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Archivio per la categoria ‘petizioni’

Uaar Bologna @ Pratello R’Esiste | 25 Aprile 2017

23 aprile 2017

Il 25 Aprile 2017 il Circolo Uaar di Bologna festeggia la Liberazione partecipando a Pratello R’Esiste: trovetete il nostro tavolo in Piazza San Francesco, dalle 10 alle 19 [mappa] [programma: 1, 2].

Pratello R esiste 2017Due i temi principali al tavolo del Circolo Uaar di Bologna: la campagna OcchioPerMille con l’appello/petizione #primalecasepoilechiese e lo Sbattezzo Point, per esercitare un piccolo gesto di autodeterminazione nella giornata della Liberazione: quello di uscire da una confessione religiosa nella quale non ci si riconosce, ma alla quale si risulta formalmente affiliati.
Saranno inoltre disponibili libri Nessun Dogma, gadget quali spille e magliette, informazioni su ora alternativa, oneri di urbanizzazione per edilizia di culto, i costi della Chiesa e sulle altre campagne Uaar. E naturalmente sarà possibile impegnarsi per un paese più laico e civile iscrivendosi all’Uaar!

Campagna iscrizioni 2017

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Assessora Gabellini risponde all’Uaar: stop oneri per edilizia di culto, deciderà nuovo Consiglio

1 maggio 2016

È stata quella dell’assessore all’urbanistica del Comune di Bologna, Patrizia Gabellini, la prima risposta alla richiesta del nostro circolo di interrompere le erogazioni a favore di chiese ed altri edifici per servizi religiosi, alla luce  del recente parere della Regione. In base ai dati raccolti dall’inchiesta Uaar, l’ammontare di queste erogazioni per il solo comune di Bologna dal 2000 al 2011  ha superato i 6 milioni di euro.

Nella comunicazione indirizzata al Circolo Uaar di Bologna [scarica il documento],  l’esponente della Giunta Merola ammette che il finanziamento all’edilizia di culto potrebbe non essere obbligatorio, informa che le erogazioni verranno sospese e che sarà lasciata al prossimo consiglio comunale la decisione se proseguire o meno con gli esborsi alle chiese.

Il Circolo Uaar di Bologna ha a sua volta risposto all’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini [scarica il documento]: pur apprezzando la decisione di sospendere il finanziamento, precisa che già le vecchie disposizioni regionali prevedevano la possibilità, e non l’obbligo, di versare parte degli oneri di urbanizzazione alle chiese (come specificato nella petizione presentata dall’Uaar all’assessore nel 2011) e ravvisa inadempienze nei bandi degli anni precedenti, che renderebbero dunque illegittima l’assegnazione dei fondi.

In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo Uaar di Bologna presenterà quattro domande laiche ai candidati: la prima sarà proprio relativa al definitivo superamento dell’anacronistico finanziamento pubblico all’edilizia di culto.

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

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Stop della Regione ai finanziamenti comunali all’edilizia di culto

9 marzo 2016

Proprio mentre tanti comuni si accingono a discutere il proprio bilancio facendo i conti con risorse sempre più scarse, arriva una boccata d’ossigeno laico dalla Regione Emilia Romagna, la quale ritiene non più applicabili le disposizioni che stabiliscono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiose. L’Uaar plaude questa decisione, ricordando che sosteneva da anni che i comuni dell’Emilia Romagna potevano e dovevano decidere autonomamente e a salvaguardia del patrimonio pubblico, e che riteneva inesatte le laconiche risposte di tanti comuni su presunti obblighi di legge che avrebbero imposto il versamento alle chiese di questa antiquata tassa di religione.

