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Archivio per marzo 2013

Sant’Orsola: assistenti religiosi al posto di infermieri

29 marzo 2013

Repubblica informa che anche per il 2013 “il policlinico Sant’Orsola ha rinnovato la convenzione annuale di quasi 128mila euro con la diocesi di Bologna“. Soldi pubblici usati per retribuire cinque “assistenti religiosi” scelti dal card. Caffarra, il quale ha firmato per la Curia l’ennesima convenzione tipica del malcostume clericale italiano.

Card Caffarra al Sant'Orsola (archivio Regione)

Card Caffarra al Sant'Orsola (archivio Regione)

Può stupire la cittadinanza venire a sapere che nella Sanità pubblica, anche in periodo di crisi, si assumano preti al posto di infermieri. Ma di certo non soprende l’Uaar. Nell’ambito dell’inchiesta icostidellachiesa la nostra associazione denuncia questo assurdo esborso di denaro pubblico, stimando in 25.000 euro il costo medio di ogni “assistente religioso”. Stima prudenziale, puntualmente confermata dalle cifre pagate dal Sant’Orsola alla Curia per il 2013. Sempre l’Uaar, su L’Ateo 6/2011 (78), pubblicava una panoramica sui costi dell’assistenza religiosa cattolica negli ospedali italiani, regione per regione, nell’articolo di Marco Accorti “I casti costi”.

Tornando al nostro territorio, grazie anche alla documentazione disponibile su Marzaforum sappiamo che nel 2010 le aziende sanitarie dell’Emilia Romagna hanno speso almeno 2.297.049,52 euro per gli “assistenti religiosi” scelti dalla Curia.
È la legge regionale 12/1989 che prevede l’assunzione di questo anacronistico personale nelle aziende sanitarie attraverso intese con autorità religiose (cattoliche). Preti, frati, diaconi o altri religiosi a scelta esclusiva del vescovo vengono così retribuiti come infermieri di 7° livello. La loro presenza tra le corsie, da sempre più cittadini ritenuta fuori luogo (quando non sgradita o invadente), viene comunemente immaginata come svolta per puro volontariato. Ma la realtà è ben diversa: paga il contribuente.

É previsto un “assistente religioso” ogni 200 posti letto. E a loro beneficio si aggiungono ulteriori spese per uffici, luoghi di culto, appartamenti, buoni pasto, parcheggi riservati, servizi di pulizie. Il tutto grava sul bilancio della già dissestata Sanità pubblica.
In un paese civile il denaro pubblico dovrebbe essere usato per l’assistenza psicologica, a beneficio di tutti i pazienti, cattolici e non cattolici, credenti e non credenti. Alle necessità religiose dei ricoverati dovrebbero provvedere le confessioni religiose, con risorse proprie a senza privilegi. Chiediamo alla Regione di rivedere al più presto la legge 12/1989 e di assumere infermieri, medici, psicologi al posto dei religiosi scelti dal card. Caffarra.

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Provincia cattolicista: l’Uaar chiede pari opportunità

19 marzo 2013
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Dal sito del comune di San Giorgio di Piano: la presidente Draghetti a messa con fascia azzurra della Provincia

La presidente Draghetti a messa con fascia azzurra della Provincia

Domani, mercoledì 20 marzo, a meno di ripensamenti da parte della presidente Beatrice Draghetti, la Provincia di Bologna sarà sotto benedizione: i sacerdoti avranno a disposizione la Sala del Consiglio per atti di culto in orario di lavoro e avranno accesso a tutti gli uffici per i quali un dipendente faccia richiesta di benedizione.

Auspicando che questo malcostume cessi, che le istituzioni della Repubblica si contraddistinguano per un profilo laico e senza connotazioni ideologiche (in particolare quelle religiose personali del presidente di turno), il Circolo Uaar di Bologna ha inviato la seguente comunicazione alla presidente Draghetti, affiché i non cattolici siano trattati come i cattolici.

