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Bologna al ballottaggio: risposte dei candidati ancora in corsa

14 giugno 2016

Il ballottaggio per la carica di sindaco di Bologna si terrà domenica 19 giugno 2016. Due le possibili formazioni del consiglio comunale, a seconda del vincitore tra Merola e Borgonzoni. Per conoscere l’opinione sui temi laici dei prossimi 36 consiglieri comunali e del prossimo sindaco, pubblicheremo di seguito le loro risposte alle quattro domande laiche. Le risposte dovranno pervenire all’indirizzo bologna@uaar.it entro le ore 20 di venerdì 17 giugno.

Risposte arrivate dopo il termine:


Risposte di Roberta Li Calzi - Lista PARTITO DEMOCRATICO (in consiglio solo se vince Merola)

1) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
Dal 2000 il comune di Bologna destina circa 500mila euro all’anno all’edilizia di culto. La Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa ritenendo non più applicabili le disposizioni per destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria alle “chiese ed altri edifici per attività religiose”. Di conseguenza la Giunta Merola, su sollecitazione dell’Uaar, ha sospeso questa erogazione, lasciando la decisione al nuovo Consiglio. Qual è la sua posizione in merito?

La norma che prevede che il Comune destini il 7% degli oneri di urbanizzazione all’edilizia di culto presenta già di per sé un margine di discrezionalità da parte dei Comuni, che possono scegliere se destinare questa percentuale oppure una quota minore. Ritengo che, a fronte di una forte necessità di interventi di edilizia pubblica (dalle scuole d’infanzia alle aree verdi) sia necessario ridurre questa quota. L’interpretazione data dalla Regione Emilia Romagna apre poi una lettura nuova, alla quale il Comune di Bologna ritengo si dovrà attenere: l’amministrazione utilizzi quella somma, ridotta rispetto al passato, per intervenire sul patrimonio pubblico e non su quello di proprietà delle diverse confessioni religiose.

2) Laicità delle istituzioni
Lo scorso marzo solo grazie a una diffida dell’Uaar e a una protesta della CGIL sono state arginate le modalità invasive con cui la dirigenza del Comune aveva organizzato benedizioni ufficio per ufficio, in orario di lavoro e con allontanamento temporaneo dalla propria postazione per chi non voleva subire l’atto di culto. Qual è la sua concezione di laicità delle istituzioni e quali servizi laici a carico del comune potenzierebbe (matrimoni civili, registro dei testamenti biologici, funerali civili, ecc.)?

Sono contraria alla benedizione degli uffici pubblici durante l’orario di lavoro: è bene che le cerimonie religiose stiano fuori dagli spazi civici, per rispetto delle posizioni e delle sensibilità di ciascuno. Ritengo che il Comune debba garantire la libertà religiosa di tutti i cittadini nel rispetto della pluralità di idee e della laicità delle istituzioni. Al Comune spetta di garantire l’accesso ai riti civili in modo dignitoso. Il matrimonio civile deve continuare a poter essere celebrato, com’è adesso, in luoghi e modi che valorizzano l’importanza dell’occasione e le stesse condizioni andranno estese alla celebrazione delle unioni civili. Per quanto riguarda i funerali laici, penso vadano valorizzati gli spazi laici da utilizzare per le cerimonie di commiato, a partire dalla Sala del Pantheon presso la Certosa, di recente restituita ai cittadini dopo i lavori di ristrutturazione e restauro. Ritengo sarebbe utile anche prevedere altri spazi nei Quartieri. Per quanto riguarda il Registro comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamento (testamenti biologici), che è attivo già da quattro anni, ancora purtroppo è poco conosciuto dai bolognesi. In questo caso, come in quelli citati sopra, dovrà essere cura dell’amministrazione informare adeguatamente i cittadini di queste opportunità, per valorizzarle e renderle più fruibili.

3) Ici/imu/tasi per le scuole private paritarie
Lo scorso luglio la Corte di cassazione ha dato torto a due scuole religiose che si erano “autoesentate” dal pagamento dell’Ici, consentendo al comune di Livorno di recuperare gli arretrati dal 2004. Ritiene necessario esaminare le situazioni tributarie degli istituti paritari presenti nel territorio comunale, al fine di escludere casi di omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011, e dell’Imu/Tasi, ove previsto, per gli anni successivi?

Assolutamente sì. Credo che il Comune debba monitorare con cura se gli immobili che non pagano le tasse previste siano effettivamente in possesso dei titoli di esenzione.

4) Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
Prima nel 2003 e poi nel 2011, il Comitato ONU che vigila sulla Convenzione sui diritti del fanciullo ha riproverato l’Italia sull’insegnamento della religione cattolica: perché occulta il suo carattere facoltativo, perché fa mancare valide alternative di insegnamento, perché è carente nelle informazioni per chi non vuole subire insegnamenti religiosamente orientati. È favorevole a istituire un osservatorio sul rispetto di queste indicazioni ONU, controllando direttamente le scuole dell’infanzia comunali e attivando collaborazioni e raccolte dati con le altre scuole sul territorio comunale?

Sono d’accordo che l’amministrazione comunale garantisca, per quanto di sua competenza, l’effettiva laicità delle scuole pubbliche. Riguardo l’insegnamento della religione cattolica, non è pensabile garantire questa opportunità prevista dalla legge senza contemporaneamente garantire il diritto di chi non accede alI’IRC ad un insegnamento alternativo di pari dignità e senza produrre situazioni di esclusione o disagio.


Risposte di Umberto Bosco - Lista LEGA NORD (già entrato in consiglio)

1) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
Dal 2000 il comune di Bologna destina circa 500mila euro all’anno all’edilizia di culto. La Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa ritenendo non più applicabili le disposizioni per destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria alle “chiese ed altri edifici per attività religiose”. Di conseguenza la Giunta Merola, su sollecitazione dell’Uaar, ha sospeso questa erogazione, lasciando la decisione al nuovo Consiglio. Qual è la sua posizione in merito?

Anziché apprezzabile, la decisione della Giunta bolognese mi pare frutto della cautela preelettorale. Una simile decisione comprometterebbe gli idilliaci rapporti tra la Giunta in carica e la Curia bolognese. È però corretta l’affermazione secondo la quale, tale decisione spetti al Consiglio Comunale. Come candidato in consiglio comunale, mi impegno a votare qualsiasi delibera volta limitare o eliminare l’esborso di soldi pubblici per l’attività di culto. Qualora la prossima Giunta latiti sulla questione, mi impegno, inoltre, a sollecitarla affinché la questione sia trattata il prima possibile in consiglio comunale.

2) Laicità delle istituzioni
Lo scorso marzo solo grazie a una diffida dell’Uaar e a una protesta della CGIL sono state arginate le modalità invasive con cui la dirigenza del Comune aveva organizzato benedizioni ufficio per ufficio, in orario di lavoro e con allontanamento temporaneo dalla propria postazione per chi non voleva subire l’atto di culto. Qual è la sua concezione di laicità delle istituzioni e quali servizi laici a carico del comune potenzierebbe (matrimoni civili, registro dei testamenti biologici, funerali civili, ecc.)?

Le attività collegate al culto devono avvenire al di fuori dell’orario di lavoro. Punto.

3) Ici/imu/tasi per le scuole private paritarie
Lo scorso luglio la Corte di cassazione ha dato torto a due scuole religiose che si erano “autoesentate” dal pagamento dell’Ici, consentendo al comune di Livorno di recuperare gli arretrati dal 2004. Ritiene necessario esaminare le situazioni tributarie degli istituti paritari presenti nel territorio comunale, al fine di escludere casi di omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011, e dell’Imu/Tasi, ove previsto, per gli anni successivi?

Sì, ciò che è dovuto al Comune, dovrà essere preteso dal Comune. La mancata pretesa rappresenta un danno erariale.

4) Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
Prima nel 2003 e poi nel 2011, il Comitato ONU che vigila sulla Convenzione sui diritti del fanciullo ha riproverato l’Italia sull’insegnamento della religione cattolica: perché occulta il suo carattere facoltativo, perché fa mancare valide alternative di insegnamento, perché è carente nelle informazioni per chi non vuole subire insegnamenti religiosamente orientati. È favorevole a istituire un osservatorio sul rispetto di queste indicazioni ONU, controllando direttamente le scuole dell’infanzia comunali e attivando collaborazioni e raccolte dati con le altre scuole sul territorio comunale?

Sono favorevole a condizione che l’osservatorio sia a costo zero per le casse comunali.


Risposte di Emily Clancy - LISTA COALIZIONE CIVICA (in consiglio solo se vince Merola)

1) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
Dal 2000 il comune di Bologna destina circa 500mila euro all’anno all’edilizia di culto. La Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa ritenendo non più applicabili le disposizioni per destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria alle “chiese ed altri edifici per attività religiose”. Di conseguenza la Giunta Merola, su sollecitazione dell’Uaar, ha sospeso questa erogazione, lasciando la decisione al nuovo Consiglio. Qual è la sua posizione in merito?

