Imola sabato 18 maggio
Siamo con un nostro tavolo informativo Occhiopermille anche ad Imola.
Sabato 18 maggio dalle Ore 8:30 fino alle 13, all’angolo tra la via 20 settembre e via Emilia Ovest.
Siamo con un nostro tavolo informativo Occhiopermille anche ad Imola.
Sabato 18 maggio dalle Ore 8:30 fino alle 13, all’angolo tra la via 20 settembre e via Emilia Ovest.
Cambiare religione, o non averne più una, è un diritto dell’uomo, riconosciuto da dichiarazioni e convenzioni internazionali: e lo sbattezzo altro non è che la traduzione giuridica, nel contesto italiano, di questo elementare diritto.
E visto che esercitare un diritto può essere anche motivo di festa, il Circolo Uaar di Bologna, presenta:
SBATTEZZO PARTY – Incontro per usciti e uscenti dal gregge.
Venerdì 17 maggio 2013, ore 21.00 – ℅ Spazio indue, Vicolo Broglio 1/F – Bologna [mappa]
Non tolleri più l’ingerenza del Vaticano nella tua vita?
Stanco di essere giuridicamente “suddito del vescovo”?
Sei indignata per l’invasione dei ginecologi obiettori?
Ritieni che il pedobattesimo sia lesivo della libertà di scelta?
Sei contrario a regalare alla Chiesa 6 miliardi l’anno di SOLDI PUBBLICI?
Il tuo battesimo rappresenta la tua “iscrizione” ufficiale alla Chiesa cattolica, anche se non ti rappresenta, e ti vincola alla “sottomissione alle gerarchie ecclesiastiche”. Non continuare a sostenere la Chiesa, contribuisci a rendere il nostro paese più laico e più civile: esci dal gregge!
Se non credo nei dogmi della Chiesa cattolica, perché ci resto iscritt*?!?
Vieni al party a sbattezzarti!
A livello nazionale sempre meno studenti frequentano l’insegnamento della religione cattolica (IRC). Un insegnamento che, per legge, è «impartito in conformità della dottrina della Chiesa», da docenti scelti dal vescovo ma pagati dai contribuenti. I dati più aggiornati, che incredibilmente non sono forniti al Miur ma dalla CEI, mostrano che la frequenza dell’IRC nelle scuole italiane è scesa sotto il 90% (rimane al 91,5% nelle scuole dell’infanzia). Qual è invece la situazione a Bologna?
Dai dati forniti dall’Amministrazione per l’anno scolastico 2011/12, nelle scuole dell’infanzia comunali di Bologna l’adesione all’IRC è ben inferiore alla media nazionale: circa il 40% delle famiglie sottrae i propri bambini all’IRC. Quasi 5 volte il dato nazionale, che si attesta sull’8,5%.
Sono infatti solo il 61% i bambini che frequentano le ore di Educazione Religiosa Cattolica (il Comune di Bologna ha inventato proprio questa denominazione, con la sigla ERC al posto di IRC). Non mancano differenze significative fra le varie scuole: è la scuola Casaglia ad affermarsi come un esempio concreto di laicità, con solo il 10% di aderenti all’IRC. I numeri si abbassano ancora se spostiamo l’attenzione sugli stranieri: nonostante la loro scelta possa essere principalmente influenzata da contrapposizione religiosa piuttosto che da motivazioni laiche, solo il 52% degli bimbi di famiglie straniere frequenta l’IRC.
Positiva quindi la propensione delle famiglie bolognesi verso le attività alternative e l’educazione laica dei propri figli nelle scuole dell’infanzia comunali. Una scelta che, se imitata a livello nazionale, permetterebbe di trattenere nelle casse dello Stato alcune centinaia di milioni di euro, utilizzabili per affrontare i gravi problemi in cui si trova il nostro paese.
Questo è il calendario dei prossimi banchetti del Circolo UAAR di Bologna. Destinati ad informare i cittadini sulle modalità dell’8 x 1.000, cioè OCCHIOPERMILLE.
