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Posts Tagged ‘finanziamento pubblico’

Sant’Orsola: assistenti religiosi al posto di infermieri

29 marzo 2013

Repubblica informa che anche per il 2013 “il policlinico Sant’Orsola ha rinnovato la convenzione annuale di quasi 128mila euro con la diocesi di Bologna“. Soldi pubblici usati per retribuire cinque “assistenti religiosi” scelti dal card. Caffarra, il quale ha firmato per la Curia l’ennesima convenzione tipica del malcostume clericale italiano.

Card Caffarra al Sant'Orsola (archivio Regione)

Card Caffarra al Sant'Orsola (archivio Regione)

Può stupire la cittadinanza venire a sapere che nella Sanità pubblica, anche in periodo di crisi, si assumano preti al posto di infermieri. Ma di certo non soprende l’Uaar. Nell’ambito dell’inchiesta icostidellachiesa la nostra associazione denuncia questo assurdo esborso di denaro pubblico, stimando in 25.000 euro il costo medio di ogni “assistente religioso”. Stima prudenziale, puntualmente confermata dalle cifre pagate dal Sant’Orsola alla Curia per il 2013. Sempre l’Uaar, su L’Ateo 6/2011 (78), pubblicava una panoramica sui costi dell’assistenza religiosa cattolica negli ospedali italiani, regione per regione, nell’articolo di Marco Accorti “I casti costi”.

Tornando al nostro territorio, grazie anche alla documentazione disponibile su Marzaforum sappiamo che nel 2010 le aziende sanitarie dell’Emilia Romagna hanno speso almeno 2.297.049,52 euro per gli “assistenti religiosi” scelti dalla Curia.
È la legge regionale 12/1989 che prevede l’assunzione di questo anacronistico personale nelle aziende sanitarie attraverso intese con autorità religiose (cattoliche). Preti, frati, diaconi o altri religiosi a scelta esclusiva del vescovo vengono così retribuiti come infermieri di 7° livello. La loro presenza tra le corsie, da sempre più cittadini ritenuta fuori luogo (quando non sgradita o invadente), viene comunemente immaginata come svolta per puro volontariato. Ma la realtà è ben diversa: paga il contribuente.

É previsto un “assistente religioso” ogni 200 posti letto. E a loro beneficio si aggiungono ulteriori spese per uffici, luoghi di culto, appartamenti, buoni pasto, parcheggi riservati, servizi di pulizie. Il tutto grava sul bilancio della già dissestata Sanità pubblica.
In un paese civile il denaro pubblico dovrebbe essere usato per l’assistenza psicologica, a beneficio di tutti i pazienti, cattolici e non cattolici, credenti e non credenti. Alle necessità religiose dei ricoverati dovrebbero provvedere le confessioni religiose, con risorse proprie a senza privilegi. Chiediamo alla Regione di rivedere al più presto la legge 12/1989 e di assumere infermieri, medici, psicologi al posto dei religiosi scelti dal card. Caffarra.

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Interrogazioni in Regione sui finanziamenti al Meeting di CL

18 dicembre 2012

Era sufficientemente scandaloso che la Regione Emilia Romagna finanziasse ogni anno la milionaria kermesse ciellina. Avevamo trovato 80.000 euro di sussidi pubblici per il “Meeting” spulciando solamente l’Albo dei beneficiari regionale degli anni 2010 e 2011. Ora, con l’accusa di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, la Procura della Repubblica di Rimini ha sequestrato oltre un milione di euro alla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli (e la serie di disavventure di Comunione e liberazione non finisce qui).

