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Lettera a tutte le scuole di Bologna per un anno scolastico senza discriminazioni su base religiosa

22 Settembre 2010

(aggiornamento: articoli su Repubblica online e l’Unità)

22/9/2010 – COMUNICATO STAMPA del Circolo UAAR di Bologna

Lettera a tutte le scuole di Bologna per un anno scolastico senza discriminazioni su base religiosa

E` precisa volontà della scrivente associazione fare in modo che, nell’anno scolastico 2010/2011 iniziato da pochi giorni, l’attività didattica formativa alternativa all’insegnamento della religione cattolica sia garantita a tutti coloro che l’hanno richiesta, e senza alcun tipo di discriminazione.

Così inizia la lettera che il circolo UAAR di Bologna ha spedito oggi a tutte le scuole della provincia di Bologna.
«L’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, con insegnanti scelti dal vescovo e pagati dallo stato, per due ore la settimana a partire dai tre anni di età, non è cosa da democrazia liberale». Ad esprimere questo semplice concetto, Roberto Grèndene, coordinatore del circolo dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti di Bologna, che continua: «Ma a questo si aggiungono ulteriori discriminazioni: l’ora alternativa, scelta laica e civile costituzionalmente garantita, viene spesso negata, ostacolata, o tradotta in ripieghi indegni di una scuola moderna.»

L’UAAR ha recentemente ottenuto una importante vittoria legale: il 30 luglio scorso, il Tribunale di Padova ha stabilito che l’attivazione dell’ora alternativa costituisce “un obbligo”, e che la sua mancata attivazione costituisce “un comportamento discriminatorio illegittimo”. Non solo: è stato riconosciuto che la lesione del diritto a non avere l’ora alternativa, configurando discriminazione per causa di religione, comporta una responsabilità risarcitoria in capo alla pubblica amministrazione. Questa ordinanza del Tribunale di Padova, la circolare del ministero dell’istruzione n. 59 del 23/7/2010 (in cui si evidenzia la necessità di assicurare “l’insegnamento dell’ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati”), la decisione del Consiglio di Stato 2749/2010 (in cui è stabilito, relativamente all’insegnamento alternativo, che “la sua istituzione deve considerarsi obbligatoria per la scuola” e che di questo il ministero “dovrà necessariamente farsi carico”) rendono conclamato il diritto di ottenere insegnamenti alternativi a quello cattolico.

«E` falso che l’ora alternativa sottragga risorse alla scuola, e che addirittura la sua attivazione causerebbe l’impoverimento dell’offerta formativa. E` vero il contrario» dichiara Grèndene, che chiarisce: «I fondi ci sono, stanziati nel bilancio del ministero, occorre solo che i dirigenti scolastici facciano il loro lavoro e il loro dovere, utilizzandoli e nominando supplenti annuali se necessario, e arricchendo così l’offerta formativa. Nella provincia di Bologna molte sono le esperienze positive: facciamole crescere e conoscere, per una scuola migliore».

Documentazione:
Lettera inviata alle scuole della provincia di Bologna
Ordinanza del Tribunale di Padova del 30/7/2010
Il progetto UAAR “ora alternativa”

UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Associazione di promozione sociale – Iscrizione al registro nazionale n. 141
Circolo di Bologna c/o “Il Cassero”, via Don Minzoni 18

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“Legge mancia”: sulla Curia di Bologna ennesima pioggia di danaro pubblico

5 Agosto 2010

5/8/2010
COMUNICATO STAMPA del Circolo UAAR di Bologna

La commissione bilancio della Camera ha approvato venerdì scorso, con il solo voto contrario dell’IDV, una risoluzione con cui 51 milioni 575 mila euro sono stati stanziati per il “Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio”.
E` la cosiddetta “legge mancia”, che permette ai nostri parlamentari di regalare denaro pubblico ad enti di loro scelta.
Tra i 514 beneficiari di questa politica clientelare, innumerevoli parrocchie, confraternite, diocesi ed altri enti controllati dalla Chiesa Cattolica.

