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Archivio per aprile 2012

Imola sabato 28 aprile

25 aprile 2012
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Saremo presenti anche a Imola con un tavolo informativo sull’8 x 1.000.
In Via Emilia 165 sabato 28 aprile dalle 9,00 alle 13,00.

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Imola: in 12 anni, un milione e mezzo di euro dal Comune alla Curia

25 aprile 2012
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Accedendo agli atti del Comune di Imola, il circolo UAAR di Bologna ha scoperto che in 12 anni, dal 1999 al 2010, dalle casse comunali imolesi sono usciti € 1.639.166,69 per edilizia di culto.
Più precisamente il Comune di Imola ha versato € 1.551.884,81 alla Curia Vescovile e € 87.281,88 ai Testimoni di Geova.

Per il Comune di Imola dal 7/07/1982 vale un accordo tra gli “Enti Religiosi istituzionalmente competenti”, in base al quale Curia Vescovile e Associazione Cristiana dei Testimoni di Geova si spartiscono annualmente il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria, con la Curia che prende il 94% della torta lasciando il 6% ai Testimoni di Geova.
Gli atti mostrano come il Comune rimborsi alla Curia spese per imprese di costruzioni, elettricisti e idraulici, finanziando con soldi pubblici l’immenso patrimonio immobiliare della Chiesa.

Ricordiamo che è sufficiente una semplice delibera del Consiglio Comunale per azzerare i contributi comunali all’edilizia di culto e per utilizzare tali somme per edilizia scolastica, verde pubblico, parcheggi, impianti sportivi e altre opere di tutti e per tutti.

Maggiori informazioni sugli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto sono disponibili alla pagina della Campagna oneri UAAR.

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Ferrara: il Comune vuol fa passare i sussidi all’edilizia di culto come “obbligatori per legge”

20 aprile 2012
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[Pubblichiamo il seguente comunicato Uaar nazionale, che vede il Circolo UAAR di Bologna impegnato domani a Ferrara a dar man forte ai soci della provincia vicina]

La notizia che anche quest’anno il Comune di Ferrara ha “sussidiato” con oltre 100.000 euro il patrimonio edilizio delle chiese ha scatenato proteste da parte dei lettori di estense.com. Al punto che il Comune, tramite la portavoce del sindaco Anna Rosa Fava, è dovuto intervenire con una lettera al direttore della redazione giustificando l’elargizione alla Chiesa in quanto il «provvedimento non è discrezionale ma obbligatorio, pertanto l’amministrazione non può sottrarsi».

Stupisce la disinformazione operata da parte della portavoce del sindaco. Le cose stanno infatti diversamente: il Consiglio comunale è legittimato a variare in qualsiasi momento la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto, e può quindi azzerarla con semplice deliberazione del Consiglio. La delibera 849/1998 del Consiglio Regionale Emilia Romagna, a cui fa riferimento la portavoce del sindaco, non impone obbligatoriamente che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese. Il circolo UAAR di Bologna già nel 2005 acquisì in merito il parere del Servizio Valutazione Compatibilità Urbanistica e Normativa Edilizia della Regione Emilia-Romagna, che confermò che «è facoltà dei Comuni, come indicato al punto 1.4 della citata delibera regionale, modificare le percentuali dalla medesima delibera stabilite, con apposito atto di Consiglio».

È quindi sufficiente una semplice delibera per portare a zero questi sussidi pubblici ad una Chiesa Cattolica super-miliardaria, impiegando tali risorse per le altre destinazioni previste dalla legge, tra cui gli asili nido e l’edilizia scolastica comunali o statali. Per l’amministrazione comunale di Ferrara potrebbe essere illuminante leggere la sentenza del TAR Toscana n° 4082 del 4/10/2004, disponibile alla pagina della campagna Oneri. Il Comune di Civitavella Val di Chiana (AR) decise di azzerare gli oneri per l’edilizia di culto e vinse il ricorso presentato dalla Diocesi. E la legislazione regionale toscana è analoga a quella dell’Emilia Romagna.

Rispetto all’ineluttabile “obbligatorietà per legge” prospettata dal Comune di Ferrara i fatti sono altri: chi governa Ferrara fa la precisa scelta politica di “sussidiare” la Chiesa Cattolica, il più grande immobiliarista del mercato, togliendo risorse all’edilizia scolastica e ai nidi, e per far fronte alle proteste dei cittadini tenta di far ricadere la colpa su altri.