In Regione l’imbarazzo deve essere palpabile. O almeno dovrebbe esserlo. In ogni caso, registriamo favorevolmente due interrogazioni alla Giunta regionale per far luce su queste disinvolte erogazioni di fondi pubblici.
La prima è stata presentata dai consiglieri regionali Grillini e Barbati (IdV), alla quale ha fatto seguito nella stessa giornata del 14 dicembre scorso quella dei consiglieri Naldi e Meo (SEL-Verdi). Viene chiesto all’esecutivo che governa la nostra regione di comunicare l’intero ammontare di fondi pubblici versati sui conti della Fondazione Meeting, di chiarire se tali elargizioni siano in programma anche per il 2013, di sapere se la Regione intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale e quali sono o sono state le procedure di verifica della regolarità dei finanziamenti pubblici erogati.

Rimaniamo in attesa delle risposte della Giunta regionale su questa triste vicenda di finanziamento pubblico religiosamente orientato.

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Notiziario 134

15 dicembre 2012
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Notiziario del circolo UAAR di Bologna
n.134, 14 dicembre 2012

1) Lunedì 17 dicembre: riunione di circolo
2) Sostieni l’UAAR nel 2013
3) Il culto può attendere, i terremotati no
4) Referendum sulla scuola: consegnate 13.500 firme!
5) Crevalcore: quei 300mila euro all’edilizia di culto, “doni preziosissimi” e bizzarre fatture giustificative

1) Lunedì 17 dicembre: riunione di circolo
Lunedì 17 dicembre, alle ore 21, il circolo UAAR di Bologna si riunisce presso lo studio “Clusterize”, mura di Porta San Felice 1e.
Si parlerà del prossimo Darwin Day, del rinnovo delle cariche del circolo, delle sale laiche a Ferrara (per il commiato e in ospedale), dell’inchiesta sui fondi comunali all’edilizia di culto, della ricerca di una sede autonoma.
Saranno disponibili i calendari UAAR 2013. Particolarmente benvenuti i 18 nuovi soci 2013 e i simpatizzanti interessati ad aderire all’associazione.

2) Sostieni l’UAAR nel 2013
Il 2013 sarà un anno decisivo per l’Italia.
Il nostro paese è a un bivio: può rendere irreversibile il proprio declino, o cominciare a trasformarsi in una società moderna.
È scandaloso che l’Italia sia l’unico paese dell’Europa occidentale a non riconoscere le coppie di fatto. Un paese dove è difficile abortire, avere un figlio con la fecondazione artificiale, avere un’alternativa all’ora di religione cattolica.

Ma diventare un paese laico e civile, rispettoso dei diritti di tutti, non è un dono che piove dal cielo. Ci riusciremo soltanto se saremo in grado di affermare i nostri valori: l’autodeterminazione, la ricerca, la libertà di espressione, l’uso della ragione.

È dunque tempo di cambiare. L’Uaar vuole contribuire a rendere migliore questo paese. Rappresentando i milioni di non credenti che le istituzioni e l’opinione pubblica considerano cittadini di serie B. Stando al fianco delle donne, delle persone LGBT, degli studenti. Di tutti coloro che rivendicano i loro giusti diritti che vogliono vivere liberamente la propria vita.

Più forza avremo, più saremo capaci di incidere.
Quanta forza avremo, dipende anche da te.
Puoi sostenerci:

3) Il culto può attendere, i terremotati no
“Garantire l’esercizio del culto”. Con questa motivazione il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, nelle vesti di commissario alla ricostruzione a seguito del sisma del maggio scorso, ha destinato 15 milioni di euro per il ripristino delle chiese, utilizzando i fondi pubblici per “interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici”.

Il coordinamento regionale UAAR per l’Emilia Romagna ha scritto al commissario Errani sottolineando che, anche di fronte alle tragedie, l’Italia clericale resta fedele a se stessa: vengono utilizzati i soldi pubblici destinati alle emergenze per ricostruire chiese e non vengono investiti fondi pubblici espressamente utilizzabili per far fronte alle calamità naturali (l’Otto per Mille a gestione statale) per non rischiare che la Chiesa riceva meno contributi pubblici.

