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Archivio per Gennaio 2026

Bologna, crescono ancora i “no” all’ora di religione. I dati scuola per scuola.

27 Gennaio 2026

L’Uaar pubblica i dati ministeriali sulla non frequenza dell’Irc. In provincia di Bologna quattro studenti su dieci scelgono di non avvalersene, uno su due nelle scuole che hanno sede nel comune. Sorpasso laico in sei licei bolognesi su nove, in testa Arcangeli (67,50%), Luxemburg (65,19%) e Copernico (64,26%).

In piena fase di iscrizioni scolastiche l’Uaar rende noti i dati ministeriali sulla non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica (Irc). Per la quarta volta consecutiva cresce la disaffezione per le lezioni tenute dai docenti scelti dal vescovo. A livello nazionale nel 2024/25 il numero di chi non si avvale dell’IRC è cresciuto dell’1%, raggiungendo quota 17,7% (+42mila studenti, nonostante il calo di 120mila unità della popolazione studentesca complessiva).
A differenza della Cei l’Uaar non si limita a comunicare il dato nazionale, ma analizza il fenomeno a vari livelli territoriali e rende pubblici i dati scuola per scuola. Emerge così un’Italia a due velocità, con aree di forte allontanamento dall’ora di religione cattolica: l’Emilia Romagna è tra queste, con il 30,65% di scelte laiche (seconda regione dopo la Valle d’Aosta). E con accelerazioni ancora maggiori a Bologna.

Con il 39,91% di non avvalentisi la provincia di Bologna è la seconda in Italia dopo quella di Firenze (40,33%). Restringendo l’analisi ai comuni con più di 25mila abitanti la fuga dall’ora di religione è ancora più netta: Bologna (46,92%), Casalecchio (46,86%), San Lazzaro (40.49%) e San Giovanni in Persiceto (37.81%).

A confutare l’ipotesi che sia tutto dovuto a famiglie di origine straniera il dato dei licei di Bologna, che mostra il sorpasso laico in sei casi su nove: Arcangeli (67,50%), Luxemburg (65,19%), Copernico (64,26%), Galvani (52,96%), Righi (52,74%) e Minghetti (50,82%). Solo al Laura Bassi (49,72%), al Sabin (41,44%) e al Fermi (34,90%) prevale ancora la scelta religiosa.
In provincia spiccano il Da Vinci di Casalecchio (60,04%), il Giordano Bruno di Medicina (58,97%) e il Fermi di San Lazzaro (54,55%).

Spostandosi su tecnici e professionali i “no” all’Irc sono ancora maggiori, con in vetta rispettivamente l’Itc Rosa Luxemburg (81,40%) e l’Ipia Aldini Valeriani (83,49%). Tre scuole medie bolognesi superano il 60%: Saffi (63,69%), Testoni-Fioravanti (62,30%) e Besta (61,92%). In testa alla classifica delle primarie troviamo le Tempesta (68,87%) e per le scuole dell’infanzia le Panzini (82,81%).

«Sempre più famiglie e studenti – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar ­– scelgono di non frequentare l’ora di religione cattolica, nonostante l’esercizio di questo diritto troppe volte sia ostacolato dalla mancanza di valide alternative e da pressioni anche interne al sistema scolastico. Per la Cei si tratterebbe di una libera scelta ma non è affatto così: mettiamo l’Irc in orario extrascolastico, come capita a tutte le attività facoltative, e vediamo come va a finire». Il 14 febbraio scadono le iscrizioni all’anno 2026/27. «Invito i genitori – conclude Grendene – a compiere la migliore scelta educativa: dire no all’insegnamento della religione cattolica. E se incontrano difficoltà, avranno l’Uaar al loro fianco».

Comunicato stampa – 27.1.2026

Note

I dati ministeriali della provincia di Bologna scuola per scuola su file Excel: Dati non frequenza Irc – Bologna 2024-25

Mappa interattiva per province: https://public.flourish.studio/visualisation/27185742/

Mappa interattiva per regioni: https://public.flourish.studio/visualisation/27185921/

Alla pagina https://uaar.it/dati-no-irc sono disponibili tutti i dati sulla non frequenza dell’Irc, con elaborazioni grafiche, elenchi delle scuole per provincia scaricabili in formato Csv per ulteriori elaborazioni, fino alla consultazione della scheda di dettaglio di ogni singola scuola con la serie storica degli ultimi anni.

L’Uaar aderisce alla campagna #datiBeneComune.

Nel repository GitHub dell’associazione: https://github.com/UnioneAteiAgnosticiRazionalisti/dati-no-irc
sono messi a disposizione tutti i file originali ricevuti dal Ministero e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Nell’elaborazione delle statistiche nazionali e provinciali in via prudenziale non sono stati considerati i dati di 357 scuole su 40346 ritenuti inattendibili per percentuali di non avvalentisi fuori scala (probabilmente dovuti a errori di input). Se fossero stati considerati i dati originali le percentuali di non avvalentisi sarebbero state leggermente più alte.

 

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