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Coordinamento Io Decido: contropresidio al Sant’Orsola

25 giugno 2014

Comunicato stampa 24.06.2014 del Comitato Io Decido, a cui aderisce anche il Circolo Uaar di Bologna.

Il Coordinamento Io Decido Bologna 2014 esprime soddisfazione per la riuscita del presidio effettuato ieri, martedì 24 giugno.

Decine di donne e uomini si sono recati all’ingresso della Clinica Ostetrica dell’ospedale Sant’Orsola per chiedere al gruppo di preghiera dell’associazione Giovanni XXIII di andare a pregare in luoghi più consoni e di liberare l’ingresso della Clinica Ostetrica in rispetto della libera scelta delle donne e della laicità dei beni comuni.

Riteniamo infatti che pregare dinanzi ad un servizio importante e delicato come quello offerto dall’ospedale non abbia nulla a che vedere con la volontà di essere vicini alle donne ma che sia finalizzato esclusivamente ad esercitare un’indebita e inaccettabile pressione psicologica alle donne che scelgono di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza.

Si invitano le cittadine e i cittadini a partecipare ad un nuovo presidio previsto per martedì 01 luglio alle ore 6:30, sempre davanti all’ingresso della Clinica Ostetrica in via Massarenti, sul lato opposto della Coop, per ribadire che la libertà di scelta delle donne non si mette in discussione neanche con le preghiere.

Coordinamento Io Decido Bologna 2014

Hanno aderito fino ad oggi:

Associazione Armonie
CGIL FP
Circolo UAAR di Bologna
Donne della CGIL
Maschile Plurale
Rete Laica Bologna
Partito della Rifondazione Comunista
RosaRosae
Sinistra Classe Rivoluzione
Unione Donne in Italia
Collettivo XXX

Per adesioni e contatti: iodecidobologna2014@women.it

Fonte: Repubblica Bologna

Fonte: Repubblica Bologna

ospedali

Stop alle molestie alle donne al Sant’Orsola: gli antiabortisti preghino altrove

12 maggio 2014

Il Circolo Uaar di Bologna denuncia lo sciacallaggio psicologico antiabortista andato in scena stamattina all’ingresso del Sant’Orsola e chiede alla  Questura come tali manifestazioni possano avvenire in zone di rispetto, quali dovrebbero essere quelle vicine agli ospedali.

Non basta la piaga dei ginecologi obiettori. Ora le donne che chiedono l’interruzione volontaria della gravidanza sono costrette a subire anche le molestie di gruppi di preghiera che le attendono al varco nei pressi dell’ospedale. Chiediamo alle autorità la cessazione di queste aggressioni morali, e che agli antiabortisti che vogliono pregare sia indicata la strada verso le tante chiese della città, finanziate da fiumi di denaro pubblico e sempre più vuote.

Ricordiamo infine che l’assedio cattolicista continua anche all’interno Sant’Orsola, dove operano cinque assistenti religiosi scelti dalla Curia e pagati dal SSN, che hanno accesso ai reparti e che possono avvalersi di ulteriori collaboratori.

Comunicato stampa

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