Abbiamo chiesto a Vasco Errani di pretendere dal governo l’utilizzo dell’Otto per Mille statale 2012 e 2013 per la ricostruzione in Emilia, e successivamente di promuoverne la scelta tra i contribuenti in vista della prossima dichiarazione del redditi. E che se per non scontentare la Chiesa preferisce procurare un danno oggettivo alle popolazioni colpite dal sisma, allora è meglio che si dimetta.

Invitamo a dire la vostra al commissario Errani scrivendo a:
SegreteriaPresidente@Regione.Emilia-Romagna.it
infosisma@regione.emilia-romagna.it

4) Referendum sulla scuola: consegnate 13.500 firme!
Lo scorso 5 dicembre il Nuovo Comitato Articolo 33 ha consegnato 13.500 firme per  indire il referendum comunale sulla scuola. I cittadini potranno finalmente dire la loro e pretendere che con i soldi di tutti venga finanziata solo la vera scuola pubblica, e non scuole private paritarie con “progetti educativi” cattolicamente orientati ai quali le famiglie sono obbligate ad aderire. Con le tantissime firme, una volta e mezzo in numero necessario, è stata consegnata al sindaco Merola anche la voglia di discutere e partecipare.

Il nostro circolo, da sempre tra i promotori del referendum, ha dato un contributo molto importante alla riuscita della raccolta.
Per la massima partecipazione, per il contenimento dei costi pubblici e per impegnare una sola volta le sedi dei seggi e gli elettori, continueremo a chiedere al sindaco Merola che faccia la scelta più ragionevole e più democratica: indire il referendum assieme alle prossime elezioni politiche. La possibilità è già prevista dallo statuto del Comune!

Il Comitato Art. 33 ha scritto una lettera chiarificatrice al sindaco, che al momento sembra avere altri pensieri per la testa.

Sull’argomento invitiamo a leggere sulle Ultimissime UAAR  l’articolo I costi pubblici della scuola di tutti e quelli della scuola privata.

5) Crevalcore: quei 300mila euro all’edilizia di culto, “doni preziosissimi” e bizzarre fatture giustificative
Prosegue l’inchiesta del nostro circolo sui finanziamenti comunali all’edilizia di culto. Dopo Bologna, Zola Predosa, San Lazzaro di Savena e Imola è venuto il turno di Crevalcore.

Dopo essere stati colpiti dal terremoto e dalle parole del cardinal Caffarra (“ci state facendo [...] un dono preziosissimo: il dono della vostra sofferenza, la quale nella visione cristiana è la linfa della vita della Chiesa”), i cittadini di Crevalcore possono ora venire a sapere che nel decennio scorso il loro comune ha finanziato con oltre 300mila euro le proprietà immobiliari di alcune parrocchie.

Il canale è quello dei soliti oneri di urbanizzazione secondaria per l’edilizia di culto. Tramite semplice delibera di consiglio i comuni della nostra regione potrebbero azzerare questo esborso alla iper-sussidiata Chiesa e impiegare i fondi pubblici ad esempio per scuole e asili nido, per i quali spesso lamentano di non avere risorse.

Quello che ci ha stupiti esaminando gli atti del comune di Crevalcore sono state però le sfacciate fatture giustificative portate dalle parrocchie per avere il denaro pubblico: compaiono ditte che, a meno di improbabili casi di omonimia, hanno ben poco a che fare con l’edilizia, come ad esempio ditte per la manutenzione di organi, o di arredi sacri, o di vendita di  carburante.

Per maggiori dettagli invitiamo al leggere l’articolo pubblicato sul nostro blog.

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Crevalcore: quei 300mila euro all’edilizia di culto, “doni preziosissimi” e bizzarre fatture giustificative

13 dicembre 2012

Venne anche il papa a visitare le zone colpite dal terremoto. Una passarella mediatica che causò disagi alle attività di assistenza e che fece notizia per l’annuncio del dono di mezzo milione di euro da parte del papa (destinato, si badi, alle sue diocesi).
Di doni parlò anche il cardinal Caffarra, in una lettera alle vittime del terremoto: “Ci state facendo in questi giorni un dono preziosissimo: il dono della vostra sofferenza, la quale nella visione cristiana è la linfa della vita della Chiesa”. Immaginiamo che chi soffre avrebbe tolto volentieri tale linfa alla religione del cardinale.

