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Posts Tagged ‘finanziamento pubblico’

Crisi? Il Comune di Bologna continua a costruire chiese

3 novembre 2016

Nel 2013 avevamo denunciato come il Comune di Bologna avesse finanziato la costruzione della chiesa cattolica parrocchiale del Corpus Domini, sottraendo 291.021€ al bilancio dell’esercizio 2011. Oggi, grazie ai dati resi noti in risposta a una interrogazione presentata dal consigliere Umberto Bosco (Lega Nord), si apprendono ulteriori e sconfortanti dettagli.

hiesa Corpus Domini, costruita con fondi comunali (fonte Googlemaps)

Chiesa Corpus Domini, 882.175,05€ di fondi comunali 2009-2011 (foto Googlemaps)

Innanzitutto la nuova chiesa di via Enriquez beneficiò di complessivi 882.175,05€, che gravarono anche sui bilanci comunali degli anni 2009 e 2010, oltre che su quello 2011. Nonostante i ripetuti appelli del Circolo Uaar di Bologna, il comune insisteva a destinare alla Curia circa il 6% degli oneri di urbanizzazione secondaria — imposte pagate da cittadini e imprese relativamente a costruzione o ristrutturazioni di immobili — portando come scusa un presunto obbligo normativo. Un obbligo mai esistito, come da un recente parere della Regione che ha confermato quanto sostenuto in questi anni dall’Uaar.

Chiesa SS Monica e Agostino, costruita con fondi comunali (fonte Googlemaps)

Chiesa SS Monica e Agostino, 531.794,85€ di fondi comunali 2012-2014 (foto Googlemaps)

L’Arcidiocesi, già proprietaria di oltre 1200 immobili in città, si è così vista finanziare la costruzione di un ulteriore immobile. Ma non è finita. Terminata la costruzione della chiesa del Corpus Domini, il comune di Bologna inizia a pagare la costruzione di un’altra chiesa. A partire del bilancio 2012 e fino a quello 2014 (ultimo dato disponibile) l’Arcidiocesi riceve infatti bonifici da Palazzo D’Accursio per la costruzione della chiesa cattolica parrocchiale SS. Monica e Agostino. Nonostante la crisi dell’edilizia e dell’economia in generale, la somma complessiva che il comune eroga per edificare questa chiesa ammmonta a 531.794,85. Andando indietro nel tempo, nei 16 anni che vanno dal 1999 al 2014 la cifra complessiva erogata dal comune alla Curia per edilizia di culto è di 6.430.256,45€, con una media superiore ai 400mila euro l’anno.

Sarebbe sufficiente il principio di laicità e di buona amministrazione, ma se consideriamo che alle immense proprietà dell’Arcidiocesi si è aggiunta negli ultimi anni anche la multinazionale FAAC, dal valore stimato di circa 1,7 miliardi di euro, diventa davvero molto semplice capire che tale soggetto privato non abbia bisogno di finanziamento pubblico. Visto che in seguito alle elezioni amministrative 2016 la maggioranza che governa Bologna è rimasta la stessa, come promesso dalla precedente assessora  all’urbanistica il consiglio comunale deciderà di dire basta al finanziamento comunale all’edilizia di culto? I fondi così risparmiati potranno finalmente essere utilizzati per le destinazioni di pubblica utilità previste dalla normativa, come l’edilizia scolastica, gli asili nido, i parcheggi, il verde pubblico.

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Elezioni comunali 2016: quattro domande laiche ai candidati

3 maggio 2016

elezioni comunali 2016, quattro domande laicheDomenica 5 giugno 2016, a Bologna, si terranno le elezioni comunali.
L’eventuale ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno.

Il Circolo Uaar di Bologna invita candidate e candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale a rispondere alle seguenti quattro domande laiche, tutte su temi concreti e inerenti al mandato elettorale.

Le risposte che perverranno a bologna@uaar.it entro venerdì 3 giugno saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera consapevole.

1) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
Dal 2000 il comune di Bologna destina circa 500mila euro all’anno all’edilizia di culto. La Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa ritenendo non più applicabili le disposizioni per destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione  secondaria alle “chiese ed altri edifici per attività religiose”.  Di conseguenza la Giunta Merola, su sollecitazione dell’Uaar, ha sospeso questa erogazione, lasciando la decisione al nuovo Consiglio. Qual è la sua posizione in merito?

2) Laicità delle istituzioni
Lo scorso marzo solo grazie a una diffida dell’Uaar e a una protesta della CGIL sono state arginate le modalità invasive con cui la dirigenza del Comune aveva organizzato benedizioni ufficio per ufficio, in orario di lavoro e con allontanamento temporaneo dalla propria postazione per chi non voleva subire l’atto di culto. Qual è la sua concezione di laicità delle istituzioni e quali servizi laici a carico del comune potenzierebbe (matrimoni civili, registro dei testamenti biologici,  funerali civili, ecc.) ?

3) Ici/imu/tasi per le scuole private paritarie
Lo scorso luglio la Corte di cassazione ha dato torto a due scuole religiose che si erano “autoesentate” dal pagamento dell’Ici, consentendo al comune di Livorno di recuperare gli arretrati dal 2004.  Ritiene necessario esaminare le situazioni tributarie degli istituti paritari presenti nel territorio comunale, al fine di escludere casi di omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011, e dell’Imu/Tasi, ove previsto, per gli anni successivi?

4) Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
Prima nel 2003 e poi nel 2011, il Comitato ONU che vigila sulla Convenzione sui diritti del fanciullo ha riproverato l’Italia sull’insegnamento della religione cattolica: perché occulta il suo carattere facoltativo, perché fa mancare valide alternative di insegnamento, perché è carente nelle informazioni per chi non vuole subire insegnamenti religiosamente orientati. È favorevole a istituire un osservatorio sul rispetto di queste indicazioni ONU, controllando direttamente le scuole dell’infanzia comunali e attivando collaborazioni e raccolte dati con le altre scuole sul territorio comunale?

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Assessora Gabellini risponde all’Uaar: stop oneri per edilizia di culto, deciderà nuovo Consiglio

1 maggio 2016

È stata quella dell’assessore all’urbanistica del Comune di Bologna, Patrizia Gabellini, la prima risposta alla richiesta del nostro circolo di interrompere le erogazioni a favore di chiese ed altri edifici per servizi religiosi, alla luce  del recente parere della Regione. In base ai dati raccolti dall’inchiesta Uaar, l’ammontare di queste erogazioni per il solo comune di Bologna dal 2000 al 2011  ha superato i 6 milioni di euro.

Nella comunicazione indirizzata al Circolo Uaar di Bologna [scarica il documento],  l’esponente della Giunta Merola ammette che il finanziamento all’edilizia di culto potrebbe non essere obbligatorio, informa che le erogazioni verranno sospese e che sarà lasciata al prossimo consiglio comunale la decisione se proseguire o meno con gli esborsi alle chiese.

Il Circolo Uaar di Bologna ha a sua volta risposto all’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini [scarica il documento]: pur apprezzando la decisione di sospendere il finanziamento, precisa che già le vecchie disposizioni regionali prevedevano la possibilità, e non l’obbligo, di versare parte degli oneri di urbanizzazione alle chiese (come specificato nella petizione presentata dall’Uaar all’assessore nel 2011) e ravvisa inadempienze nei bandi degli anni precedenti, che renderebbero dunque illegittima l’assegnazione dei fondi.

In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo Uaar di Bologna presenterà quattro domande laiche ai candidati: la prima sarà proprio relativa al definitivo superamento dell’anacronistico finanziamento pubblico all’edilizia di culto.

