multiculturale, dovrebbe essere impartita a carico delle istituzioni religiose in momenti extrascolastici e non dello Stato. L’ora che si libererebbe in questo modo andrebbe destinata, per esempio, all’educazione alla cittadinanza, autonoma o abbinata a discipline quali Storia o Diritto (quest’ultima vorrei che fosse inserita in tutte le scuole superiori). Si otterrebbe così anche un rapporto più coerente e veritiero tra allievi e insegnanti nelle statistiche internazionali.

Sono favorevole a una scuola laica per tutti e di tutti, che educhi alla convivenza nel rispetto delle differenze. Per questa ragione, credo che andrebbero tolti dalle scuole e dagli altri edifici pubblici i simboli religiosi, come i crocifissi alle pareti. Per rispetto di chi pratica altre religioni e di chi, sempre vergognosamente dimenticato nel dibattito pubblico, non ne pratica alcuna.

4) Abolire il Concordato

È un tema spinoso, ma merita di essere esplorato. Di certo, se eletta, intendo impegnarmi nella ricerca di un fronte parlamentare che si attivi almeno per la revisione di alcuni aspetti. Già nella passata legislatura, Possibile ha fatto qualche passo in questa direzione, chiedendo il trasferimento immediato dalle gerarchie ecclesiastiche alla magistratura della Repubblica delle denunce di crimini, quale ad esempio la pedofilia. E ha presentato un pacchetto legislativo sulla laicità comprendente non solo la questione dell’8 per mille inoptato, già citato, ma anche il ripristino del XX settembre come festa nazionale, il pagamento dell’IMU e delle altre imposte sugli edifici cattolici non esclusivamente dedicati al culto, una critica alla convenzione fiscale tra Stato italiano e Santa Sede che esenta intere categorie di immobili persino dalla tassa sui rifiuti, sottraendo così risorse preziose agli enti locali.

5) Un provvedimento di laicità

Sicuramente un provvedimento che permetta la corretta applicazione della legge 194, troppo spesso inagibile a causa dell’elevato numero di medici obiettori. Il servizio deve essere garantito presso ogni ospedale e i primari dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dovrebbero essere ritenuti responsabili e chiamati a rispondere della sua mancata attuazione o del mancato rispetto di standard – da fissare con precisione – di qualità del servizio. Matrimonio egualitario per tutti/e e pieno diritto alle adozioni.


Risposte di BONZI Andrea, Lista POTERE al POPOLO
Camera, collegio plurinominale Emilia Romagna

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Garantire il diritto ad una scuola pubblica e di qualità di ogni ordine e grado per tutta la popolazione significa garantire uno dei pilastri fondamentali per la democrazia e lo sviluppo del Paese.

Le istituzioni, ad ogni livello, non svolgono un buon lavoro se non fanno tutto il possibile affinché i fondi disposti per la scuola pubblica vengano ad essa realmente destinati, e non dirottati alle cosiddette scuole private “paritarie”. Il sistema di formazione privato ha tutto il diritto di esistere, ma molto semplicemente non può avere accesso a finanziamenti pubblici che non devono spettargli!

Pertanto giudico molto negativamente la parificazione tra scuola pubblica e privata istituita dal Governo D’Alema, lo stesso che ricordo essere uno tra i fondatori di Liberi e Uguali oggi e del Partito Democratico ieri. È necessaria una forte discontinuità nelle politiche a tutela del sistema scolastico pubblico, smettendo di fare affidamento su chi ormai da decenni ha perso ogni credibilità possibile su questi temi, avendo contribuito direttamente al progressivo depotenziamento del ruolo della scuola pubblica.

Questo non è solo il mio pensiero personale, ma è il contenuto condiviso con forza da tutta la lista di Potere al Popolo, che contiene nel suo programma questo punto chiarissimo: “Difesa del carattere pubblico dell’istruzione, con l’abolizione di ogni finanziamento alle scuole private”.

Va pertanto ripristinata la differenza tra scuola privata e scuola pubblica, garantendo solo a quest’ultima il finanziamento da fondi statali, regionali e comunali.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sostengo convintamente la necessità di escludere la possibilità di erogare fondi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria alle chiese e agli altri edifici religiosi.

