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Archivio per novembre 2012

Otto per Mille statale per San Petronio?

24 novembre 2012
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Mancherebbero ancora 4 milioni di euro per terminare il restauro della basilica di San Petronio. Per trovare i soldi, qualcuno ha avuto l’idea di attingere per almeno 800.000 euro all’Otto per Mille statale. Non è chiaro se sia stato il comune oppure la Curia: Repubblica e Il Carlino riportano solo che “è già partita la richiesta alla Presidenza del consiglio”.

San Petronio fu di proprietà del libero comune di Bologna fino al 1929.  Solo nel 1929, grazie ai Patti Lateranensi firmati da Mussolini, divenne proprietà della Curia. Pur considerando il valore artistico dell’edificio della diocesi, è davvero incivile e irrispettoso nei confronti dei cittadini che vivono nelle zone colpite dal sisma pensare di erodere i fondi dell’Otto per Mille statale, che ha tra le sue finalità gli “interventi straordinari per le calamità naturali”.

Il Comune di Bologna ha sempre scelto di erogare gli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto, donando circa 5 milioni di euro in dieci anni per le acquisizioni e il consolidamento del patrimonio immobiliare della Curia arcivescovile. Stupisce che nessuno dei consiglieri comunali che hanno ascoltato il primicerio della basilica don Oreste Leonardi glielo abbia ricordato, o gli abbia fatto notare come vendendo solo pochi dei propri immobili la Curia troverebbe immediatamente tutti i 4 milioni di euro mancanti, senza gravare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti. Per non parlare del fatto che il finanziamento per il restauro della basilica potrebbe arrivare benissimo dal miliardo di euro che ogni anno, tramite l’Otto per Mille, arriva alla CEI.

La posizione del circolo Uaar di Bologna rimane quella espressa a maggio di quest’anno: usare l’Otto per Mille statale per la ricostruzione e per prevenire i danni da calamità naturali, pensando alle scuole, agli ospedali, agli asili nido e a tutti gli altri edifici di proprietà statale o delle amministrazioni locali.

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Imola, oltre 750.000 euro dal Comune agli enti religiosi nel 2009-2010

2 novembre 2012
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Il circolo Uaar di Bologna ha esaminato l’Albo dei beneficiari del comune di Imola e pubblica i resoconti delle erogazioni 2009 e delle erogazioni 2010 a favore di enti a carattere religioso, rispettivamente € 472.246,29 (23,71% del totale) e € 280.638,28 (23,51% del totale).

Le seguenti dichiarazioni del delegato del circolo per Imola e Castel San Pietro, Roberto Vuilleumier, sono state riprese nell’articolo Quei fondi dal Comune alla Chiesa, pubblicato ieri sul Corriere di Romagna.

Lungi da me condannare il pensiero altrui solo perché diverso, abitudine spiacevole e consolidata di alcune alte cariche ecclesiastiche quando vanno a sentenziare sul pensiero e sull’essere atei o agnostici.

Da “libero di non credere”, invece, condanno fortemente quella che è da sempre una “prassi” assai sconsiderata, quanto mai inopportuna ed attuata puntualmente dalle amministrazioni pubbliche a favore di enti religiosi per nulla escluso il Comune di Imola.

Tale prassi è sempre la stessa: l’erogazione di benefici di natura economica (con denaro pubblico) al “culto” o meglio per lo più alla “Chiesa” ed alle sue rappresentanti e “collegate” Scuole, Associazioni, Parrocchie.

Da osservatori attenti questa primavera siamo andati a sottolineare la curiosa prassi in uso nel comune di Imola, dalle cui casse, per esempio, sono usciti in 12 anni, dal 1999 al 2010, € 1.639.166,69 per edilizia di culto.

Ora rileggendo con attenzione l’albo beneficiari 2009 e 2010 disponibile sul sito del Comune di Imola abbiamo potuto constatare che in questi soli due anni viene elargita ad associazioni, scuole cattoliche, parrocchie e altri enti riconducibili in qualche modo sempre alla “Chiesa” ed al “culto della Chiesa”, la somma di € 752.884,57 (€ 472.246,29 per il 2009 e € 280.638,28 per il 2010). Una cifra che sfiora il 25% del totale complessivo del settore “persone giuridiche”.

La maggior parte di queste somme vengono elargite attraverso una delibera di giunta in favore della “gestione di scuole” private o parificate gestite “dall’universo Chiesa”.

Anche solo per il rispetto nei confronti delle famiglie che sostengono con contributi spontanei propri, di varia natura, oltre che col pagamento di rette, la “gestione delle scuole” comunali e pubbliche, tali Finanziamenti andrebbero abrogati.

Il proselitismo religioso di qualsiasi culto,  non andrebbe finanziato, sostenuto e sponsorizzato utilizzando soldi pubblici.

Anche solo per una questione di decenza questa assurda prassi andrebbe quanto meno sospesa, soprattutto in momenti economicamente difficili come questi.

Ricordiamo come sempre che la “Chiesa” e tutte le sue variegate diramazioni è straordinariamente ricca e nello stesso modo in cui sostiene autonomamente giornali, televisioni, radio, potrebbe benissimo sostenere anche le proprie scuole.

Roberto Vuilleumier
Delegato di Imola e Castel San Pietro - Circolo Uaar di Bologna

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