Per per sensibilizzare cittadini ed elettori, per portare l’amministrazione comunale a operare scelte laiche e civili, l’UAAR organizza domani, sabato 21 aprile, dalle 10:30 alle 18, un tavolo informativo in piazza Trento e Trieste, a Ferrara. I soci ferraresi, in collaborazione con il circolo UAAR di Bologna, metteranno a disposizione la documentazione sugli oneri di urbanizzazione secondaria per l’edilizia di culto, oltre a volantini e altro materiale informativo della campagna OcchioPerMille.

Roberto Grendene, responsabile campagne Uaar

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Corso per esorcisti

18 aprile 2012
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Dell’Istituto Veritatis Spendor avevamo scritto qualche tempo fa, quando ricevette 300.000 euro di finanziamento pubblico per il “potenziamento delle strutture e della strumentazione per l’attività di istituto”.

Tra queste attività, oltre alla formazione su catechesi e dottrina della Chiesa, l’istituto ospita ora un corso per esorcisti.
Ne parla un articolo del Fatto Quotidiano del 16 aprile, dal titolo “Bologna, a lezione di esorcismo. Non solo preti, ma anche medici e avvocati”.
Stupisce e preoccupa, nel terzo millennio, sentire una pediatra (allieva del corso) dichiarare che nella sua professione si deve “saper distinguere tra problemi psichiatrici e presunte possessioni”, o sentire una psicologa-teologa (docente del corso) affermare che “indirizza direttamente dall’esorcista” un paziente su 10. Leggiamo che Don Alberto Monaci dà la colpa delle possessioni alla concorrenza (non precisati “movimenti religiosi alternativi”) e si lamenta che la “superstizione è ancora molto diffusa”, non rendendosi conto di promuoverla in prima persona.
A rendere il tutto ancora più surreale contribuisce l’esorcista don Giuseppe Mihelcic, docente del corso, che preannuncia che nei prossimi mesi si terrà un corso avanzato, riservato a esorcisti e a non meglio precisati “professionisti che con loro operano”.

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Il cinque per mille all’UAAR

15 aprile 2012
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Dal 2006 ad oggi ogni contribuente ha la facoltà di decidere la destinazione di una quota dell’imposta sui suoi redditi, pari al 5‰ del totale, ad enti che operano nel volontariato e nella ricerca, e da quest’anno anche nella valorizzazione dei beni culturali.
L’UAAR, in quanto associazione di promozione sociale riconosciuta dallo Stato, è uno dei possibili destinatari di questa risorsa. Scegliere di destinare il proprio 5‰ all’UAAR significa contribuire al perseguimento dei nostri scopi sociali, e quindi difendere i diritti civili dei cittadini non credenti o non appartenenti ad alcuna confessione, lottare per l’affermazione del principio supremo di laicità dello Stato, valorizzare e promuovere le concezioni del mondo non religiose e la cultura razionale.
Dal punto di vista del sottoscrittore il contributo è praticamente a costo zero, perché si tratta comunque di soldi che se non distribuiti rimarrebbero semplicemente al fisco. Inoltre, a differenza di quanto accade con l’8‰, le scelte inespresse non vengono ripartite tra i possibili beneficiari ed è stato fissato un tetto massimo di 400 milioni alla spesa per lo Stato, e poiché i sottoscrittori del 5‰ sono sempre stati molti di più di quelli dell’8‰ è verosimile che i 400 milioni stanziati verranno comunque interamente distribuiti. L’intervista doppia che si può vedere sul canale UAAR presente su YouTube spiega in modo dettagliato la differenza tra i due meccanismi, che non sono comunque alternativi tra loro.

Per fare in modo che il 5‰ della propria imposta venga devoluto all’UAAR occorre compilare l’apposita parte dei modelli fiscali Unico o 730 e apporre la propria firma nel riquadro Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni… inserire nello spazio sotto la firma il codice fiscale dell’UAAR: 92051440284

Chi non è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi può compilare l’analoga scheda allegata al modello CUD e consegnarla presso un ufficio postale qualunque, oppure ad un commercialista o ad un CAF chiedendo la relativa ricevuta.