È una valutazione dovuta banalmente al principio per cui lo Stato deve agire nell’interesse di tutta la collettività, senza discriminazioni o preferenze, utilizzando le proprie risorse per il benessere comune. In tale ottica non posso che condividere la proposta di utilizzare tali fondi per l’edilizia scolastica. Non si opera invece nell’interesse dell’intera collettività quando si erogano fondi in maniera arbitraria, differenziando tra i diversi culti religiosi riconosciuti (visto che spesso tali fondi vengono erogati esclusivamente alla Chiesa Cattolica), senza tutelare oltretutto minimamente la consistente quota di popolazione che non si professa credente.

D’altronde non si tratta di effettuare chissà quale azione rivoluzionaria, ma semplicemente di mettere in pratica, almeno per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, quanto riconosciuto dalla Regione stessa con il Parere PG/2015/862614 del 2015, nel quale si ritengono non più applicabili le disposizioni riguardanti l’erogazione degli oneri di urbanizzazione secondaria a chiese e altri edifici per attività religiose.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

La scuola, che deve essere pubblica, laica e plurale, deve essere anche uno strumento fondamentale per insegnare alle nuove generazioni l’importanza del valore della libertà di scelta, concetto cardine della nostra democrazia.

In tale libertà deve rientrare anche il diritto, per studenti/studentesse e genitori, di poter scegliere se lo desiderano l’ora di alternativa. In realtà la questione andrebbe completamente ribaltata, ovvero andrebbe istituita di base un’ora di educazione civica, alla quale mettere come scelta alternativa, per chi la richiedesse espressamente, l’ora di religione.

Ritengo utile ogni azione volta a combattere ed eliminare gli ostacoli all’accesso all’ora di alternativa, compresa quella di istituire un organismo di osservazione, che abbia anche capacità di intervento oltre che di denuncia. Rimane centrale comunque il fatto che, per garantire la piena applicazione di questo diritto, la scuola necessita di fondi per poter svolgere in pieno i propri compiti, tra cui è appunto compresa anche l’organizzazione dell’ora di alternativa. Il reperimento di tali fondi è già stato trattato con alcune proposte nelle due risposte precedenti.

4) Abolire il Concordato

Nel programma di Potere al Popolo è contenuta esplicitamente la proposta di “abrogare l’articolo 7 della Costituzione con il richiamo ai Patti Lateranensi, per la piena affermazione del principio di laicità dello Stato in tutte le sfere della vita pubblica”, che anche personalmente accolgo in pieno.

La denuncia unilaterale, viste le difficoltà che certamente si incontrerebbero nel chiedere allo Stato Vaticano di rinunciare ai privilegi che fino ad oggi gli sono stati concessi, rimane la migliore strada percorribile, se non l’unica, per affermare una reale laicità dello Stato.

A questo tema aggiungo quello specifico, ad esso collegato in quanto frutto di una legge derivante dal Concordato, del meccanismo dell’otto per mille. Ritengo che tale meccanismo vada ripensato radicalmente, ritenendo imprescindibile la rideterminazione delle modalità di assegnazione del contributo, con particolare riferimento alla ripartizione delle quote dei contribuenti che non hanno espresso scelte.

Il meccanismo attuale infatti ripartisce anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza, finendo per assegnare alla Chiesa Cattolica e alle altre religioni quote più che doppie rispetto alle reali preferenze espresse. Ritengo fondamentale che, in assenza di specifiche preferenze, tali quote dovrebbero rimanere a beneficio dello Stato.

5) Un provvedimento di laicità

Anche qui non faccio altro che condividere e rilanciare un tema contenuto nel programma di Potere al Popolo: garantire “i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.”

Troppo spesso, anche da parte di forze che a parole si definiscono progressiste, si è giocato al ribasso e alla ricerca del compromesso. Le unioni civili sono un passo ancora insufficiente e incompleto: i diritti non sono tali se vengono riconosciuti solo in parte, o se qualcuno/a ne può godere in misura minore di altri. I diritti, per definizione, sono tali quando vengono garantiti a chiunque indistintamente ed allo stesso livello.