Bologna, 18 marzo 2013

Alla presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti
e p.c. al vicepresidente, all’assessore alla cultura, ai gruppi consiliari

Oggetto: Benedizioni fuori luogo e pari opportunità per i non cattolici

La presidenza della Provincia di Bologna ha usato anche quest’anno il suo ruolo istituzionale per condizionare in senso cattolicista l’Ente locale che sarebbe tenuta a dirigere in modo laico.
Ci sono infatti giunte nuovamente segnalazioni di una comunicazione inviata a Giunta, Consiglio e a tutte le sedi della Provincia per la partecipazione alla benedizione, organizzata mercoledì 20 marzo in pieno orario di lavoro nelle sedi di via Zamboni e via Benedetto XIV.

Per l’atto di culto verrebbe concessa a un sacerdote la piena disponibilità della Sala del Consiglio oltre alla possibilità di accedere, su richiesta, a tutti gli uffici delle due sedi suddette. La gestione delle richieste per questa attività extralavorativa e strettamente personale sarà a carico della segreteria della presidenza. Non è chiaro se la richiesta dovrà essere sottoscritta da tutti i dipendenti della stanza da sottoporre a benedizione in orario di lavoro, oppure se basterà una sola richiesta per far subire l’atto di culto anche agli altri colleghi.

Rileviamo:

1) La discriminazione verso le altre opzioni filosofiche e spirituali.
Vi sono lavoratori atei, agnostici, di religioni diverse dalla cattolica e ragionevolmente di religione cattolica ma contrari a questi atti di culto fuori luogo, ciascuno con i propri valori, le proprie ricorrenze, le proprie necessità, ma la presidenza privilegia solo l’opzione cattolica.

2) La violazione delle scelte di coscienza, che sono dati sensibili.
Il Tribunale di Strasburgo (sentenza Corte Europea del 21/2/2008) ha ribadito che non si deve mettere un cittadino nella condizione di rivelare il proprio credo o la propria convinzione filosofica non confessionale. Se la partecipazione alla benedizione non è obbligatoria (ci mancherebbe!), è anche vero che si è costretti a rendere manifesta la propria partecipazione o non partecipazione. E il fatto che i comunicati sulla benedizione arrivino dalla presidenza e non ad esempio dal circolo ricreativo aziendale è ulteriore fonte di indebita pressione.

3) Le possibili forme di assenteismo.
Se anche venisse richiesta la “stimbratura”, come è stato fatto per la prima volta l’anno scorso, vi sarebbero lavoratori impiegati nella funzione di accoglienza, controllo, accompagnamento del ministro di culto e suoi assistenti. E nella funzione di prenotazione delle benedizioni nei vari uffici. Una eventuale numerosa adesione alla cerimonia religiosa determinerebbe inoltre il blocco del lavoro delle sedi, e il tutto per interessi personali.

4) La violazione del principio di laicità.
Svolgere cerimonie religiose presso Enti locali, scuole, uffici in cui si svolge un servizio pubblico è una indebita ingerenza in luoghi che non dovrebbero avere alcuna connotazione ideologica.

Certi che la presidenza non intenda discriminare i non cattolici e dunque voglia concedere loro il diritto di essere trattati come i cattolici, se le benedizioni alla Provincia rimanessero confermate chiediamo che la presidenza:

a) analogamente a quanto comunicato per l’attività religiosa cattolica, diffonda un invito per un colloquio laico al tavolo informativo Uaar che si terrà sempre mercoledì 20 marzo, dalle 9:30 alle 14 in Largo Respighi;

b) analogamente a quanto concesso al sacerdote, dia disposizione che tutti i dipendenti possano chiedere alla segreteria un incontro nel proprio ufficio con un responsabile Uaar

Cordiali saluti
Circolo Uaar di Bologna

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Provincia sotto benedizione? l’Uaar offre un rifugio laico!