Tra queste risposte sbrigative (e dimostratesi ora infondate dal punto di vista normativo) c’è stata anche quella dell’assesore Patrizia Gabellini del Comune di Bologna, data a fronte di una petizione con oltre 1.500 sottoscrizioni e depositata dal nostro circolo nel 2012. Oggi scopriamo che per anni il Comune di Bologna ha versato una media di oltre mezzo milione di euro alla Curia (il più grande immobiliarista sul mercato) e ad altre confessioni minori sulla base di presupposti normativi errati. Dall’inchiesta del nostro circolo emerge che il solo comune di Bologna per oneri di urbanizzazione relativi agli anni 2000-2011 ha girato alle confessioni religiose oltre 6 milioni e 300mila euro.

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Aggiungi la tua firma, per la vera scuola pubblica: laica, inclusiva, plurale

4 aprile 2013
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Il Comitato Articolo 33, di cui il Circolo Uaar di Bologna è promotore, ha pubblicato oggi un appello per la vera scuola pubblica. Primo firmatario Stefano Rodotà, e a seguire tante personalità della cultura e dell’impegno civile, tra cui quattro presidenti onorari Uaar: Margherita Hack, Carlo Flamigni, Danilo Mainardi, Valerio Pocar.

Per un paese laico e civile, nel quale nessuna famiglia sia costretta a iscrivere i propri figli a scuole private religiosamente orientate, aggiungi la tua firma e diffondi l’appello!

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Una petizione per la liberazione di Hamza Kashgari

15 febbraio 2012

La vicenda del giovane scrittore Hamza Kashgari, accusato di blasfemia, fuggito in Malaysia e da lì estradato verso la patria di origine, ha attirato l’attenzione dei mass media internazionali e le proteste di coloro che sono impegnati nella difesa dei diritti umani.  L’Uaar invita caldamente soci e simpatizzanti a sottoscrivere la petizione online che ne chiede la liberazione immediata.

Grazie

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Il sindaco Merola non attenda manna laica dal Parlamento

26 agosto 2011
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26/8/2011 COMUNICATO STAMPA del Circolo UAAR di Bologna

Il sindaco Merola non attenda manna laica dal Parlamento
La Curia non aggiunga beffe al danno erariale

Il Circolo UAAR di Bologna risponde alle affermazioni del sindaco Merola e della Curia sulle esenzioni fiscali e i privilegi economici della Chiesa Cattolica


In risposta all’indagine dell’Ue sui privilegi fiscali della Chiesa cattolica in Italia, l’attuale Governo aveva previsto di eliminare dal 2014 parte delle esenzioni fiscali concesse.
«È curioso che la Curia neghi l’evidenza: per alberghi, cliniche, scuole, cinema, librerie la Chiesa Cattolica non versa l’ICI e non versa la metà dell’IRES, a danno delle finanze pubbliche e gli imprenditori privi di questi favoritismi».

Roberto Grendene, portavoce del Circolo bolognese dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), risponde così alle dichiarazioni di don Silvagni. «La Curia è veritiera quando dice di pagare le tasse previste: il problema è che per essa la politica clericale ha riservato, per legge, delle esenzioni. E giustificarsi dicendo che tali esenzioni valgono per tutti i soggetti senza scopo di lucro aggiunge beffe al danno erariale: quante associazioni possiedono reti di cliniche private, scuole, alberghi, cinema?».
La Provincia di Bologna elenca in una pagina apposita del suo sito le “case per ferie e ospitalità religiosa”.
«Ci chiediamo se le 24 strutture alberghiere bolognesi di proprietà di enti cattolici paghino l’ICI e l’IRES per intero».

Il circolo UAAR di Bologna risponde anche al sindaco Merola, che era stato bacchettato dalla Curia per aver osato parlare delle esenzioni concesse agli enti ecclesiastici per gli immobili non adibiti ad attività di culto.
«Apprezziamo le parole del sindaco Merola sulla revisione delle esenzioni per gli immobili non adibiti esclusivamente al culto.
Preferiremmo però che il sindaco agisse dove ha margini di manovra: attendiamo ancora la sua risposta alla petizione UAAR per azzerare gli oneri di urbanizzazione secondaria elargiti alla Curia.
Ricordiamo al sindaco che basterebbe un semplice voto in Consiglio comunale per interrompere l’esborso di circa mezzo milione di euro annui dalle casse comunali a favore dell’Arcidiocesi, il più grande immobiliarista sul mercato. In attesa di “manna laica” dal Parlamento, c’è bisogno che il sindaco si dia da fare concretamente per il nostro Comune».