«In tempi di tagli a servizi essenziali e di pesanti manovre finanziarie, risulta ancora più scandaloso che fondi pubblici siano regalati al più grande immobiliarista in circolazione, la Chiesa Cattolica», afferma Roberto Grendene, coordinatore del Circolo UAAR di Bologna, che puntualizza: «a Bologna mancano asili nido e scuole dell’infanzia comunali e statali, ma oggi piovono 330.000 euro per la manutenzione della Curia Arcivescovile e per la strumentazione dell’Istituto Veritatis Splendor: uno schiaffo a tutti i cittadini che pagano le tasse per avere servizi pubblici laici e civili.»

L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda altri finanziamenti pubblici occulti di stampo confessionalista:
– la Campagna Oneri mostra che il Comune di Bologna elargisce ogni anno circa 600.000 euro per “edilizia di culto”, con la Curia Arcivescovile che incassa l’85% della torta
– il Comune di Bologna finanzia con più di un milione di euro l’anno le scuole private cattoliche affiliate alla FISM
– l’8×1000 a gestione statale utilizzato per regali clientelari alla Chiesa Cattolica: ad esempio il governo Prodi assegnò 975.000 euro del gettito statale dell’8×1000 alla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna (G.U.17/12/2007)

Circolo UAAR di Bologna
www.uaar.it/bologna – bologna@uaar.it

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Comune di Bologna: anche quest’anno, regalato un milione di euro alle scuole private cattoliche

25 Luglio 2010
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La commissaria Cancellieri rinnova la convenzione con la FISM, regalando anche per il prossimo anno scolastico un milione e 55 mila euro del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche.
Per chi non non avesse letto il nostro notiziario nr. 70, del 1/3/2009, la FISM “è componente della Consulta per la Pastorale della Scuola e del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana. La F.I.S.M. è altresì presente con propri rappresentanti nel Centro Studi Scuola Cattolica. La F.I.S.M. ha un proprio Consulente Ecclesiastico nazionale ed a livello periferico Consulenti ecclesiastici regionali e provinciali. La F.I.S.M. promuove incontri di carattere spirituale per i propri dirigenti.” (dichiarazioni presenti su sito nazionale FISM).

Gongola mons. Vecchi: «la scuola privata cattolica svolge un ruolo pubblico che molti non accettano, siamo al servizio del bene comune» (fonte: Corriere di Bologna, 23/7/2010).
Il vescovo ausiliare Vecchi, già noto per essere “al servizio del bene comune” per il 30% della torta e per ricevere genitori di bambine molestate sessualmente da un prete della sua diocesi e dir loro «questo incontro non è mai avvenuto» (ma lui non ricorda, vedi estense.com), dovrebbe sapere che ciò che molti non accettano non è la libertà di istituire scuole private. Questo si può fare: lo dice l’art. 33 della Costituzione, che però dice anche che deve avvenire “senza oneri per lo Stato“. Ecco, è questo che molti non accettano.

Si compiace del rinnovo del finanziamento pubblico la responsabile del PD scuola Graziella Giorgi. Così pure il PDL, che con Valentina Castaldini e Giovanni Mulazzani (responsabili scuola del Pdl cittadino e provinciale) e Giovanni Leporati, vicecapogruppo degli azzurri alla Provincia di Bologna, parlano di “scelta saggia ed equilibrata” da parte di Palazzo D’Accursio.
«Francamente perplesso del finanziamento» si dichiara invece Franco Grillini, IdV.
Di discriminazioni al momento delle iscrizioni e mancato intervento su casi di abusi sessuali nelle scuole paritarie, di decisione grave e di regali ideologici da parte del Comune mentre si smantella progressivamente la scuola pubblica parla invece il comunicato della Rete Laica Bologna, che promette che «da parte dei laici sarà opposizione dura». Come membri attivi della Rete Laica assieme ad altre associazioni e confessioni religiose di minoranza, confermiamo questo impegno.

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L’educazione statale “è dittatura”? L’UAAR risponde al card. Caffarra

5 Maggio 2010
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Proprio nel giorno in cui il presidente Napolitano ha sostenuto che “il contributo dei cattolici può risultare essenziale al fine di promuovere il confronto aperto e costruttivo tra diversi orientamenti” l’arcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, ha dichiarato che lo Stato “non ha, non deve e non può aver un compito di responsabilità educativa: sarebbe la dittatura”, mentre, per contro, “impedire alla Chiesa di educare” vorrebbe dire “impedire alla Chiesa di esistere”.