Risposte di CIRINESI Michele, Lista PARTITO COMUNISTA
Camera, collegio uninominale 06-Bologna Zona urbana Mazzini

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

La parificazione delle scuole private alle scuole statali hanno l’unico scopo di smantellare il pubblico e di mettere nelle mani del profitto capitalistico il sapere e l’educazione dei futuri cittadini, creare schiavi è il loro unico obbiettivo, facendone oltretutto business, per questo si ha una transumanza di soldi pubblici verso questi enti sono attigui al sistema di controllo vigente, come partito comunista una volta eletti sarebbe una delle priorità far si che la scuola sua completamente pubblica e laica e che i soldi per l’istruzione abbiano un unico obbiettivo, formare cittadini laici ed istruiti.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Assolutamente si, gli edifici di culto devono essere sostenuto dai propri fedeli e non dallo stato, che ricordiamo è laico, i soldi che lo stato spende vanno indirizzati ai beni dello stato punto.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

L’ora di alternativa deve essere abolita semplicemente perché sarà abolita l’ora di religione, che non è altro che una scusa per poter elargire stipendi a “cittadini del Vaticano” che vagliano chi deve insegnare religione, che poi oltretutto è sempre e una sola la cattolica, sarà uno dei primi punti della riforma della scuola a favore della laicita statale.

4) Abolire il Concordato

Indubbiamente si vanno ad applicare tutti i principi che spiegavo sopra per cui di conseguenza abolizione del concordato reazionario voluto da mussolini prima e craxi dopo per riempire le casse del Vaticano.

5) Un provvedimento di laicità

Tutti i punti sopra descritti sono il progetto per una piena laicita dello Stato, non ci discostiamo dalla sua funzione lo stato o è laico o non è libero, nel 2000 ricoprivo la carica di assessore del comune di monzuno (bo) e abbiamo istituito il registro delle unione civili, caso unico in Italia a quei tempi, è imposto controllo ferreo, la legge quello permetteva, su una scuola cattolica, questo ha permesso la regolarizzazione delle lavoratrici e dei programmi didattici nel rispetto dello Stato.



Risposte di BALLERIN Michele, Lista +EUROPA con Emma Bonino
Camera, collegio uninominale 01, Emilia-Romagna, Cesena, Ravenna, Rimini, Forlì

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Sono favorevole all’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole paritarie.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sono disposto a sostenere l’interruzione del finanziamento degli edifici religiosi tramite gli oneri comunali di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Ritengo che l’istituzione di un osservatorio per vigilare sulla corretta gestione dell’ora alternativa a quella di religione nelle scuole sarebbe utile e opportuna.

4) Abolire il Concordato

Credo che il Concordato sia ormai obsoleto e vada rescisso.

5) Un provvedimento di laicità

Un primo, semplice provvedimento per l’affermazione del principio di laicità potrebbe essere la rimozione del crocefisso dai luoghi pubblici (ad es. dalle scuole). Ma sarebbe ancora più importante l’eliminazione stessa dell’ora di religione, da sostituire con una materia davvero utile come l’insegnamento di una lingua straniera, oppure, al limite, con una storia comparata delle religioni.




Risposte di ____, Lista ____

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

4) Abolire il Concordato

5) Un provvedimento di laicità

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Elezioni 4 marzo 2018: cinque domande laiche ai candidati

14 febbraio 2018

Domande laiche ai candidati - elezioni politiche 2018Le elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018 rinnoveranno i due rami del Parlamento.
L’Uaar invita candidate e candidati dei collegi in provincia di Bologna a rispondere alle seguenti cinque domande laiche.
Le risposte, da inviare a bologna@uaar.it o imola@uaar.it, saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
La legge 62/2000, a firma Berlinguer, governo D’Alema, ha dato il via ai finanziamenti pubblici alle scuole private “paritarie”, che sono arrivati alla cifra record di 575milioni di euro da parte dello Stato, senza contare i finanziamenti regionali e comunali. Come giudica la parificazione tra scuola pubblica e privata derivante dalla legge 62/2000? Non pensa sia stato aggirato se non esplicitamente disatteso l’art 33 della Costituzione che prevede che le scuole private siano “senza oneri per lo Stato”? Come intenderebbe procedere a riguardo una volta eletto?

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
La legge 10/1977 “Bucalossi” ha dettato le regole per l’urbanistica. Le regioni legiferarono tenendo conto dell’allora vigente “religione di Stato”, inserendo tra i beneficiari degli oneri comunali di urbanizzazione secondaria anche le “chiese e altri edifici religiosi”. Con il Concordato del 1985 viene abolita la religione di Stato e decade l’obbligo dei comuni di versare alle chiese questi fondi che, secondo una sentenza del TAR, non sono neppure dovuti a chi già gode del privilegio dell’Otto per mille. Considerato che a Imola e Bologna le diocesi hanno ricevuto negli anni milioni di euro dai comuni per il loro patrimonio immobiliare privato, venuti di conseguenza a mancare ad esempio per la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica, le chiediamo se sosterrà l’eliminazione di “chiese e altri edifici religiosi” quali benificiari degli oneri di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ha denunciato questa situazione, nel rapporto 2003, pag.11 e nel rapporto 2011, pagg.13-14). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa?

