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Imola: domande laiche ai candidati sindaco

17 maggio 2018

Domande laiche candidati sindaco Imola 2018In vista delle elezioni amministrative per il comune di Imola del 10 giugno 2018, l’Uaar rivolge cinque domande laiche alle candidate e ai candidati alla carica di sindaco.

Le risposte, da inviare a bologna@uaar.it o imola@uaar.it, saranno pubblicate di seguito affiché gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.


Risposte di Filippo Samachini, lista Sinistra Unita Imola

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
La legge 62/2000, a firma Berlinguer, governo D’Alema, ha dato il via ai finanziamenti pubblici alle scuole private “paritarie”. Sulla base di una convenzione il comune di Imola eroga alle scuole private paritarie circa 400.000 euro annui.
Come giudica la parificazione tra scuola pubblica e privata derivante dalla legge 62/2000? Non pensa sia stato aggirato se non esplicitamente disatteso l’art. 33 della Costituzione che prevede che le scuole private siano “senza oneri per lo Stato”? Intende rinnovare la convenzione con le scuole private paritarie in scadenza il prossimo agosto?

RISPOSTA: La parificazione tra scuola pubblica e scuola privata, per me disattende l’articolo 33 della Costituzione e per questo se sarò eletto sindaco è mia intenzione NON rinnovare la convenzione in scadenza ad agosto.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
La legge 10/1977 “Bucalossi” ha dettato le regole per l’urbanistica. Le regioni legiferarono tenendo conto della vigente “religione di Stato”, inserendo tra i beneficiari degli oneri comunali di urbanizzazione secondaria anche le “chiese e altri edifici religiosi”. Con il
Concordato del 1985 viene abolita la religione di Stato e decade l’obbligo dei comuni di versare alle chiese questi fondi che, secondo una sentenza del TAR, non sono neppure dovuti a chi già gode del privilegio dell’Otto per mille. Considerato che a Imola la diocesi ha ricevuto negli anni dal comune milioni di euro per il suo patrimonio immobiliare privato, venuti di conseguenza a mancare ad esempio per la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica, le chiediamo se intende escludere le “chiese e altri edifici religiosi” quali benificiari degli oneri di urbanizzazione secondaria e cosa farebbe con le risorse che sarebbero conseguentemente disponibili per il patrimonio pubblico.

RISPOSTA: Sì, intendo escludere le “chiese e altri edifici religiosi” quali beneficiari degli oneri di urbanizzazione secondaria, investendo le risorse che sarebbero conseguentemente disponibili, per la messa in sicurezza degli edifici pubblici con particolare attenzione verso le scuole e all’edilizia popolare pubblica.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi chiede di non subire l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l’UNICEF ha denunciato questa situazione). Ritiene utile intervenire a riguardo e se sì, in che modo?

RISPOSTA: Intendo fare in modo che l’ora di alternativa essendo un diritto venga rispettato e goduto, utilizzando quell’ora per lezioni di educazione civica.

4) Scuola e convenzioni
Nel 2015 sono state affidate dal Comune di Imola a privati alcune sezioni di scuola materna tramite convenzione triennale. Vorremmo sapere il suo parere a riguardo e se intende proseguire con tale convenzione o riprendere la gestione diretta.

RISPOSTA: Non intendo proseguire con le esternalizzazioni anzi è mia intenzione riprendere la gestione diretta.

5) Laicità
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo a livello locale

RISPOSTA: I provvedimenti elencati nelle quattro risposte precedenti non bastano? Sono disponibili per eventuali chiarimenti.


Risposte di Giambattista Boninsegna, Popolo della famiglia


1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

La legge 62/2000, a firma Berlinguer, governo D’Alema, ha dato il via ai finanziamenti pubblici alle scuole private “paritarie”. Sulla base di una convenzione il comune di Imola eroga alle scuole private paritarie circa 400.000 euro annui.
Come giudica la parificazione tra scuola pubblica e privata derivante dalla legge 62/2000? Non pensa sia stato aggirato se non esplicitamente disatteso l’art. 33 della Costituzione che prevede che le scuole private siano “senza oneri per lo Stato”? Intende rinnovare la convenzione con le scuole private paritarie in scadenza il prossimo agosto?