“Stupisce che anche la più importante figura istituzionale italiana avalli ormai senza remore il progetto neo-confessionale della Chiesa”, commenta Raffaele Carcano, segretario dell’UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti: “le gerarchie ecclesiastiche non vogliono confrontarsi, vogliono soltanto detenere il monopolio dell’istruzione e dell’informazione”.
E con l’aiuto di centrodestra e centrosinistra i loro desideri stanno purtroppo diventando realtà, conclude Carcano: “tutti chiudono gli occhi di fronte a dichiarazioni, come quelle del card. Caffarra, chiaramente incompatibili con il principio costituzionale di laicità dello Stato”.

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Laicisti sì, integralisti niente affatto

26 Aprile 2010

26/4/2010
COMUNICATO STAMPA del Circolo UAAR di Bologna

Laicisti sì, integralisti niente affatto: una risposta all’aggressivo commento del PD sulla manifestazione di sabato scorso

Sabato scorso il circolo UAAR di Bologna ha aderito e partecipato alla manifestazione in sostegno delle vittime della pedofilia in ambito ecclesiastico, in seguito alle dichiarazioni del segretario di Stato vaticano, card. Bertone, secondo il quale esisterebbe un legame tra pedofilia e omosessualità. La manifestazione era stata indetta da ArciGay, ArciLesbica, MIT e Rete Laica Bologna, rete della quale il circolo UAAR di Bologna è parte attiva assieme ad altre associazioni e confessioni religiose di minoranza.

«Apprendiamo con amarezza che il PD, tramite il suo responsabile della Comunicazione Pietro Aceto, ha qualificato come intollerante e laicista la manifestazione» dichiara il coordinatore del circolo UAAR di Bologna Roberto Grendene, presente alla manifestazione, che rispedisce l’accusa di integralismo al mittente: «Il laicismo altro non è che l’affermazione della laicità concreta, non certo della laicità falsa che circola nel nostro Paese e si fonda sul Concordato, spacciata come “sana laicità”. L’integralismo si scorge invece in chi si stringe attorno ad una Chiesa che dovrebbe semplicemente essere trattata senza privilegi e immunità, criticata e posta di fronte alle proprie responsabilità senza timori reverenziali, privata degli enormi finanziamenti pubblici erogati sulla base di intenzioni e di un condizionamento sociale che opera fin dalla più tenera età.»

«Dal partito di maggioranza nella nostra Regione, in particolare dagli esponenti che hanno dato prova di condividere la difesa delle istituzioni dal clericalismo, ci attendiamo considerazioni più equilibrate, pluraliste e non integraliste. A meno che anche il pluralismo non sia ritenuto disdicevole come si vogliono dipingere il laicismo, l’ateismo, l’agnosticismo.»

Si segnala:
Foto di Franco Grillini, socio UAAR, con la bandiera dell’associazione durante la manifestazione
articolo di BolognaTG24.it sulla manifestazione

Roberto Grendene 340 7278317
coordinatore del Circolo UAAR di Bologna
www.uaar.it/bologna

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Domande laiche ai candidati alle regionali

12 Marzo 2010

A tutti i candidati alle prossime elezioni regionali i circoli UAAR dell’Emilia Romagna sottopongono le seguenti tre domande.
Analogamente a quanto fatto per le elezioni comunali del 2009 pubblicheremo sul nostro sito tutte le risposte che riceveremo.
Le stesse domande saranno poste all’incontro VOTA GARANTITO, VOTA LAICO in programma lunedi 15 marzo alle 21.00 presso la Sala Consiliare del Quartiere Porto, via dello Scalo 21 –
http://retelaicabologna.wordpress.com/2010/02/17/emilia-romagna-elezioni-2010-vota-garantito-vota-laico/ – organizzato da Rete Laica Bologna [evento su facebook http://www.facebook.com/event.php?eid=351615966037]

