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Posts Tagged ‘oneri di urbanizzazione’

Elezioni 4 marzo 2018: risposte dei candidati alle cinque domande laiche

23 febbraio 2018

Domande laiche ai candidatiInizia la pubblicazione delle risposte alle cinque domande laiche ai candidati alle elezioni politiche 2018.

Saranno inserite in questa pagina nell’ordine in cui giungeranno agli indirizzi bologna@uaar.it o imola@uaar.it, affiché domenica 4 marzo 2018 gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.


Risposte di GRILLO Eulalia, Lista LIBERI e UGUALI
Senato, collegio uninominale 03-Ferrara
(pubblicate anche sul sito di Possibile)

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Come LeU, siamo decisamente contrari a qualsiasi finanziamento a tutte le scuole private – paritarie e non, confessionali e non –  nell’ottica di un’integrale attuazione dell’art. 33 della Costituzione, laddove sottolinea “senza oneri per lo Stato”. La scuola pubblica statale ha un enorme bisogno di risorse che da troppo tempo sono deviate altrove, e noi intendiamo ripristinare le giuste priorità: va finanziata una scuola laica e plurale, aperta a tutti e tutte, che educhi alle differenze.

In troppi casi si è lasciato che, soprattutto nei primi cicli dell’istruzione (scuola dell’infanzia e primaria), istituti privati, spesso confessionali, svolgessero una supplenza a fronte dell’impossibilità del pubblico di soddisfare le richieste; è ora di invertire la tendenza e di impiegare nel settore dell’istruzione pubblica (aggettivo che andrebbe reinserito anche nel nome del ministero) risorse sufficienti a soddisfare i bisogni.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Un altro dei punti centrali del programma di LeU riguarda proprio la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica; pertanto vigilerò affinché non ci siano distrazioni improprie di risorse e mi impegnerò a modificare le leggi che ne prevedono. Inoltre, tengo a sottolineare che, se sarò eletta, mi batterò anche affinché l’otto per mille inoptato non vada ad aggiungersi alla già sostanziosa quota spettante alla Chiesa cattolica, né a quelle di altre Chiese, ma resti nella disponibilità dello Stato per essere destinato alla messa in sicurezza dell’edilizia pubblica, a partire dalle scuole, o più in generale all’istruzione e alla ricerca, settori che attualmente sono largamente sottofinanziati. Per capire l’entità delle risorse di cui parliamo, prendiamo l’esempio del 2014: in quell’anno, il 53,9% dei contribuenti non ha effettuato una scelta, ma, poiché l’optato a favore della Chiesa cattolica era la quota maggiore (37%), a questa è andato l’82% dell’inoptato, pari a oltre un miliardo di euro, anziché 485 milioni.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Non solo ritengo utile l’istituzione di tale osservatorio, ma penso che sia urgente promuovere un’azione energica presso il MIUR su due fronti: 1) fare di tutto, attraverso regolari ispezioni, affinché il diritto degli allievi e delle allieve di fruire di un’ora alternativa sia rispettato in tutte le scuole di ogni ordine e grado; 2) mettere realmente l’ora di religione cattolica e quella alternativa alla pari; mi spiego: mentre è previsto che, se anche un solo allievo o allieva per classe scegliesse di avvalersi dell’ora di religione, questa sarebbe impartita da un insegnante “della classe”, per l’ora alternativa vengono di norma accorpati allievi e allieve di più classi, cosa che privilegia gli insegnanti di religione. Questa disparità mi appare inaccettabile.

Ritengo poi, e qui rispondo in parte anche alla domanda che segue, che andrebbero riviste alcune norme concordatarie; tra queste, sono convinta che ci dovrebbe essere quella che impone l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. L’educazione religiosa, tanto più in una società che si avvia a diventare multiculturale, dovrebbe essere impartita a carico delle istituzioni religiose in momenti extrascolastici e non dello Stato. L’ora che si libererebbe in questo modo andrebbe destinata, per esempio, all’educazione alla cittadinanza, autonoma o abbinata a discipline quali Storia o Diritto (quest’ultima vorrei che fosse inserita in tutte le scuole superiori). Si otterrebbe così anche un rapporto più coerente e veritiero tra allievi e insegnanti nelle statistiche internazionali.