Nei giorni scorsi abbiamo ricordato che oltre 15 milioni di “linfa” sono arrivati alla Chiesa grazie al commissario Vasco Errani, che li ha sottratti dai fondi urgenti per la ricostruzione. E altra “linfa” arrivava anche dai singoli comuni, anche da quelli colpiti dal terremoto.
Prendiamo ad esempio Crevalcore, dove il nostro circolo ha recuperato gli atti relativi alle erogazioni alle chiese per edilizia di culto: dal 1998 al 2010 le parrocchie locali si sono spartite 300.149,18 euro di soldi pubblici, secondo direttive del “tecnico incaricato responsabile per le attrezzature religiose” della Curia Arcivescovile di Bologna, dott. ing. Luigi Soffritti, e del preposto della parrocchia di San Silvestro, don Ivano Griggio.

Scuola elementare G.Lodi - Crevalcore

Scuola elementare G.Lodi - Crevalcore

Se è triste constatare che l’edilizia di culto sia pagata con risorse che i comuni potrebbero interamente destinare all’edilizia scolastica, al verde pubblico e agli asili nido, ci ha proprio stupito leggere gli estremi di alcune fatture giustificative dell’esborso del comune di Crevalcore. Compaiono infatti pagamenti a ditte che trattano la manutenzione di organi (Mascioni), gli arredi sacri (Caloi), il carburante (Eurocap petroli), componenti ad alta tecnologia per lo spettacolo (GMep-Molpass), fotocopiatrici (Nucci Renato) ed anche la ristorazione (eg).
Insomma, a meno di omonimie con ditte di costruzioni, sembra che qualsiasi fattura presentata delle parrocchie di Crevalcore potesse essere rimborsata dai fondi dell’edilizia di culto alimentati dagli oneri di urbanizzazione secondaria.

Ricordiamo che in base alla normativa regionale, i comuni possono variare le percentuali di ripartizione degli oneri di urbanizzazione secondaria e quindi azzerare quella relativa alla voce “edilizia di culto”. Sarebbe un atto doveroso da parte degli amministratori pubblici che spesso si lamentano della scarsità di risorse e sarebbe indispensabile nei comuni colpiti da calamità naturali.

[foto dal sito della Provincia di Bologna]

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Il culto può attendere, i terremotati no

8 dicembre 2012
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“Garantire l’esercizio del culto”. Con questa motivazione il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, nelle vesti di commissario alla ricostruzione a seguito del sisma del maggio scorso, ha destinato 15 milioni di euro per il ripristino delle chiese. I fondi fanno parte di quelli definiti dall’art. 2 del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, ossia le risorse pubbliche per “interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici”.

Al commissario Errani diciamo che non consideriamo degno di un paese civile il fatto che l’esercizio del culto in zone colpite da calamità naturali venga trattato come una priorità a carico dello stato, e che venga messo sullo stesso piano della ricostruzione di attrezzature scolastiche o dell’assegnazione di case per le famiglie la cui abitazione è ancora inagibile.

Non consideriamo degno di un paese civile il fatto che il commissario Errani non abbia chiesto alla Cei di intervenire per coprire interamente le spese per la ricostruzione delle chiese, visti gli oltre 6 miliardi di finanziamento pubblico che la Chiesa cattolica riceve ogni anno.

Non consideriamo degno di un paese civile il fatto che un commissario alla ricostruzione non abbia percorso la strada che avevamo già indicato il 24 maggio scorso: ottenere dal Governo l’utilizzo dell’Otto per Mille statale, che è una risorsa che la legge prevede possa essere spesa per “interventi straordinari per le calamità naturali”.

