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Posts Tagged ‘finanziamento pubblico’

Imola, azzerati oneri per il culto: cosa aspettano gli altri comuni?

23 settembre 2019

A Imola è stato rotto un tabù dal sapore medievale: sono stati azzerati gli oneri per il culto, ossia quella tassa di religione comunale che da quarant’anni grava sui bilanci dei comuni dell’Emilia Romagna, nota in gergo tecnico come “oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto”. Sono bastate poche righe nella delibera 121 del 17 settembre 2019 e il consiglio comunale imolese, a maggioranza M5S, ha dato ascolto alle richieste dell’Uaar e ha scelto di interrompere il malcostume di elargire contributi pubblici a beneficio del patrimonio immobiliare privato delle confessioni religiose, contributi che storicamente a Imola arrivavano a parrocchie e Testimoni di Geova. Superando anche mozioni dell’opposizione (Pd) che chiedevano di mantenere il finanziamento clericale.

imola_no_onus-evidenziaA livello nazionale l’Uaar ha stimato in oltre 94 milioni di euro il danno erariale causato dai contributi comunali all’edilizia di culto, documentato in una delle tante voci dell’inchiesta I costi della Chiesa. Il solo comune di Imola, nei 12 anni dal 1999 al 2010, versò un totale di 1,5 milioni alla Curia e di 87mila euro ai Testimoni di Geova. Se l’azzeramento fosse stato fatto 20 anni fa, il comune di Imola avrebbe 2 milioni di euro in più nelle proprie casse o investiti in opere di proprietà pubblica. Come rivendicato dall’Uaar nella Campagna Oneri, i comuni devono (dal punto di vista etico-istituzionale) e possono (tramite una semplice delibera) scegliere di destinare a scuole, nidi, parchi e centri civici di proprietà pubblica quanto per anni e anni hanno continuato a destinare all’edilizia di culto di proprietà privata.

Cosa aspettano gli altri comuni dell’Emilia Romagna ad imboccare la strada laica e civile aperta dal Comune di Imola? Sembra che anche i comuni di San Lazzaro di Savena e di Pianoro abbiano dato un segnale, riducendo la tassa di religione dal 7% al 2%. Ma non basta. L’Uaar Emilia Romagna, già a luglio scorso tramite il coordinatore regionale Roberto Vuilleumier, ha messo a disposizione tutti gli strumenti per procedere all’azzeramento dei contributi comunali all’edilizia di culto. Ora c’è anche l’esempio concreto del comune di Imola: non ci sono più scuse, si imbocchi la strada della modernità e venga azzerata la tassa di religione comunale.

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Ai consiglieri comunali dell’Emilia Romagna: azzerate gli oneri per il culto, ecco la mozione!

9 luglio 2019

Per la delibera clericale 186/2018 della regione Emilia Romagna i comuni dovranno applicare una arcaica tassa di religione: la Regione vuole infatti che il 7% degli oneri di urbanizzazione sia destinato all’edilizia di culto. Ma i Comuni possono agire in maniera laica e civile, e destinare tutti i fondi pubblici a risorse pubbliche, ad esempio all’edilizia scolastica e non all’edilizia di culto. Ma i tempi stringono! Occorre approvare al più presto una mozioneche l’Uaar mette a disposizione: in caso contrario dopo il 30 settembre 2019 sarà applicata la tassa di religione voluta dalla Regione.
Di seguito riportiamo l’appello del coordinatore regionale Uaar Roberto Vuilleumier, e a seguire la mozione da discutere e approvare in consiglio comunale. Sollecitate i consiglieri comunali di vostra conoscenza affinché si comportino in maniera civile.

Appello ai consiglieri comunali della regione Emilia Romagna: azzerate gli oneri per il culto, ecco la mozione!

L’Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), in virtù del principio, radicato nell’ordinamento, per il quale le opere di urbanizzazione sono, in linea naturale, opere pubbliche rientranti, o destinate a rientrare, nel patrimonio del Comune, combatte da sempre affinchè la quota percentuale degli oneri di urbanizzazione secondaria non venga piu’ destinata “al culto”.