16 marzo 2013

Nel solco del malcostume clericale, la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, continua a usare il suo ruolo istituzionale per condizionare in senso cattolicista l’Ente locale che sarebbe tenuta a dirigere in modo laico.
Come gli anni scorsi, la fervente cattolica del PD ha infatti inviato a tutti i dipendenti della Provincia la “convocazione” per la benedizione, che si terrà mercoledì 20 marzo in pieno orario di lavoro (dalle ore 9:30) nelle sedi di via Zamboni e via Benedetto XIV.

draghetti

Dal sito del comune di San Giorgio di Piano: la presidente Draghetti con fascia azzurra della Provincia in processione col card. Caffarra

Il parroco (Draghetti scrive “Parroco”, con una ossequiosa maiuscola) avrà a disposizione niente meno che la Sala del Consiglio. Non solo. Potrà fare irruzione in tutti gli uffici: basta che un dipendente invii una mail di richiesta alla segreteria della Provincia, per l’occasione trasformata in call center per l’evangelizzazione, ed ecco che tutti i colleghi dell’ufficio dovranno interrompere il lavoro per subire preghiere e benedizioni in compagnia di un monsignore. Nell’imporre all’istituzione e ai dipendenti la sua personale fede religiosa, la presidente Draghetti arriva a scrivere che mons. Stefano Ottani “impartirà la benedizione pasquale nelle due sedi che sono nel territorio della parrocchia“. Sì, ha proprio scritto che le sedi della Provincia appartengono al territorio di una parrocchia.

Ma il Circolo Uaar di Bologna offre un rifugio laico a tutti i dipendenti della Provincia!
In contemporanea, nella giornata di mercoledì 20 marzo, in Largo Respighi, a due passi dalle sedi sotto benedizione, sarà presente un tavolo informativo Uaar.
Con le stesse modalità che l’ufficio personale avrà nel frattempo previsto per partecipare all’atto di culto (immaginiamo e auspichiamo che sia imposto almeno di “stimbrare”), passate a trovarci! Saremo presenti dalle 9:30 alle 14.
Riceverete confortanti parole laiche e tanti volantini con le istruzioni per iniziare a trasformare l’Italia in un paese civile. E per chi desidera fare un atto di coerenza in materia religiosa, moduli e istruzioni per sbattezzarsi: con una semplice raccomandata si uscirà formalmente dalla Chiesa cattolica. Oltre alla cancellazione degli effetti civili del battesimo, nel giro di un mese si riceverà gratuitamente una scomunica latae sententiae.
La presidente Draghetti, ne siamo certi, garantirà stessi diritti che riserva ai dipendenti cattolicisti anche a quelli laici, che siano atei, agnostici o credenti. Se garantisce ai primi di praticare atti di culto in orario di lavoro e sul luogo di lavoro, deve garantire a tutti gli altri di agire per rivolgere il proprio pensiero verso ideali laici e civili.

Evento facebook per il tavolo Uaar in Largo Respighi del 20/3, ore 9:30-14

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Notiziario 137

14 marzo 2013

Notiziario del Circolo UAAR di Bologna
n.137, 14 marzo 2013

1) Sabato 16 marzo, al Baraccano: divertissement “Ma che diavolo è?”
2) 19 e 20 marzo, zona universitaria: la risposta laica all’Università cattolicista
3) Nuovo papa, nuova immagine: ma è tutto oro quello che luccica?
4) Radio Città Fujiko intervista il portavoce del Circolo Uaar di Bologna
5) 20 marzo, Provincia sotto benedizione: l’Uaar offre rifugio in Largo Respighi!

