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Il Comune di Bologna ci ripensa, l’Uaar rende pubblici i dati sui “no” all’ora di religione

24 Giugno 2026
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Dopo aver presentato la richiesta di riesame l’Uaar ottiene e pubblica i dati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) in ciascuna scuola dell’infanzia del Comune di Bologna. Si va dal 25% delle Dozza e Andersen al 65% delle Baroncini. I genitori non devono temere che i loro bimbi restino isolati, ma il Comune informi che è sempre possibile smettere di frequentare l’insegnamento confessionale.

Un mese fa Palazzo d’Accursio aveva negato all’Uaar l’accesso ai dati della non frequenza delle lezioni di religione cattolica nelle scuole dell’infanzia gestite dal Comune, limitandosi a macro aggregazioni per quartiere in quanto conoscere il dato per singola scuola sarebbe stato «irrilevante» e «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti». L’istanza di riesame presentata dall’Uaar deve aver fatto cambiare idea alla direttrice Anna Giordano, che due giorni fa ha finalmente deciso di percorrere la via della trasparenza e trasmesso le informazioni come da richiesta originale.

Nell’anno 2025/26 in ben 22 materne comunali su 68 la maggioranza di bambine e bambini ha seguito l’ora alternativa, con percentuali superiori al 60% alle Baroncini (65%), Lipparini (63%), Betti plesso 2 (62%), Zucchelli (61%) e Roselle (61%). Da sottolineare che non si scende mai sotto il 25%, percentuale registrata alle Andersen e Dozza.

«I dati che abbiamo liberato – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar – dicono ai genitori bolognesi che hanno scelto l’ora alternativa che i loro bimbi di tre anni non si sentiranno isolati, visto che la scelta laica ha numeri consistenti ovunque. Coloro che hanno scelto l’Irc per questo timore o perché male informati possono rivolgersi all’Uaar per cambiare la scelta in qualsiasi momento».

I dati ancora parziali per l’anno 2026/27 sembrano mostrare un lieve arretramento dei non avvalentisi. Il sorpasso delle scelte laiche che si riscontra in diverse scuole ha reso sempre più insistente la propaganda che dipinge l’Irc come attività culturale dove si insegna storia delle religioni. Non è affatto così, per legge è un insegnamento “conforme alla dottrina della Chiesa” impartito da docenti scelti a insindacabile giudizio del vescovo. Auspichiamo che il Comune di Bologna faccia al riguardo un’adeguata informazione nei confronti dei genitori, mettendoli altresì al corrente che per ragioni di coscienza possono interrompere in qualsiasi momento la frequenza dell’insegnamento confessionale. Anche ad anno scolastico avviato.

Comunicato stampa

SCUOLE DELL’INFANZIA COMUNALI DI BOLOGNA
NON FREQUENZA DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA – ANNO 2025/26
(fonte: elaborazione Uaar su dati del Comune di Bologna)
Scuola iscritti IRC no IRC % no IRC Quartiere
PICCOLO GRUPPO CHE CRESCE “BARONCINI” 23 8 15 65% S.Donato – s.Vitale
LIPPARINI INFANZIA 46 17 29 63% Borgo Panigale – Reno
G.BETTI plesso 2 (ex Betti 4) 39 15 24 62% Santo Stefano
ADA ZUCCHELLI INFANZIA 44 17 27 61% Navile
PICCOLO GRUPPO CHE CRESCE “ROSELLE” 23 9 14 61% Savena
ATTILIA NERI 50 20 30 60% Navile
PRESI 71 29 42 59% Borgo Panigale – Reno
M. ROCCA 112 46 66 59% S.Donato – s.Vitale
ADA NEGRI 69 30 39 57% S.Donato – s.Vitale
ZAMBONI 69 31 38 55% Santo Stefano
ANNA SERRA Plesso 1 46 21 25 54% Porto – Saragozza
GROSSO INFANZIA 70 32 38 54% Navile
GALLON 65 30 35 54% Borgo Panigale – Reno
W. TOBAGI 67 31 36 54% S.Donato – s.Vitale
DEGLI ESPOSTI 75 35 40 53% Santo Stefano
FLORA 95 45 50 53% Navile
MARIA MANZINI 80 38 42 53% Navile
GIDA ROSSI 69 33 36 52% Borgo Panigale – Reno
PEZZOLI INFANZIA 23 11 12 52% Savena
ARCO GUIDI COSTA 41 20 21 51% Porto – Saragozza
LANZARINI 92 46 46 50% Navile
MAGO MERLINO 50 25 25 50% Porto – Saragozza
GIUSI DEL MUGNAIO 65 33 32 49% Navile
PORTO…BELLO 39 20 19 49% Porto – Saragozza
CASAGLIA 50 26 24 48% Porto – Saragozza
CECCARELLI 71 37 34 48% Navile
JOLE BARONCINI 71 38 33 46% S.Donato – s.Vitale
MARSILI 74 40 34 46% Navile
BARACCANO 48 26 22 46% Santo Stefano
T.BOLZANI INFANZIA 69 40 29 42% Navile
GASTONE ROSSI 114 67 47 41% Santo Stefano
G.BETTI PLESSO 3 90 53 37 41% Santo Stefano
CARDUCCI 49 29 20 41% Santo Stefano
VILLA MAY 69 41 28 41% Borgo Panigale – Reno
FANTINI L. INFANZIA 71 43 28 39% Borgo Panigale – Reno
CATERINA DE STEFANI 74 45 29 39% Porto – Saragozza
IL MONELLO 23 14 9 39% Santo Stefano
ARCO GUIDI PACE 82 50 32 39% Porto – Saragozza
MAZZONI INFANZIA 72 44 28 39% Savena
GABELLI – BACCHI 68 42 26 38% Santo Stefano
IRMA PEDRIELLI 110 68 42 38% Borgo Panigale – Reno
DOMENICO SAVIO 75 47 28 37% Savena
XXI APRILE 46 29 17 37% Porto – Saragozza
ANNA FRANK INFANZIA 65 41 24 37% S.Donato – s.Vitale
ADA GOBETTI 49 31 18 37% Porto – Saragozza
TESTI RASPONI 71 45 26 37% Santo Stefano
MARIGHETTO 50 32 18 36% S.Donato – s.Vitale
MOLINO TAMBURI 50 32 18 36% Santo Stefano
ARCOBALENO INFANZIA 49 32 17 35% S.Donato – s.Vitale
MAZZINI INFANZIA 68 45 23 34% Borgo Panigale – Reno
SCARLATTI 74 49 25 34% Savena
XVIII APRILE 1945 INFANZIA 63 42 21 33% S.Donato – s.Vitale
PADIGLIONE 75 50 25 33% Santo Stefano
DON MILANI INFANZIA 71 48 23 32% Borgo Panigale – Reno
CASA DEL BOSCO 68 46 22 32% Borgo Panigale – Reno
GIARDINO POZZATI (ex. SERAGNOLI) 68 46 22 32% Borgo Panigale – Reno
ALDO MORO INFANZIA 69 47 22 32% Borgo Panigale – Reno
GIORGIO MORANDI 67 46 21 31% Borgo Panigale – Reno
DALL’OLIO 46 32 14 30% Porto – Saragozza
GIAN CARLO CERINI 73 51 22 30% Savena
BELTRAME 60 42 18 30% Santo Stefano
WALT DISNEY 100 71 29 29% Savena
ANNA SERRA PLESSO 2 46 33 13 28% Porto – Saragozza
BRUNO CIARI 75 55 20 27% Savena
CANTALAMESSA 73 54 19 26% Porto – Saragozza
RAOUL FOLLEREAU 74 55 19 26% Savena
ANDERSEN 69 52 17 25% Porto – Saragozza
GIUSEPPE DOZZA 69 52 17 25% Porto – Saragozza

