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Elezioni 4 marzo 2018: risposte dei candidati alle cinque domande laiche

23 febbraio 2018

Domande laiche ai candidatiInizia la pubblicazione delle risposte alle cinque domande laiche ai candidati alle elezioni politiche 2018.

Saranno inserite in questa pagina nell’ordine in cui giungeranno agli indirizzi bologna@uaar.it o imola@uaar.it, affiché domenica 4 marzo 2018 gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.


Risposte di GRILLO Eulalia, Lista LIBERI e UGUALI
Senato, collegio uninominale 03-Ferrara
(pubblicate anche sul sito di Possibile)

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Come LeU, siamo decisamente contrari a qualsiasi finanziamento a tutte le scuole private – paritarie e non, confessionali e non –  nell’ottica di un’integrale attuazione dell’art. 33 della Costituzione, laddove sottolinea “senza oneri per lo Stato”. La scuola pubblica statale ha un enorme bisogno di risorse che da troppo tempo sono deviate altrove, e noi intendiamo ripristinare le giuste priorità: va finanziata una scuola laica e plurale, aperta a tutti e tutte, che educhi alle differenze.

In troppi casi si è lasciato che, soprattutto nei primi cicli dell’istruzione (scuola dell’infanzia e primaria), istituti privati, spesso confessionali, svolgessero una supplenza a fronte dell’impossibilità del pubblico di soddisfare le richieste; è ora di invertire la tendenza e di impiegare nel settore dell’istruzione pubblica (aggettivo che andrebbe reinserito anche nel nome del ministero) risorse sufficienti a soddisfare i bisogni.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Un altro dei punti centrali del programma di LeU riguarda proprio la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica; pertanto vigilerò affinché non ci siano distrazioni improprie di risorse e mi impegnerò a modificare le leggi che ne prevedono. Inoltre, tengo a sottolineare che, se sarò eletta, mi batterò anche affinché l’otto per mille inoptato non vada ad aggiungersi alla già sostanziosa quota spettante alla Chiesa cattolica, né a quelle di altre Chiese, ma resti nella disponibilità dello Stato per essere destinato alla messa in sicurezza dell’edilizia pubblica, a partire dalle scuole, o più in generale all’istruzione e alla ricerca, settori che attualmente sono largamente sottofinanziati. Per capire l’entità delle risorse di cui parliamo, prendiamo l’esempio del 2014: in quell’anno, il 53,9% dei contribuenti non ha effettuato una scelta, ma, poiché l’optato a favore della Chiesa cattolica era la quota maggiore (37%), a questa è andato l’82% dell’inoptato, pari a oltre un miliardo di euro, anziché 485 milioni.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Non solo ritengo utile l’istituzione di tale osservatorio, ma penso che sia urgente promuovere un’azione energica presso il MIUR su due fronti: 1) fare di tutto, attraverso regolari ispezioni, affinché il diritto degli allievi e delle allieve di fruire di un’ora alternativa sia rispettato in tutte le scuole di ogni ordine e grado; 2) mettere realmente l’ora di religione cattolica e quella alternativa alla pari; mi spiego: mentre è previsto che, se anche un solo allievo o allieva per classe scegliesse di avvalersi dell’ora di religione, questa sarebbe impartita da un insegnante “della classe”, per l’ora alternativa vengono di norma accorpati allievi e allieve di più classi, cosa che privilegia gli insegnanti di religione. Questa disparità mi appare inaccettabile.

Ritengo poi, e qui rispondo in parte anche alla domanda che segue, che andrebbero riviste alcune norme concordatarie; tra queste, sono convinta che ci dovrebbe essere quella che impone l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. L’educazione religiosa, tanto più in una società che si avvia a diventare multiculturale, dovrebbe essere impartita a carico delle istituzioni religiose in momenti extrascolastici e non dello Stato. L’ora che si libererebbe in questo modo andrebbe destinata, per esempio, all’educazione alla cittadinanza, autonoma o abbinata a discipline quali Storia o Diritto (quest’ultima vorrei che fosse inserita in tutte le scuole superiori). Si otterrebbe così anche un rapporto più coerente e veritiero tra allievi e insegnanti nelle statistiche internazionali.

Sono favorevole a una scuola laica per tutti e di tutti, che educhi alla convivenza nel rispetto delle differenze. Per questa ragione, credo che andrebbero tolti dalle scuole e dagli altri edifici pubblici i simboli religiosi, come i crocifissi alle pareti. Per rispetto di chi pratica altre religioni e di chi, sempre vergognosamente dimenticato nel dibattito pubblico, non ne pratica alcuna.