In occasione della ripartizione relativa agli anni 2008 e 2009 l’UAAR ha potuto beneficiare rispettivamente di poco meno di 80.000 €, derivanti da 1.152 sottoscrizioni, e di circa 107.000 € da 2.106 sottoscrizioni. Anche grazie alla previsione che sarebbero stati ottenuti questi proventi è stato possibile realizzare alcune delle iniziative promosse dall’UAAR e documentate nella brochure liberamente visionabile e scaricabile dal nostro sito.

Ricordiamo infine che i bilanci dell’UAAR sono regolarmente pubblicati in un’apposita pagina sul nostro sito, e che sulla tessera inviata a tutti i soci è presente il codice fiscale da apporre nella dichiarazione dei redditi.

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Quartiere San Donato sotto benedizione

2 aprile 2012
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Continuano ad arrivarci segnalazioni sul malcostume di praticare atti di culto in orario di lavoro e sul luogo di lavoro.

È la volta del quartiere San Donato, dove la Direzione e la Presidenza hanno inviato a tutto il personale un avviso per partecipare alla benedizione pasquale che si terrà domani, 3 aprile 2012. Don Paolo (non è stato specificato il cognome dell’ospite) avrà a disposizione la sala consiliare del Quartiere a partire dalle ore 12:30: tutti i dipendenti che lo desiderano potranno abbandonare il loro posto di lavoro e interrompere le loro attività per recarsi a ricevere la benedizione e recitare le preghiere.

Nella comunicazione, Direzione e Presidenza del Quartiere San Donato non accennano minimamente all’obbligo di prendere permessi per attività extralavorativa e non specificano neppure che questa forma di assenteismo per partecipare ad atti di culto sia vietata nel caso comporti l’interruzione di servizi del Quartiere.

AGGIORNAMENTO delle ore 17:30: Il circolo UAAR di Bologna ha inviato il comunicato di cui sopra alla Direzione e alla Presidenza del Quartiere San Donato, allegando inoltre un documento sull’inopportunità degli atti di culto sul luogo di lavoro e in orario di servizio, comprensivo di osservazioni sull’irresponsabilità che i superiori mostrano promuovendo tali pratiche.

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Stop sussidi pubblici a Curia super-miliardaria

1 aprile 2012
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È notizia di oggi che la Curia di Bologna ha ereditato 1,7 miliardi di euro oltre alla FAAC, azienda che fattura 200 milioni di euro l’anno.

Miliardi che piovono su una organizzazione già ricchissima (si veda l’inchiesta di Repubblica del 2010) che può però permettersi da un lato di non pubblicare bilanci e rendiconti verificabili e dall’altro di batter cassa e ottenere sussidi pubblici dalle istituzioni della Repubblica.

Il circolo UAAR di Bologna si rivolge ai quartieri, al Comune, alla Provincia di Bologna affinché interrompano immediatamente qualsiasi finanziamento pubblico alla Curia e agli enti ad essa collegati. È inaccettabile versare i soldi delle tasse dei cittadini ad una organizzazione già ricchissima e che ora diventa super-miliardaria, e farlo in nome del principio equivoco della sussidiarietà si dimostra sempre più una beffa.

In particolare chiediamo che il Comune di Bologna azzeri da subito i finanziamenti all’edilizia di culto e alle scuole private cattolicamente orientate, destinando tali fondi ai nidi, all’edilizia scolastica e alle scuole paritarie comunali. La Curia di Bologna ha incredibili risorse economiche per sostenere i suoi progetti e tutelare il suo sterminato patrimonio immobiliare: non è davvero più il caso di “sussidiarla”.

Denunciamo anche lo sperpero di denaro pubblico operato dalla Regione Emilia Romagna, che spende oltre 2 milioni di euro l’anno per retribuire “assistenti religiosi” che, nominati dai vescovi, circolano tra le corsie ospedaliere sembrando volontari. Chiediamo che la Regione assuma infermieri e medici al posto di preti, suore o assistenti religiosi cattolici, i quali debbono e palesemente possono essere sostenuti solo dalle offerte dei fedeli e dalle casse della Curia.

Il circolo UAAR di Bologna

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