4) Abolire il Concordato
Una inchiesta Uaar quantifica in via prudenziale e documentata in 6,5 miliardi annui i costi pubblici della Chiesa. Tenuto conto che la maggior parte di queste somme vengono riconosciute per via del Concordato tra lo Stato e la Chiesa Cattolica e che lo stesso Concordato è fonte di ulteriori privilegi e discriminazioni su base religiosa, ritiene sia giunto il momento di abolire il Concordato utilizzando ad esempio la “denuncia unilaterale” di questo trattato?

5) Un provvedimento di laicità
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.

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“Posso scegliere da grande?” I manifesti Uaar invadono Bologna e provincia

21 gennaio 2018

Comunicato stampa 22.1.2018

La nuova campagna di promozione sociale dell’Uaar “Posso scegliere da grande?”, incentrata sulla libertà di scelta dei bambini, invade Bologna con 300 manifesti e irrompe in provincia con 10 megaposter 6×3 metri a Imola, San Lazzaro e Casalecchio.

«L’idea è quella di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul diritto dei più piccini a crescere senza imposizioni, senza dogmi di alcun tipo», spiega Roberto Grendene, coordinatore del Circolo bolognese dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. «In particolare abbiamo scelto questo periodo per far partire questo battage in quanto si sovrappone con le iscrizioni scolastiche 2018/19 e i genitori dei piccoli studenti che frequenteranno una prima classe dovranno dunque scegliere se far subire ai propri figli l’insegnamento della religione cattolica oppure offrire loro una educazione laica. Chi passerà a una classe successiva della stessa scuola può semplicemente comunicare la propria decisione alla segreteria: meglio farlo entro il termine previsto per le iscrizioni, che è il 6 febbraio, ma è possibile anche nei mesi successivi. Il nostro invito — prosegue Grendene — è a scegliere l’ora alternativa, ossia le attività didattiche e formative che i dirigenti scolastici sono obbligati per legge a garantire, anche per un solo bambino. Riteniamo infatti che un’ora in cui tutti si possano a sentire a loro agio senza discriminazioni sia la scelta educativa migliore: non è forse più appropriato che i bambini possano, autonomamente e nel tempo necessario, sviluppare proprie convinzioni invece di essere indottrinati tra le mura scolastiche?».

Posso scegliere da grande - manifesti in via dello sportA Bologna i 300 manifesti sono già in corso d’affissione nelle vie fuori dalle mura.
A Imola (3 postazioni), a San Lazzaro (4 postazioni) e a Casalecchio (3 postazioni) i megaposter 6×3 metri saranno installati da oggi e rimarranno fino a metà febbraio.

A livello nazionale questa è la seconda fase della campagna “Posso scegliere da grande?” — che prende spunto dall’inglese “Please Don’t Label Me” — lanciata dall’Uaar in novembre in concomitanza con la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia.

Manifesti "Posso scegliere da grande" in via dello Sport«Due mesi fa ci siamo concentrati sui social network e abbiamo messo a disposizione l’immagine di Sara, una bimba di due anni, che ci interrogava sulla libertà dei bambini di essere educati allo spirito critico e non indottrinati. È stato un successo che è andato al di là delle aspettative, raggiungendo oltre 735mila utenti Facebook. A dimostrazione che la questione è sentita. Ora che per Sara è arrivato il momento di iscriversi alla scuola dell’infanzia è partita in tutta Italia la seconda fase, uscendo dal mondo virtuale per entrare in quello reale. Grazie all’impegno profuso dai vari circoli dell’associazione le immagini della campagna saranno su bus e manifesti su strada, cui si aggiungeranno volantinaggi e inserzioni su giornali locali. Da Palermo a Udine, da Bari a Genova. Senza dimenticarsi dei piccoli centri come Ispica (RG) o Modugno (BA). Siamo certi che la campagna riceverà una buona accoglienza dai nostri concittadini, anche dai credenti.».