1) Finanziamenti pubblici dell’edilizia di culto
Nel 1977 la legge “Bucalossi” [1] stabisce che una fetta degli oneri di urbanizzazione secondaria sia destinata all’edilizia di culto [2].
Alle regioni spetta il compito di dare indicazioni ai comuni, che a loro volta possono deliberare diversamente. La Regione Emilia Romagna, con Delibera di Consiglio 849/1998, fissa nel 7% la fetta di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto.
Stessa percentuale che e’ destinata alla voce “i centri civici e sociali, le attrezzature culturali e sanitarie”, mentre il 10% tocca alla voce “gli asili nido e le scuole materne”.  Il risultato è che la Chiesa Cattolica Romana, che secondo una recente indagine di Repubblica possiede a Bologna una “città nella città”, è finanziata con fondi pubblici, mentre scuole, asili, attrezzature culturali e sanitarie, parcheggi, spazi pubblici a parco e per lo sport (le altre voci finanziate con gli oneri di urbanizzazione secondaria) necessitano di importanti investimenti.
Vorrà interrompere il finanziamento pubblico al più grande immobiliarista in circolazione determinato dagli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto?

2) Tutelare la salute e l’autodeterminazione delle donne
L’obiezione di coscienza in materia di interruzione volontaria di gravidanza doveva essere un diritto temporaneo a tutela di chi aveva intrapreso la carriera di medico ginecologo prima della legalizzazione dell’aborto. A più di 30 anni di distanza essa permane ancora, trasformata da diritto per i medici a strumento che lede la salute delle donne.
Ci sono comuni e ASL che, per “migliorare” il percorso dell’IVG, stilano protocolli [3] che prevedono che associazioni del “privato sociale” (in pratica cattoliche) abbiano ruolo sostitutivo di quello della struttura pubblica, con collaborazioni da parte di assistenti sociali e strutture ospedaliere con questo “privato sociale”.
Non abbiamo invece notizie di campagne informative efficaci sulla contraccezione nelle scuole e sulla contraccezione di emergenza (“pillola del giorno dopo”); non abbiamo nemmeno notizie sull’impegno della Regione Emilia Romagna per garantire la possibilità di ricorrere all’IVG per via non chirurgica.
Terrà lontano da consultori e ospedali quanto viene spacciato per “sussidiarietà”? Sosterrà campagne informative sulla contraccezione nelle scuole? Renderà rispettoso della donna il ricorso all’IVG, adoperandosi per il rapido accesso alla contraccezione post-coitale (pillola del giorno dopo) e prevedendo la possibilità di ricorrere  volontariamente alla RU-486, allontanando il tintinnio dei ferri (del chirurgo, ma anche, nel terzo millennio, di quelli dal calza)?

3) Privilegi clericali nelle politiche delle nuove generazioni
La legge regionale 28 luglio 2008, n.14 [4], prevede all’art. 14 c.3 di riconoscere e incentivare “la funzione educativa e sociale svolta, mediante le attività di oratorio o similari, dalle parrocchie e dagli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica, nonché dalle altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato un’intesa ai sensi dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione”.
Specifici riconoscimenti e incentivi per qualcuno (Chiesa Cattolica, guarda caso) sono ovviamente discriminatori per altri soggetti pubblici e privati che volessero partecipare all’oggetto dell’art. 14 della citata legge, ossia all'”offerta territoriale per il tempo libero e opportunità educative”.
Rimuoverà ogni privilegio riservato a oratori e parrocchie nel campo dei servizi educativi? Farà in modo che siano privilegiate invece le associazioni democratiche e che siano escluse da riconoscimenti e incentivi organizzazioni che ritengono “disordinati” gli orientamenti non eterosessuali? Farà in modo che siano tassativamente escluse da riconoscimenti e incentivi organizzazioni che hanno dimostrato di essere collegate a occultamenti di casi di pedofilia?