Sono favorevole a una scuola laica per tutti e di tutti, che educhi alla convivenza nel rispetto delle differenze. Per questa ragione, credo che andrebbero tolti dalle scuole e dagli altri edifici pubblici i simboli religiosi, come i crocifissi alle pareti. Per rispetto di chi pratica altre religioni e di chi, sempre vergognosamente dimenticato nel dibattito pubblico, non ne pratica alcuna.

4) Abolire il Concordato

È un tema spinoso, ma merita di essere esplorato. Di certo, se eletta, intendo impegnarmi nella ricerca di un fronte parlamentare che si attivi almeno per la revisione di alcuni aspetti. Già nella passata legislatura, Possibile ha fatto qualche passo in questa direzione, chiedendo il trasferimento immediato dalle gerarchie ecclesiastiche alla magistratura della Repubblica delle denunce di crimini, quale ad esempio la pedofilia. E ha presentato un pacchetto legislativo sulla laicità comprendente non solo la questione dell’8 per mille inoptato, già citato, ma anche il ripristino del XX settembre come festa nazionale, il pagamento dell’IMU e delle altre imposte sugli edifici cattolici non esclusivamente dedicati al culto, una critica alla convenzione fiscale tra Stato italiano e Santa Sede che esenta intere categorie di immobili persino dalla tassa sui rifiuti, sottraendo così risorse preziose agli enti locali.

5) Un provvedimento di laicità

Sicuramente un provvedimento che permetta la corretta applicazione della legge 194, troppo spesso inagibile a causa dell’elevato numero di medici obiettori. Il servizio deve essere garantito presso ogni ospedale e i primari dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dovrebbero essere ritenuti responsabili e chiamati a rispondere della sua mancata attuazione o del mancato rispetto di standard – da fissare con precisione – di qualità del servizio. Matrimonio egualitario per tutti/e e pieno diritto alle adozioni.


Risposte di BONZI Andrea, Lista POTERE al POPOLO
Camera, collegio plurinominale Emilia Romagna

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Garantire il diritto ad una scuola pubblica e di qualità di ogni ordine e grado per tutta la popolazione significa garantire uno dei pilastri fondamentali per la democrazia e lo sviluppo del Paese.

Le istituzioni, ad ogni livello, non svolgono un buon lavoro se non fanno tutto il possibile affinché i fondi disposti per la scuola pubblica vengano ad essa realmente destinati, e non dirottati alle cosiddette scuole private “paritarie”. Il sistema di formazione privato ha tutto il diritto di esistere, ma molto semplicemente non può avere accesso a finanziamenti pubblici che non devono spettargli!

Pertanto giudico molto negativamente la parificazione tra scuola pubblica e privata istituita dal Governo D’Alema, lo stesso che ricordo essere uno tra i fondatori di Liberi e Uguali oggi e del Partito Democratico ieri. È necessaria una forte discontinuità nelle politiche a tutela del sistema scolastico pubblico, smettendo di fare affidamento su chi ormai da decenni ha perso ogni credibilità possibile su questi temi, avendo contribuito direttamente al progressivo depotenziamento del ruolo della scuola pubblica.

Questo non è solo il mio pensiero personale, ma è il contenuto condiviso con forza da tutta la lista di Potere al Popolo, che contiene nel suo programma questo punto chiarissimo: “Difesa del carattere pubblico dell’istruzione, con l’abolizione di ogni finanziamento alle scuole private”.

Va pertanto ripristinata la differenza tra scuola privata e scuola pubblica, garantendo solo a quest’ultima il finanziamento da fondi statali, regionali e comunali.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sostengo convintamente la necessità di escludere la possibilità di erogare fondi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria alle chiese e agli altri edifici religiosi.