4) Abolire il Concordato

È un tema spinoso, ma merita di essere esplorato. Di certo, se eletta, intendo impegnarmi nella ricerca di un fronte parlamentare che si attivi almeno per la revisione di alcuni aspetti. Già nella passata legislatura, Possibile ha fatto qualche passo in questa direzione, chiedendo il trasferimento immediato dalle gerarchie ecclesiastiche alla magistratura della Repubblica delle denunce di crimini, quale ad esempio la pedofilia. E ha presentato un pacchetto legislativo sulla laicità comprendente non solo la questione dell’8 per mille inoptato, già citato, ma anche il ripristino del XX settembre come festa nazionale, il pagamento dell’IMU e delle altre imposte sugli edifici cattolici non esclusivamente dedicati al culto, una critica alla convenzione fiscale tra Stato italiano e Santa Sede che esenta intere categorie di immobili persino dalla tassa sui rifiuti, sottraendo così risorse preziose agli enti locali.

5) Un provvedimento di laicità

Sicuramente un provvedimento che permetta la corretta applicazione della legge 194, troppo spesso inagibile a causa dell’elevato numero di medici obiettori. Il servizio deve essere garantito presso ogni ospedale e i primari dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dovrebbero essere ritenuti responsabili e chiamati a rispondere della sua mancata attuazione o del mancato rispetto di standard – da fissare con precisione – di qualità del servizio. Matrimonio egualitario per tutti/e e pieno diritto alle adozioni.


Risposte di BONZI Andrea, Lista POTERE al POPOLO
Camera, collegio plurinominale Emilia Romagna

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Garantire il diritto ad una scuola pubblica e di qualità di ogni ordine e grado per tutta la popolazione significa garantire uno dei pilastri fondamentali per la democrazia e lo sviluppo del Paese.

Le istituzioni, ad ogni livello, non svolgono un buon lavoro se non fanno tutto il possibile affinché i fondi disposti per la scuola pubblica vengano ad essa realmente destinati, e non dirottati alle cosiddette scuole private “paritarie”. Il sistema di formazione privato ha tutto il diritto di esistere, ma molto semplicemente non può avere accesso a finanziamenti pubblici che non devono spettargli!

Pertanto giudico molto negativamente la parificazione tra scuola pubblica e privata istituita dal Governo D’Alema, lo stesso che ricordo essere uno tra i fondatori di Liberi e Uguali oggi e del Partito Democratico ieri. È necessaria una forte discontinuità nelle politiche a tutela del sistema scolastico pubblico, smettendo di fare affidamento su chi ormai da decenni ha perso ogni credibilità possibile su questi temi, avendo contribuito direttamente al progressivo depotenziamento del ruolo della scuola pubblica.

Questo non è solo il mio pensiero personale, ma è il contenuto condiviso con forza da tutta la lista di Potere al Popolo, che contiene nel suo programma questo punto chiarissimo: “Difesa del carattere pubblico dell’istruzione, con l’abolizione di ogni finanziamento alle scuole private”.

Va pertanto ripristinata la differenza tra scuola privata e scuola pubblica, garantendo solo a quest’ultima il finanziamento da fondi statali, regionali e comunali.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sostengo convintamente la necessità di escludere la possibilità di erogare fondi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria alle chiese e agli altri edifici religiosi.

È una valutazione dovuta banalmente al principio per cui lo Stato deve agire nell’interesse di tutta la collettività, senza discriminazioni o preferenze, utilizzando le proprie risorse per il benessere comune. In tale ottica non posso che condividere la proposta di utilizzare tali fondi per l’edilizia scolastica. Non si opera invece nell’interesse dell’intera collettività quando si erogano fondi in maniera arbitraria, differenziando tra i diversi culti religiosi riconosciuti (visto che spesso tali fondi vengono erogati esclusivamente alla Chiesa Cattolica), senza tutelare oltretutto minimamente la consistente quota di popolazione che non si professa credente.

D’altronde non si tratta di effettuare chissà quale azione rivoluzionaria, ma semplicemente di mettere in pratica, almeno per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, quanto riconosciuto dalla Regione stessa con il Parere PG/2015/862614 del 2015, nel quale si ritengono non più applicabili le disposizioni riguardanti l’erogazione degli oneri di urbanizzazione secondaria a chiese e altri edifici per attività religiose.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

La scuola, che deve essere pubblica, laica e plurale, deve essere anche uno strumento fondamentale per insegnare alle nuove generazioni l’importanza del valore della libertà di scelta, concetto cardine della nostra democrazia.