NOTE

  1. Legge n. 10/1977, Norme per la edificabilità dei suoli. La materia è oggi regolata dal decreto legislativo 6 giugno 2001, n. 380, contenente il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.
  2. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, 2 comma lett. b) del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968, sono attrezzature di interesse comune di tipo religioso: a) gli immobili destinati al culto anche se articolati in più edifici; b) gli immobili destinati all’abitazione dei Ministri di Culto; c) gli immobili adibiti, nell’esercizio del ministero pastorale, ad attività educative, culturali, sociali e ricreative, che non abbiano fini di lucro.
  3. “PROTOCOLLO OPERATIVO PER IL MIGLIORAMENTO DEL PERCORSO IVG” a cura di: AUSL di Forlì, Comune di Forlì, Assessorato alle Politiche Sociali, Consulta delle Famiglie del Comune di Forlì – http://uaarbologna.altervista.org/doc/protocollo_IVG_Forli.doc
  4. NORME IN MATERIA DI POLITICHE PER LE GIOVANI GENERAZIONI” – http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=nor&dl=leggiV/2008/lr-er-2008-14&dl_t=text/xml&dl_a=y&dl_id=leggiV&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0

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Bologna dica basta al finanziamento pubblico del patrimonio della Curia

23 Febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA
Circolo Uaar di Bologna – 22/02/2010

Bologna dica basta al finanziamento pubblico del patrimonio della Curia.

Le ricchezze del più grande proprietario immobiliare d’Italia sostenute ogni anno con le nostre tasse: anche quest’anno agli enti religiosi andranno 350mila euro di oneri di urbanizzazione.
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/agli-enti-religiosi-350mila-euro-di-oneri-di-urbanizzazione/1867577

Il Comune di Bologna non si sottrae a questa logica nazionale: non ha mai mancato di erogare una fetta importante degli oneri di urbanizzazione secondaria alla Curia Arcivescovile, proprietaria in base all’indagine pubblicata ieri da Repubblica di “una città nella città”.  Si veda http://bologna.repubblica.it/dettaglio/articolo/1867574

E questo per scelta visto che, con una semplice delibera del consiglio comunale, Bologna avrebbe potuto dire basta e fermare il finanziamento alla ricca Curia e sostenere invece l’edilizia scolastica, gli asili nido, il verde  pubblico, i parcheggi e tanti altri spazi per tutti i cittadini.

La denuncia era stata fatta dal circolo bolognese dell’Uaar, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, nel giugno scorso, raccogliendo più di 1300 firme di cittadini esterrefatti di fronte alla notizia che 3 milioni di euro negli ultimi 6 anni, per volontà dei nostri amministratori, erano finiti dalle casse comunali a quelle della Curia Arcivescovile.

Il sindaco Delbono l’aveva peraltro annunciato in campagna elettorale, trovandosi, caso singolare, d’accordo con Cazzola: “credo che sia giusto”, disse, “il culto deve essere promosso in senso attivo”. E così ha fatto, facendo in modo di elargire, poco prima di dimettersi, l’ultima tranche dei nostri soldi ai rappresentanti locali della Chiesa Cattolica e di altre confessioni religiose, scelte non si sa bene con quali criteri.

Peccato che così facendo le altre opere finanziate dagli oneri di urbanizzazione secondaria, asili nido ed edilizia scolastica per fare  due esempi, siano penalizzati. E senza contare la discriminazione su base religiosa operata dal Comune: se non verrà azzerato il  finanziamento all’edilizia di culto, per il principio di non discriminazione l’Uaar chiederà alla prossima amministrazione di ricevere la fetta spettante ai cittadini atei, agnostici e laici di fatto (oltre il 70%, se si considerano le scelte in età adulta fatte da chi si sposa con rito civile nella nostra città), impegnandosi a utilizzare tutte le somme per opere di edilizia scolastica (statale, cioè di tutti, credenti e non).

Riferimenti:
Petizione Uaar al Comune di Bologna
Campagna Oneri UAAR
Esempio di delibera di distribuzione degli Oneri di urbanizzazione secondaria a Bologna

Roberto Grendene 340 7278317
Coordinatore del  Circolo Uaar di Bologna

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Sbattezzo del 25 ottobre, com’è andata?

9 Gennaio 2010
Commenti disabilitati su Sbattezzo del 25 ottobre, com’è andata?

Hai aderito alla Giornata dello Sbattezzo dello scorso 25 ottobre, inviando direttamente la raccomandata alla parrocchia, o dandone incarico al circolo UAAR di Bologna?

Ti chiediamo di informarci sullo stato della pratica: vogliamo fare un bilancio statistico sul buon fine o meno raggiunto dalle domande presentate con riferimento a quella data.