Carlino Imola, 10 ottobre 2019

Carlino Imola, 10 ottobre 2019

Come per tutte le opere pubbliche, tale principio risponde alla logica secondo la quale “la proprietà pubblica delle opere costituisce la più piena e duratura garanzia della loro effettiva destinazione a finalità di interesse generale”, come anche espresso nel parere del Servizio affari generali, giuridici e programmazione finanziaria della Regione Emilia Romagna, prot. PG/2015/862614 del 4 dicembre 2015.

A riguardo è peraltro pendente un esposto presentato alla Corte dei Conti Regionale dall’Uaar.

La recente deliberazione dell’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna del 20 dicembre 2018, n. 186 (Legge regionale 21 dicembre 2017, n.24, all’art.1 comma 9 lettera h prevede che “una quota dei proventi degli oneri di urbanizzazione secondaria, determinata dall’Assemblea legislativa con la deliberazione di cui all’articolo 30, comma 3, della legge regionale n. 15 del 2013) dispone che “i Comuni sono tenuti al recepimento del presente provvedimento entro il 30 settembre 2019 e che, trascorso tale termine, la nuova disciplina opera direttamente”.

La stessa deliberazione precisa al punto 10 che la nuova disciplina fornisce ampia flessibilità ai comuni nell’applicazione del contributo di costruzione così da meglio adattare le singole voci alle specificità del territorio locale. In particolare anche se si poteva anche prima si prevede esplicitamente che i comuni possano pronunciarsi motivatamente in ordine a: “[...] eventuale variazione della quota percentuale da destinare agli Enti esponenziali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose”.

Nell’allegato A al punto 1.6.3 si stabilisce che “i Comuni, nell’ambito della delibera consiliare di recepimento del presente atto, possono aumentare o ridurre la percentuale di cui al punto 1.6.1” da affidare, poi ricordo, attraverso la realizzazione di un “Bando pubblico” che indichi i criteri per la suddivisione di tale quota alle varie religioni e/o culti presenti nel territorio.

In ragione di quanto esposto vi chiedo la cortesia di inoltrare ai consigli comunali della vostra area di competenza, se possibile entro il 30 Luglio e comunque non oltre il 10 settembre, il testo qui sopra riportato, con vostra firma, aggiungendo l’allegato (bozza di mozione pronta per essere posta in votazione, da completare solo con la data e il comune di competenza).

L’azzeramento degli oneri per il culto libererebbe da subito, ad esempio, risorse per l’edilizia scolastica pubblica.

Cordialmente

Roberto Vuilleumier
Coordinatore Regionale Uaar Emilia Romagna e Responsabile Nazionale “Campagna Oneri”

Allegato:

MOZIONE per destinazione pubblica degli oneri di urbanizzazione

Il Consiglio comunale di ___________

premesso che

  • la Legge regionale 21 dicembre 2017, n.24, all’art.1 comma 9 lettera h prevede che “una quota dei proventi degli oneri di urbanizzazione secondaria, determinata dall’Assemblea legislativa con la deliberazione di cui all’articolo 30, comma 3, della legge regionale n. 15 del
    2013, è destinata dai Comuni agli enti esponenziali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose individuate in considerazione della consistenza ed incidenza sociale delle stesse, per la realizzazione di interventi di riuso e rigenerazione urbana che interessino
    edifici di culto e le relative pertinenze, tenendo conto anche del valore monumentale e storico culturale degli edifici”:
  • la deliberazione dell’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna del 20 dicembre 2018, n. 186 dispone che “i Comuni sono tenuti al recepimento del presente provvedimento entro il 30 settembre 2019 e che, trascorso tale termine, la nuova disciplina opera direttamente”;
  • la stessa deliberazione prevede al punto “10) CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE E AUTONOMIA COMUNALE” che “la nuova disciplina fornisce ampia flessibilità ai comuni nell’applicazione del contributo di costruzione così da meglio adattare le singole voci alle
    specificità del territorio locale. In particolare, si prevede che i comuni possano pronunciarsi motivatamente in ordine a: [...] eventuale variazione della quota percentuale da destinare agli Enti esponenziali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose”
  • che la stessa deliberazione, nell’allegato A al punto 1.6.1 stabilisce che “una quota pari al 7% dei proventi degli U2 è destinata dai Comuni agli Enti esponenziali delle confessioni religiose”;
  • che la stessa deliberazione, nell’allegato A al punto 1.6.3 stabilisce che “i Comuni, nell’ambito della delibera consiliare di recepimento del presente atto, possono aumentare o ridurre la percentuale di cui al punto 1.6.1”;