Anche di fronte alle tragedie l’Italia clericale resta fedele a se stessa: vengono utilizzati i soldi pubblici destinati alle emergenze per ricostruire chiese e non vengono investiti fondi pubblici espressamente utilizzabili per far fronte alle calamità naturali per non rischiare che la Chiesa abbia un introito più basso dall’Otto per mille.

Al commissario Errani chiediamo di pretendere dal governo l’utilizzo dell’Otto per Mille statale 2012 e 2013 per la ricostruzione in Emilia, e successivamente di promuoverne la scelta tra i contribuenti in vista della prossima dichiarazione del redditi. Se per non scontentare la Chiesa preferisce procurare un danno oggettivo alle popolazioni colpite dal sisma, allora è meglio che si dimetta.

Il coordinamento regionale Uaar dell’Emilia Romagna

[Comunicato inviato al Commissario alla ricostruzione Vasco Errani]

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Otto per Mille statale per San Petronio?

24 novembre 2012
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Mancherebbero ancora 4 milioni di euro per terminare il restauro della basilica di San Petronio. Per trovare i soldi, qualcuno ha avuto l’idea di attingere per almeno 800.000 euro all’Otto per Mille statale. Non è chiaro se sia stato il comune oppure la Curia: Repubblica e Il Carlino riportano solo che “è già partita la richiesta alla Presidenza del consiglio”.

San Petronio fu di proprietà del libero comune di Bologna fino al 1929.  Solo nel 1929, grazie ai Patti Lateranensi firmati da Mussolini, divenne proprietà della Curia. Pur considerando il valore artistico dell’edificio della diocesi, è davvero incivile e irrispettoso nei confronti dei cittadini che vivono nelle zone colpite dal sisma pensare di erodere i fondi dell’Otto per Mille statale, che ha tra le sue finalità gli “interventi straordinari per le calamità naturali”.

Il Comune di Bologna ha sempre scelto di erogare gli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto, donando circa 5 milioni di euro in dieci anni per le acquisizioni e il consolidamento del patrimonio immobiliare della Curia arcivescovile. Stupisce che nessuno dei consiglieri comunali che hanno ascoltato il primicerio della basilica don Oreste Leonardi glielo abbia ricordato, o gli abbia fatto notare come vendendo solo pochi dei propri immobili la Curia troverebbe immediatamente tutti i 4 milioni di euro mancanti, senza gravare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti. Per non parlare del fatto che il finanziamento per il restauro della basilica potrebbe arrivare benissimo dal miliardo di euro che ogni anno, tramite l’Otto per Mille, arriva alla CEI.

La posizione del circolo Uaar di Bologna rimane quella espressa a maggio di quest’anno: usare l’Otto per Mille statale per la ricostruzione e per prevenire i danni da calamità naturali, pensando alle scuole, agli ospedali, agli asili nido e a tutti gli altri edifici di proprietà statale o delle amministrazioni locali.

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Imola, oltre 750.000 euro dal Comune agli enti religiosi nel 2009-2010

2 novembre 2012
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Il circolo Uaar di Bologna ha esaminato l’Albo dei beneficiari del comune di Imola e pubblica i resoconti delle erogazioni 2009 e delle erogazioni 2010 a favore di enti a carattere religioso, rispettivamente € 472.246,29 (23,71% del totale) e € 280.638,28 (23,51% del totale).

Le seguenti dichiarazioni del delegato del circolo per Imola e Castel San Pietro, Roberto Vuilleumier, sono state riprese nell’articolo Quei fondi dal Comune alla Chiesa, pubblicato ieri sul Corriere di Romagna.

Lungi da me condannare il pensiero altrui solo perché diverso, abitudine spiacevole e consolidata di alcune alte cariche ecclesiastiche quando vanno a sentenziare sul pensiero e sull’essere atei o agnostici.

