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Posts Tagged ‘benedizioni’

Municipio di Bologna per tre giorni sotto benedizione

5 marzo 2016

Don Isidoro scrive alla dirigenza del Comune di Bologna. Vuole passare a benedire e detta il calendario delle tre giornate in cui, dalle 10 alle 12, ha intenzione di entrare in ciascuna delle tre torri di piazza Liber Paradisus per compiere il rito religioso ufficio per ufficio.

La dirigenza, al posto di far notare al parroco che si tratta di uffici pubblici, che è orario di lavoro e che sarebbe al più il caso di contattare il CDCB per organizzare un’attività extralavorativa, rende ufficiale il calendario delle benedizioni stabilito dal sacerdote e tre giorni fa comunica ai capi area di attivarsi: la direttiva è quella di coinvolgere i propri collaboratori “affinchè accompagnino il Parroco ognuno per il piano di rispettiva competenza” (la maiuscola per il nome comune parroco fa parte della direttiva). A loro volta i capi area comunicano prontamente agli impiegati che nelle giornate del 14, 15 e 16 marzo, ore 10-12, ci sarà da organizzarsi per accogliere il sacerdote.

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Vince la scuola laica. Il Tar dice no alle benedizioni a scuola

11 febbraio 2016

Il TAR Emilia Romagna, con sentenza 166/2016, ha dato ragione ai sostenitori della laicità della scuola, rilevando che «non v’è spazio per riti religiosi» come le benedizioni e ricordando che, anche in orario extrascolastico, si possono ospitare solo “attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile”. Prosegui la lettura…

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Provincia cattolicista: l’Uaar chiede pari opportunità

19 marzo 2013
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Dal sito del comune di San Giorgio di Piano: la presidente Draghetti a messa con fascia azzurra della Provincia

La presidente Draghetti a messa con fascia azzurra della Provincia

Domani, mercoledì 20 marzo, a meno di ripensamenti da parte della presidente Beatrice Draghetti, la Provincia di Bologna sarà sotto benedizione: i sacerdoti avranno a disposizione la Sala del Consiglio per atti di culto in orario di lavoro e avranno accesso a tutti gli uffici per i quali un dipendente faccia richiesta di benedizione.

Auspicando che questo malcostume cessi, che le istituzioni della Repubblica si contraddistinguano per un profilo laico e senza connotazioni ideologiche (in particolare quelle religiose personali del presidente di turno), il Circolo Uaar di Bologna ha inviato la seguente comunicazione alla presidente Draghetti, affiché i non cattolici siano trattati come i cattolici.

Bologna, 18 marzo 2013

Alla presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti
e p.c. al vicepresidente, all’assessore alla cultura, ai gruppi consiliari

Oggetto: Benedizioni fuori luogo e pari opportunità per i non cattolici

La presidenza della Provincia di Bologna ha usato anche quest’anno il suo ruolo istituzionale per condizionare in senso cattolicista l’Ente locale che sarebbe tenuta a dirigere in modo laico.
Ci sono infatti giunte nuovamente segnalazioni di una comunicazione inviata a Giunta, Consiglio e a tutte le sedi della Provincia per la partecipazione alla benedizione, organizzata mercoledì 20 marzo in pieno orario di lavoro nelle sedi di via Zamboni e via Benedetto XIV.

Per l’atto di culto verrebbe concessa a un sacerdote la piena disponibilità della Sala del Consiglio oltre alla possibilità di accedere, su richiesta, a tutti gli uffici delle due sedi suddette. La gestione delle richieste per questa attività extralavorativa e strettamente personale sarà a carico della segreteria della presidenza. Non è chiaro se la richiesta dovrà essere sottoscritta da tutti i dipendenti della stanza da sottoporre a benedizione in orario di lavoro, oppure se basterà una sola richiesta per far subire l’atto di culto anche agli altri colleghi.

Rileviamo:

1) La discriminazione verso le altre opzioni filosofiche e spirituali.
Vi sono lavoratori atei, agnostici, di religioni diverse dalla cattolica e ragionevolmente di religione cattolica ma contrari a questi atti di culto fuori luogo, ciascuno con i propri valori, le proprie ricorrenze, le proprie necessità, ma la presidenza privilegia solo l’opzione cattolica.