comunicati, scuola ,

Materne comunali, 42% di no all’IRC (al Navile 51%). Presentata richiesta di riesame perché il Comune nega i dati per singola scuola.

2 Giugno 2026
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A seguito di un accesso civico il Circolo Uaar di Bologna rende pubblici i dati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell’infanzia comunali suddivisi per quartiere. Presentata istanza di riesame perché a sorpresa il Comune, a differenza del Ministero dell’istruzione e del merito e delle province autonome di Trento e Bolzano, nega l’accesso ai dati relativi alle singole scuole perché “irrilevanti” e “oltre i limiti delle disposizioni vigenti”.

Su 4.391 bambine e bambini delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna ben 1.841 (42%) hanno svolto attività ludiche e di socializzazione mentre i compagni, alla tenera età di 3-5 anni, seguivano l’insegnamento della religione cattolica (Irc), affidato a docenti scelti dall’arcivescovo Zuppi ma pagati dalle casse comunali.

I dati della non frequenza dell’Irc sono stati ottenuti dal circolo bolognese dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) grazie a un accesso civico al “Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni” di piazza Liber Paradisus e permettono di fotografare la situazione a livello di quartiere. Si parte dal Savena (33%) fino ad arrivare al record di laicità del Navile, dove i bimbi liberi dall’ora di religione sono la maggioranza (51%). Gli altri quartieri: Porto-Saragozza (37%), Borgo Panigale – Reno (41%), santo Stefano (42%), san Donato – san Vitale (47%).

Dati non frequenza IRC per quartiere - scuole dell'infanzia comunali di Bologna

Per trasparenza nei confronti della cittadinanza e per una consapevole partecipazione al dibattito pubblico, nell’istanza di accesso i dati sono stati chiesti con dettaglio per singola scuola. Inaspettatamente la direttrice del settore “Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni”, Anna Giordano, ha risposto che «il dato riferito a ogni singola scuola appare irrilevante e pertanto non viene fornito» giustificando il diniego in quanto la richiesta sarebbe «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti». L’invito a rivedere questa insensata posizione di chiusura è caduto nel vuoto e così il 29 maggio è stata presentata formale richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, il quale dovrà decidere entro venti giorni.

«Siamo sicuri che si sia trattato di una svista, anche se deplorevole – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar –, e che il Comune di Bologna tornerà sui propri passi e sceglierà la linea della trasparenza. Negli accessi civici presentati al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alle province autonome di Trento e Bolzano i dati sono sempre stati forniti con dettaglio per singola scuola, in piena collaborazione. Sarebbe preoccupante che l’unica amministrazione pubblica a riscontrare presunti impedimenti normativi nell’esercizio di questo diritto fosse il Comune di Bologna, lo stesso che il sindaco Lepore ama definire “il più progressista d’Italia”».

Il Circolo Uaar di Bologna auspica che non sia più necessario presentare richieste di accesso civico, né tanto meno istanze di riesame, ma che l’Amministrazione comunale di Bologna si dimostri all’avanguardia e renda disponibili i dati dettagliati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nel contenitore istituzionale più indicato, il sito Open Data Bologna, che fornisce già utili dataset relativi al mondo dell’istruzione pubblica.

L’Uaar aderisce al progetto datiBeneComune che raggruppa oltre 300 organizzazioni che chiedono di aprire tutti i dati di pubblico interesse.
I dati forniti annualmente dal MiM e dalle P.A. di Trento e Bolzano alimentano la piattaforma per consultare i dati sulla non frequenza dell’Irc nelle scuole pubbliche italiane, con dettaglio fino alla singola scuola:
https://www.uaar.it/non-frequenza-irc-nelle-scuole-italiane/

Comunicato stampa

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