Da “libero di non credere”, invece, condanno fortemente quella che è da sempre una “prassi” assai sconsiderata, quanto mai inopportuna ed attuata puntualmente dalle amministrazioni pubbliche a favore di enti religiosi per nulla escluso il Comune di Imola.

Tale prassi è sempre la stessa: l’erogazione di benefici di natura economica (con denaro pubblico) al “culto” o meglio per lo più alla “Chiesa” ed alle sue rappresentanti e “collegate” Scuole, Associazioni, Parrocchie.

Da osservatori attenti questa primavera siamo andati a sottolineare la curiosa prassi in uso nel comune di Imola, dalle cui casse, per esempio, sono usciti in 12 anni, dal 1999 al 2010, € 1.639.166,69 per edilizia di culto.

Ora rileggendo con attenzione l’albo beneficiari 2009 e 2010 disponibile sul sito del Comune di Imola abbiamo potuto constatare che in questi soli due anni viene elargita ad associazioni, scuole cattoliche, parrocchie e altri enti riconducibili in qualche modo sempre alla “Chiesa” ed al “culto della Chiesa”, la somma di € 752.884,57 (€ 472.246,29 per il 2009 e € 280.638,28 per il 2010). Una cifra che sfiora il 25% del totale complessivo del settore “persone giuridiche”.

La maggior parte di queste somme vengono elargite attraverso una delibera di giunta in favore della “gestione di scuole” private o parificate gestite “dall’universo Chiesa”.

Anche solo per il rispetto nei confronti delle famiglie che sostengono con contributi spontanei propri, di varia natura, oltre che col pagamento di rette, la “gestione delle scuole” comunali e pubbliche, tali Finanziamenti andrebbero abrogati.

Il proselitismo religioso di qualsiasi culto,  non andrebbe finanziato, sostenuto e sponsorizzato utilizzando soldi pubblici.

Anche solo per una questione di decenza questa assurda prassi andrebbe quanto meno sospesa, soprattutto in momenti economicamente difficili come questi.

Ricordiamo come sempre che la “Chiesa” e tutte le sue variegate diramazioni è straordinariamente ricca e nello stesso modo in cui sostiene autonomamente giornali, televisioni, radio, potrebbe benissimo sostenere anche le proprie scuole.

Roberto Vuilleumier
Delegato di Imola e Castel San Pietro - Circolo Uaar di Bologna

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Raggiunte e superate le firme richieste, il referendum sulle scuole paritarie si farà

31 ottobre 2012
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Il referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie bolognesi si farà. Lo ha annunciato ieri in conferenza stampa il Nuovo comitato articolo 33, che vede tra i promotori l’Uaar assieme alla Chiesa Metodista, ad associazioni di genitori e insegnanti, a sindacati della scuola e ad altre realtà della società civile. Per raggiungere e superare la quota delle 9.000 firme per indire il referendum consultivo comunale è occorsa soltanto la metà del tempo previsto. L’aperta ostilità della Curia e del principale partito della maggioranza (Pd) – allineato per l’occasione con l’opposizione (Udc, Pdl e Lega Nord) – non hanno dunque costituito un handicap. Anzi, forse hanno rappresentato addirittura un propellente dell’entusiasmo mostrato da molti cittadini.

Ricordiamo che il Comune di Bologna destina ogni anno oltre un milione di euro a scuole dell’infanzia private paritarie, che si va a sommare ai contributi che già elargiscono stato e regione. Delle 74 sezioni finanziate, 73 sono federate FISM. Propongono cioè un “progetto educativo” cattolico, che deve essere obbligatoriamente accettato dalle famiglie. Mancando posti nelle scuole statali o comunali, tanti genitori si trovano così costretti a iscrivere il proprio figlio a una scuola di ispirazione religiosa. Una palese violazione di diritti costituzionali, dato che la Repubblica è obbligata a istituire “scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, a prescindere che si tratti di scuola dell’obbligo o meno.