È una valutazione dovuta banalmente al principio per cui lo Stato deve agire nell’interesse di tutta la collettività, senza discriminazioni o preferenze, utilizzando le proprie risorse per il benessere comune. In tale ottica non posso che condividere la proposta di utilizzare tali fondi per l’edilizia scolastica. Non si opera invece nell’interesse dell’intera collettività quando si erogano fondi in maniera arbitraria, differenziando tra i diversi culti religiosi riconosciuti (visto che spesso tali fondi vengono erogati esclusivamente alla Chiesa Cattolica), senza tutelare oltretutto minimamente la consistente quota di popolazione che non si professa credente.

D’altronde non si tratta di effettuare chissà quale azione rivoluzionaria, ma semplicemente di mettere in pratica, almeno per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, quanto riconosciuto dalla Regione stessa con il Parere PG/2015/862614 del 2015, nel quale si ritengono non più applicabili le disposizioni riguardanti l’erogazione degli oneri di urbanizzazione secondaria a chiese e altri edifici per attività religiose.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

La scuola, che deve essere pubblica, laica e plurale, deve essere anche uno strumento fondamentale per insegnare alle nuove generazioni l’importanza del valore della libertà di scelta, concetto cardine della nostra democrazia.

In tale libertà deve rientrare anche il diritto, per studenti/studentesse e genitori, di poter scegliere se lo desiderano l’ora di alternativa. In realtà la questione andrebbe completamente ribaltata, ovvero andrebbe istituita di base un’ora di educazione civica, alla quale mettere come scelta alternativa, per chi la richiedesse espressamente, l’ora di religione.

Ritengo utile ogni azione volta a combattere ed eliminare gli ostacoli all’accesso all’ora di alternativa, compresa quella di istituire un organismo di osservazione, che abbia anche capacità di intervento oltre che di denuncia. Rimane centrale comunque il fatto che, per garantire la piena applicazione di questo diritto, la scuola necessita di fondi per poter svolgere in pieno i propri compiti, tra cui è appunto compresa anche l’organizzazione dell’ora di alternativa. Il reperimento di tali fondi è già stato trattato con alcune proposte nelle due risposte precedenti.

4) Abolire il Concordato

Nel programma di Potere al Popolo è contenuta esplicitamente la proposta di “abrogare l’articolo 7 della Costituzione con il richiamo ai Patti Lateranensi, per la piena affermazione del principio di laicità dello Stato in tutte le sfere della vita pubblica”, che anche personalmente accolgo in pieno.

La denuncia unilaterale, viste le difficoltà che certamente si incontrerebbero nel chiedere allo Stato Vaticano di rinunciare ai privilegi che fino ad oggi gli sono stati concessi, rimane la migliore strada percorribile, se non l’unica, per affermare una reale laicità dello Stato.

A questo tema aggiungo quello specifico, ad esso collegato in quanto frutto di una legge derivante dal Concordato, del meccanismo dell’otto per mille. Ritengo che tale meccanismo vada ripensato radicalmente, ritenendo imprescindibile la rideterminazione delle modalità di assegnazione del contributo, con particolare riferimento alla ripartizione delle quote dei contribuenti che non hanno espresso scelte.

Il meccanismo attuale infatti ripartisce anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza, finendo per assegnare alla Chiesa Cattolica e alle altre religioni quote più che doppie rispetto alle reali preferenze espresse. Ritengo fondamentale che, in assenza di specifiche preferenze, tali quote dovrebbero rimanere a beneficio dello Stato.

5) Un provvedimento di laicità

Anche qui non faccio altro che condividere e rilanciare un tema contenuto nel programma di Potere al Popolo: garantire “i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.”