In tale libertà deve rientrare anche il diritto, per studenti/studentesse e genitori, di poter scegliere se lo desiderano l’ora di alternativa. In realtà la questione andrebbe completamente ribaltata, ovvero andrebbe istituita di base un’ora di educazione civica, alla quale mettere come scelta alternativa, per chi la richiedesse espressamente, l’ora di religione.

Ritengo utile ogni azione volta a combattere ed eliminare gli ostacoli all’accesso all’ora di alternativa, compresa quella di istituire un organismo di osservazione, che abbia anche capacità di intervento oltre che di denuncia. Rimane centrale comunque il fatto che, per garantire la piena applicazione di questo diritto, la scuola necessita di fondi per poter svolgere in pieno i propri compiti, tra cui è appunto compresa anche l’organizzazione dell’ora di alternativa. Il reperimento di tali fondi è già stato trattato con alcune proposte nelle due risposte precedenti.

4) Abolire il Concordato

Nel programma di Potere al Popolo è contenuta esplicitamente la proposta di “abrogare l’articolo 7 della Costituzione con il richiamo ai Patti Lateranensi, per la piena affermazione del principio di laicità dello Stato in tutte le sfere della vita pubblica”, che anche personalmente accolgo in pieno.

La denuncia unilaterale, viste le difficoltà che certamente si incontrerebbero nel chiedere allo Stato Vaticano di rinunciare ai privilegi che fino ad oggi gli sono stati concessi, rimane la migliore strada percorribile, se non l’unica, per affermare una reale laicità dello Stato.

A questo tema aggiungo quello specifico, ad esso collegato in quanto frutto di una legge derivante dal Concordato, del meccanismo dell’otto per mille. Ritengo che tale meccanismo vada ripensato radicalmente, ritenendo imprescindibile la rideterminazione delle modalità di assegnazione del contributo, con particolare riferimento alla ripartizione delle quote dei contribuenti che non hanno espresso scelte.

Il meccanismo attuale infatti ripartisce anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza, finendo per assegnare alla Chiesa Cattolica e alle altre religioni quote più che doppie rispetto alle reali preferenze espresse. Ritengo fondamentale che, in assenza di specifiche preferenze, tali quote dovrebbero rimanere a beneficio dello Stato.

5) Un provvedimento di laicità

Anche qui non faccio altro che condividere e rilanciare un tema contenuto nel programma di Potere al Popolo: garantire “i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.”

Troppo spesso, anche da parte di forze che a parole si definiscono progressiste, si è giocato al ribasso e alla ricerca del compromesso. Le unioni civili sono un passo ancora insufficiente e incompleto: i diritti non sono tali se vengono riconosciuti solo in parte, o se qualcuno/a ne può godere in misura minore di altri. I diritti, per definizione, sono tali quando vengono garantiti a chiunque indistintamente ed allo stesso livello.



Risposte di CIRINESI Michele, Lista PARTITO COMUNISTA
Camera, collegio uninominale 06-Bologna Zona urbana Mazzini

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

La parificazione delle scuole private alle scuole statali hanno l’unico scopo di smantellare il pubblico e di mettere nelle mani del profitto capitalistico il sapere e l’educazione dei futuri cittadini, creare schiavi è il loro unico obbiettivo, facendone oltretutto business, per questo si ha una transumanza di soldi pubblici verso questi enti sono attigui al sistema di controllo vigente, come partito comunista una volta eletti sarebbe una delle priorità far si che la scuola sua completamente pubblica e laica e che i soldi per l’istruzione abbiano un unico obbiettivo, formare cittadini laici ed istruiti.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Assolutamente si, gli edifici di culto devono essere sostenuto dai propri fedeli e non dallo stato, che ricordiamo è laico, i soldi che lo stato spende vanno indirizzati ai beni dello stato punto.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

L’ora di alternativa deve essere abolita semplicemente perché sarà abolita l’ora di religione, che non è altro che una scusa per poter elargire stipendi a “cittadini del Vaticano” che vagliano chi deve insegnare religione, che poi oltretutto è sempre e una sola la cattolica, sarà uno dei primi punti della riforma della scuola a favore della laicita statale.

4) Abolire il Concordato

Indubbiamente si vanno ad applicare tutti i principi che spiegavo sopra per cui di conseguenza abolizione del concordato reazionario voluto da mussolini prima e craxi dopo per riempire le casse del Vaticano.

5) Un provvedimento di laicità

Tutti i punti sopra descritti sono il progetto per una piena laicita dello Stato, non ci discostiamo dalla sua funzione lo stato o è laico o non è libero, nel 2000 ricoprivo la carica di assessore del comune di monzuno (bo) e abbiamo istituito il registro delle unione civili, caso unico in Italia a quei tempi, è imposto controllo ferreo, la legge quello permetteva, su una scuola cattolica, questo ha permesso la regolarizzazione delle lavoratrici e dei programmi didattici nel rispetto dello Stato.