Maggiori informazioni:

Pagina nazionale della campagna Posso scegliere da grande?
Ora di religione, ora basta
Volantino

Megaposter via Caravaggio

Bologna, via Caravaggio

Imola, via Cooperazione

Imola, via Cooperazione

Megaposter Casalecchio, presso cimitero

Casalecchio di Reno, presso cimitero

Manifesti "Posso scegliere da grande" in via dello Sport

Manifesti "Posso scegliere da grande" in via dello Sport

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Lettera di un docente sulla visita pastorale all’IC6 di Forlì

8 dicembre 2016

Gabriele Turci, docente della scuola di stato IC6 - Forlì, ci ha inoltrato le seguente lettera, che pubblichiamo integralmente.

La recente e inunsuale decisione di autorizzare l’esercizio della visita pastorale del vescovo nella scuola statale in cui svolge servizio lo ha spinto a scrivere al Consiglio di istituto, al Dirigente scolastico, a tutte le colleghe e tutti i colleghi. Perché un faccia a faccia con un vescovo all’interno di un preciso percorso didattico può essere opportuno, ma non altrettanto una visita pastorale, ossia l’esame da parte di una guida religiosa in una operazione di facciata senza alcun progetto didattico alle spalle.

Tra gli episodi ricordati da Gabriele Turci spicca la chiusura di un corso molto partecipato di storia delle religioni, a causa di presunta “concorrenzialità” con l’insegnamento della religione cattolica.

- Al Consiglio di Istituto del IC6 – Forlì
V.le F.lli Spazzoli 67 – 47121 - Forlì
- Alla Dirigenza Scolastica dell’IC6-Forlì
- Alle colleghe e colleghi dell’IC6- Forlì
- Al Vescovo della Comunità Cattolica Forlivese
Palazzo Vescovile – P.za Dante Alighieri, 1 – 47121 Forlì
- Ai parroci delle Comunità Parrocchiali prossimali all’IC6-Forlì
loro sedi

Forlì 2 dicembre 2016

Care e cari tutti, permettetemi di iniziare così, con un tono colloquiale e amicale, perché la mia non vuole essere né un pamphlet, né una contorta forma d’esposto, né una sequela di recriminazioni.
Desidero, approssimandosi ormai gli ultimi mesi di servizio in quella che ho sempre sperato essere la scuola pubblica di stato, provare a spiegare, una volta di più, piuttosto che una di meno, la mia posizione - come docente, come cittadino e, permettetemelo, anche come uomo che avverte e non disconosce il senso di vivere comunque forme di intensa spiritualità – nei confronti dell’apertura e della concessione all’autorità vescovile cattolica di esercitare una visita pastorale nei locali del nostro istituto.
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scuola ,

Educare alle differenze 3 | 24-25 set

18 settembre 2016

Le edizioni del 2014 e del 2015 si sono svolte a Roma, con la partecipazione del locale circolo Uaar. Da quest’anno è l’Uaar nazionale a entrare nella rete di associazioni co-promotrici del meeting Educare alle differenze 3, organizzato da SCOSSE, Stonewall e Il Progetto di Alice e che il 24 e 25 settembre farà tappa a Bologna. Una due giorni di intensi lavori presso le scuole Testoni-Fioravanti, guidati dalla convinzione che “l’educazione alle differenze debba essere un elemento imprescindibile della scuola pubblica, laica e plurale”.

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Vince la scuola laica. Il Tar dice no alle benedizioni a scuola

11 febbraio 2016

Il TAR Emilia Romagna, con sentenza 166/2016, ha dato ragione ai sostenitori della laicità della scuola, rilevando che «non v’è spazio per riti religiosi» come le benedizioni e ricordando che, anche in orario extrascolastico, si possono ospitare solo “attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile”. Prosegui la lettura…

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A Imola il doposcuola è religioso

7 febbraio 2016

Corriere Imola 4.2.2016 - Doposcuola religioso
Non bastano le due ore di religione cattolica pagate dallo Stato, non basta il diffuso boicottaggio delle relative alternative, non bastano benedizioni, visite pastorali, messe in orario di lezione. Capita anche che il servizio sociale del pre e post scuola, spesso essenziale per moltri genitori, venga affidato dal comune a organizzazioni religiose.

L’Uaar Imola ha svolto una inchiesta sul monopolio religioso sul doposcuola, scrivendo all’assessore alla scuola Giuseppina Brienza la seguente lettera-denuncia.