Troppo spesso, anche da parte di forze che a parole si definiscono progressiste, si è giocato al ribasso e alla ricerca del compromesso. Le unioni civili sono un passo ancora insufficiente e incompleto: i diritti non sono tali se vengono riconosciuti solo in parte, o se qualcuno/a ne può godere in misura minore di altri. I diritti, per definizione, sono tali quando vengono garantiti a chiunque indistintamente ed allo stesso livello.



Risposte di CIRINESI Michele, Lista PARTITO COMUNISTA
Camera, collegio uninominale 06-Bologna Zona urbana Mazzini

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

La parificazione delle scuole private alle scuole statali hanno l’unico scopo di smantellare il pubblico e di mettere nelle mani del profitto capitalistico il sapere e l’educazione dei futuri cittadini, creare schiavi è il loro unico obbiettivo, facendone oltretutto business, per questo si ha una transumanza di soldi pubblici verso questi enti sono attigui al sistema di controllo vigente, come partito comunista una volta eletti sarebbe una delle priorità far si che la scuola sua completamente pubblica e laica e che i soldi per l’istruzione abbiano un unico obbiettivo, formare cittadini laici ed istruiti.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Assolutamente si, gli edifici di culto devono essere sostenuto dai propri fedeli e non dallo stato, che ricordiamo è laico, i soldi che lo stato spende vanno indirizzati ai beni dello stato punto.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

L’ora di alternativa deve essere abolita semplicemente perché sarà abolita l’ora di religione, che non è altro che una scusa per poter elargire stipendi a “cittadini del Vaticano” che vagliano chi deve insegnare religione, che poi oltretutto è sempre e una sola la cattolica, sarà uno dei primi punti della riforma della scuola a favore della laicita statale.

4) Abolire il Concordato

Indubbiamente si vanno ad applicare tutti i principi che spiegavo sopra per cui di conseguenza abolizione del concordato reazionario voluto da mussolini prima e craxi dopo per riempire le casse del Vaticano.

5) Un provvedimento di laicità

Tutti i punti sopra descritti sono il progetto per una piena laicita dello Stato, non ci discostiamo dalla sua funzione lo stato o è laico o non è libero, nel 2000 ricoprivo la carica di assessore del comune di monzuno (bo) e abbiamo istituito il registro delle unione civili, caso unico in Italia a quei tempi, è imposto controllo ferreo, la legge quello permetteva, su una scuola cattolica, questo ha permesso la regolarizzazione delle lavoratrici e dei programmi didattici nel rispetto dello Stato.



Risposte di BALLERIN Michele, Lista +EUROPA con Emma Bonino
Camera, collegio uninominale 01, Emilia-Romagna, Cesena, Ravenna, Rimini, Forlì

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Sono favorevole all’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole paritarie.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sono disposto a sostenere l’interruzione del finanziamento degli edifici religiosi tramite gli oneri comunali di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Ritengo che l’istituzione di un osservatorio per vigilare sulla corretta gestione dell’ora alternativa a quella di religione nelle scuole sarebbe utile e opportuna.

4) Abolire il Concordato

Credo che il Concordato sia ormai obsoleto e vada rescisso.

5) Un provvedimento di laicità

Un primo, semplice provvedimento per l’affermazione del principio di laicità potrebbe essere la rimozione del crocefisso dai luoghi pubblici (ad es. dalle scuole). Ma sarebbe ancora più importante l’eliminazione stessa dell’ora di religione, da sostituire con una materia davvero utile come l’insegnamento di una lingua straniera, oppure, al limite, con una storia comparata delle religioni.