——————————
sabato 27/4 orario 15-20 = Via Indipendenza 54
domenica 28/4 orario 15-20 = Via Indipendenza 54
martedì 7/5 orario 15-20 = Via Ugo Bassi 6/D
mercoledì 8/5 orario 15-20 = Via Ugo Bassi 10/C
martedì 14/5 orario 9,30-14 = Via Matteotti 16 davanti Teatro Testoni
Nella lite giudiziaria per la miliardaria eredità FAAC, l’Arcidiocesi di Bologna era stata costretta dal giudice a mettere a disposizione 36,5 milioni di euro che mancavano all’appello. Viene ora alla luce un altro altarino: ben 22 milioni di euro di queste “risorse mancanti”, messe adesso sotto sequestro, erano stati depositati in un conto svizzero. Non solo: l’organizzazione del card. Caffarra aveva provveduto a cambiare — chissà perché — l’intestazione del conto.
Stiamo parlando della stessa organizzazione che pretende dal Comune il 30% della torta per le scuole materne cattoliche, che riceve sempre dal Comune mezzo milione di euro l’anno per il proprio patrimonio immobiliare, che riceve dallo Stato “mance” da 330mila euro e che, su scala nazionale, beneficia di oltre 6 miliardi di finanziamenti pubblici all’anno.
Sarebbe il caso che il sindaco di Bologna commentasse questa fitta e inarrestabile pioggia di denaro pubblico nelle casse di un ente stra-ricco che sfugge a controlli patrimoniali e finanziari. I fatti mostrano da un lato un bilancio comunale sempre più magro e una lista d’attesa per la scuola pubblica e laica. Dall’altro una Arcidiocesi che continua a battere cassa per le proprie scuole private, nonostante abbia conti in Svizzera a cui cambia ‘provvidenzialmente’ l’intestazione.
Con quali motivazioni (e con che coraggio) il sindaco di Bologna continuerà sostenere la scelta sussidiarista di stampo ciellino al referendum del 26 maggio?
A Lagaro, frazione di Castiglione dei Pepoli, la Curia affittava al Comune per 11mila euro l’anno un edificio adibito a scuola media per cinquanta bambini. Il proprietario, presunto ente benefico senza scopo di lucro, ha voluto però raddoppiare il lucro. Il comune si è rifiutato di pagare 22mila euro l’anno, iniziando a pagarne 13mila come da valutazione tecnica del prezzo di mercato. Ma puntualmente è arrivato lo sfratto, che sarà esecutivo dal 1° luglio 2013.
Ne ha dato notizia Repubblica, riportando la reazione infuriata dei genitori che arrivano contestare pubblicamente il card. Caffarra: “Non possono sbattere per strada così tanti bambini, soprattutto perché l’edificio è stato donato alla Chiesa proprio per costruirci una scuola”. Da parte sua, il sindaco di Castiglione, Daniela Aureli avrebbe dichiarato: “Ci devono dare più tempo, non hanno nessuna urgenza. Noi abbiamo anche detto che siamo disposti a comprare l’edificio, fare i lavori oppure a pagare 16mila euro di affitto rispetto ai 13mila attuali. Ma per ora niente”.
Non ci stupiscono le pretese di una Chiesa che cura i suoi interessi finanziari. A maggior ragione se si pensa che la Chiesa è il più grande proprietario immobiliare del nostro paese, e che controlla o possiede direttamente la maggioranza delle scuole private. Per quale ragione dovrebbe agevolare la scuola della Repubblica, quando vuole invece espandere le proprie scuole rivendicando per esse sempre maggiori sussidi pubblici?
Ci stupiscono semmai le reazioni meravigliate del sindaco o di tanti genitori, i quali per protesta non mandano più i bambini a catechismo a Lagaro ma li mandano a Castiglione (potrebbe essere più efficace una richiesta in massa dell’ora alternativa). La realtà è che dal 1° di luglio cinquanta bambini saranno senza scuola: la Curia potrà “generosamente” salvarli accettando un cospicuo aumento del canone, o potrà legittimamente lasciarli per strada realizzando nell’edificio una scuola privata, un albergo o anche tenendolo sfitto (le risorse finanziarie non le mancano).
C’è da chiedersi fino a che punto si è spinta l’ingenuità del sindaco. Con un affitto di almeno 13mila euro da pagare ogni anno alla Curia, e con il dovere di costruire una scuola di proprietà comunale per non sottostare ai ricatti del proprietario, avrà deciso di non erogare contributi all’edilizia di culto accantonandoli invece per l’edilizia scolastica?
Castiglione appartiene ai comuni meno trasparenti dell’indagine del nostro circolo sugli oneri di urbanizzazione secondaria (OnUS) per edilizia di culto: la nostra richiesta di accesso agli atti è stata inviata 16 dicembre scorso, ma il comune non ci ha mai risposto. Per questo ieri abbiamo inviato il seguente sollecito all’ufficio protocollo, mettendo per conoscenza il sindaco e gli uffici dei servizi scolastici e sociali.