considerato

  • il “principio, radicato nell’ordinamento, in virtù del quale le opere di urbanizzazione sono, in linea naturale, opere pubbliche rientranti, o destinate a rientrare, nel patrimonio del Comune. Come per tutte le opere pubbliche, tale principio risponde alla logica secondo la quale la proprietà pubblica delle opere costituisce la più piena e duratura garanzia della loro effettiva destinazione a finalità di interesse generale”, come espresso nel parere del Servizio affari generali, giuridici e programmazione finanziaria della Regione Emilia Romagna. prot.
    PG/2015/862614 del 4 dicembre 2015;

impegna il Sindaco e la Giunta

  • a recepire entro il 30 settembre 2019 la disciplina del contributo di costruzione ai sensi del titolo III della Legge Regionale 30 luglio 2013, n. 15 “Semplificazione della disciplina edilizia”, in attuazione degli articoli 16 e 19 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, come da deliberazione dell’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna del 20 dicembre 2018 n. 186, variando dal 7% allo 0% (zero per cento) la quota percentuale dei proventi degli oneri U2 da destinare agli Enti esponenziali delle confessioni religiose, di cui al punto 1.6.1 dell’allegato A della suddetta deliberazione;
  • a motivare la variazione sul principio che la proprietà pubblica delle opere di urbanizzazione costituisce la più piena e duratura garanzia della loro effettiva destinazione a finalità di interesse generale; sulla decisione di non avviare misurazioni della consistenza
    delle confessioni religiose in quanto invasive delle scelte intime dei cittadini; sulla decisione di investire i proventi degli oneri di urbanizzazione da destinare ad attrezzature e spazi collettivi in opere di proprietà pubblica quali quelle destinate all’istruzione, all’assistenza e ai servizi sociali e igienico sanitari, alla protezione civile, agli spazi aperti attrezzati a verde per il gioco, la ricreazione, il tempo libero e le attività sportive.

Data e firma ____________________

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La Regione si fermi: no alla tassa di religione a carico dei comuni!

9 dicembre 2018

La Regione Emilia Romagna sta discutendo gli ultimi dettagli sulla tassa di religione a carico dei comuni, nota in burocratese come “oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto”.

Nella seduta dell’assemblea regionale dello scorso 28 novembre la maggioranza (Pd) ha presentato un po’ a sorpresa un testo di delibera affinché i Comuni possano elargire senza limiti ancora piu’ denaro pubblico a favore delle confessioni religiose, dietro presentazione di una nota spese delle parrocchie e addirittura includendo edifici di proprietà religiosa come edifici per “attività culturali, ricreative e sportive”.

La delibera, probabilmente non condivisa nemmeno all’interno della maggioranza, è stata poi ritirata, ma da indiscrezioni sarà riproposta nella prossima seduta dell’assemblea legislativa regionale.

Il coordinatore regionale UAAR Roberto Vuilleumier fa appello a tutti i consiglieri dell’Emilia Romagna affinché questa tassa di religione non gravi sui bilanci del comuni della nostra regione, ricordando che sulla questione c’è un esposto UAAR pendente alla Corte dei Conti e in considerazione del parere dell’Ufficio legale della stessa Regione:

[...] appare necessario considerare il principio, radicato nell’ordinamento, in virtù del quale le opere di urbanizzazione sono, in linea naturale, opere pubbliche rientranti, o destinate a rientrare, nel patrimonio del Comune” e che “come per tutte le opere pubbliche, tale principio risponde alla logica secondo la quale la proprietà pubblica delle opere costituisce la più piena e duratura garanzia della loro effettiva destinazione a finalità di interesse generale.
Qualora il Comune, nell’ambito della propria autonomia, ritenga di destinare una quota dei proventi degli oneri di urbanizzazione (o altri fondi pubblici) alla realizzazione di opere di urbanizzazione riguardanti il culto, dovrebbe farlo in riferimento ad edifici e spazi di proprietà dello stesso Comune, assegnati o gestiti direttamente, secondo quanto ritenuto più adeguato al contesto sociale locale ed alla relativa evoluzione, in modo da soddisfare l’interesse di tutte le diverse comunità e persone che nella realtà locale possano aspirare all’esercizio di pratiche di carattere spirituale in ambienti dedicati.

L’auspicio è che nella delibera sia invece resa ancora più manifesta la possibilità di azzerare tale esborso di denaro pubblico a favore delle religioni, che andebbe a impoverire il patrimonio pubblico e ad arricchire ulteriormente il patrimonio privato, in particolar modo della Chiesa Cattolica, che già beneficia dell’8×1000 e di 6 miliardi di fondi pubblici l’anno. Si avrebbero così fondi pubblici da destinare a strutture di proprietà pubblica, come asili nido, scuole, strade.

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Elezioni 4 marzo 2018: risposte dei candidati alle cinque domande laiche

23 febbraio 2018

Domande laiche ai candidatiInizia la pubblicazione delle risposte alle cinque domande laiche ai candidati alle elezioni politiche 2018.

Saranno inserite in questa pagina nell’ordine in cui giungeranno agli indirizzi bologna@uaar.it o imola@uaar.it, affiché domenica 4 marzo 2018 gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole. Prosegui la lettura…

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Crisi? Il Comune di Bologna continua a costruire chiese

3 novembre 2016

Nel 2013 avevamo denunciato come il Comune di Bologna avesse finanziato la costruzione della chiesa cattolica parrocchiale del Corpus Domini, sottraendo 291.021€ al bilancio dell’esercizio 2011. Oggi, grazie ai dati resi noti in risposta a una interrogazione presentata dal consigliere Umberto Bosco (Lega Nord), si apprendono ulteriori e sconfortanti dettagli.

hiesa Corpus Domini, costruita con fondi comunali (fonte Googlemaps)

Chiesa Corpus Domini, 882.175,05€ di fondi comunali 2009-2011 (foto Googlemaps)

Innanzitutto la nuova chiesa di via Enriquez beneficiò di complessivi 882.175,05€, che gravarono anche sui bilanci comunali degli anni 2009 e 2010, oltre che su quello 2011. Nonostante i ripetuti appelli del Circolo Uaar di Bologna, il comune insisteva a destinare alla Curia circa il 6% degli oneri di urbanizzazione secondaria — imposte pagate da cittadini e imprese relativamente a costruzione o ristrutturazioni di immobili — portando come scusa un presunto obbligo normativo. Un obbligo mai esistito, come da un recente parere della Regione che ha confermato quanto sostenuto in questi anni dall’Uaar.
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Elezioni comunali 2016: quattro domande laiche ai candidati

3 maggio 2016

elezioni comunali 2016, quattro domande laicheDomenica 5 giugno 2016, a Bologna, si terranno le elezioni comunali.
L’eventuale ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno.

Il Circolo Uaar di Bologna invita candidate e candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale a rispondere alle seguenti quattro domande laiche, tutte su temi concreti e inerenti al mandato elettorale.

Le risposte che perverranno a bologna@uaar.it entro venerdì 3 giugno saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera consapevole.

1) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
Dal 2000 il comune di Bologna destina circa 500mila euro all’anno all’edilizia di culto. La Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa ritenendo non più applicabili le disposizioni per destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione  secondaria alle “chiese ed altri edifici per attività religiose”.  Di conseguenza la Giunta Merola, su sollecitazione dell’Uaar, ha sospeso questa erogazione, lasciando la decisione al nuovo Consiglio. Qual è la sua posizione in merito?