2) La violazione delle scelte di coscienza, che sono dati sensibili.
Il Tribunale di Strasburgo (sentenza Corte Europea del 21/2/2008) ha ribadito che non si deve mettere un cittadino nella condizione di rivelare il proprio credo o la propria convinzione filosofica non confessionale. Se la partecipazione alla benedizione non è obbligatoria (ci mancherebbe!), è anche vero che si è costretti a rendere manifesta la propria partecipazione o non partecipazione. E il fatto che i comunicati sulla benedizione arrivino dalla presidenza e non ad esempio dal circolo ricreativo aziendale è ulteriore fonte di indebita pressione.

3) Le possibili forme di assenteismo.
Se anche venisse richiesta la “stimbratura”, come è stato fatto per la prima volta l’anno scorso, vi sarebbero lavoratori impiegati nella funzione di accoglienza, controllo, accompagnamento del ministro di culto e suoi assistenti. E nella funzione di prenotazione delle benedizioni nei vari uffici. Una eventuale numerosa adesione alla cerimonia religiosa determinerebbe inoltre il blocco del lavoro delle sedi, e il tutto per interessi personali.

4) La violazione del principio di laicità.
Svolgere cerimonie religiose presso Enti locali, scuole, uffici in cui si svolge un servizio pubblico è una indebita ingerenza in luoghi che non dovrebbero avere alcuna connotazione ideologica.

Certi che la presidenza non intenda discriminare i non cattolici e dunque voglia concedere loro il diritto di essere trattati come i cattolici, se le benedizioni alla Provincia rimanessero confermate chiediamo che la presidenza:

a) analogamente a quanto comunicato per l’attività religiosa cattolica, diffonda un invito per un colloquio laico al tavolo informativo Uaar che si terrà sempre mercoledì 20 marzo, dalle 9:30 alle 14 in Largo Respighi;

b) analogamente a quanto concesso al sacerdote, dia disposizione che tutti i dipendenti possano chiedere alla segreteria un incontro nel proprio ufficio con un responsabile Uaar

Cordiali saluti
Circolo Uaar di Bologna

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Provincia sotto benedizione? l’Uaar offre un rifugio laico!

16 marzo 2013

Nel solco del malcostume clericale, la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, continua a usare il suo ruolo istituzionale per condizionare in senso cattolicista l’Ente locale che sarebbe tenuta a dirigere in modo laico.
Come gli anni scorsi, la fervente cattolica del PD ha infatti inviato a tutti i dipendenti della Provincia la “convocazione” per la benedizione, che si terrà mercoledì 20 marzo in pieno orario di lavoro (dalle ore 9:30) nelle sedi di via Zamboni e via Benedetto XIV.

draghetti

Dal sito del comune di San Giorgio di Piano: la presidente Draghetti con fascia azzurra della Provincia in processione col card. Caffarra

Il parroco (Draghetti scrive “Parroco”, con una ossequiosa maiuscola) avrà a disposizione niente meno che la Sala del Consiglio. Non solo. Potrà fare irruzione in tutti gli uffici: basta che un dipendente invii una mail di richiesta alla segreteria della Provincia, per l’occasione trasformata in call center per l’evangelizzazione, ed ecco che tutti i colleghi dell’ufficio dovranno interrompere il lavoro per subire preghiere e benedizioni in compagnia di un monsignore. Nell’imporre all’istituzione e ai dipendenti la sua personale fede religiosa, la presidente Draghetti arriva a scrivere che mons. Stefano Ottani “impartirà la benedizione pasquale nelle due sedi che sono nel territorio della parrocchia“. Sì, ha proprio scritto che le sedi della Provincia appartengono al territorio di una parrocchia.