13 aprile 2013
Al Comune di Castiglione dei Pepoli
OGGETTO:
Richiesta accesso atti: Oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto e Albo beneficiariIl 16 dicembre scorso inviammo la seguente richiesta di accesso ad atti che peraltro dovrebbero essere pubblici.
Oltre la metà dei comuni contattati nella provincia di Bologna ci ha risposto (vedere inchiesta). Castiglione dei Pepoli risulta ad oggi nella lista dei comuni meno trasparenti.
Ipotizzando che la mail possa non esservi giunta per problemi telematici, con la presente rinnoviamo la richiesta.In relazione alle notizie sullo sfratto della Curia ai danni dei ragazzi che frequentano la scuola media a Lagaro, le informazioni richieste risultano particolarmente importanti per la cittadinanza.
In base alla legge 383/2000, alla nostra associazione, in qualità di associazione di promozione sociale iscritta al registro nazionale presso in ministero della Solidarietà sociale, è riconosciuto il diritto di accesso ai documenti amministrativi in oggetto (art. 22 legge 7 agosto 1990, n. 241).Certi di un rapido riscontro, porgiamo distinti saluti.
Circolo Uaar di Bologna
16 dicembre 2012
Al Comune di Castiglione dei Pepoli
OGGETTO: Richiesta di accesso agli atti relativi a Oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto e agli Albi dei beneficiari
Si richiede di avere su supporto digitale (in allegato via posta elettronica) copia di tutti gli atti relativi alle erogazioni di oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto a partire dall’anno 2005.
Nel caso tali erogazioni non fossero avvenute, come consentito dalla legge regionale e dall’autonomia finanziaria di entrata e di spesa (art. 119 Cost.), se ne chiede conferma e si chiede copia dell’eventuale delibera del Consiglio comunale che ne ha disposto l’azzeramento.
Se gli atti in questione fossero reperibili online, vi chiediamo cortesemente di fornirci i link o le istruzioni per accedervi.
Infine, dato che il DPR 7 aprile 2000, n. 118 prevede che i Comuni pubblichino un “Albo dei beneficiari di provvidenze di natura economica” e di esso assicurino “la massima facilita’ di accesso e pubblicità”, si chiede l’accesso a tali albi per tutti gli anni per i quali sono stati pubblicati, sempre tramite link in rete oppure tramite allegato via posta elettronica.
Si ricorda che l’UAAR è APS iscritta al nr,. 141 nel Registro Nazionale (DL Min. Solidarietà Sociale nr. 155/2007) e come tale legittimata alla richiesta in oggetto.
Cordiali saluti.
Circolo Uaar di Bologna
Pur lamentandosi con sempre maggiore insistenza della carenza di risorse, i Comuni perseverano nella distribuzione di fondi pubblici per l’edilizia di culto. È questo il risultato di una inchiesta condotta dal circolo Uaar di Bologna, che ha visto la collaborazione di Marco Antonioli nell’ambito di un tirocinio universitario.
Potrà stupire chi non ne ha mai sentito parlare, ma la delibera 849/1998 del Consiglio Regionale Emilia Romagna indica nel 7% degli Oneri di Urbanizzazione Secondaria (OnUS) la somma che annualmente i comuni possono destinare alle religioni per “chiese e altri edifici per servizi religiosi”. Si badi, la stessa delibera specifica che l’esborso vale “salvo diversa percentuale stabilita con deliberazione del Consiglio comunale”: dietro al finanziamento pubblico del patrimonio immobiliare della Chiesa c’è quindi solo una precisa volontà politica.
Ma veniamo ai risultati dell’inchiesta. Sono stati contattati 53 comuni della provincia di Bologna, escludendo quelli già analizzati in precedenza — Bologna, Casalecchio di Reno, Imola, San Lazzaro, Zola Predosa — e quelli non raggiungibili per problemi sul loro sito istituzionale. È stato chiesto di fornire, per semplice via telematica, copia di tutti gli atti relativi alle erogazioni di OnUS per edilizia di culto a partire dall’anno 2005.