Risposte di ____, Lista ____

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

4) Abolire il Concordato

5) Un provvedimento di laicità

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Elezioni 4 marzo 2018: cinque domande laiche ai candidati

14 febbraio 2018

Domande laiche ai candidati - elezioni politiche 2018Le elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018 rinnoveranno i due rami del Parlamento.
L’Uaar invita candidate e candidati dei collegi in provincia di Bologna a rispondere alle seguenti cinque domande laiche.
Le risposte, da inviare a bologna@uaar.it o imola@uaar.it, saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
La legge 62/2000, a firma Berlinguer, governo D’Alema, ha dato il via ai finanziamenti pubblici alle scuole private “paritarie”, che sono arrivati alla cifra record di 575milioni di euro da parte dello Stato, senza contare i finanziamenti regionali e comunali. Come giudica la parificazione tra scuola pubblica e privata derivante dalla legge 62/2000? Non pensa sia stato aggirato se non esplicitamente disatteso l’art 33 della Costituzione che prevede che le scuole private siano “senza oneri per lo Stato”? Come intenderebbe procedere a riguardo una volta eletto?

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
La legge 10/1977 “Bucalossi” ha dettato le regole per l’urbanistica. Le regioni legiferarono tenendo conto dell’allora vigente “religione di Stato”, inserendo tra i beneficiari degli oneri comunali di urbanizzazione secondaria anche le “chiese e altri edifici religiosi”. Con il Concordato del 1985 viene abolita la religione di Stato e decade l’obbligo dei comuni di versare alle chiese questi fondi che, secondo una sentenza del TAR, non sono neppure dovuti a chi già gode del privilegio dell’Otto per mille. Considerato che a Imola e Bologna le diocesi hanno ricevuto negli anni milioni di euro dai comuni per il loro patrimonio immobiliare privato, venuti di conseguenza a mancare ad esempio per la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica, le chiediamo se sosterrà l’eliminazione di “chiese e altri edifici religiosi” quali benificiari degli oneri di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ha denunciato questa situazione, nel rapporto 2003, pag.11 e nel rapporto 2011, pagg.13-14). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa?

4) Abolire il Concordato
Una inchiesta Uaar quantifica in via prudenziale e documentata in 6,5 miliardi annui i costi pubblici della Chiesa. Tenuto conto che la maggior parte di queste somme vengono riconosciute per via del Concordato tra lo Stato e la Chiesa Cattolica e che lo stesso Concordato è fonte di ulteriori privilegi e discriminazioni su base religiosa, ritiene sia giunto il momento di abolire il Concordato utilizzando ad esempio la “denuncia unilaterale” di questo trattato?

5) Un provvedimento di laicità
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.

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Crisi? Il Comune di Bologna continua a costruire chiese

3 novembre 2016

Nel 2013 avevamo denunciato come il Comune di Bologna avesse finanziato la costruzione della chiesa cattolica parrocchiale del Corpus Domini, sottraendo 291.021€ al bilancio dell’esercizio 2011. Oggi, grazie ai dati resi noti in risposta a una interrogazione presentata dal consigliere Umberto Bosco (Lega Nord), si apprendono ulteriori e sconfortanti dettagli.

hiesa Corpus Domini, costruita con fondi comunali (fonte Googlemaps)

Chiesa Corpus Domini, 882.175,05€ di fondi comunali 2009-2011 (foto Googlemaps)

Innanzitutto la nuova chiesa di via Enriquez beneficiò di complessivi 882.175,05€, che gravarono anche sui bilanci comunali degli anni 2009 e 2010, oltre che su quello 2011. Nonostante i ripetuti appelli del Circolo Uaar di Bologna, il comune insisteva a destinare alla Curia circa il 6% degli oneri di urbanizzazione secondaria — imposte pagate da cittadini e imprese relativamente a costruzione o ristrutturazioni di immobili — portando come scusa un presunto obbligo normativo. Un obbligo mai esistito, come da un recente parere della Regione che ha confermato quanto sostenuto in questi anni dall’Uaar.