Risposte di BALLERIN Michele, Lista +EUROPA con Emma Bonino
Camera, collegio uninominale 01, Emilia-Romagna, Cesena, Ravenna, Rimini, Forlì

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

Sono favorevole all’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole paritarie.

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

Sono disposto a sostenere l’interruzione del finanziamento degli edifici religiosi tramite gli oneri comunali di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

Ritengo che l’istituzione di un osservatorio per vigilare sulla corretta gestione dell’ora alternativa a quella di religione nelle scuole sarebbe utile e opportuna.

4) Abolire il Concordato

Credo che il Concordato sia ormai obsoleto e vada rescisso.

5) Un provvedimento di laicità

Un primo, semplice provvedimento per l’affermazione del principio di laicità potrebbe essere la rimozione del crocefisso dai luoghi pubblici (ad es. dalle scuole). Ma sarebbe ancora più importante l’eliminazione stessa dell’ora di religione, da sostituire con una materia davvero utile come l’insegnamento di una lingua straniera, oppure, al limite, con una storia comparata delle religioni.




Risposte di ____, Lista ____

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica

4) Abolire il Concordato

5) Un provvedimento di laicità

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Elezioni 4 marzo 2018: cinque domande laiche ai candidati

14 febbraio 2018

Domande laiche ai candidati - elezioni politiche 2018Le elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018 rinnoveranno i due rami del Parlamento.
L’Uaar invita candidate e candidati dei collegi in provincia di Bologna a rispondere alle seguenti cinque domande laiche.
Le risposte, da inviare a bologna@uaar.it o imola@uaar.it, saranno pubblicate nei nostri canali informativi affiché gli elettori possano scegliere in maniera più consapevole.

1) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
La legge 62/2000, a firma Berlinguer, governo D’Alema, ha dato il via ai finanziamenti pubblici alle scuole private “paritarie”, che sono arrivati alla cifra record di 575milioni di euro da parte dello Stato, senza contare i finanziamenti regionali e comunali. Come giudica la parificazione tra scuola pubblica e privata derivante dalla legge 62/2000? Non pensa sia stato aggirato se non esplicitamente disatteso l’art 33 della Costituzione che prevede che le scuole private siano “senza oneri per lo Stato”? Come intenderebbe procedere a riguardo una volta eletto?

2) Interruzione dei finanziamenti all’edilizia di culto
La legge 10/1977 “Bucalossi” ha dettato le regole per l’urbanistica. Le regioni legiferarono tenendo conto dell’allora vigente “religione di Stato”, inserendo tra i beneficiari degli oneri comunali di urbanizzazione secondaria anche le “chiese e altri edifici religiosi”. Con il Concordato del 1985 viene abolita la religione di Stato e decade l’obbligo dei comuni di versare alle chiese questi fondi che, secondo una sentenza del TAR, non sono neppure dovuti a chi già gode del privilegio dell’Otto per mille. Considerato che a Imola e Bologna le diocesi hanno ricevuto negli anni milioni di euro dai comuni per il loro patrimonio immobiliare privato, venuti di conseguenza a mancare ad esempio per la messa in sicurezza di scuole e altri edifici di proprietà pubblica, le chiediamo se sosterrà l’eliminazione di “chiese e altri edifici religiosi” quali benificiari degli oneri di urbanizzazione secondaria.

3) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ha denunciato questa situazione, nel rapporto 2003, pag.11 e nel rapporto 2011, pagg.13-14). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa?

4) Abolire il Concordato
Una inchiesta Uaar quantifica in via prudenziale e documentata in 6,5 miliardi annui i costi pubblici della Chiesa. Tenuto conto che la maggior parte di queste somme vengono riconosciute per via del Concordato tra lo Stato e la Chiesa Cattolica e che lo stesso Concordato è fonte di ulteriori privilegi e discriminazioni su base religiosa, ritiene sia giunto il momento di abolire il Concordato utilizzando ad esempio la “denuncia unilaterale” di questo trattato?

5) Un provvedimento di laicità
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.

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L’adulazione dell’Unibo per il papa e le email ignorate - II Episodio

24 novembre 2017

Diverse settimane fa abbiamo preso l’impegno, con una nostra follower su Facebook, di pubblicare il contenuto delle email inviate al Rettore dell’Università di Bologna in relazione al suo incontro con il papa Francesco I e ad altre questioni di lesa laicità all’interno dell’Ateneo.