Nonostante la risposta alla richiesta di accesso agli atti fosse dovuta per motivi di trasparenza nell’amministrazione del denaro pubblico e per motivi giuridici — l’Uaar ne ha diritto in quanto associazione di promozione sociale iscritta al registro nazionale — ben 26 comuni (il 49%) non hanno risposto nemmeno risposto. Tra chi ha risposto, alcune volte è stato necessario rinnovare la richiesta o superare ostacoli, come nel caso del comune di Granarolo, che ha preteso il pagamento di 54 € (per l’invio di una mail con dati che in un paese civile dovrebbero essere liberamente disponibili). In altri casi, come per il comune di Dozza, ci è stato risposto che la richiesta non “era accoglibile” ai sensi dell’art. 22 della Legge 241/90; è stato quindi fatto notare che la stessa legge all’art.26 specifica che “alle associazioni di promozione sociale è riconosciuto il diritto di accesso ai documenti amministrativi”: dopo aver dimostrato che la legge era stata citata a sproposito per negare invece un diritto conclamato, dal comune di Dozza non è più arrivato alcun segnale.
Se dal punto di vista della trasparenza amministrativa i comuni della provincia di Bologna lasciano a desiderare, una volta che si riesce a mettere le mani sugli atti va anche peggio. Non una delle 21 amministrazioni comunali che ci ha inviato la documentazione ha deliberato l’azzeramento del finanziamento pubblico all’edizilia di culto: crisi o non crisi, in tutti casi è stata fatta la scelta ideologica di continuare a sussidiare il più grande immobiliarista sul mercato, la Curia Arcivescovile.
Nella seguente tabella riportiamo i dati riassuntivi dell’inchiesta, che si vanno ad aggiungere alle indagini già svolte in passato dal circolo Uaar di Bologna. Il totale dei finanziamenti pubblici all’edilizia di culto finora documentati arriva alla cifra record di 12.470.771,57 € per la sola provincia bolognese. Ulteriori informazione e in particolare la banca nazionale sugli OnUS è disponibile alla pagina della Campagna Oneri Uaar.
| COMUNE | ANNO | OnUS PER EDILIZIA DI CULTO |
| Anzola dell’Emilia | 2004 | 14.667,96 |
| Anzola dell’Emilia | 2005 | 11.803,89 |
| Anzola dell’Emilia | 2006 | 9.540,56 |
| Anzola dell’Emilia | 2007 | 9.811,08 |
| Anzola dell’Emilia | 2008 | 19.965,76 |
| Anzola dell’Emilia | 2009 | 22.418,19 |
| Anzola dell’Emilia | 2010 | 30.724,89 |
| Anzola dell’Emilia | 2011 | 19.681,30 |
| Argelato | 2005 | 19.987,77 |
| Argelato | 2006 | 15.549,83 |
| Argelato | 2007 | 19.652,64 |
| Argelato | 2008 | 12.123,70 |
| Argelato | 2009 | 10.000,00 |
| Argelato | 2010 | 12.000,00 |
| Argelato | 2011 | 10.000,00 |
| Bazzano | 2005 | 6.926,61 |
| Bazzano | 2006 | 7.460,57 |
| Bazzano | 2007 | 10.067,07 |
| Bazzano | 2008 | 7.914,67 |
| Bazzano | 2009 | 2.563,86 |
| Bazzano | 2010 | 2.850,52 |
| Bazzano | 2011 | 4.382,20 |
| Bologna | 2000 | 522.137,93 |
| Bologna | 2001 | 600.122,92 |
| Bologna | 2002 | 679.242,00 |
| Bologna | 2003 | 736.790,00 |
| Bologna | 2004 | 798.970,00 |
| Bologna | 2005 | 786.652,00 |
| Bologna | 2006 | 567.431,00 |
| Bologna | 2007 | 539.731,00 |
| Bologna | 2008 | 366.603,00 |
| Bologna | 2009 | 344.154,00 |
| Bologna | 2010 | 379.731,00 |
| Budrio | 2004 | 32.339,52 |
| Budrio | 2005 | 64.165,77 |
| Budrio | 2006 | 87.308,00 |
| Budrio | 2007 | 67.416,00 |
| Budrio | 2008 | 34.094,00 |
| Budrio | 2009 | 26.263,52 |
| Budrio | 2010 | 21.648,40 |