Il Circolo UAAR di Bologna

Il circolo UAAR di Bologna è presente con uno stand alla Festa dell’Unità di Bologna, tutte le sere dal 25 agosto al 19 settembre, dalle ore 20.
Sul nostro blog disponibili i dettagli sulla petizione UAAR sull’azzeramento degli oneri di urbanizzazione secondaria destintati all’edilizia di culto

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Referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie

4 marzo 2011

Nella conferenza stampa svoltasi oggi nei locali della Chiesa Metodista Valdese di Bologna, il Comitato articolo 33 ha presentato il quesito referendario sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie, depositato in Comune due giorni prima. Oltre al Circolo UAAR di Bologna, sono promotori del comitato: Assemblea Genitori e Insegnanti di Bologna, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Comitato genitori nidi e materne, Federazione Lavoratori Conoscenza – CGIL, Rete Laica Bologna, USB Bologna.

La presidente del comitato Carla Codrignani e il portavoce Maurizio Cecconi hanno illustrato le ragioni per cui 330 cittadini chiedono che i bolognesi possano dire a loro sulla scelta del Comune di destinare ogni anno 1.055.000 euro per le scuole private paritarie. Una scelta arbitraria, in quanto nessuna legge obbliga il Comune a sottrarre risorse alla scuola di tutti per consegnarli a scuole private ideologicamente orientate.
Con quella cifra si potrebbero attivare 10-12 sezioni di scuola dell’infanzia, sufficienti a coprire le richieste in lista d’attesa.

Per il circolo UAAR di Bologna è intervenuto il portavoce Roberto Grendene, ricordando come non sia solo un problema di portafogli, ma anche di libertà di coscienza: il Comune di Bologna sceglie di non soddisfare le richieste di scuola pubblica e laica, obbligando le famiglie a consegnare i propri figli a scuole ideologiche religiose. Una discriminazione e una svendita della laicità della scuola fatte nel nome della “sussidiarietà”, nome velenoso con il quale si nascondono finanziamenti vietati dalla Costitizione e accondiscendenza alle pretese sempre maggiori delle gerarchie ecclesiastiche.

Primi commenti su; Corriere di Bologna, Radio Città del Capo, La Repubblica Bologna, Ansa, Il Salvagente, Via Emilia Net

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Silvia Noè presidente della Commissione Pari Opportunità? NO, GRAZIE!

10 agosto 2010

Il circolo UAAR di Bologna ha promosso all’interno di Rete Laica Bologna e sottoscritto il seguente appello in difesa della laicità della Commissione Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna, e invita soci e simpatizzanti a firmarlo e a farlo firmare.

SILVIA NOE` PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA`?
NO, GRAZIE!

Come cittadine e cittadini, come associazioni e soggetti che si battono per la laicità delle Istituzioni, non possiamo che disapprovare la trattativa tra il Partito Democratico e l’Unione di Centro che avrebbe come obiettivo la presidenza della Commissione Pari Opportunità per la consigliera Silvia Noè.

L’UDC e Noè, come sua interprete in Regione, hanno notoriamente posizioni oscurantiste in materia di diritti civili e diritti individuali.

La consigliera ha più volte esplicitato la sua concezione della famiglia, come formata esclusivamente da un uomo e da una donna, e solo se sposati. Nega dunque il fenomeno crescente delle coppie, omosessuali ed eterosessuali, che decidono di costruire il loro percorso di vita al di fuori del vincolo matrimoniale e nega dignità al numero crescente di famiglie omogenitoriali, dove due mamme e due papà accudiscono amorevolmente figli e figlie. In occasione del Pride 2008, la sfilata nazionale dell’orgoglio lgbt (lesbico, gay, bisessuale, trans) tenutasi a Bologna, Noè ha definito la manifestazione un episodio “di depravazione e di degrado”, lasciando intendere quale alta considerazione ha dell’esercizio della democrazia.