Gentile Assessore Giuseppina Brienza,

come forse saprà in occasione del periodo di iscrizioni scolastiche tentiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica evidenziando quelli che sono i diritti dei genitori e degli alunni che non vogliono avvalersi dell’Ora alternativa e sottolineando i doveri degli Istituti ad organizzare come previsto dalle normative reali attività alternative.

Sono diffuse infatti tra le scuole Italiane pratiche improprie ed irregolari volte ad un boicottaggio “di fatto” dell’ora alternativa, attraverso la diffusione di parziali informazioni ai genitori o attraverso una non programmazione delle stesse… per spingere i genitori ad optare quasi forzatamente per l’ora di religione cattolica.

La mia attenzione a riguardo è maggiore proprio nella città di Imola, questo perchè oltre alle numerose testimonianze passate a conferma di alcune mancanze in merito, il rapporto tra amministrazione pubblica e l’ambito cristiano/clericale e la sudditanza nei confronti delle religioni in generale va a mio avviso molto oltre il ragionevole.

Dopo averle segnalato nel passato l’illegittimo finanziamento alle scuole private paritarie, i deplorevoli contributi pubblici erogati dal suo Comune a favore di opere e manifestazioni clericali, alle continue interferenze nell’istruzione, oggi, colgo l’occasione per evidenziarle e segnalarle, un’altra pratica pro religione.

A pagina 5 del “bando primaria”, come può notare, vengono indicati a fianco dei 4 Istituti comprensivi (IC2,IC3,IC6,IC7), altrettante onlus o associazioni — solo religiose — ove poter affidare, prima e dopo le lezioni, i propri figli, per ricevere un “servizio” che per certi genitori rimane essenziale ed al quale per necessità sono costretti.

A fianco degli altri istituti comprensivi non viene indicato il soggetto erogante ma è possibile”a richiesta”.
Dal sito del comune pare che vi siano 11 associazioni indicate tra le eroganti dei “servizi doposcuola” ed attive anche d’estate per i c.d. “campi solari”. 9 di queste realtà sono religiose, una, la Onlus Alecrim annovera tra i principali “sostenitori” la diocesi di Imola, l’Istituto s Caterina…, le rimanenti due associazioni paiono essere presumibilmente laiche, ma non mi è chiaro se eroghino questo tipo di servizi.

Vista la sproporzione tra soggetti religiosi e laici eroganti il servizio doposcuola e di contro, la dichiarata laicità del suo ufficio, le chiedo come sia possibile che il comune di Imola non si sia sforzato di trovare soggetti non attinenti la sfera religiosa, in grado di erogare, come già avviene in diversi comuni culturalmente evoluti, questo tipo di servizio. Mi chiedo altresì quale percorso interno di analisi e confronto sia stato svolto dagli istituti comprensivi, o in alternativa quale bando, per arrivare a consigliare tale tipo di assistenza extrascolastica.

Soprattutto in un paese come il nostro che fatica anche solo a discutere di diritti civili proprio a causa delle interferenze religiose nell’istruzione pubblica — ora di religione cattolica, “sistema integrato”, visite pastorali, simboli religiosi — in un paese ove la guida spirituale dei cattolici detto papa, demanda ad un terzo soggetto(Dio) le decisioni da prendere in materia di “diritti civili”,  penso sia ancor di più un dovere mantenere l’istruzione laica, dando ai genitori una reale e non apparente libertà di scelta.

Mi chiedo se questo diffuso atteggiamento pubblico “conforme” alla religione,  non sia di per sè nei fatti discriminatorio soprattutto nei confronti di chi ritiene che lo Stato (qui il comune) debba essere laico (che non vuol dire cristiano).

Auspico che in risposta ad una seria segnalazione non si ritorni a generiche affermazioni come  “il sistema integrato è fondamentale” o “il comune e lo Stato.. non hanno fondi a disposizione per creare qualcosa ad hoc”… perchè se un comune utilizza male le proprie risorse o le spende per ristrutturare attività prioritarie come il centro sociale di “Frittole” è davvero difficile, a riprova di quanto sopra esposto, negare esserci una volontà nell’affidare al “volontariato” religioso tali servizi.

“Dateceli da piccoli e saranno nostri per sempre”, sostenevano i gesuiti.
Passano i secoli, ma la mentalità pare sia ancora quella.

