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Archivio per Giugno 2026

Materne comunali, 42% di no all’IRC (al Navile 51%). Presentata richiesta di riesame perché il Comune nega i dati per singola scuola.

2 Giugno 2026

A seguito di un accesso civico il Circolo Uaar di Bologna rende pubblici i dati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell’infanzia comunali suddivisi per quartiere. Presentata istanza di riesame perché a sorpresa il Comune, a differenza del Ministero dell’istruzione e del merito e delle province autonome di Trento e Bolzano, nega l’accesso ai dati relativi alle singole scuole perché “irrilevanti” e “oltre i limiti delle disposizioni vigenti”.

Su 4.391 bambine e bambini delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna ben 1.841 (42%) hanno svolto attività ludiche e di socializzazione mentre i compagni, alla tenera età di 3-5 anni, seguivano l’insegnamento della religione cattolica (Irc), affidato a docenti scelti dall’arcivescovo Zuppi ma pagati dalle casse comunali.

I dati della non frequenza dell’Irc sono stati ottenuti dal circolo bolognese dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) grazie a un accesso civico al “Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni” di piazza Liber Paradisus e permettono di fotografare la situazione a livello di quartiere. Si parte dal Savena (33%) fino ad arrivare al record di laicità del Navile, dove i bimbi liberi dall’ora di religione sono la maggioranza (51%). Gli altri quartieri: Porto-Saragozza (37%), Borgo Panigale – Reno (41%), santo Stefano (42%), san Donato – san Vitale (47%).

Dati non frequenza IRC per quartiere - scuole dell'infanzia comunali di Bologna

Per trasparenza nei confronti della cittadinanza e per una consapevole partecipazione al dibattito pubblico, nell’istanza di accesso i dati sono stati chiesti con dettaglio per singola scuola. Inaspettatamente la direttrice del settore “Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni”, Anna Giordano, ha risposto che «il dato riferito a ogni singola scuola appare irrilevante e pertanto non viene fornito» giustificando il diniego in quanto la richiesta sarebbe «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti». L’invito a rivedere questa insensata posizione di chiusura è caduto nel vuoto e così il 29 maggio è stata presentata formale richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, il quale dovrà decidere entro venti giorni.

«Siamo sicuri che si sia trattato di una svista, anche se deplorevole – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar –, e che il Comune di Bologna tornerà sui propri passi e sceglierà la linea della trasparenza. Negli accessi civici presentati al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alle province autonome di Trento e Bolzano i dati sono sempre stati forniti con dettaglio per singola scuola, in piena collaborazione. Sarebbe preoccupante che l’unica amministrazione pubblica a riscontrare presunti impedimenti normativi nell’esercizio di questo diritto fosse il Comune di Bologna, lo stesso che il sindaco Lepore ama definire “il più progressista d’Italia”».

Il Circolo Uaar di Bologna auspica che non sia più necessario presentare richieste di accesso civico, né tanto meno istanze di riesame, ma che l’Amministrazione comunale di Bologna si dimostri all’avanguardia e renda disponibili i dati dettagliati della non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nel contenitore istituzionale più indicato, il sito Open Data Bologna, che fornisce già utili dataset relativi al mondo dell’istruzione pubblica.

L’Uaar aderisce al progetto datiBeneComune che raggruppa oltre 300 organizzazioni che chiedono di aprire tutti i dati di pubblico interesse.
I dati forniti annualmente dal MiM e dalle P.A. di Trento e Bolzano alimentano la piattaforma per consultare i dati sulla non frequenza dell’Irc nelle scuole pubbliche italiane, con dettaglio fino alla singola scuola:
https://www.uaar.it/non-frequenza-irc-nelle-scuole-italiane/

Comunicato stampa

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