| Budrio | 2011 | 34.566,36 |
| Casalecchio di Reno | 2001 | 23.672,30 |
| Casalecchio di Reno | 2002 | 51.245,36 |
| Casalecchio di Reno | 2003 | 22.786,00 |
| Casalecchio di Reno | 2004 | 41.977,00 |
| Casalecchio di Reno | 2005 | 31.415,00 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2005 | 17.893,74 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2006 | 10.819,74 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2007 | 17.053,24 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2008 | 13.129,51 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2009 | 4.569,07 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2010 | 3.532,91 |
| Castel Guelfo di Bologna | 2011 | 2.804,92 |
| Castello di Serravalle | 2005 | 7.134,23 |
| Castello di Serravalle | 2006 | 10.601,28 |
| Castello di Serravalle | 2007 | 5.515,88 |
| Castello di Serravalle | 2008 | 3.276,62 |
| Castello di Serravalle | 2009 | 5.415,59 |
| Castello di Serravalle | 2010 | 1.646,26 |
| Crevalcore | 1998 | 14.259,86 |
| Crevalcore | 1999 | 21.367,56 |
| Crevalcore | 2000 | 18.452,33 |
| Crevalcore | 2001 | 25.722,85 |
| Crevalcore | 2002 | 26.224,49 |
| Crevalcore | 2003 | 26.625,58 |
| Crevalcore | 2004 | 31.298,13 |
| Crevalcore | 2005 | 32.977,44 |
| Crevalcore | 2006 | 28.133,67 |
| Crevalcore | 2007 | 18.395,00 |
| Crevalcore | 2008 | 16.586,47 |
| Crevalcore | 2009 | 26.733,86 |
| Crevalcore | 2010 | 12.587,10 |
| Imola | 1999 | 149.303,54 |
| Imola | 2000 | 116.696,72 |
| Imola | 2001 | 90.993,13 |
| Imola | 2002 | 111.666,54 |
| Imola | 2003 | 159.025,41 |
| Imola | 2004 | 148.167,64 |
| Imola | 2005 | 196.351,74 |
| Imola | 2006 | 184.468,52 |
| Imola | 2007 | 145.231,80 |
| Imola | 2008 | 133.636,92 |
| Imola | 2009 | 112.051,83 |
| Imola | 2010 | 91.572,90 |
| Loiano | 2004 | 3.940,38 |
| Loiano | 2005 | 6.924,29 |
| Loiano | 2006 | 6.351,36 |
| Loiano | 2007 | 5.715,23 |
| Loiano | 2008 | 8.156,98 |
| Loiano | 2009 | 6.243,61 |
| Loiano | 2010 | 5.903,22 |
| Loiano | 2011 | 1.490,24 |
| Loiano | 2012 | 235,91 |
| Marzabotto | 2004 | 2.911,00 |
| Marzabotto | 2005 | 4.753,55 |
| Marzabotto | 2006 | 4.817,53 |
| Marzabotto | 2007 | 5.484,63 |
| Marzabotto | 2008 | 6.467,58 |
| Marzabotto | 2009 | 1.341,97 |
| Marzabotto | 2010 | 222,36 |
| Marzabotto | 2011 | 638,00 |
| Medicina | 2000 | 34.104,38 |
| Medicina | 2001 | 28.519,81 |
| Medicina | 2002 | 26.990,09 |
| Medicina | 2003 | 30.252,71 |
| Medicina | 2004 | 33.165,11 |
| Medicina | 2005 | 30.730,22 |
| Medicina | 2006 | 35.079,78 |
| Medicina | 2007 | 45.116,83 |
| Medicina | 2008 | 27.404,23 |
| Medicina | 2009 | 17.147,45 |
| Medicina | 2010 | 13.651,11 |
| Medicina | 2011 | 9.686,71 |
| Molinella | 2004 | 23.772,28 |
| Molinella | 2005 | 23.521,87 |
| Molinella | 2006 | 18.331,95 |
| Molinella | 2007 | 13.074,50 |
| Molinella | 2008 | 15.375,10 |
| Molinella | 2009 | 15.687,31 |
| Molinella | 2010 | 7.959,53 |
| Molinella | 2011 | 6.679,08 |
| Monteveglio | 2007 | 3.597,57 |
| Monteveglio | 2008 | 5.115,23 |
| Monteveglio | 2010 | 1.346,00 |
| Mordano | 2003 | 3.231,17 |
| Mordano | 2004 | 3.298,69 |
| Mordano | 2005 | 3.230,33 |
| Mordano | 2006 | 2.140,84 |
| Mordano | 2007 | 3.094,34 |
| Mordano | 2008 | 1.556,51 |
| Mordano | 2009 | 754,05 |
| Ozzano dell’Emilia | 2000 | 15.412,76 |
| Ozzano dell’Emilia | 2001 | 51.749,72 |
| Ozzano dell’Emilia | 2002 | 13.600,00 |
| Ozzano dell’Emilia | 2003 | 30.429,91 |