Per favore scrivi all’indirizzo ennepenne@tin.it

Hai  ricevuto una risposta positiva e definitiva dal parroco o dalla curia? E’ stata allegata la fotocopia dell’avvenuta annotazione (non obbligatoria) ?
Hai solamente ricevuto una risposta interlocutoria di invito al ripensamento?
Se non hai ricevuto alcuna risposta o un chiaro rifiuto l’UAAR cercherà di consigliarti e sostenerti per ottenere la doverosa annotazione che hai richiesto sino ad assisterti in un ricorso al Garante della privacy.

Le tue informazioni ci servono statisticamente, ma anche in parole meno burocratiche, a capire che aria tira nelle curie.  Se ci hai già comunicato l’esito del tuo sbattezzo, ti chiediamo per favore di ripeterlo, grazie.

Grazie, cari saluti, circolo UAAR di Bologna

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Auguri di un (più) laico 2010

29 Dicembre 2009

Il circolo UAAR di Bologna augura a tutti buon anno nuovo!

Per  ricordare il 2009 che volge ormai al termine segnaliamo il Report 2009 sulla laicità creato dalla Rete Laica di Bologna, di cui il nostro circolo fa parte.

http://retelaicabologna.files.wordpress.com/2009/12/bianche-feste-rete-laica-bologna2.pdf

Potrete trovare un riassunto delle <<vicende più importanti che hanno riguardato le nostre città e l’Italia, con uno sguardo attento anche al resto del mondo. Sono fatti, azioni, opinioni, dichiarazioni, movimenti che per ogni mese abbiamo ritenuto i più significativi per leggere la storia dei nostri giorni dal punto di vista della laicità.>>

Buona lettura e buon anno!

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Isteria pro-crocifisso

10 Novembre 2009

9/11/2009 – COMUNICATO STAMPA
Dilaga l’isteria pro-crocifisso

Non si va certo leggeri, in Italia, nel criticare la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, e con essa coloro che l’hanno apprezzata e l’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ha promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato.
Ci sono sindaci che vogliono multare chi toglie il crocifisso, fanatici che promuovono gruppi Facebook dall’evangelico nome di Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani! , ministri come Ignazio La Russa che si permette di dire sulla TV pubblica «possono morire, non lo leveremo il crocifisso, possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla».

Alle reazioni scomposte di diversi rappresentati istituzionali bolognesi si è aggiunta ora la voce della Curia.
Il cardinale Caffarra lancia un appello per non lasciarsi ingannare dalla retorica della giustizia e dei diritti, in quanto orpelli.

Ci rivolgiamo a tutte le istituzioni bolognesi, affinché prendano le distanze da simili affermazioni, contrarie ai principi liberali della nostra democrazia, che già calpesta i diritti civili dei cittadini atei e agnostici riservando privilegi e immunità anacronistici ad una confessione religiosa (e alla sua gerarchia in particolare).
Allo Stato che regala un miliardo di euro l’anno alla Chiesa Cattolica con l’8×1000, si aggiunge il comune di Bologna, che nel terzo millennio finanzia l’edilizia di culto con circa 600.000 euro l’anno e l’educazione in scuole confessionali con più di un milione di euro l’anno.

Le dichiarazioni di Caffarra gettano fango sulla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, alla quale la nostra Repubblica aderisce.
Si vantano diritti di non bene identificate “comunità”, marchiando come “orpelli” le libertà individuali che tali comunità vogliono calpestare anche in chi ad esse non appartiene.

Non è questione di retorica, sono in ballo diritti fondamentali: è ora di finirla con leggi liberticide che impongono a tutti come vivere, di agonizzare invece che morire con dignità, di dover pagare con le nostre tasse una casta religiosa sempre più ricca, di indottrinare i bambini nella scuola pubblica. A questi danni si vuole anche aggiungere la beffa di avere sopra la nostra testa, negli uffici pubblici e nelle scuole in particolare, il simbolo religioso dei privilegiati. Non ci sentiamo offesi, ci sentiamo discriminati. Lavori scolastici di alunni liberi di sviluppare pensiero critico, questo e’ quello che vorremmo appeso alle pareti della scuola pubblica.

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