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Il 18 settembre abbiamo scritto al Rettore e ad altri indirizzi email di organi rappresentativi dell’ateneo:

“Magnifico Rettore,
a scriverLe è l’UAAR di Bologna, circolo locale dell’Unione Atei Agnostici e Razionalisti, associazione presente sul territorio nazionale da oltre trent’anni, iscritta nel circuito di associazioni laicistiche europee. La nostra associazione, oltre a rappresentare i gruppi citati nella propria intestazione, si prefigge l’ulteriore obiettivo di tutelare i diritti civili connessi al principio costituzionale di laicità dello Stato per tutti, senza alcuna distinzione.
Come Circolo UAAR di Bologna non possiamo tacere dinnanzi ad una Vostra email istituzionale indirizzata a tutti gli studenti dell’Università di Bologna - università statale e quindi laica - in cui si invita il corpo studentesco all’incontro con il Papa della Chiesa Cattolica romana il primo ottobre in piazza San Domenico per presenziare alla consegna del Sigillum Magnum al capo dello Stato Vaticano.
Questo atto si iscrive nel solco di una serie di pratiche poste in essere dall’Università di Bologna che la nostra associazione ha già in passato segnalato e denunciato. In data 18.11.16, per esempio, un nostro delegato è stato sentito dal Consiglio degli Studenti per chiedere un intervento da parte dell’organo universitario in merito ad altre due questioni che rappresentano violazione del diritto alla laicità, proprio come la Vostra email e la Vostra consegna del simbolo in veste ufficiale di Rettore:
- l’invito sul sito della Scuola di Scienze Agrarie alla consueta benedizione pasquale ed al seguente momento di raccoglimento in preghiera;
- la concessione di spazi a gruppi religiosi cattolici nella facoltà di Ingegneria, contemporaneamente negati ad iniziative di altra estrazione.
- ancora presso la Facoltà di Ingegneria, in aula magna Enrico Mattei, la presenza di un crocifisso di dimensioni considerevoli, a danno dell’immagine stessa e della serietà di un’aula magna di una facoltà scientifica, luogo dove la Scienza e la Tecnica, a dire dello stesso allora preside Diotallevi, sono gli unici argomenti su cui le manifestazioni consentite all’interno della facoltà possono vertere.
Rileviamo in questi episodi una grave violazione dei principi fondanti non solo della Costituzione Italiana, ma addirittura dello stesso Studium di Bologna, embrione dell’odierna Università degli studi di Bologna, che si fondava proprio sui due pilastri della libertà e della laicità. La nostra Alma Mater ancora oggi si professa pubblica, autonoma e laica e proprio in relazione a questi suoi caratteri solleviamo in questa sede le criticità delle questioni fin qui esposte:
1) Un problema di Discriminazione: non risultano esserci analoghi inviti e concessioni di spazi ad altre confessioni religiose e associazioni atee e agnostiche (la Corte Costituzionale ha stabilito che “il nostro ordinamento costituzionale esclude ogni differenziazione di tutela della libera esplicazione sia della fede religiosa sia dell’ateismo”, sentenza n. 117 del 2 ottobre 1979).
2) Un problema di Privacy e pressioni indebite: l’Università invitando personale e studenti (in alcuni casi genericamente selezionati come “credenti”) ad un atto di culto cattolico, spinge a manifestare le proprie convinzioni personali sul luogo di lavoro e sul luogo dedicato allo studio.
3) Violazione del principio di laicità dello Stato: principio conquista della modernità occidentale, garantisce che lo spazio pubblico sia ideologicamente e religiosamente neutro, in modo che tutti i cittadini si possano sentire rappresentati e non esclusi, a prescindere dalle loro credenze. Nessun gruppo, per quanto numeroso, può quindi appropriarsi dello spazio pubblico a danno degli altri, per quanto pochi, e contrassegnarlo con i simboli religiosi o ideologici di una sola parte.

In qualità di rappresentante di uno degli atenei italiani più illustri, la cui attività e storia godono di un respiro internazionale amplissimo (fino all’Estremo Oriente), e che ogni anno non solo ospita migliaia di studenti internazionali, ma è centro attivo di integrazione sociale anche sul territorio italiano, la invitiamo a riflettere sul conferimento del Sigillum al capo religioso della Chiesa Cattolica romana. Né l’Università di Bologna né la figura del papa, infatti, necessitano di un tale scambio, godendo già entrambi di planetaria notorietà. Né, tantomeno, potrebbero lodarsi le attività dell’attuale pontefice. Ci preme, infatti, evidenziarVi in merito come la comunità internazionale si è espressa a suo riguardo: l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha in più occasioni redarguito non solo la Chiesa intera, ma addirittura la persona stessa di Jorge Mario Bergoglio per la negligenza con cui ha gestito le accuse di pedofilia all’interno dell’organismo della Chiesa. Addirittura il presidente del Comitato Onu per i diritti del bambino Kristen Sandberg ha denunciato le ripetute violazioni della Dichiarazione dei diritti del fanciullo avvenute all’interno dell’organismo e, nonostante queste, negli ultimi anni l’attuale papa non ha smesso di circondarsi di persone accusate di questo gravissimo reato.