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

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Oneri per edilizia di culto: lettera ai 56 comuni della provincia

23 aprile 2016

A seguito del parere della Regione sugli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto, il Circolo Uaar di Bologna ha scritto ai 56 comuni della provincia per informarli del pronunciamento e chiedere formalmente l’interruzione delle erogazioni a favore di “chiese ed altri edifici per servizi religiosi”. La battaglia laica dell’Uaar è stata ripresa sulla stampa prima con l’articolo Dal Comune alla Chiesa sei milioni non dovuti (Carlino Bologna, 9.3.2016) e successivamente con l’articolo Oneri di urbanizzazione, Uaar attacca «Fondi assegnati senza bando» (Corriere Imola, 14.4.2016).

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Stop della Regione ai finanziamenti comunali all’edilizia di culto

9 marzo 2016

Proprio mentre tanti comuni si accingono a discutere il proprio bilancio facendo i conti con risorse sempre più scarse, arriva una boccata d’ossigeno laico dalla Regione Emilia Romagna, la quale ritiene non più applicabili le disposizioni che stabiliscono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiose. L’Uaar plaude questa decisione, ricordando che sosteneva da anni che i comuni dell’Emilia Romagna potevano e dovevano decidere autonomamente e a salvaguardia del patrimonio pubblico, e che riteneva inesatte le laconiche risposte di tanti comuni su presunti obblighi di legge che avrebbero imposto il versamento alle chiese di questa antiquata tassa di religione.

Tra queste risposte sbrigative (e dimostratesi ora infondate dal punto di vista normativo) c’è stata anche quella dell’assesore Patrizia Gabellini del Comune di Bologna, data a fronte di una petizione con oltre 1.500 sottoscrizioni e depositata dal nostro circolo nel 2012. Oggi scopriamo che per anni il Comune di Bologna ha versato una media di oltre mezzo milione di euro alla Curia (il più grande immobiliarista sul mercato) e ad altre confessioni minori sulla base di presupposti normativi errati. Dall’inchiesta del nostro circolo emerge che il solo comune di Bologna per oneri di urbanizzazione relativi agli anni 2000-2011 ha girato alle confessioni religiose oltre 6 milioni e 300mila euro.

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Interrogazione Ncd su mostra Uaar Sacrosante risate

7 ottobre 2014

Il consigliere comunale Mirri (Ncd), venuto a conoscenza della prossima apertura a Imola della mostra Sacrosante risate, con grande solerzia ha presentato una interrogazione per vederci chiaro sul patrocinio concesso dal Comune di Imola a questa esposizione dei più noti vignettisti italiani.

carlinoimola20141007Roberto Vuilleumier,  delegato Uaar per Imola e Castel San Pietro Terme, ha già inviato a tutti i consiglieri la fattura pagata in anticipo dall’Uaar per l’affitto della sala. Lo avevamo detto pubblicamente e chiaramente: “l’ingresso è libero, i costi sono interamente a carico dell’Uaar”.  Forse il consigliere Ncd pensava funzionasse come per la Curia, che in 12 anni ha incassato un milione e mezzo dal Comune.

Di seguito la risposta inviata dal delegato Uaar Roberto Vuilleumier al Carlino [AGGIORNAMENTO: pubblicata sulla posta dei lettodi dell'8/10/2014], che ha riportato sull’edizione del 7/10/2014 la notizia della mostra e delle polemiche dell’Ncd.

Gentile Direttore,

ho letto l’articolo sul Carlino riguardante la mostra e la ringrazio intanto per la sua pubblicazione. Nel contempo ho già ahimè riscontrato le prime polemiche a riguardo, di un consigliere comunale, dott. Alessandro Mirri come evidente privo di alcune informazioni basilari sul funzionamento del comune,  e privo ahimè anche di “spirito”.
Sullo “spirito” non so che farci, posso aiutare però il consigliere, per suo tramite, a rafforzare la propria conoscenza su quanto accade nel Comune che in qualche modo rappresenta, anticipando che il patrocinio richiesto è stato “limitato” all’utilizzo del Simbolo ed ancor prima del suo riconoscimento la sala era già stata pagata.
A riprova di ciò e della coerenza dell’ Uaar e del rispetto per la pubblica amministrazione che certamente differisce da quello per la stessa della “Chiesa Cattolica” ho appena inviato una mail a tutti i consiglieri con la documentazione del caso.
Vorrei in questo modo che si evitasse di sprecare denaro pubblico, oltre che, come già accade, per il “sostegno morale” della Curia anche per inutili e pretestuose interrogazioni di suoi “rappresentanti” seduti nel consiglio comunale.