| Ozzano dell’Emilia | 2004 | 61.650,00 |
| Ozzano dell’Emilia | 2005 | 47.533,22 |
| Ozzano dell’Emilia | 2006 | 50.000,00 |
| Ozzano dell’Emilia | 2007 | 36.642,64 |
| Ozzano dell’Emilia | 2008 | 64.000,00 |
| Ozzano dell’Emilia | 2009 | 34.392,88 |
| Pianoro | 2004 | 43.177,37 |
| Pianoro | 2006 | 23.735,85 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2003 | 3.653,88 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2004 | 2.596,76 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2005 | 4.357,20 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2006 | 4.375,42 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2007 | 4.295,98 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2008 | 3.336,38 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2009 | 3.523,82 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2010 | 2.633,98 |
| San Benedetto Val di Sambro | 2011 | 1.843,92 |
| San Giorgio di Piano | 1994 | 16.705,83 |
| San Giorgio di Piano | 1995 | 11.840,80 |
| San Giorgio di Piano | 1996 | 8.746,10 |
| San Giorgio di Piano | 1997 | 12.205,87 |
| San Giorgio di Piano | 1998 | 12.079,99 |
| San Giorgio di Piano | 1999 | 12.080,00 |
| San Giorgio di Piano | 2000 | 12.080,00 |
| San Giorgio di Piano | 2001 | 16.249,28 |
| San Giorgio di Piano | 2002 | 19.245,80 |
| San Giorgio di Piano | 2003 | 40.444,41 |
| San Giorgio di Piano | 2004 | 41.868,64 |
| San Giorgio di Piano | 2005 | 34.042,10 |
| San Giorgio di Piano | 2006 | 30.998,51 |
| San Giorgio di Piano | 2007 | 15.700,70 |
| San Giorgio di Piano | 2008 | 10.244,53 |
| San Giorgio di Piano | 2009 | 15.041,99 |
| San Giorgio di Piano | 2010 | 16.889,86 |
| San Giorgio di Piano | 2011 | 9.454,36 |
| San Lazzaro di Savena | 1997 | 78.955,98 |
| San Lazzaro di Savena | 1998 | 65.759,99 |
| San Lazzaro di Savena | 1999 | 84.571,18 |
| San Lazzaro di Savena | 2000 | 91.429,61 |
| San Lazzaro di Savena | 2001 | 75.751,20 |
| San Lazzaro di Savena | 2002 | 97.238,12 |
| San Lazzaro di Savena | 2003 | 111.217,82 |
| San Lazzaro di Savena | 2004 | 72.802,03 |
| San Lazzaro di Savena | 2005 | 80.486,22 |
| San Lazzaro di Savena | 2006 | 60.343,56 |
| San Lazzaro di Savena | 2007 | 55.986,36 |
| San Lazzaro di Savena | 2008 | 71.197,67 |
| San Lazzaro di Savena | 2009 | 50.877,18 |
| San Lazzaro di Savena | 2010 | 46.786,88 |
| San Pietro in Casale | 2005 | 32.500,00 |
| San Pietro in Casale | 2007 | 19.965,87 |
| San Pietro in Casale | 2008 | 12.585,20 |
| San Pietro in Casale | 2009 | 11.815,00 |
| San Pietro in Casale | 2010 | 7.007,70 |
| Sant’Agata Bolognese | 1994 | 6.911,32 |
| Sant’Agata Bolognese | 1995 | 6.911,32 |
| Sant’Agata Bolognese | 1996 | 6.911,33 |
| Sant’Agata Bolognese | 1997 | 13.659,86 |
| Sant’Agata Bolognese | 1998 | 13.659,87 |
| Sant’Agata Bolognese | 1999 | 21.831,12 |
| Sant’Agata Bolognese | 2000 | 8.171,26 |
| Sant’Agata Bolognese | 2001 | 8.882,44 |
| Sant’Agata Bolognese | 2002 | 11.839,91 |
| Sant’Agata Bolognese | 2003 | 21.602,25 |
| Sant’Agata Bolognese | 2004 | 15.677,21 |
| Sant’Agata Bolognese | 2005 | 17.768,90 |
| Sant’Agata Bolognese | 2006 | 9.619,42 |
| Sant’Agata Bolognese | 2007 | 12.200,18 |
| Sant’Agata Bolognese | 2008 | 6.461,59 |
| Sant’Agata Bolognese | 2009 | 9.482,80 |
| Sant’Agata Bolognese | 2010 | 3.363,49 |
| Sant’Agata Bolognese | 2011 | 5.833,91 |
| Zola Predosa | 2000 | 43.060,26 |