Chiesa SS Monica e Agostino, costruita con fondi comunali (fonte Googlemaps)

Chiesa SS Monica e Agostino, 531.794,85€ di fondi comunali 2012-2014 (foto Googlemaps)

L’Arcidiocesi, già proprietaria di oltre 1200 immobili in città, si è così vista finanziare la costruzione di un ulteriore immobile. Ma non è finita. Terminata la costruzione della chiesa del Corpus Domini, il comune di Bologna inizia a pagare la costruzione di un’altra chiesa. A partire del bilancio 2012 e fino a quello 2014 (ultimo dato disponibile) l’Arcidiocesi riceve infatti bonifici da Palazzo D’Accursio per la costruzione della chiesa cattolica parrocchiale SS. Monica e Agostino. Nonostante la crisi dell’edilizia e dell’economia in generale, la somma complessiva che il comune eroga per edificare questa chiesa ammmonta a 531.794,85. Andando indietro nel tempo, nei 16 anni che vanno dal 1999 al 2014 la cifra complessiva erogata dal comune alla Curia per edilizia di culto è di 6.430.256,45€, con una media superiore ai 400mila euro l’anno.

Sarebbe sufficiente il principio di laicità e di buona amministrazione, ma se consideriamo che alle immense proprietà dell’Arcidiocesi si è aggiunta negli ultimi anni anche la multinazionale FAAC, dal valore stimato di circa 1,7 miliardi di euro, diventa davvero molto semplice capire che tale soggetto privato non abbia bisogno di finanziamento pubblico. Visto che in seguito alle elezioni amministrative 2016 la maggioranza che governa Bologna è rimasta la stessa, come promesso dalla precedente assessora  all’urbanistica il consiglio comunale deciderà di dire basta al finanziamento comunale all’edilizia di culto? I fondi così risparmiati potranno finalmente essere utilizzati per le destinazioni di pubblica utilità previste dalla normativa, come l’edilizia scolastica, gli asili nido, i parcheggi, il verde pubblico.

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Elezioni comunali 2016: quattro domande laiche ai candidati

3 maggio 2016

elezioni comunali 2016, quattro domande laicheDomenica 5 giugno 2016, a Bologna, si terranno le elezioni comunali.
L’eventuale ballottaggio si svolgerà domenica 19 giugno.

Il Circolo Uaar di Bologna invita candidate e candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale a rispondere alle seguenti quattro domande laiche, tutte su temi concreti e inerenti al mandato elettorale.

Le risposte che perverranno a bologna@uaar.it entro venerdì 3 giugno saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera consapevole.

1) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
Dal 2000 il comune di Bologna destina circa 500mila euro all’anno all’edilizia di culto. La Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa ritenendo non più applicabili le disposizioni per destinare il 7% degli oneri di urbanizzazione  secondaria alle “chiese ed altri edifici per attività religiose”.  Di conseguenza la Giunta Merola, su sollecitazione dell’Uaar, ha sospeso questa erogazione, lasciando la decisione al nuovo Consiglio. Qual è la sua posizione in merito?

2) Laicità delle istituzioni
Lo scorso marzo solo grazie a una diffida dell’Uaar e a una protesta della CGIL sono state arginate le modalità invasive con cui la dirigenza del Comune aveva organizzato benedizioni ufficio per ufficio, in orario di lavoro e con allontanamento temporaneo dalla propria postazione per chi non voleva subire l’atto di culto. Qual è la sua concezione di laicità delle istituzioni e quali servizi laici a carico del comune potenzierebbe (matrimoni civili, registro dei testamenti biologici,  funerali civili, ecc.) ?

3) Ici/imu/tasi per le scuole private paritarie
Lo scorso luglio la Corte di cassazione ha dato torto a due scuole religiose che si erano “autoesentate” dal pagamento dell’Ici, consentendo al comune di Livorno di recuperare gli arretrati dal 2004.  Ritiene necessario esaminare le situazioni tributarie degli istituti paritari presenti nel territorio comunale, al fine di escludere casi di omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici, per gli anni dal 2004 al 2011, e dell’Imu/Tasi, ove previsto, per gli anni successivi?

4) Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
Prima nel 2003 e poi nel 2011, il Comitato ONU che vigila sulla Convenzione sui diritti del fanciullo ha riproverato l’Italia sull’insegnamento della religione cattolica: perché occulta il suo carattere facoltativo, perché fa mancare valide alternative di insegnamento, perché è carente nelle informazioni per chi non vuole subire insegnamenti religiosamente orientati. È favorevole a istituire un osservatorio sul rispetto di queste indicazioni ONU, controllando direttamente le scuole dell’infanzia comunali e attivando collaborazioni e raccolte dati con le altre scuole sul territorio comunale?

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Assessora Gabellini risponde all’Uaar: stop oneri per edilizia di culto, deciderà nuovo Consiglio

1 maggio 2016

È stata quella dell’assessore all’urbanistica del Comune di Bologna, Patrizia Gabellini, la prima risposta alla richiesta del nostro circolo di interrompere le erogazioni a favore di chiese ed altri edifici per servizi religiosi, alla luce  del recente parere della Regione. In base ai dati raccolti dall’inchiesta Uaar, l’ammontare di queste erogazioni per il solo comune di Bologna dal 2000 al 2011  ha superato i 6 milioni di euro.

Nella comunicazione indirizzata al Circolo Uaar di Bologna [scarica il documento],  l’esponente della Giunta Merola ammette che il finanziamento all’edilizia di culto potrebbe non essere obbligatorio, informa che le erogazioni verranno sospese e che sarà lasciata al prossimo consiglio comunale la decisione se proseguire o meno con gli esborsi alle chiese.

Il Circolo Uaar di Bologna ha a sua volta risposto all’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini [scarica il documento]: pur apprezzando la decisione di sospendere il finanziamento, precisa che già le vecchie disposizioni regionali prevedevano la possibilità, e non l’obbligo, di versare parte degli oneri di urbanizzazione alle chiese (come specificato nella petizione presentata dall’Uaar all’assessore nel 2011) e ravvisa inadempienze nei bandi degli anni precedenti, che renderebbero dunque illegittima l’assegnazione dei fondi.

In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo Uaar di Bologna presenterà quattro domande laiche ai candidati: la prima sarà proprio relativa al definitivo superamento dell’anacronistico finanziamento pubblico all’edilizia di culto.

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

Articolo di Cristina Degli Esposti, Resto del Carlino 29.4.2016

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Oneri per edilizia di culto: lettera ai 56 comuni della provincia

23 aprile 2016

A seguito del parere della Regione sugli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto, il Circolo Uaar di Bologna ha scritto ai 56 comuni della provincia per informarli del pronunciamento e chiedere formalmente l’interruzione delle erogazioni a favore di “chiese ed altri edifici per servizi religiosi”. La battaglia laica dell’Uaar è stata ripresa sulla stampa prima con l’articolo Dal Comune alla Chiesa sei milioni non dovuti (Carlino Bologna, 9.3.2016) e successivamente con l’articolo Oneri di urbanizzazione, Uaar attacca «Fondi assegnati senza bando» (Corriere Imola, 14.4.2016).

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Stop della Regione ai finanziamenti comunali all’edilizia di culto

9 marzo 2016

Proprio mentre tanti comuni si accingono a discutere il proprio bilancio facendo i conti con risorse sempre più scarse, arriva una boccata d’ossigeno laico dalla Regione Emilia Romagna, la quale ritiene non più applicabili le disposizioni che stabiliscono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiose. L’Uaar plaude questa decisione, ricordando che sosteneva da anni che i comuni dell’Emilia Romagna potevano e dovevano decidere autonomamente e a salvaguardia del patrimonio pubblico, e che riteneva inesatte le laconiche risposte di tanti comuni su presunti obblighi di legge che avrebbero imposto il versamento alle chiese di questa antiquata tassa di religione.