Cordialmente
Roberto Vuilleumier
Delegato UAAR Imola e Castel San Pietro Terme

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Un prete in meno pagato dal Sant’Orsola, un infermiere in più da assumere

19 maggio 2014

«Un prete in meno pagato dal Sant’Orsola, un infermiere in più da assumere».
Il circolo Uaar di Bologna saluta positivamente il taglio dei fondi che il Sant’Orsola versa annualmente nelle casse della Curia per l’assistenza religiosa cattolica (da 128mila euro l’anno si è passati a 102mila).
Grazie all’inchiesta svolta dal nostro circolo e alle interrogazioni del consigliere regionale Grillini, nei mesi scorsi la cittadinanza aveva appreso che i sacerdoti in corsia non sono volontari, ma sono pagati dalle USL con stipendio da infermiere e godono di privilegi come uffici, alloggi, luoghi di culto e relative utenze sempre a carico del SSN.

«Non ci fermeremo. Anche gli altri quattro assistenti religiosi cattolici scelti dalla Curia devono essere tolti dal libro paga dell’ospedale».
In un paese laico e civile non si può tollerare che esistano cittadini di serie A e di serie B. Ed è ancora più grave se ciò accade gravando sui bilanci degli ospedali e discriminando i pazienti per motivi religiosi, tra cattolici e non cattolici. «Se la Curia vuole mettere a disposizione un sacerdote ai ricoverati che lo richiedono, non ha che da comportarsi come le associazioni che confortano i pazienti senza privilegi, pubblicando i bilanci e autofinanziandosi».

Comunicato stampa

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Soldi per il culto o culto per i soldi (pubblici)?

7 aprile 2014

Il Circolo UAAR Bologna invita al secondo incontro organizzato con il Centro Studi Laicità Unibo:

Soldi per il culto o culto dei soldi (pubblici)?
Come e perché i comuni, nel terzo millennio, continuano a finanziare l’edilizia privata di culto.

Roberto Grendene, responsabile campagne Uaar
Franco Grillini, consigliere regionale
Luigi Pati, premio di laurea Uaar 2013
Mario Serantoni, presidente chiesa Metodista Bologna e Modena.
Presenta Giulia Russo del C.S.L.
Mercoledì 9 aprile, ore ore 21, Sala Silentium, in Vicolo Bolognetti 2
Ingresso libero.
Scarica la locandina

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Convegno “Le parole chiave per il futuro della nostra Scuola”

14 marzo 2014

Abbiamo aderito a questo convegno nazionale di formazione sulla funzione costituzionale della scuola.

Sarà l’occasione per conoscere lo stato dell’arte delle mobilitazioni a difesa della scuola pubblica e per ritrovare molti compagni di viaggio del Comitato Articolo 33.

Di particolare interesse il confronto fra Osvaldo Roman e Corrado Mauceri sull’interpretazione della legge di parità (62/2000) e sul rapporto fra scuola pubblica e privata.

Il convegno intende anche analizzare la piena attualità della Legge di iniziativa popolare per una buona scuola, che ha raccolto 100.000 firme del 2006, e verificare la possibilità di ripresentazione in Parlamento.

Di seguito l’invito degli organizzatori.

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Un importante convegno per rilanciare la funzione fondamentale della scuola della Costituzione

Costituzione, democrazia, uguaglianza, merito, scuola pubblica, legge popolare, queste le parole chiave del convegno nazionale che si terrà a Bologna il prossimo 15 marzo presso il Liceo Copernico con decine di importanti adesioni e  il cui programma è reperibile su www.scuolaecostituzione.it/parolechiave

Il Convegno è organizzato dall’Associazione nazionale “Per la scuola della Repubblica” Ente accreditato dal Miur come formatore ed ha pertanto valore formativo per il personale della scuola.