È una precisa scelta politica quella di voler finanziare Chiese ed altri edifici religiosi, dato che nella realtà, la disposizione non ha mai posto alcun vincolo di destinazione. Il Consiglio comunale è infatti da sempre stato legittimato a variare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto.
A riguardo, ritengo che sia una scelta più saggia destinare tali oneri in edilizia scolastica e nidi, ad esempio per lavori di riqualificazione energetica o adeguamenti sismici, ponendo definitivamente fine a questa metodologia di sussidio privilegiata che prescinde da una gestione di perseguimento dell’interesse generale.

2) Laicità delle istituzioni
Lo scorso marzo solo grazie a una diffida dell’Uaar e a una protesta della CGIL sono state arginate le modalità invasive con cui la dirigenza del Comune aveva organizzato benedizioni ufficio per ufficio, in orario di lavoro e con allontanamento temporaneo dalla propria postazione per chi non voleva subire l’atto di culto. Qual è la sua concezione di laicità delle istituzioni e quali servizi laici a carico del comune potenzierebbe (matrimoni civili, registro dei testamenti biologici, funerali civili, ecc.)?

Credo che le istituzioni debbano essere completamente laiche, così come i luoghi di lavoro: non condivido infatti la prassi per la quale chi non aderisce a un determinato culto deve essere costretto a allontanarsi dalla propria postazione. Il meccanismo dovrebbe essere contrario: chi desidera professare la sua religione può farlo in libertà ma senza che questa venga imposta alla collettività.
Tutti i servizi laici a carico del Comune andrebbero potenziati. Sarebbe necessario in particolare sensibilizzare la comunità cittadina circa la possibilità di redigere il DAT, incrementare la disponibilità di sedi fisiche e le possibilità di celebrare matrimoni e funerali civili. Situazioni uguali devono essere trattate in maniera uguale: è compito del Comune come minimo quello di tentare di dare la possibilità ai cittadini che desiderano celebrare il rito laico di farlo con lo stesso agio e facilità dei concittadini che scelgono il rito religioso.

3) Ici/imu/tasi per le scuole private paritarie
Lo scorso luglio la Corte di cassazione ha dato torto a due scuole religiose che si erano “autoesentate” dal pagamento dell’Ici, consentendo al comune di Livorno di recuperare gli arretrati dal 2004. Ritiene necessario esaminare le situazioni tributarie degli istituti paritari presenti nel territorio comunale, al fine di escludere casi di omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011, e dell’Imu/Tasi, ove previsto, per gli anni successivi?

Sono assolutamente favorevole ad esaminare in maniera puntuale le situazioni tributarie degli istituti paritari al fine di esigere un corretto pagamento dell’imposta comunale sugli immobili.
Non è accettabile un’esenzione per questi istituti, sia per ragioni di equità sia, data la congiuntura economica, per ragioni di assoluta necessità della finanza pubblica. Negli ultimi anni, la gestione della cosa pubblica è sempre più improntata verso una nevrotica razionalizzazione dei servizi sociali. Ecco, è forse il caso di concentrarsi anche su un efficiente sistema di riscossione, affinché non si continui da un lato a rimuovere diritti e dall’altro permettere benefici non dovuti.

4) Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
Prima nel 2003 e poi nel 2011, il Comitato ONU che vigila sulla Convenzione sui diritti del fanciullo ha riproverato l’Italia sull’insegnamento della religione cattolica: perché occulta il suo carattere facoltativo, perché fa mancare valide alternative di insegnamento, perché è carente nelle informazioni per chi non vuole subire insegnamenti religiosamente orientati. È favorevole a istituire un osservatorio sul rispetto di queste indicazioni ONU, controllando direttamente le scuole dell’infanzia comunali e attivando collaborazioni e raccolte dati con le altre scuole sul territorio comunale?

Progetti educativi per l’ora alternativa non sono solo necessari in vista di una reale applicazione della laicità in un luogo fondamentale come la scuola, ma è anche un preciso dovere statale individuato dalla legge e dalla Corte Costituzionale. Le gravi mancanze in merito rendono di conseguenza necessaria un’attività di controllo, eventualmente con un osservatorio (o con un organo di controllo maggiormente incisivo) affinché si riesca a garantire il rispetto di un diritto che non deve essere negato.

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