Cordialmente
Roberto Vuilleumier
Delegato Uaar Imola e Castel s Pietro

enti locali, scuola

Ici,Imu e scuole private paritarie: le risposte dai sindaci

8 dicembre 2015

Si avvicina la scadenza per il pagamento di Imu e Tasi, prevista per il prossimo 16 dicembre. Un dovere che grava su chi, persona fisica o giuridica. possiede o detiene fabbricati nei comuni italiani. Dovere che le scuole private paritarie, in maggioranza di orientamento religioso, ritenevano di potere scansare. Nel luglio scorso sono invece intervenute due sentenze della Corte di Cassazione, che hanno dato torto a istituti religiosi livornesi che, ritenendo di esserne esonerati, dal 2004 non avevano mai versato l’Ici.

Quattro mesi fa il circolo Uaar di Bologna, nell’ambito di una campagna nazionale Uaar, scrisse ai sindaci dei comuni della città metropolitana bolognese. chiedendo di verificare la posizione tributaria degli istituti scolastici privati paritari presenti nel loro territorio, al fine di escludere casi di omessa dichiara­zione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011 e dell’Imu/Tasi, dove prevista, per gli anni successivi.

Esaminiamo le tre risposte pervenute, su un totale di 35 comuni interpellati. Prosegui la lettura…

comunicati, enti locali, scuola

Mappa interattiva per la ricerca sull’ora alternativa alla religione cattolica

1 novembre 2015

Il Circolo Uaar di Bologna mette a disposizione una mappa interattiva per la consultazione dei risultati della ricerca Ora alternativa negli Istituti Comprensivi bolognesi.

Basata su OpenStreetMap, la mappa permette di individuare facilmente le scuole bolognesi in cui si sta affermando la scelta laica delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica, quelle in cui tale scelta si manifesta ancora in toni minori e quelle i cui dirigenti non hanno accettato di rispondere al nostro questionario. Sono rappresentate graficamente anche la popolazione studentesca di ogni scuola e, quando possibile, l’incidenza di stranieri tra i non frequentanti l’Irc.

È possibile filtrare i dati per ordine di scuola e ottenere i dettagli di ciascuna scuola con un semplice clic.

Mappa interattiva ricerca Uaar sull'ora alternativa nelle scuole bolognesi

Di seguito indicazioni dettagliate per la lettura della mappa:
• Il colore di riempimento dei cerchi, dal rosso al verde al blu, segnala la % di studenti non frequentanti l’IRC.
• L’ampiezza dei cerchi colorati indica la dimensione della popolazione studentesca delle scuole.
• I cerchi neri piccoli indicano le scuole del territorio che non hanno risposto alla nostra richiesta di informazioni.
• Le corone circolari sono colorate in proporzione alla percentuale di studenti di origine straniera che non frequentano IRC, ove questo dato è stato reso disponibile. Segnaliamo che l’origine straniera degli studenti non è necessariamente indicativa della professione di una religione diversa dalla cattolica o di qualunque altra posizione filosofica

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Ricerca su attività alternative alla religione cattolica nelle scuole bolognesi

23 settembre 2015

Quanti genitori chiedono per i loro figli attività scolastica alternativa all’insegnamento della religione cattolica (IRC)? Le scuole informano, distribuiscono la modulistica, organizzano le attività alternative?  E di che tipo? Genitori e studenti che non scelgono l’insegnamento religioso a scuola sono messi in grado di esercitare il diritto all’istruzione e la libertà di coscienza?

ricercaoa2015_uaarboA queste domande ha cercato di dare risposta la ricerca Ora alternativa negli Istituti Comprensivi bolognesi promossa dal circolo Uaar di Bologna e svolta sul campo nel primo semestre del 2015 da Simone Vincenzini, studente di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Bologna, che all’interno del proprio tirocinio curricolare ha intervistato i dirigenti degli istituti comprensivi (IC) statali del comune di Bologna. O meglio, solo gli 8 su 19 che hanno accettato di collaborare, che corrispondono a 8 IC su 21 (due dei presidi che non hanno risposto hanno una doppia dirigenza). Un primo risultato della ricerca è quindi la scarsa propensione a comunicare informazioni che dovrebbero essere pubbliche e prontamente aggiornate dalle scuole, mentre invece sono diffuse in esclusiva dalla CEI, che sceglie tempi e modi per farlo.
Passiamo ora gli altri risultati della ricerca.
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