1) Sabato 16 marzo, al Baraccano: divertissement “Ma che diavolo è?”
Il Circolo Uaar di Bologna presenta:
MA CHE DIAVOLO E’? IL DIAVOLO FA LE PENTOLE.  AI COPERCHI CI PENSA PADRE AMORTH!
Divertissement di e con Stefano Marullo
A metà strada tra una lectio semiseria e una pièce teatrale
Sabato 16 marzo 2013, ore 18 - Sala Marco Biagi, Baraccano
Sede del Quartiere Santo Stefano, via Santo Stefano, 119 Bologna
Ingresso libero
Autobus 13, 90, 96, fermata Baraccano

2) 19 e 20 marzo, zona universitaria: la risposta laica all’Università cattolicista

A Ingegneria, al Dams, a Lettere, un po’ ovunque all’interno dell’Università di Bologna gruppi di evangelizzatori inviati dal cardinal Caffarra hanno bloccato gli studenti tentando di convincerli a parlare di religione e invitandoli a incontri spirituali e in chiesa. Il preside di Ingegneria Pier Paolo Diotallevi si è aggiudicato la clericalata della settimana per aver “concesso l’autorizzazione a diversi religiosi di svolgere attività di proselitismo, senza rendere conto o consultare qualche organo della facoltà”. Ci sono persino giunte segnalazioni di lezioni interrotte per dar spazio a prediche.
Per contrastare l’evidente proposito di trasformare l’Alma Mater in università cattolicista, scimmiottando le scuole coraniche, il Circolo UAAR di Bologna organizza in Zona Universitaria due tavoli informativi con distribuzione dei moduli per lo Sbattezzo:
Martedì 19 marzo, via Belle Arti angolo via Castagnoli, ore 9:30-14
Mercoledì 20 marzo, Largo Respighi, ore 9:30-14
Aspettiamo studentesse e studenti, docenti, cittadinanza.
Portare fotocopia del documento d’identità per l’immediato sbattezzo.

3) Nuovo papa, nuova immagine: ma è tutto oro quello che luccica?
[Comunicato stampa Uaar nazionale, 13 marzo 2013]
L’elezione a sorpresa del cardinale Bergoglio, e la scelta del nome di Francesco, hanno senz’altro suscitato sorpresa nel mondo. Due decisioni apparentemente dirompenti, l’espressione di una notevole volontà di rottura. Proprio per questo motivo, è la presa d’atto esplicita della gravità della crisi in cui versa la Chiesa. Saprà il nuovo pontefice invertire la direzione?

Bergoglio è noto per la sua frugalità, ma ciò non significa che sia particolarmente aperto al mondo del terzo millennio. Già l’abbondanza di preghiere che hanno avuto luogo nella sua prima uscita ne è una testimonianza. Forse è ciò che si aspettavano i cattolici più zelanti, o forse è la convinzione che solo l’intervento di Dio può far superare le grandi difficoltà in cui si dibatte la Santa Sede.

Ma il mondo è assai cambiato. E Bergoglio, che si è opposto con forza ai matrimoni omosessuali (definiti “progetto del demonio”), e che è intervenuto nelle competizioni elettorali argentine invitando a dire “no all’ateismo”, al di là della scelta ad effetto del nome non sembra avere le credenziali per comprenderlo meglio di Ratzinger. Senza dimenticare che sul neo-pontefice continuano a calare le ombre di un atteggiamento controverso mantenuto all’epoca della dittatura militare. Speriamo che tanto zelo e tanta devozione non celino un nuovo ma altrettanto intransigente Pio V (a cui lo accomunano anche le origini piemontesi).

L’Uaar ricorda che gli ultimi due pontefici si sono segnalati per una costante demonizzazione degli atei, considerati “privi di umanità”, “senza dignità”, “senza orientamento”. Difficilmente il nuovo papa agirà diversamente. Anche se farebbe piacere: un mondo cattolico più rispettoso del prossimo dovrebbe essere negli auspici di tutti.

Leggi anche l’articolo Uaar di oggi: “Il papa che viene dalla fine del mondo”

4) Radio Città Fujiko intervista il portavoce del Circolo Uaar di Bologna
Radio Città Fujiko ha intervistato oggi Roberto Grendene, portavoce del Circolo Uaar di Bologna, in merito all’elezione del nuovo papa Francesco I.