| Zola Predosa | 2001 | 33.168,15 |
| Zola Predosa | 2002 | 51.303,52 |
| Zola Predosa | 2003 | 67.315,19 |
| Zola Predosa | 2004 | 64.239,37 |
| Zola Predosa | 2005 | 71.245,26 |
| Zola Predosa | 2006 | 75.071,46 |
| Zola Predosa | 2007 | 88.776,54 |
| Zola Predosa | 2008 | 26.804,47 |
| Zola Predosa | 2009 | 24.464,20 |
| Zola Predosa | 2010 | 20.705,15 |
| TOTALI | 12.470.771,57 |
Il Comitato Articolo 33, di cui il Circolo Uaar di Bologna è promotore, ha pubblicato oggi un appello per la vera scuola pubblica. Primo firmatario Stefano Rodotà, e a seguire tante personalità della cultura e dell’impegno civile, tra cui quattro presidenti onorari Uaar: Margherita Hack, Carlo Flamigni, Danilo Mainardi, Valerio Pocar.
Per un paese laico e civile, nel quale nessuna famiglia sia costretta a iscrivere i propri figli a scuole private religiosamente orientate, aggiungi la tua firma e diffondi l’appello!
Repubblica informa che anche per il 2013 “il policlinico Sant’Orsola ha rinnovato la convenzione annuale di quasi 128mila euro con la diocesi di Bologna“. Soldi pubblici usati per retribuire cinque “assistenti religiosi” scelti dal card. Caffarra, il quale ha firmato per la Curia l’ennesima convenzione tipica del malcostume clericale italiano.
Può stupire la cittadinanza venire a sapere che nella Sanità pubblica, anche in periodo di crisi, si assumano preti al posto di infermieri. Ma di certo non soprende l’Uaar. Nell’ambito dell’inchiesta icostidellachiesa la nostra associazione denuncia questo assurdo esborso di denaro pubblico, stimando in 25.000 euro il costo medio di ogni “assistente religioso”. Stima prudenziale, puntualmente confermata dalle cifre pagate dal Sant’Orsola alla Curia per il 2013. Sempre l’Uaar, su L’Ateo 6/2011 (78), pubblicava una panoramica sui costi dell’assistenza religiosa cattolica negli ospedali italiani, regione per regione, nell’articolo di Marco Accorti “I casti costi”.
Tornando al nostro territorio, grazie anche alla documentazione disponibile su Marzaforum sappiamo che nel 2010 le aziende sanitarie dell’Emilia Romagna hanno speso almeno 2.297.049,52 euro per gli “assistenti religiosi” scelti dalla Curia.
È la legge regionale 12/1989 che prevede l’assunzione di questo anacronistico personale nelle aziende sanitarie attraverso intese con autorità religiose (cattoliche). Preti, frati, diaconi o altri religiosi a scelta esclusiva del vescovo vengono così retribuiti come infermieri di 7° livello. La loro presenza tra le corsie, da sempre più cittadini ritenuta fuori luogo (quando non sgradita o invadente), viene comunemente immaginata come svolta per puro volontariato. Ma la realtà è ben diversa: paga il contribuente.
É previsto un “assistente religioso” ogni 200 posti letto. E a loro beneficio si aggiungono ulteriori spese per uffici, luoghi di culto, appartamenti, buoni pasto, parcheggi riservati, servizi di pulizie. Il tutto grava sul bilancio della già dissestata Sanità pubblica.
In un paese civile il denaro pubblico dovrebbe essere usato per l’assistenza psicologica, a beneficio di tutti i pazienti, cattolici e non cattolici, credenti e non credenti. Alle necessità religiose dei ricoverati dovrebbero provvedere le confessioni religiose, con risorse proprie a senza privilegi. Chiediamo alla Regione di rivedere al più presto la legge 12/1989 e di assumere infermieri, medici, psicologi al posto dei religiosi scelti dal card. Caffarra.