2) Laicità delle istituzioni
Lo scorso marzo solo grazie a una diffida dell’Uaar e a una protesta della CGIL sono state arginate le modalità invasive con cui la dirigenza del Comune aveva organizzato benedizioni ufficio per ufficio, in orario di lavoro e con allontanamento temporaneo dalla propria postazione per chi non voleva subire l’atto di culto. Qual è la sua concezione di laicità delle istituzioni e quali servizi laici a carico del comune potenzierebbe (matrimoni civili, registro dei testamenti biologici,  funerali civili, ecc.) ?

3) Ici/imu/tasi per le scuole private paritarie
Lo scorso luglio la Corte di cassazione ha dato torto a due scuole religiose che si erano “autoesentate” dal pagamento dell’Ici, consentendo al comune di Livorno di recuperare gli arretrati dal 2004.  Ritiene necessario esaminare le situazioni tributarie degli istituti paritari presenti nel territorio comunale, al fine di escludere casi di omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011, e dell’Imu/Tasi, ove previsto, per gli anni successivi?

4) Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
Prima nel 2003 e poi nel 2011, il Comitato ONU che vigila sulla Convenzione sui diritti del fanciullo ha riproverato l’Italia sull’insegnamento della religione cattolica: perché occulta il suo carattere facoltativo, perché fa mancare valide alternative di insegnamento, perché è carente nelle informazioni per chi non vuole subire insegnamenti religiosamente orientati. È favorevole a istituire un osservatorio sul rispetto di queste indicazioni ONU, controllando direttamente le scuole dell’infanzia comunali e attivando collaborazioni e raccolte dati con le altre scuole sul territorio comunale?

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Assessora Gabellini risponde all’Uaar: stop oneri per edilizia di culto, deciderà nuovo Consiglio

1 maggio 2016

È stata quella dell’assessore all’urbanistica del Comune di Bologna, Patrizia Gabellini, la prima risposta alla richiesta del nostro circolo di interrompere le erogazioni a favore di chiese ed altri edifici per servizi religiosi, alla luce  del recente parere della Regione. In base ai dati raccolti dall’inchiesta Uaar, l’ammontare di queste erogazioni per il solo comune di Bologna dal 2000 al 2011  ha superato i 6 milioni di euro.

Nella comunicazione indirizzata al Circolo Uaar di Bologna [scarica il documento],  l’esponente della Giunta Merola ammette che il finanziamento all’edilizia di culto potrebbe non essere obbligatorio, informa che le erogazioni verranno sospese e che sarà lasciata al prossimo consiglio comunale la decisione se proseguire o meno con gli esborsi alle chiese.

Il Circolo Uaar di Bologna ha a sua volta risposto all’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini [scarica il documento]: pur apprezzando la decisione di sospendere il finanziamento, precisa che già le vecchie disposizioni regionali prevedevano la possibilità, e non l’obbligo, di versare parte degli oneri di urbanizzazione alle chiese (come specificato nella petizione presentata dall’Uaar all’assessore nel 2011) e ravvisa inadempienze nei bandi degli anni precedenti, che renderebbero dunque illegittima l’assegnazione dei fondi.

In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo Uaar di Bologna presenterà quattro domande laiche ai candidati: la prima sarà proprio relativa al definitivo superamento dell’anacronistico finanziamento pubblico all’edilizia di culto.

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

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Oneri per edilizia di culto: lettera ai 56 comuni della provincia

23 aprile 2016

A seguito del parere della Regione sugli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto, il Circolo Uaar di Bologna ha scritto ai 56 comuni della provincia per informarli del pronunciamento e chiedere formalmente l’interruzione delle erogazioni a favore di “chiese ed altri edifici per servizi religiosi”. La battaglia laica dell’Uaar è stata ripresa sulla stampa prima con l’articolo Dal Comune alla Chiesa sei milioni non dovuti (Carlino Bologna, 9.3.2016) e successivamente con l’articolo Oneri di urbanizzazione, Uaar attacca «Fondi assegnati senza bando» (Corriere Imola, 14.4.2016).