L’Unione Atei e Agnostici Razionalisti commenta l’elezione del cardinal Bergoglio a papa ponendo l’accento sulla sua posizione contro i matrimoni gay e guardando il passato conservatore, se non reazionario del nuovo pontefice. Attesa invece per il Parlamento che si insedierà domani, “il più laico degli ultimi tempi”.
Continua a leggere su Radio Città Fujiko

5) 20 marzo, Provincia sotto benedizione: l’Uaar offre rifugio in Largo Respighi!
Nel solco della continuità e del malcostume clericale, la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, usa il suo ruolo istituzionale per condizionare in senso cattolicista l’Ente Locale che sarebbe tenuta a dirigere in modo laico.

Come gli anni scorsi, la fervente cattolica del PD ha infatti inviato a tutti i dipendenti della Provincia la “convocazione” per la benedizione, che si terrà in pieno orario di lavoro (dalle 9:30) nelle sedi di via Zamboni e via Benedetto XIV. Il parroco (Draghetti scrive “Parroco”, con una ossequiosa maiuscola) avrà a disposizione niente meno che la Sala del Consiglio. Ma se non bastasse, potrà fare irruzione in tutti gli uffici: basta che un dipendente invii una mail di richiesta alla segreteria della Provincia, per l’occasione facente funzioni di call center della parrocchia, ed ecco che tutto l’ufficio subirà preghiere e benedizioni. D’altra parte le due sedi della Provincia, questo scrive la presidente Draghetti, “sono nel territorio della parrocchia”.

Il Circolo Uaar di Bologna offre un rifugio laico a tutti i dipendenti della Provincia!
In contemporanea, nella stessa giornata di mercoledì 20 marzo, in Largo Respighi, a due passi dalle sedi sotto benedizione, sarà presente un tavolo informativo Uaar. Con le stesse modalità che l’ufficio personale avrà previsto per partecipare all’atto di culto (immaginiamo e auspichiamo che occorra almeno “stimbrare”), passate a trovarci! Saremo presenti dalle 9:30 alle 14.

Riceverete confortanti parole laiche e tanti volantini con le istruzioni per iniziare a trasformare l’Italia in un paese civile. E per chi desidera fare un atto di coerenza in materia religiosa, moduli e istruzioni per sbattezzarsi: con una semplice raccomandata si uscirà formalmente dalla Chiesa cattolica e si riceverà gratuitamente una scomunica latae sententiae.
La presidente Draghetti, ne siamo certi, garantirà stessi diritti che riserva ai dipendenti cattolicisti anche a quelli laici, che siano atei, agnostici o religiosi. Se garantisce ai primi di praticare atti di culto in orario di lavoro e sul luogo di lavoro, deve garantire a tutti gli altri di rivolgere il proprio pensiero a ideali laici e civili.

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Risposta laica alla Università Cattolicista

9 marzo 2013
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Per contrastare l’evidente proposito di trasformare la nostra Università in scuola cattolicista, scimmiottando le scuole coraniche, in atto nell’Ateneo bolognese, il Circolo UAAR di Bologna organizza in Zona Universitaria 2 tavoli informativi con la distribuzione dei moduli per lo Sbattezzo.
Smettere di battezzare i bambini è metodo il più semplice ed efficace per diminuire il potere e l’invadenza clericale. Sbattezzarsi in massa è comunque un buon rimedio. E’ un atto politico che potrà venir sbeffeggiato ma non ignorato.
Aspettiamo tante ragazze e ragazzi, anche disponibili ad aiutarci sul momento e sul posto.
Martedì 19 Via Belle Arti angolo Via Castagnoli; mercoledì 20 Largo Respighi, sempre dalle 9,30 alle 14,00.
Possibilmente portare fotocopia del documento per l’immediato sbattezzo.

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16 marzo - Serata “Ma che diavolo è?”