Domani, mercoledì 20 marzo, a meno di ripensamenti da parte della presidente Beatrice Draghetti, la Provincia di Bologna sarà sotto benedizione: i sacerdoti avranno a disposizione la Sala del Consiglio per atti di culto in orario di lavoro e avranno accesso a tutti gli uffici per i quali un dipendente faccia richiesta di benedizione.
Auspicando che questo malcostume cessi, che le istituzioni della Repubblica si contraddistinguano per un profilo laico e senza connotazioni ideologiche (in particolare quelle religiose personali del presidente di turno), il Circolo Uaar di Bologna ha inviato la seguente comunicazione alla presidente Draghetti, affiché i non cattolici siano trattati come i cattolici.
Bologna, 18 marzo 2013
Alla presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti
e p.c. al vicepresidente, all’assessore alla cultura, ai gruppi consiliariOggetto: Benedizioni fuori luogo e pari opportunità per i non cattolici
La presidenza della Provincia di Bologna ha usato anche quest’anno il suo ruolo istituzionale per condizionare in senso cattolicista l’Ente locale che sarebbe tenuta a dirigere in modo laico.
Ci sono infatti giunte nuovamente segnalazioni di una comunicazione inviata a Giunta, Consiglio e a tutte le sedi della Provincia per la partecipazione alla benedizione, organizzata mercoledì 20 marzo in pieno orario di lavoro nelle sedi di via Zamboni e via Benedetto XIV.Per l’atto di culto verrebbe concessa a un sacerdote la piena disponibilità della Sala del Consiglio oltre alla possibilità di accedere, su richiesta, a tutti gli uffici delle due sedi suddette. La gestione delle richieste per questa attività extralavorativa e strettamente personale sarà a carico della segreteria della presidenza. Non è chiaro se la richiesta dovrà essere sottoscritta da tutti i dipendenti della stanza da sottoporre a benedizione in orario di lavoro, oppure se basterà una sola richiesta per far subire l’atto di culto anche agli altri colleghi.
Rileviamo:
1) La discriminazione verso le altre opzioni filosofiche e spirituali.
Vi sono lavoratori atei, agnostici, di religioni diverse dalla cattolica e ragionevolmente di religione cattolica ma contrari a questi atti di culto fuori luogo, ciascuno con i propri valori, le proprie ricorrenze, le proprie necessità, ma la presidenza privilegia solo l’opzione cattolica.2) La violazione delle scelte di coscienza, che sono dati sensibili.
Il Tribunale di Strasburgo (sentenza Corte Europea del 21/2/2008) ha ribadito che non si deve mettere un cittadino nella condizione di rivelare il proprio credo o la propria convinzione filosofica non confessionale. Se la partecipazione alla benedizione non è obbligatoria (ci mancherebbe!), è anche vero che si è costretti a rendere manifesta la propria partecipazione o non partecipazione. E il fatto che i comunicati sulla benedizione arrivino dalla presidenza e non ad esempio dal circolo ricreativo aziendale è ulteriore fonte di indebita pressione.3) Le possibili forme di assenteismo.
Se anche venisse richiesta la “stimbratura”, come è stato fatto per la prima volta l’anno scorso, vi sarebbero lavoratori impiegati nella funzione di accoglienza, controllo, accompagnamento del ministro di culto e suoi assistenti. E nella funzione di prenotazione delle benedizioni nei vari uffici. Una eventuale numerosa adesione alla cerimonia religiosa determinerebbe inoltre il blocco del lavoro delle sedi, e il tutto per interessi personali.4) La violazione del principio di laicità.
Svolgere cerimonie religiose presso Enti locali, scuole, uffici in cui si svolge un servizio pubblico è una indebita ingerenza in luoghi che non dovrebbero avere alcuna connotazione ideologica.Certi che la presidenza non intenda discriminare i non cattolici e dunque voglia concedere loro il diritto di essere trattati come i cattolici, se le benedizioni alla Provincia rimanessero confermate chiediamo che la presidenza:
a) analogamente a quanto comunicato per l’attività religiosa cattolica, diffonda un invito per un colloquio laico al tavolo informativo Uaar che si terrà sempre mercoledì 20 marzo, dalle 9:30 alle 14 in Largo Respighi;
b) analogamente a quanto concesso al sacerdote, dia disposizione che tutti i dipendenti possano chiedere alla segreteria un incontro nel proprio ufficio con un responsabile Uaar
Cordiali saluti
Circolo Uaar di Bologna