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Crisi? Il Comune di Bologna costruisce chiese

12 giugno 2013

Il Comune di Bologna ha risposto ieri alla richiesta inviata dal nostro circolo il 18 marzo scorso. Avevamo chiesto informazioni sui finanziamenti all’edizia di culto derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria dell’esercizio 2011. Ci auguravamo che la Giunta Merola, costretta dai tagli al bilancio se non da un barlumi di laicità, avesse interrotto il circolo vizioso-clericale che spinge il Comune di Bologna a finanziare ogni anno il patrimonio immobiliare della Curia Arcivescovile con centinaia di migliaia di euro.

Chiesa Corpus Domini, costruita con finanziamento comunale (fonte Googlemaps)

Chiesa Corpus Domini, costruita con finanziamento comunale (fonte Googlemaps)

Il verbale di Giunta del 12 marzo 2013 mostra invece come 313.968€ abbiamo lasciato le casse comunali per approdare in quelle di tre  confessioni religiose. Al restauro della sinagoga e della chiesa metodista valdese arrivano poche briciole. La Giunta Merola è invece di manica larga con l’Arcidiocesi, finanzialdole con 291.021€ la costruzione della chiesa del Corpus Domini, in via Enriquez 56.

Le scuole pubbliche cadono a pezzi, i tagli al bilancio pesano sulle spalle di contribuenti sempre più provati, ma il Comune di Bologna costruisce chiese. Non è complicato capire che l’Arcidiocesi, che si stima possieda oltre 1200 immobili a Bologna, non ha certo bisogno di finanziamenti pubblici. E non sarebbe complicato nemmeno deliberare quanto previsto dalla normativa di riferimento, la stessa richiamata nel verbale citato poc’anzi: è infatti vero che l’edilizia di culto può essere finanziata con il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria, ma questo vale “salvo diversa percentuale stabilita con deliberazione del Consiglio comunale”.
È davvero giunta l’ora di azzerare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto. Nel Consiglio Comunale di Bologna c’è qualche forza politica o qualche singolo consigliere che lo propone?

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  1. angelo
    12 giugno 2013 a 16:06 | #1

    Bologna la Rossa?
    Dove sono finiti i laici?
    Possibile che una amministrazione possa privilegiare queste costruzioni a danno delle scuole che sono il nostro futuro?
    Troppe domande senza risposte!!!!

  2. 14 giugno 2013 a 1:21 | #2

    Amministratori cialtroni di varia estrazione elevano continui commoventi lamenti per la scarsità di risorse riservate ai Comuni che pregiudicherebbero l’erogazione dei servizi di competenza. Tuttavia i soldi per le religioni non mancano mai, specialmente per l’abusiva Religione di Stato, nonostante il suo immenso patrimonio. Vergogna !

  3. Istvan
    15 giugno 2013 a 10:19 | #3

    “Bologna la Rossa?”….??????

    Mi si dica quale giunta comunale a Bologna non ha fatto gli interessi dei poteri di banche e confindustria e dei governi oligarchici (cioè tutti i governi sinora esistiti). E per conseguenza, inginocchiate davanti al Vaticano, la frazione ecclesiastica del potere economico-finanziario.

    La vera “Bologna la Rossa” veniva presa a fucilate e manganellate nel 1977! (e gli si chiudeva pure la voce libera radiofonica).

    In tempi più recenti è arrivato lo sceriffo Cofferati (dopo il maialista Guazzaloca, capo porcaro della cucina degli arconti del Capitale) a sguinzagliare manganelli e arresti alla resistenza popolare contro sfratti, licenziamenti, precariato, scuola censitaria, diritti per i lavoratori migranti ecc. e a dare tanti tanti soldini alle confessioni con gli oneri di urbanizzaizone secondaria.
    E dopo che gli artefici del magna magna pubblico sono rientrati con nuova verginità sulle poltrone amministrative, smaltendo la sbornia dell’esposizione giudiziaria mediatica, eccoli lì ad organizzare la gestione pinochetista di piazza Verdi di fronte al movimento studentesco…

    Come bisogna emanciparsi dalla mitologia degli enti soprannaturali che incaricano prescelti umani ad instradare l’umanità verso i paradisi eterni, bisogna pure emanciparsi dai miti simbolici costruiti ad arte da apparati politici opportunisti che si sono gonfiati la pancia sulle resistenze popolari puntualmente da loro tradite e bastonate.
    Buttiamo nel cesso l’idealismo, religioso o laico che sia. Avanti con l’analisi concreta della realtà concreta.

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