4 marzo 2013
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Il Circolo Uaar di Bologna presenta:diavolo1

MA CHE DIAVOLO E’?
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE.  AI COPERCHI CI PENSA PADRE AMORTH!

Divertissement di e con Stefano Marullo
A metà strada tra una lectio semiseria e una pièce teatrale

Sabato 16 marzo 2013, ore 18 - Sala Marco Biagi Baraccano

Sede del Quartiere Santo Stefano
Via Santo Stefano, 119 Bologna
Ingresso libero

Scarica il volantino in pdf

Come arrivarci:

Autobus 13, 90, 96
Fermata Baraccano

sstefano1191

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Notiziario 136

4 marzo 2013
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Notiziario del Circolo UAAR di Bologna
n.136, 23 febbraio 2013

1) Elezioni 2013: risposte dei candidati all’Agenda Uaar su laicità e diritti civili
2) Elezioni 2013: i programmi a confronto sui temi laici
3) L’Agenda Uaar e l’Agenda del card. Caffarra
4) Aboliamo il Concordato. Firmiamo tutti la petizione!
5) Tempo di scelte educative: tutti gli spot “Ora alternativa ≠ Ora di religione cattolica”
6) Partecipa al contest creativo “Davide contro Golia”!

1)  Elezioni 2013: risposte dei candidati all’Agenda Uaar su laicità e diritti civili
In occasione delle elezioni politiche 2013, l’Uaar ha presentato la sua Agenda per chiedere a partiti e candidati di esprimersi su laicità e diritti civili.
Il Circolo Uaar di Bologna ha ricevuto quattro risposte, pubblicate sul nostro blog, da parte dei seguenti candidati eleggibili nella circoscrizione elettorale dell’Emilia Romagna:
Sergio Lo Giudice, candidato al Senato per il PD - Partito Democratico
Michele Terra, candidato alla Camera per il PCL - Partito Comunista dei Lavoratori
Paolo Soglia, candidato alla Camera per SEL - Sinistra Ecologia Libertà
Enzo Raisi, candidato alla Camera per Futuro e Libertà

2) Elezioni 2013: i programmi a confronto sui temi laici
L’Uaar è apartitica e non dà indicazioni di voto: rispetta troppo i cittadini e la loro libertà di scelta. Ritiene che sia irrazionale votare basandosi esclusivamente sui temi laici, ma che sia altrettanto irrazionale votare senza tenerli in alcuna considerazione.
Per questo ha esaminato i programmi delle liste elettorali che si sono candidate a dirigere il Paese e ne ha estratto i passaggi che fanno riferimento all’Agenda Uaar su laicità e diritti civili. Possono essere consultati alla pagina Elezioni 2013: i programmi a confronto sui temi laici.
L’Uaar ha altresì fatto un ulteriore approfondimento tra il 18 e il 21 febbraio, pubblicando specifiche analisi sui seguenti temi: istruzione e ricerca, questioni bioetiche, famiglia e famiglie, fattore religioso.
Infine, l’Uaar ricorda a chi si recherà a votare nei prossimi due giorni che si può compiere un piccolo gesto civico, chiedendo la rimozione del crocifisso eventualmente presente nel proprio seggio elettorale. Trovate sul nostro sito il vademecum con istruzioni e riferimenti normativi.