Non pare necessario aggiungere altri argomenti, se non ribadire i citati principi di laicità dell’istituzione da Lei rappresentata, che rendono inopportuno e fuori luogo una sollecitazione degli studenti ed al personale a presenziare ad eventi non certo di studio, che sono già ampliamente pubblicizzati e non corrono alcun rischio di essere ignorati da chi, in coscienza, legittimamente decidesse di presenziarvi. In tal senso, infine, questa email viene inviata contemporaneamente a tutti i presidenti di Scuola, al Garante, ad alcuni uffici, rappresentanti di organi, segreterie e professori dell’Ateneo: per rendere questo scambio di opinioni pubblico e aperto all’Ateneo ed i suoi componenti.”

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Comprendiamo che il Rettore sia un uomo occupato, e che anche la sua Segreteria sia stata occupata, non solo per la visita del papa, ma anche per l’emergenza case a Bologna e per l’implementazione del nuovo sistema di tassazione dell’Università. Non ci è facile comprendere come, invece, una persona così occupata non abbia nemmeno una email di cortesia da inviare in automatico a chi lo contatta, soprattutto se a contattarlo non è un privato qualsiasi o uno studente ma una associazione.

Noi dell’UAAR siamo noti per la nostra perseveranza, non siamo certo tipi che ci arrendiamo facilmente. Abbiamo quindi ritentato un altro contatto con il Rettore, questa volta inviando l’email in forma meno pubblica, soltanto a lui ed al suo ufficio, e più snella, così da non richiedere praticamente alcun sacrificio di tempo a chi si deve occupare dell’intero Ateneo di Bologna,  il 2 novembre:

Magnifico Rettore,

a scriverLe è nuovamente l’UAAR di Bologna, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, associazione di promozione sociale iscritta nel Registro Nazionale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promotrice della tutela dei diritti civili in un’ottica laica e garantista.

Rileviamo come il Suo ruolo di rappresentatività dell’intero ateneo sia venuto meno nel momento in cui, durante l’incontro con il papa, a proposito del quale Le scrivemmo via email il 19 settembre scorso senza ricevere risposta, non ha esitato ad ergersi a rappresentante dell’intera comunità universitaria, lasciando intendere in più passaggi che la comunità stessa sia tutta composta da credenti nella fede cristiana e che l’accoglienza dei richiedenti asilo all’Università sia il portato di una caritas cattolica che tutti accomuna, piuttosto che ispirata, per esempio, dal principio di solidarietà richiamato dalla Costituzione e dai trattati internazionali di cui l’Italia è promotrice.

Per questo La invitiamo ancora a considerare le nostre istanze ispirate dal principio di laicità, per rendere un luogo come l’università uno spazio di libertà pieno, senza imposizioni di simboli o ideologie - come, invece, purtroppo vengono percepite tutte quelle pratiche discriminatorie che abbiamo denunciato nei nostri precedenti interventi.

Le ricordiamo, infatti, che numerosi e autorevoli studi statistici internazionali, nazionali, ed anche comunali, dimostrano come non solo il numero dei non credenti è sempre più elevato, soprattutto tra i più giovani, ma che anche la diversità culturale dovuta ai processi di globalizzazione e immigrazione degli ultimi anni - e che ha ampiamente interessato la città di Bologna - fa sì che tra gli iscritti e tra i dipendenti dell’Ateneo siano presenti svariate confessionalità, inclusa l’a-confessionalità. Senza tenere in conto, tra l’altro, che l’elemento di internazionalizzazione dell’Università, dovuto ai grandi contatti che nel tempo l’Alma Mater è riuscita ad instaurare con atenei da tutto il mondo, viene tradito quando l’imposizione della religione cattolica nei luoghi di studio lede la libertà d’espressione e l’autodeterminazione dell’individuo.

Certi di una Sua risposta, porgiamo distinti saluti.

Ad ormai più di due mesi dalla prima email, quasi due mesi dalla visita del Papa cattolico romano e quasi un mese dalla seconda email, direi che possiamo tutti tra direi che chiunque può trarre le proprie conclusioni senza ulteriori commenti sulla faccenda da parte nostra. Noi possiamo dirvi che il nostro desiderio di laicità all’interno dell’Ateneo di Bologna non si fermerà di certo davanti ad una porta chiusa.

