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Inaudite pressioni per “convertire” studenti che non si avvalgono dell’IRC

23 Ottobre 2026

Tra i comportamenti incivili e illegittimi che ancora hanno luogo nella scuola pubblica c’è la tardiva attivazione delle scelte alternative all’Insegnamento della religione cattolica (Irc). La normativa è chiara e l’Uaar ha contribuito a renderla tale con diverse iniziative legali: chi sceglie di non si avvalersi dell’Irc non deve essere costretto a partecipare alle lezioni tenute dai docenti scelti dal vescovo, lezioni che per legge sono “impartite in conformità della dottrina della Chiesa”. È invece un diritto conclamato che fin dal primo giorno di scuola chi ha dato disposizioni per seguire attività didattiche alternative, dedicarsi allo studio individuale oppure uscire dalla scuola abbia il pieno accesso a tali scelte quando è programmata l’ora di religione cattolica.

Tanti dirigenti scolastici consentono purtroppo che questi diritti siano calpestati anche per le prime settimane o i primi mesi dell’anno scolastico. In questi periodi gli studenti non avvalentisi vengono a volte smistati in altre classi, altre volte sono obbligati a sentire le lezioni del docente scelto dal vescovo. All’IIS “Giordano Bruno” di Budrio si è andati oltre: un’insegnante di religione cattolica ha esercitato pressioni sugli studenti non avvalentisi affinché cambiassero la propria scelta e quando è riuscita a “convertire” una studentessa ha chiamato l’intera classe all’applauso. Il coordinatore regionale Uaar Roberto Vuilleumier, contattato da genitori i cui figli erano stati sottoposti a tali trattamenti, ha scritto alla dirigente scolastica Matilde Ferlini la pec che riportiamo di seguito. Non ottenendo risposta, ha quindi scritto all’Ufficio Scolastico Regionale. A questo punto la preside ha finalmente informato di aver “dato immediato seguito alla segnalazione in oggetto, mettendo in atto già il giorno successivo tutte le procedure necessarie alla verifica di quanto segnalato” e che “della segnalazione ricevuta è stata data comunicazione all’Ufficio IRC e al Dirigente dell’Ufficio di Ambito Territoriale di Bologna”. Ha inoltre allegato la circolare 116 dove si ammette che con oltre un mese di ritardo “le attività alternative all’IRC avranno inizio in tutte le sedi dell’Istituto lunedì 26 ottobre 2026”.

Grazie all’impegno dell’Uaar all’IIS di Budrio hanno avuto termine le violazioni dei diritti all’istruzione e alla libertà dalla religione. Corre l’obbligo di precisare che mentre il cambio di scelta da attività alternative a Irc non ha ragioni di essere concesso oltre il termine previsto, smettere di frequentare l’Irc è sempre possibile, anche ad anno scolastico avviato, per insindacabili e superiori ragioni di coscienza. Non si può infatti essere costretti a subire insegnamenti confessionali contro la propria volontà. Studenti e genitori che vogliano esercitare questo diritto sono invitati a seguire le istruzioni della nostra Faq “Vorrei cambiare la scelta e non frequentare IRC, ma la scuola mi ha risposto che sono scaduti i termini. Non c’è più nulla da fare?”

 

Alla cortese attenzione della Dirigente Scolastica Prof.ssa Matilde Ferlini Istituto d’Istruzione Superiore “Giordano Bruno” di Budrio
E p.c. all’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna – Ambito Territoriale di Bologna

Gentile Dirigente,

Le scrivo in qualità di Coordinatore Regionale per l’Emilia-Romagna. Come forse saprà, l’Uaar è l’associazione che, attraverso storiche e vittoriose iniziative legali, ha garantito l’introduzione e l’effettivo rispetto del diritto all’ora alternativa e allo studio individuale nelle scuole pubbliche italiane, a tutela del principio supremo di laicità dello Stato e della libertà di scelta delle famiglie.

Intervengo su segnalazione di genitori di studenti frequentanti il primo anno (indirizzo scientifico) presso il Vostro Istituto per denunciare un fatto di inaudita gravità.

Ci è stato riferito che la docente incaricata per l’Insegnamento della Religione Cattolica, Prof.ssa Mariangela Cesari, sta approfittando della presenza in aula degli studenti che hanno scelto l’alternativa all’IRC per esercitare su di loro una continua e sfacciata pressione psicologica affinché “ripensino” alla loro decisione.

Il culmine di questo inaccettabile proselitismo si è raggiunto durante l’ultima lezione: venuta a conoscenza del fatto che uno studente aveva deciso di ritrattare la propria scelta iniziale per avvalersi dell’IRC, la docente ha fermato la lezione chiedendo a tutta la classe di tributargli un applauso, elogiando pubblicamente per aver “fatto la scelta giusta e aver cambiato idea”.

Questo comportamento mortificante e discriminatorio trasforma l’aula di un istituto statale (intitolato, per ironia della sorte, al libero pensatore Giordano Bruno) in un luogo di catechesi forzata, violando palesemente la libertà di coscienza dei minori e i doveri deontologici della funzione docente.

A un mese dall’inizio dell’anno scolastico, gli studenti che hanno legittimamente optato per lo studio individuale sono ancora costretti a subire la permanenza in classe durante l’ora di IRC. La responsabilità organizzativa ricade interamente sulla Dirigenza Scolastica: eventuali ritardi nelle nomine dei docenti o presunte difficoltà logistiche non possono in alcun modo tradursi nella sospensione de facto dei diritti civili degli studenti. Il diritto allo studio individuale fuori dall’aula di IRC deve essere garantito dal primo all’ultimo giorno di scuola.

Alla luce della gravità dei fatti esposti, Le chiedo di intervenire con effetto immediato per:

Disporre la contestuale uscita dall’aula degli studenti non avvalentisi, garantendo loro lo spazio per lo studio individuale;

Prendere severi provvedimenti nei confronti della Prof.ssa Cesari, affinché cessino all’istante queste intollerabili condotte di pressione psicologica e proselitismo.

Le preannuncio che, qualora non dovesse esserci un Suo intervento risolutivo entro e non oltre 24 ore dal ricevimento della presente, ci riserviamo di difendere i diritti degli studenti che non si avvalgono dell’IRC in ogni sede opportuna, al fine di far cessare ogni discriminazione a loro danno e ottenere i dovuti risarcimenti.

Certo che non vorrà sottovalutare la gravità della situazione attendo un Suo tempestivo riscontro.

Distinti saluti,

Coordinatore Uaar Emilia-Romagna
Roberto Vuilleumier

 

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