Ma il Circolo Uaar di Bologna offre un rifugio laico a tutti i dipendenti della Provincia!
In contemporanea, nella giornata di mercoledì 20 marzo, in Largo Respighi, a due passi dalle sedi sotto benedizione, sarà presente un tavolo informativo Uaar.
Con le stesse modalità che l’ufficio personale avrà nel frattempo previsto per partecipare all’atto di culto (immaginiamo e auspichiamo che sia imposto almeno di “stimbrare”), passate a trovarci! Saremo presenti dalle 9:30 alle 14.
Riceverete confortanti parole laiche e tanti volantini con le istruzioni per iniziare a trasformare l’Italia in un paese civile. E per chi desidera fare un atto di coerenza in materia religiosa, moduli e istruzioni per sbattezzarsi: con una semplice raccomandata si uscirà formalmente dalla Chiesa cattolica. Oltre alla cancellazione degli effetti civili del battesimo, nel giro di un mese si riceverà gratuitamente una scomunica latae sententiae.
La presidente Draghetti, ne siamo certi, garantirà stessi diritti che riserva ai dipendenti cattolicisti anche a quelli laici, che siano atei, agnostici o credenti. Se garantisce ai primi di praticare atti di culto in orario di lavoro e sul luogo di lavoro, deve garantire a tutti gli altri di agire per rivolgere il proprio pensiero verso ideali laici e civili.

Evento facebook per il tavolo Uaar in Largo Respighi del 20/3, ore 9:30-14

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Quartiere San Donato sotto benedizione

2 aprile 2012
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Continuano ad arrivarci segnalazioni sul malcostume di praticare atti di culto in orario di lavoro e sul luogo di lavoro.

È la volta del quartiere San Donato, dove la Direzione e la Presidenza hanno inviato a tutto il personale un avviso per partecipare alla benedizione pasquale che si terrà domani, 3 aprile 2012. Don Paolo (non è stato specificato il cognome dell’ospite) avrà a disposizione la sala consiliare del Quartiere a partire dalle ore 12:30: tutti i dipendenti che lo desiderano potranno abbandonare il loro posto di lavoro e interrompere le loro attività per recarsi a ricevere la benedizione e recitare le preghiere.

Nella comunicazione, Direzione e Presidenza del Quartiere San Donato non accennano minimamente all’obbligo di prendere permessi per attività extralavorativa e non specificano neppure che questa forma di assenteismo per partecipare ad atti di culto sia vietata nel caso comporti l’interruzione di servizi del Quartiere.

AGGIORNAMENTO delle ore 17:30: Il circolo UAAR di Bologna ha inviato il comunicato di cui sopra alla Direzione e alla Presidenza del Quartiere San Donato, allegando inoltre un documento sull’inopportunità degli atti di culto sul luogo di lavoro e in orario di servizio, comprensivo di osservazioni sull’irresponsabilità che i superiori mostrano promuovendo tali pratiche.

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Provincia sotto benedizione, ma quest’anno si “stimbra”

20 marzo 2012
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Sapevamo che la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, usa il suo ruolo istituzionale per promuovere la religione cattolica tra i dipendenti.
Nel 2007 avevamo avuto una corrispondenza via mail dopo che aveva inviato a tutto il personale il programma della XX Decennale Eucaristica fornitole dalla parrocchia.
Nel 2008 avevamo protestato nuovamente, questa volta per il suo invito alla benedizione pasquale inviato a tutti gli uffici e a tutti i dipendenti, nel quale la presidente Draghetti consentiva di praticare e partecipare ad atti di culto cattolici in tutti gli uffici e in orario di lavoro.
Nessuna meraviglia che questo malcostume sia continuato negli anni.
Lo stesso copione si è ripetuto infatti il 6 marzo scorso, quando la presidente Draghetti che ha comunicato a tutto il personale che la giornata di domani, 21 marzo, vedrà mons. Ottani pregare e benedire assieme ai dipendenti iniziando dalla Sala del Consiglio di via Zamboni, proseguendo nella sala riunioni di via Benedetto XIV e in tutti gli uffici di entrambe le sedi ove sia chiamato.