Lo scopo principale del Convegno è rilanciare il dibattito sulla funzione costituzionale della nostra scuola come Istituzione in grado di rendere esigibile il diritto all’uguaglianza delle opportunità sancito dall’art. 3, soprattutto in questo momento in cui si amplia la discriminazione sociale ed economica verso i ceti più deboli.

Di questo vogliamo che studenti, genitori e operatori scolastici discutano con la Professoressa Lorenza Carlassare, professore emerito di diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova e prima donna italiana ordinaria nel settore e con il Prof. Andrea Morrone, ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università di Bologna.

Può il merito essere la soluzione dei problemi della nostra società bloccata? Ci può essere giusto merito senza uguaglianza di opportunità?  Questo il tema del confronto fra la Prof. ssa Nadia Urbinati, docente di Teoria politica presso il Dipartimento di scienze politiche della Columbia University e il Prof. Andrea Ichino, docente di economia politica presso l’università di Bologna.

Di piena attualità, dopo le esternazioni del nuovo Ministro, Il confronto sulla legge di parità (L. n. 62/2000) fra l’Avv.to Corrado Mauceri membro dell’associazione nazionale Per la Scuola della Repubblica da sempre impegnato nella difesa della funzione costituzionale della scuola statale e il Prof. Osvaldo Roman membro dell’Ufficio legislativo del gruppo PD della Camera e parte attiva nella emanazione della Legge n. 62/2000, che ha appena pubblicato un libro dal titolo “La scuola privata non è scuola pubblica”.

La legge popolare per una buona scuola per la Repubblica fu depositata presso la Camera dei deputati il 4 agosto 2006 sostenuta da 100.000 firme e da 120 comitati di base locali. Fu incardinata con il n. 1600 nella XV legislatura. La VII commissione ne iniziò la discussione ad aprile 2007. La crisi di governo del gennaio 2008 e l’opposizione di PD e PDL al provvedimento ne interruppero l’iter. Nella XVI legislatura prese il n. 1, ma non fu mai discussa né considerata ai fini dell’emanazione della Legge Gelmini. Dopo due legislature le leggi popolari decadono.
Il Convegno intende verificare la sua piena attualità e la possibilità di ripresentazione in Parlamento.

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I dati della Regione dal 2010: 8,8 milioni alle diocesi per i sacerdoti in ospedale

28 gennaio 2014

L’assessorato Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna ha risposto oggi all’interrogazione di Franco Grillini (LibDem) presentata il 20 gennaio scorso, nella quale era stato chiesto alla Giunta «a quanto ammonti la spesa complessiva sostenuta dalle Aziende del Servizio sanitario regionale nell’arco temporale 2010-2013 per finanziare il servizio di assistenza religiosa».

ar_costi_2010_2013L’assessore Carlo Lusenti scrive nel documento presentato all’assemblea regionale che «la spesa complessiva regionale per l’assistenza religiosa sulla base dei bilanci presentati dalle Aziende sanitarie è :
al 31.12.2010 è di 2.207.000,00 euro
al 31.12.2011 è di 2.208.000,00 euro
al 31.12.2012 è di 2.208.000,00 euro
Per il 2013 la spesa è stata verificata sulla base del preconsuntivo, e quindi soggetta a variazione, ed è pari a 2.183.000,00 euro».

Nel periodo 2010-2013 è stato dunque necessario pagare alle diocesi 8.806.000 euro per fare sì che i sacerdoti cattolici svolgessero la loro azione pastorale all’interno degli ospedali dell’Emilia Romagna. Una media di oltre 2,2 milioni l’anno, che non tiene conto delle ulteriori spese che le Ausl sostengono per cappelle e sale riunioni gestite dagli assistenti religiosi cattolici, e delle spese per alloggi, pulizie, utenze e altri privilegi a loro riservati.

I proclami per una Chiesa povera si scontrano con una realtà ben diversa: nemmeno il conforto religioso agli ammalati cattolici è gratuito, ma pagato a caro prezzo da tutti i contribuenti.

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