Il Nuovo comitato articolo 33 è nato per correggere queste storture attraverso lo strumento del referendum consultivo comunale: i cittadini, esprimendosi sul quesito, avranno ora la possibilità di dire se preferiscono che il comune utilizzi le risorse economiche per le scuole statali e comunali oppure per le scuole private paritarie. Una battaglia iniziata a Bologna che potrà essere esportata in altri comuni.

Un argomento che portano i sostenitori del sussidiarismo della scuola privata è che essa fa risparmiare soldi pubblici. La veridicità di questa affermazione è tutta da dimostare, mentre ampiamente dimostrata è la minor qualità educativa di questi ghetti identitari spesso travestiti da diplomifici. E tuttavia, perché la scuola privata cattolicamente orientata non dovrebbe far risparmiare ancora più soldi pubblici? Basterebbe abolire il finanziamento comunale alle scuole private paritarie. E utilizzarlo per la scuola di tutti, laica e civile, come chiedono i referendari.

Le scuole private potrebbero invece cercarsi sponsor privati: primo tra tutti la Curia Arcovescovile. A Bologna, come ha mostrato Repubblica nel febbraio 2010, possiede una “città nella città”. E i muri di molte scuole private: sui quali l’Imu, al momento, par di capire che non viene pagata. Privilegi e contributi a raffica, nessun controllo. I cittadini hanno ora la possibilità di cominciare a dire “basta”.

La redazione delle Ultimissime Uaar

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Contributi regionali 2011 agli enti religiosi

2 ottobre 2012
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Dopo l’analisi dei dati relativi al 2010, il Circolo Uaar di Bologna ha esaminato l’Albo dei beneficiari delle regione Emilia Romagna dell’anno 2011. Il resoconto dell’indagine mostra che il totale erogato a favore di enti a carattere religioso ammonta a 1.896.573,58 euro.

In prima posizione spiccano gli oltre 416.000 euro devoluti alla Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Assieme a quelle di Rimini, Cesena e Piacenza-Bobbio alle diocesi arrivano 639.772,54 euro di fondi regionali. Numerose anche le parrocchie e le confraternite che ricevono erogazioni a svatiato titolo, spesso per attività di oratorio.

Immancabile il contributo che la nostra regione devolve alla kermesse ciellina: nel 2011 sono stati 30.000 gli euro devoluti al “Meeting” di Comunione e Liberazione.

Alcuni contributi sembrano più meritevoli, come quelli a favore di enti assistenziali. Vi sono ad esempio 231.000 euro devoluti al Charitas APS di Modena, che si sostiene con rette pagate da ASL e Comuni. È il sistema sussidiaristico, dove i soldi sono pubblici, ma i membri del CdA sono storicamente nominati “su proposta Arcivescovile“.

Resta inteso che i contributi regionali agli enti a carattere religioso non si fermano certo qui. Oltre al finanziamento alle scuole private paritarie cattolicamente orientate, ricordiamo che la regione Emilia Romagna paga, con oltre due milioni di euro l’anno, l’assistenza religiosa cattolica negli ospedali, che molti cittadini pensano ingenuamente sia svolta a titolo di volontariato da preti e frati che transitano tra le corsie.

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Comitato art. 33: aperta la raccolta di firme per il referendum

17 settembre 2012

Il Comitato art.33, che vede tra i promotori anche il Circolo Uaar di Bologna, ha iniziato a raccogliere le firme per il referendum che permetterà ai cittadini bolognesi di dire la loro sul finanziamento comunale alle scuole private paritarie. Le firme necessarie perché il referendum comunale consultivo venga indetto sono 9mila. Tre i mesi a disposizione per completare la raccolta.

L’obiettivo della raccolta firme è costruire per la nostra città un grande appuntamento di partecipazione allargata e democratica per rilanciare la priorità del diritto alla scuola pubblica, laica, gratuita.

Per saperne di più

Dove e quando firmare

Invitiamo all’attivismo su facebook e a segnalare la propria disponibilità per dare una mano all’organizzazione.

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