La nostra lettera del 2008 si concludeva con la richiesta di «conferma del fatto che la presenza al rito religioso in oggetto avvenga in regime di permesso non retribuito». Non avevamo mai avuto risposta, ma quest’anno è intervenuta la direzione della Provincia specificando ciò su cui la presidente Draghetti glissava sempre, ossia che prima di mettersi a praticare atti di culto sul luogo di lavoro occorre almeno prendere un permesso non retribuito.
È ancora lunga la strada per arrivare ad essere liberi dalla religione cattolica per i dipendenti della Provincia di Bologna, ma un primo passo è stato compiuto.

AGGIORNAMENTI. Altri articoli online su:
22 marzo
Il Resto del Carlino (che riprende in modo esaustivo il comunicato del circolo UAAR di Bologna)
Repubblica Bologna (che cita l’Uaar e il suo plauso per il primo passo verso la libertà dalla religione)
Il Corriere Bologna
23 marzo
Ultimissime Uaar

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Domani si inaugura il Filonido: con una benedizione

23 settembre 2011
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È prevista per domani alle 10:30 l’inaugurazione del Filonido, il nuovo nido del quartiere San Donato: sono previsti diversi interventi, una visita guidata, e laboratori per i i bimbi.. ma prima di tutto, taglio del nastro e benedizione.

Una coppia di nostri soci ha scritto al nido e alle istituzioni coinvolte, per osservare come tale presenza religiosa fosse fuori luogo in una simile circostanza. Ecco la loro lettera:

Gentili signori,

leggo con piacere che il 24 settembre p.v. verrà inaugurato il Filonido.
Desidero però segnalare un refuso nel volantino: si parla di benedizione.

Il Filonido è aperto a tutti i bambini di tutte le culture e religioni, immagino, visto che, pur essendo privato è gestito in collaborazione col comune di Bologna e con l’ausilio del quartiere, e tra i proprietari vi è la Regione Emilia Romagna, istituzione pubblica e laica quindi sarebbe rispettoso nei confronti di tutti fare un’inaugurazione laica e festosa.

Evitate pertanto benedizioni di qualsivoglia religione e personaggio religioso. Sono sicura poi che la buona riuscita delle attività didattiche del nido non dipenderà da benedizione alcuna ma dalle capacità di insegnanti, genitori ed amministrazione.

Confidando nella celere correzione del volantino invio cordiali saluti

lettera firmata

Nella risposta ricevuta, è stato sottolineato che la gestione del nido è privata, nonostante la collaborazione con soggetti pubblici. Inoltre si argomenta che la benedizione costituirebbe tradizione e non atto di culto, ed è da considerarsi evento extra-scolastico. Qualunque altro evento di tipo confessionale nel servizio educativo sarà concordato coi genitori.

La posizione non ci convince. Dal volantino la benedizione risulta addirittura il primo punto del programma di inaugurazione.

L’evento si svolge in quella che sarà la sede della scuola, i bambini sono stati invitati e saranno presenti: a renderlo extra-scolastico è solo il fatto che non è compreso nell’orario di apertura formale del nido, o dell’orario di lavoro dei suoi dipendenti?

Inoltre, se è vero che il Filonido non è un nido pubblico, non è neanche esattamente privato. Il Comune stesso lo definisce un nido pubblico di infanzia interaziendale. Le regole per l’accesso al nido sono le stesse delle graduatorie dei nidi comunali, le graduatorie sono gestite dal Comune, i posti riservati al Comune sono assegnati ai cittadini con le stesse identiche politiche dei nidi comunali, e gli standard qualitativi ed educativi sono definiti dal Comune sulla base degli standard dei nidi comunali.

La struttura è stata costruita da un consorzio di enti pubblici e privati: Regione Emilia-Romagna, Unipol, Legacoop e Hera. Lo stesso consorzio, insieme al Comune di Bologna, ne paga la gestione, la quale è stata appaltata a Karabaknove, un consorzio composto di associazioni solo private (Società Dolce, Cadiai, Camst e Cipea). Al Comune restano una quantità di quote, e non indifferenti spese di gestione. All’inaugurazione saranno presenti rappresentanti della Regione, del Comune e del Quartiere, ad applaudire il frutto dell’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna, come si legge dall’invito all’inaugurazione.

Ci sembra un po’ forzato liquidarlo come “nido privato”.

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