L’UDC e Noè sono contrari all’aborto e sulla RU486 la consigliera ha posizioni diametralmente opposte a quelle espresse dalla Regione Emilia-Romagna che, col suo precedente assessore alla sanità Bissoni, ha deciso che non è obbligatorio il ricovero ospedaliero in caso di ricorso alla pillola abortiva. Le posizioni dell’UDC e di Noè coincidono invece perfettamente con le manovre tese a sabotare le fondamenta della legge 194, messe in essere dal ministro Sacconi e dalla sottosegretaria Roccella.

L’UDC e Noè sono contrarie a una legge laica e civile sul testamento biologico, che permetta agli individui di decidere se ricevere o non ricevere determinate terapie mediche e, soprattutto, l’alimentazione e l’idratazione forzata. Anche in questo caso non si può non notare come un’alleanza con l’UDC sarebbe una plateale smentita degli sforzi compiuti da tanti comuni della nostra regione di istituire i registri dei biotestamenti, per dare la possibilità ai cittadini residenti di esprimere le proprie volontà in materia.

Recentemente Noè è andata a protestare contro uno spettacolo teatrale, perché conteneva una scena in cui Gesù dava un bacio a una donna devota. In quell’occasione la consigliera, dimentica della libertà d’espressione (anche artistica) sancita dalla nostra Costituzione, con slancio da crociata dichiarava: “Perché non prendono di mira Allah?”.

Crediamo che la presidenza della Commissione Pari Opportunità debba essere occupata da una donna, laica e libertaria. Qualsiasi altra ipotesi, che sarebbe solo di cedimento sul principio della laicità e di cui la dirigenza del PD porterebbe la responsabilità, è un’offesa alla storia della nostra regione e al comune sentire della maggioranza delle donne e degli uomini emiliano-romagnoli.

Vai a firmare l’appello

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Giornata dello sbattezzo a Bologna: chi vuole limitare da libertà di espressione?

29 ottobre 2009

Domenica 25 ottobre 2009, in via Altabella, era presente per il secondo anno e per la seconda volta nello stesso mese, un tavolo informativo UAAR sullo sbattezzo.

Lo sbattezzo è l’espressione dell’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto in Italia da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa. Nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.

Sono stati 49 i cittadini bolognesi che il 25 ottobre, in occasione della seconda giornata dello sbattezzo e grazie all’assistenza della UAAR, hanno potuto spedire la raccomandata di cancellazione degli effetti civili del battesimo. E sempre grazie alla nostra presenza, sono state raccolte centinaia di firme per la delibera di iniziativa popolare sull’istituzione del registro dei testamenti biologici presso il Comune di Bologna promossa dalla Rete Laica Bologna, a cui l’UAAR aderisce e partecipa. Tra queste anche quella di una signora che, ci ha dichiarato, “vado a messa tutte le domeniche, ma non voglio finire come Eluana Englaro”.

Qualcuno però non voleva permettere che questi servizi fossero forniti ai cittadini. Servizi, lo sottolineiamo, che discendono da norme e principi costituzionali a salvaguardia di diritti fondamentali: la libertà di religione e dalla religione, il diritto di partecipare al processo democratico, la libertà di espressione.
La mattina di domenica scorsa è infatti intervenuta prima la Digos, verso le 10:30, ad identificare i nostri volontari e a chiedendoci di sgomberare. Esibito loro il regolare permesso del Comune di Bologna, la Digos ha ceduto il posto ad una pattuglia della Polizia Municipale. Di nuovo c’è stata l’identificazione dei nostri volontari, e la richiesta di sgombero. E di nuovo abbiamo esibito il permesso concesso dell’autorità competente, rimanendo sul posto in attesa di un verbale o una qualsiasi motivazione che rendesse tale permesso illegittimo.