RISPOSTA: Le scuole private paritarie svolgono un’importante funzione pubblica rispondendo ai bisogni dei cittadini secondo il principio di sussidiarietà.La loro gestione economica, in concorso con chi ne usufruisce, è più vantaggiosa per la comunità di quanto lo sarebbe una scuola statale. Per questo motivo l’amministrazione locale riconosce loro la necessità anche di un proprio apporto economico.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
La legge 10/1977 “Bucalossi” ha dettato le regole per l’urbanistica. Le regioni legiferarono tenendo conto della vigente “religione di Stato”, inserendo tra i beneficiari degli oneri comunali di urbanizzazione secondaria anche le “chiese e altri edifici religiosi”. Con il
Concordato del 1985 viene abolita la religione di Stato e decade l’obbligo dei comuni di versare alle chiese questi fondi che, secondo una sentenza del TAR, non sono neppure dovuti a chi già gode del privilegio dell’Otto per mille. Considerato che a Imola la diocesi ha ricevuto negli anni dal comune milioni di euro per il suo patrimonio immobiliare privato, venuti di conseguenza a mancare ad esempio per la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica, le chiediamo se intende escludere le “chiese e altri edifici religiosi” quali benificiari degli oneri di urbanizzazione secondaria e cosa farebbe con le risorse che sarebbero conseguentemente disponibili per il patrimonio pubblico.

RISPOSTA: Le parrocchie sono dei luoghi dove i nostri figli vanno a fare i compiti, sport, attività ludiche ed educative, tenendo occupati tanti ragazzi altrimenti abbandonati a loro stessi, alla solitudine dei giochi informatici, alla strada con le lusinghe,  spesso pericolose, che questa offre.Non riconoscere ai luoghi gestiti dalla Chiesa questa importante funzione sociale, dove vengono accolti ragazzi di tutte le etnie e di tutte le religioni, quando lo Stato stesso non offre nulla di alternativo a titolo gratuito, è un atteggiamento miope. Rendere onerosa più di quanto già lo sia la gestione degli spazi offerti dalla Chiesa, significa costringerla a sua volta a rendere oneroso il servizio che offre alla intera comunità.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi chiede di non subire l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l’UNICEF ha denunciato questa situazione). Ritiene utile intervenire a riguardo e se sì, in che modo?

RISPOSTA: I diritti degli alunni i cui genitori  scelgono che non si avvalgano dell’IRC sono assolutamente garantiti dalla legge e non vengono mai disattesi. Pur essendo un’esigua minoranza, gli alunni di “alternativa” o “studio individuale” sono sempre assistiti da personale docente,la cui organizzazione è competenza dei singoli Dirigenti Scolastici.
Studiando la storia e i contenuti delle varie religioni, si acquisiscono conoscenze e si sviluppano competenze sul piano storico e documentale riguardo i principi fondamentali che permeano le culture delle diverse etnie con le quali la società moderna convive, negare che il fatto religioso non attenga solo la sfera privata dell’individuo ma che riguardi l’antropologia mondiale è oscurantismo ideologico.

4) Scuola e convenzioni
Nel 2015 sono state affidate dal Comune di Imola a privati alcune sezioni di scuola materna tramite convenzione triennale. Vorremmo sapere il suo parere a riguardo e se intende proseguire con tale convenzione o riprendere la gestione diretta.

RISPOSTA: Sì.

5) Laicità
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo a livello locale

RISPOSTA: Lo Stato è Laico per definizione e convenzione. L’amministratore recepisce in toto questa cosa.Il problema è semantico. La differenza tra laicismo e laicità è enorme.

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