Tra queste risposte sbrigative (e dimostratesi ora infondate dal punto di vista normativo) c’è stata anche quella dell’assesore Patrizia Gabellini del Comune di Bologna, data a fronte di una petizione con oltre 1.500 sottoscrizioni e depositata dal nostro circolo nel 2012. Oggi scopriamo che per anni il Comune di Bologna ha versato una media di oltre mezzo milione di euro alla Curia (il più grande immobiliarista sul mercato) e ad altre confessioni minori sulla base di presupposti normativi errati. Dall’inchiesta del nostro circolo emerge che il solo comune di Bologna per oneri di urbanizzazione relativi agli anni 2000-2011 ha girato alle confessioni religiose oltre 6 milioni e 300mila euro.

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Elezioni regionali 2014: risposte dei candidati alle quattro domande laiche

7 novembre 2014

Elezioni regionali 2014: quattro domande laiche ai candidati

4 novembre 2014

elezioni_regionali 2014, 4 domande laicheDomenica 23 novembre 2014 saranno eletti il nuovo presidente e la nuova assemblea legislativa della regione Emilia Romagna.
L’Uaar invita candidati e candidate a rispondere alle seguenti quattro domande laiche, tutte su temi concreti e di competenza regionale.
Le risposte, da inviare a bologna@uaar.it, saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.

1) Testamento Biologico: le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento nel Fascicolo sanitario elettronico
La nuova tessera sanitaria-carta regionale dei servizi permette ai cittadini della nostra regione di accedere al fascicolo sanitario elettronico.
Come recentemente deliberato dalla regione Toscana, sosterrà l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento?

2) Assistenza religiosa non più a carico delle AUSL
Grazie alle inchieste dell’Uaar, nello scorso mese di gennaio nella nostra regione è venuto a galla lo scandalo degli stipendi dei “preti in corsia” a carico delle AUSL: ogni anno le convenzioni stipulate dalle AUSL con le Curie pesano per oltre 2,2 milioni di euro sulle casse del Servizio Sanitario Regionale. Milioni di euro che sarebbero molto utili a un sistema sanitario sempre più in difficoltà.
Si adopererà affinché l’assistenza religiosa non sia più a carico delle AUSL?

3) Tutelare la salute e l’autodeterminazione delle donne
L’obiezione di coscienza in materia di interruzione volontaria di gravidanza doveva essere una temporanea tutela per chi aveva intrapreso la carriera di medico ginecologo prima della legalizzazione dell’aborto. A 36 anni di distanza l’obiezione selvaggia lede la salute e l’autodeterminazione delle donne.
Si impegnerà per garantire interventi informativi sulla contraccezione nelle scuole, accesso senza ostacoli alla contraccezione post-coitale (pillola del giorno dopo) e all’aborto farmacologico (RU-486), e per avere almeno il 50% di ginecologi non obiettori nei nostri ospedali?

4) Fine dei finanziamenti pubblici dell’edilizia di culto
La Regione Emilia Romagna, con Delibera di Consiglio 849/1998, fissò al 7% la quota indicativa di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto.
Le amministrazioni comunali, per disinformazione o per clericalismo, ritengono erroneamente che sia un balzello dovuto per legge, quando invece la stessa delibera regionale prevede che i comuni possano variare le percentuali indicate.
Si impegna modificare la normativa regionale eliminando l’edilizia di culto dalle destinazioni degli oneri di urbanizzazione secondaria?

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Soldi per il culto o culto per i soldi (pubblici)?

7 aprile 2014

Il Circolo UAAR Bologna invita al secondo incontro organizzato con il Centro Studi Laicità Unibo:

Soldi per il culto o culto dei soldi (pubblici)?
Come e perché i comuni, nel terzo millennio, continuano a finanziare l’edilizia privata di culto.

Roberto Grendene, responsabile campagne Uaar
Franco Grillini, consigliere regionale
Luigi Pati, premio di laurea Uaar 2013
Mario Serantoni, presidente chiesa Metodista Bologna e Modena.
Presenta Giulia Russo del C.S.L.
Mercoledì 9 aprile, ore ore 21, Sala Silentium, in Vicolo Bolognetti 2
Ingresso libero.
Scarica la locandina

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