Per questo restiamo aperti a vostri commenti o suggerimenti sulle nostre iniziative e saremo lieti di ascoltarli anche di persona ogni sabato presso la nostra sede dalle 10 alle 12 al Cassero LGBT Center di Bologna in Via Don Minzoni 18, Bologna, oppure al nostro OPEN DAY sempre presso la nostra sede il 2 dicembre dalle 10 alle 15!

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L’adulazione dell’Unibo per il papa e le email ignorate

21 settembre 2017

Lo scorso 18 settembre noi, circolo di Bologna dell’UAAR, abbiamo inviato un’email al Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, esponendo le nostre riserve in merito alla email istituzionale del 15.09.17 che invita studenti e personale universitario all’incontro tra papa e comunità universitaria del 1° ottobre in Piazza San Domenico.

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Francesco Ubertini, rettore dell'Università di Bologna

Mentre la loro email invita a prenotarsi all’incontro con il Santo Padre - implicitamente inteso come unico padre spirituale dell’intera università -, la nostra ha illustrato al Rettore diversi punti critici in cui non solo l’email, ma anche il conferimento del Sigillum Magnum, così come altre pratiche dell’università già segnalate al Consiglio degli Studenti, stridono con i principi propri non solo della Carta Costituzionale, ma anche della stesso Studium dell’Alma Mater, l’embrione dell’odierna Università degli studi di Bologna, che si fondava proprio sui pilastri della libertà e della laicità.

Non solo un problema di privacy e pressioni indebite, spingendo a manifestare le proprie convinzioni personali sul luogo di lavoro e sul luogo dedicato allo studio, ma anche un’incoerenza nel conferimento di una onoreficienza ad un papa che condanna a parole la pedofilia ma continua a circondarsi di personalità dubbie.

Abbiamo invitato il Rettore a riflettere su questi temi, a trovare soluzioni alternative che siano rappresentative dell’intera comunità, e -riportando dall’email - ad “una rivisitazione informata di queste [azioni], all’insegna dei richiamati principi di laicità e privacy, nell’ordine di una riorganizzazione che porti a risultati più ricercati e più inclusivi della comunità universitaria e che possa, nelle Vostre parole, configurarsi come “l’opportunità di rappresentare simbolicamente le comunità universitarie di tutto il mondo nel luogo in cui l’Università è nata“.

Al quinto giorno dall’invio non registriamo ancora risposta. Sappiamo bene quanto il Rettore sia impegnato e non abbiamo certo aspettative di un riscontro a breve. Vi terremo comunque aggiornati sulla questione e vi consigliamo di organizzarvi una gita per l’1 ottobre visto che la città sarà blindata per tutta la domenica!

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Le scelte di vita di chi pensa di averne una sola @ Modo Infoshop | sab 27 mag

20 maggio 2017

Presentazione Le scellte di vita di chi pensa di averne una sola

Sabato 27 maggio 2017, alle ore 19, il Circolo Uaar di Bologna e la Libreria Modo Infoshop invitano alla presentazione di

LE SCELTE DI VITA
DI CHI PENSA DI AVERNE UNA SOLA

Nessun Dogma, 2016

Un libro di Raffaele Carcano(*)
Intervista l’autore Giovanni Stinco
(Radio Città del Capo)
Libreria Modo Infoshop
via Mascarella 24/b Bologna
evento facebook - scheda libro

Qual è il pensiero dei milioni di italiani che non credono? Come si traduce in pratica? Come vivono? Quali scelte compiono? Perché le compiono? Raffaele Carcano, ex segretario dell’Uaar, tenterà di rispondere a queste domande e a molte altre. Partendo dal presupposto che, quando si ritiene di avere una sola vita a disposizione, si aprono immediatamente innumerevoli possibilità. Al punto che esistono forse tanti ateismi e agnosticismi quanti sono gli atei e gli agnostici.

Certo: vivendo in Italia si devono anche fare i conti con istituzioni profondamente clericali. L’assenza di laicità ha pesanti conseguenze sulla vita di ogni giorno di tutti i cittadini e, in particolare, sui cittadini che non sentono alcun bisogno di Dio. E porta dunque a compiere scelte molto differenti. Eppure tutte significative.

Questo libro racconta esperienze da cui potrete estrarre ciò che vorrete, se lo vorrete. Non vi dispenserà consigli: semmai l’invito a fare scelte consapevoli, corredato da qualche strumento utile allo scopo. Non vi proporrà un’etica a uso e consumo degli atei e degli agnostici. Ma cercherà invece di descrivervi le loro etiche, quelle che modellano vite qualche volta difficili, frequentemente belle, persino entusiasmanti.