Per capire come e perché nella nostra città si voglia limitare la libertà di espressione, e in modo specifico alla nostra associazione, oggi abbiamo richiesto all’urp del Comune la copia della relazione d’intervento della Polizia Municipale. Ci chiediamo soprattutto chi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine: la nostra sensazione è che gli agenti non avessero affatto chiaro perché dovesse essere sgomberato un semplice e conosciuto tavolo informativo dotato di tutti i permessi (sono anni che l’UAAR, associazione di promozione sociale riconosciuta dal Ministero, si confronta a Bologna e in tutta Italia con i cittadini sulle proprie campagne).

Conoscevamo, e conoscevano gli uffici competenti, l’esistenza di un provvedimento del Prefetto di Bologna che, in accordo con il sindaco, stabiliva il divieto di cortei e manifestazioni nelle principali piazze e vie della città, ogni sabato dalle 14 e ogni domenica. Divieto che, calpestando i diritti di cittadini atei e agnostici, delle loro associazioni ed anche delle confessioni di minoranza, non vale per le manifestazioni religiose “tradizionali“. Questa discriminazione, a nostro avviso anticostituzionale e indegna di un paese civile, dovrebbe essere rimossa. Di certo non può e non deve essere estesa a semplici tavoli informativi e di raccolta firme, svolti ai sensi e per l’applicazione di norme dello Stato.

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Petizione: matrimoni più civili

4 settembre 2009
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Il circolo UAAR di Bologna ha cominciato la raccolta di firme per una petizione al comune perchè faccia di più e meglio per i matrimoni civili.

Qui puoi scaricare la petizione matrimoni più civili: stampala, diffondila e aiutaci a raccogliere le firme. In fondo alla pagina troverete anche i riferimenti per spedirci i fogli firmati.

Per i cittadini che, in oltre il 70% dei casi [1], scelgono di sposarsi con rito civile, il Comune di Bologna fa troppo poco: tempi contingentati per la Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, con cerimonie che si accavallano le une alle altre, senza la possibilità di sposarsi di sabato pomeriggio e festivi dopo le ore 12, o di personalizzare la cerimonia né di scegliere altri luoghi.
Riteniamo che il patrimonio monumentale del Comune di Bologna debba essere messo al servizio dei cittadini, che spesso contro le loro convinzioni sono portati a sposarsi con rito religioso per avere una cerimonia in luoghi e tempi dignitosi. Già altri comuni hanno puntato sulla concessione di luoghi da sogno per lo svolgimento dei matrimoni civili [2], coniugando un doveroso servizio alla cittadinanza (sposi, loro famiglie e amici) con la possibilità di risparmi e nuove entrate.
I sottoscritti CHIEDONO al Comune di Bologna che per le cerimonie di matrimonio civile:

  • siano rese disponibili altre sale prestigiose del Comune di Bologna (es: Sala Farnese, Salone del Potestà, Sala del Baraccano, ecc.)
  • siano garantiti tempi consoni ed in particolare i pomeriggi di sabato e festivi.
  • sia consentito di personalizzare la cerimonia: musica, discorsi, poesie, videoproiezioni, rinfresco, ecc.
  • sia data la possibilità di avere come celebrante una persona delegata dal Sindaco alle funzioni di ufficiale dello stato civile, ma scelta dagli sposi, per amicizia, stima o professionalità[3]

Note:

  1. 1995: 43%. 2005: 61%. 2008: 68%. Nel 2009, da gennaio a luglio, oltre il 70%. Queste le percentuali di matrimoni civili sul totale di quelli celebrati a Bologna. Dati estratti dal sito del Comune di Bologna in data 1/9/2009: http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/piancont/dati_statistici/Tavole/Popolazione-Movimento%20della%20Popolazione/Matrimoni/Matrimoni_STR.html
  2. ad es. Torino (Mole Antonelliana e Palazzo Madama) e Dozza Imolese (Rocca Sforzesca).
  3. ai sensi del DPR n. 396 del 3 novembre 2000, che dà la possibilità di farsi sposare dal migliore amico o dalla migliore amica.

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