3) L’Agenda Uaar e l’Agenda del card. Caffarra
Comunicato stampa del circolo Uaar di Bologna del 18 febbraio 2013
Elettori e politici: per un paese migliore c’è l’agenda Uaar, non quella di Caffarra
Il cardinal Caffarra, gerarca di una Chiesa che dice di non far politica, ha detto papale papale come votare: no a chi vuole i matrimoni gay, no a chi vuole lasciare alle donne il diritto di decidere sul proprio corpo, no a chi vuole curare l’infertilità con la procreazione assistita. Sì invece a chi finanzierà con i soldi pubblici le scuole private. Che guarda caso sono quasi tutte cattoliche. E se non tutti i criteri sono soddisfatti, per il cardinale occorrerà votare la lista che più vi si avvicina.
Se il Cassero esprime la propria indignazione invitando Caffarra a dimettersi, atei e agnostici dell’Uaar di Bologna preferiscono rivolgere le loro attenzioni altrove. Spetta infatti al cardinale la libertà di dire cose che, nel terzo millennio, possono essere considerate delle sciocchezze da larga parte dell’opinione pubblica.
Il Circolo Uaar di Bologna si rivolge invece agli elettori, e li invita a ragionare con la propria testa, a fare i conti con la propria coscienza, a pensare a una società più progredita. E si rivolge anche ai politici, affinché la smettano di essere influenzati dalle ingerenze ecclesiastiche.
L’Agenda Uaar per le elezioni è a disposizione degli uni e degli altri, per costruire un paese più laico e civile.

4) Aboliamo il Concordato. Firmiamo tutti la petizione!
Lo stesso 11 febbraio in cui, ottantaquattro anni prima, i Patti Lateranensi furono firmati da Benito Mussolini, l’Uaar ha lanciato  la petizione online “Aboliamo in Concordato”.
In pochi giorni sono state superate le seimila adesioni.
Il Circolo Uaar di Bologna invita tutti a firmare per superare presto quota 10.000!
[vedi comunicato stampa nazionale]

5) Tempo di scelte educative: tutti gli spot “Ora alternativa ≠ Ora di religione cattolica”

Tutti i venerdì di febbraio, mese delle iscrizioni all’anno scolastico 2013/2014, l’Uaar ha diffuso una pillola video “Ora alternativa ≠ Ora di religione cattolica”.
Questi spot, in modo leggero e ironico, vogliono invitare i genitori a riflettere sulla scelta educativa molto importante che sono chiamati a compiere, mostrando loro come a scuola abbiano diritto ad attività didattica e formativa al posto dell’insegnamento della religione cattolica, insegnamento che viene svolto da docenti scelti dal vescovo e pagati dallo Stato e che, in base al Concordato, è “impartito in conformità della dottrina della Chiesa”. Un vero e proprio insegnamento dottrinale, che invece viene smerciato come “culturale”.
Ora alternativa ≠ Ora di religione cattolica: Episodio 1, Episodio 2, Episodio 3, Episodio 4.
Buona visione (e diffusione tra amici e conoscenti).

6) Partecipa al contest creativo “Davide contro Golia”!

Il circolo Uaar di Bologna, promotore del referendum cittadino sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie (tutte religiosamente orientate) che si terrà domenica 26 maggio, informa che il Comitato articolo 33 chiede l’aiuto di tutti per la campagna elettorale.
E lo fa indicendo un contest creativo, dal titolo “Davide contro Golia” [scarica il bando], per ottenere idee tradotte in immagini e slogan.
Dalla pagina che spiega dettagliatamente ragioni e istruzioni del concorso, riportiamo di seguito il capitolo sugli obiettivi:

“A differenza di chi sostiene la necessità e la giustezza del continuare a finanziare con fondi pubblici le scuole materne private, le nostre risorse economiche sono quasi inesistenti. Non ci vergogniamo a scriverlo, perché crediamo nella forza delle idee e nella capacità della cittadinanza di mobilitarsi dal basso, senza attendere “ordini di scuderia” calati dall’alto. Siamo insomma tanti volenterosi Davide contro un grosso e potente Golia, un coacervo di grandi forze politiche, associazioni di categoria, Curia, sindacati cattolici, giornali. Data questa situazione, dobbiamo necessariamente puntare al massimo della viralità, far sì che i messaggi dei referendari siano spontaneamente veicolati da un numero crescente di cittadini. Abbiamo dunque bisogno di una comunicazione chiara, incisiva, perfettamente confezionata e che invogli alla diffusione. Abbiamo bisogno di voi, creativi, per produrre l’immagine simbolo della campagna elettorale e uno o più slogan che l’accompagneranno.”

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