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Stop della Regione ai finanziamenti comunali all’edilizia di culto

9 marzo 2016

Proprio mentre tanti comuni si accingono a discutere il proprio bilancio facendo i conti con risorse sempre più scarse, arriva una boccata d’ossigeno laico dalla Regione Emilia Romagna, la quale ritiene non più applicabili le disposizioni che stabiliscono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiose. L’Uaar plaude questa decisione, ricordando che sosteneva da anni che i comuni dell’Emilia Romagna potevano e dovevano decidere autonomamente e a salvaguardia del patrimonio pubblico, e che riteneva inesatte le laconiche risposte di tanti comuni su presunti obblighi di legge che avrebbero imposto il versamento alle chiese di questa antiquata tassa di religione.

Tra queste risposte sbrigative (e dimostratesi ora infondate dal punto di vista normativo) c’è stata anche quella dell’assesore Patrizia Gabellini del Comune di Bologna, data a fronte di una petizione con oltre 1.500 sottoscrizioni e depositata dal nostro circolo nel 2012. Oggi scopriamo che per anni il Comune di Bologna ha versato una media di oltre mezzo milione di euro alla Curia (il più grande immobiliarista sul mercato) e ad altre confessioni minori sulla base di presupposti normativi errati. Dall’inchiesta del nostro circolo emerge che il solo comune di Bologna per oneri di urbanizzazione relativi agli anni 2000-2011 ha girato alle confessioni religiose oltre 6 milioni e 300mila euro.

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Interrogazione Ncd su mostra Uaar Sacrosante risate

7 ottobre 2014

Il consigliere comunale Mirri (Ncd), venuto a conoscenza della prossima apertura a Imola della mostra Sacrosante risate, con grande solerzia ha presentato una interrogazione per vederci chiaro sul patrocinio concesso dal Comune di Imola a questa esposizione dei più noti vignettisti italiani.

carlinoimola20141007Roberto Vuilleumier,  delegato Uaar per Imola e Castel San Pietro Terme, ha già inviato a tutti i consiglieri la fattura pagata in anticipo dall’Uaar per l’affitto della sala. Lo avevamo detto pubblicamente e chiaramente: “l’ingresso è libero, i costi sono interamente a carico dell’Uaar”.  Forse il consigliere Ncd pensava funzionasse come per la Curia, che in 12 anni ha incassato un milione e mezzo dal Comune.

Di seguito la risposta inviata dal delegato Uaar Roberto Vuilleumier al Carlino [AGGIORNAMENTO: pubblicata sulla posta dei lettodi dell'8/10/2014], che ha riportato sull’edizione del 7/10/2014 la notizia della mostra e delle polemiche dell’Ncd.

Gentile Direttore,

ho letto l’articolo sul Carlino riguardante la mostra e la ringrazio intanto per la sua pubblicazione. Nel contempo ho già ahimè riscontrato le prime polemiche a riguardo, di un consigliere comunale, dott. Alessandro Mirri come evidente privo di alcune informazioni basilari sul funzionamento del comune,  e privo ahimè anche di “spirito”.
Sullo “spirito” non so che farci, posso aiutare però il consigliere, per suo tramite, a rafforzare la propria conoscenza su quanto accade nel Comune che in qualche modo rappresenta, anticipando che il patrocinio richiesto è stato “limitato” all’utilizzo del Simbolo ed ancor prima del suo riconoscimento la sala era già stata pagata.
A riprova di ciò e della coerenza dell’ Uaar e del rispetto per la pubblica amministrazione che certamente differisce da quello per la stessa della “Chiesa Cattolica” ho appena inviato una mail a tutti i consiglieri con la documentazione del caso.
Vorrei in questo modo che si evitasse di sprecare denaro pubblico, oltre che, come già accade, per il “sostegno morale” della Curia anche per inutili e pretestuose interrogazioni di suoi “rappresentanti” seduti nel consiglio comunale.

Cordialmente
Roberto Vuilleumier
Delegato UAAR Imola e Castel San Pietro Terme

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