(*) RAFFAELE CARCANO è laureato in scienze storico-religiose ed è stato segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti dal 2007 al 2016. Ha curato il volume “Le voci della Laicità” e ha scritto “Uscire dal gregge” (con Adele Orioli) e “Liberi di non credere”.

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Il Santo Paradosso @ Cassero | gio 13 apr

24 marzo 2017

Circolo Uaar di Bologna -  Cassero LGBT Center - Giornate della Laicità
invitano all’incontro:

IL SANTO PARADOSSO:
UNA POLITICA SEMPRE PIU’ CLERICALE
UNA SOCIETA’ SEMPRE PIU’ LAICA

Processi di secolarizzazione in Italia e presenza delle confessioni religiose in televisione

Giovedì 13 aprile 2017, ore 18.00
Arcigay Il Cassero - Via don Minzoni 18, Bologna [mappa]

Intervengono:

Enzo Marzo, giornalista e direttore di “Critica liberale”

Roberto Grendene, coordinatore Circolo Uaar Bologna

Vincenzo Branà, giornalista e presidente Arcigay Il Cassero

evento facebook

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Scuola di Ingegneria: tecnica e scienza sormontate da (mega)crocifissi

16 ottobre 2016

«Si organizzano solo manifestazioni di carattere tecnico e scientifico«. Con queste parole, nel 2011, l’allora preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna Pier Paolo Diotallevi bocciava la richiesta degli studenti di allestire una mostra sulla storia del Cassero in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia. Nel 2013, tra le stesse mura universitarie della  Scuola di Ingegneria e Architettura, facevano ingresso gruppi organizzati di suore e frati per fare proselitismo ai danni degli studenti. A questa attività di evangelizzazione in università fu dedicata la clericalata nr.8/2013. Con il nuovo preside Ezio Mesini, in carica dal 2015, la Scuola di Ingegneria sarà diventata un luogo laico in cui trovano spazio solo tecnica e scienza?

Aula magna E.Mattei, Ingegneria, UniBO

Aula magna E.Mattei, Ingegneria, UniBO

La risposta è purtroppo negativa. Un gigantesco crocifisso, di circa due metri di altezza per uno di larghezza, domina infatti l’aula magna Enrico Mattei. Le immagini che riportiamo sono state scattate qualche giorno fa e testimoniano l’assoluta sproporzione tra le dimensioni del crocifisso e il luogo in cui è esposto. Fissato sopra le storiche lavagne di ardesia e sopra i moderni teli per le videoproiezioni, il simbolo della religione cattolica si impone pesantemente non solo agli studenti e ai docenti: si impone agli insegnamenti stessi.

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Educare alle differenze 3 | 24-25 set

18 settembre 2016

Le edizioni del 2014 e del 2015 si sono svolte a Roma, con la partecipazione del locale circolo Uaar. Da quest’anno è l’Uaar nazionale a entrare nella rete di associazioni co-promotrici del meeting Educare alle differenze 3, organizzato da SCOSSE, Stonewall e Il Progetto di Alice e che il 24 e 25 settembre farà tappa a Bologna. Una due giorni di intensi lavori presso le scuole Testoni-Fioravanti, guidati dalla convinzione che “l’educazione alle differenze debba essere un elemento imprescindibile della scuola pubblica, laica e plurale”.

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Pride Libera Tutt*! @ Cavaticcio -> Due Torri | sab 25 giu

21 giugno 2016

Il Circolo Uaar di Bologna, assieme alle altre associazioni del comitato organizzatore, invita tutt* al corteo del BOLOGNA PRIDE 2016 in programma sabato 25 giugno. Il motto di quest’anno è Pride Libera Tutt*!

Appuntamento dalle ore 15 al Parco del Cavaticcio. Se volete manifestare sotto i colori della nostra associazione, cercate le bandiere Uaar!

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Bologna al ballottaggio: risposte dei candidati ancora in corsa

14 giugno 2016

Il ballottaggio per la carica di sindaco di Bologna si terrà domenica 19 giugno 2016. Due le possibili formazioni del consiglio comunale, a seconda del vincitore tra Merola e Borgonzoni. Per conoscere l’opinione sui temi laici dei prossimi 36 consiglieri comunali e del prossimo sindaco, pubblicheremo di seguito le loro risposte alle quattro domande laiche. Le risposte dovranno pervenire all’indirizzo bologna@uaar.it entro le ore 20 di venerdì 17 giugno.

Risposte arrivate dopo il termine:


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