Archivio

Archivio autore

Simboli religiosi nei luoghi pubblici? Giovedì 22 aprile

18 Aprile 2010
Commenti disabilitati su Simboli religiosi nei luoghi pubblici? Giovedì 22 aprile

SIMBOLI RELIGIOSI NEI LUOGHI PUBBLICI?
Conferenza/dibattito – Giovedì 22 Aprile 2010, ore 20,30

Presso la Sinagoga della Comunita ebraica, Via Gombruti, 9 Bologna [vedi mappa]

Saluto di
Guido Ottolenghi, presidente della Comunità ebraica di Bologna

Interventi di
Alberto Sermoneta, rabbino capo Comunità ebraica di Bologna
Don Stefano Ottani, biblista
Sergio Ribet, pastore valdese
Roberto Grendene, Rete Laica Bologna – UAAR Bologna

Incontro promosso e organizzato da
Comunità ebraica di Bologna
Chiesa evangelica metodista di Bologna e Modena

conferenze, dibattiti

Tavoli Occhiopermille: domenica 11 e sabato 24 aprile

11 Aprile 2010
Commenti disabilitati su Tavoli Occhiopermille: domenica 11 e sabato 24 aprile

Parte a Bologna la campagna UAAR Occhiopermille – l’otto per mille ci costa un occhio!
Saremo presenti in via Righi angolo via Indipendenza:
Domenica 11 aprile, dalle 14 a sera
Sabato 24 aprile, dalle 10 a sera

Segnaliamo inoltre:
la video-intervista all’Otto per mille e al Cinque per mille
Il volantino del circolo Uaar di Bologna
la scheda informativa presente sul sito UAAR
il video informativo dell’UAAR
il volantone e il volantino del sito UAAR nazionale

banchetti

Isteria pro-crocifisso

10 Novembre 2009

9/11/2009 – COMUNICATO STAMPA
Dilaga l’isteria pro-crocifisso

Non si va certo leggeri, in Italia, nel criticare la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, e con essa coloro che l’hanno apprezzata e l’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ha promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato.
Ci sono sindaci che vogliono multare chi toglie il crocifisso, fanatici che promuovono gruppi Facebook dall’evangelico nome di Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani! , ministri come Ignazio La Russa che si permette di dire sulla TV pubblica «possono morire, non lo leveremo il crocifisso, possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla».

Alle reazioni scomposte di diversi rappresentati istituzionali bolognesi si è aggiunta ora la voce della Curia.
Il cardinale Caffarra lancia un appello per non lasciarsi ingannare dalla retorica della giustizia e dei diritti, in quanto orpelli.

Ci rivolgiamo a tutte le istituzioni bolognesi, affinché prendano le distanze da simili affermazioni, contrarie ai principi liberali della nostra democrazia, che già calpesta i diritti civili dei cittadini atei e agnostici riservando privilegi e immunità anacronistici ad una confessione religiosa (e alla sua gerarchia in particolare).
Allo Stato che regala un miliardo di euro l’anno alla Chiesa Cattolica con l’8×1000, si aggiunge il comune di Bologna, che nel terzo millennio finanzia l’edilizia di culto con circa 600.000 euro l’anno e l’educazione in scuole confessionali con più di un milione di euro l’anno.

Le dichiarazioni di Caffarra gettano fango sulla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, alla quale la nostra Repubblica aderisce.
Si vantano diritti di non bene identificate “comunità”, marchiando come “orpelli” le libertà individuali che tali comunità vogliono calpestare anche in chi ad esse non appartiene.

Non è questione di retorica, sono in ballo diritti fondamentali: è ora di finirla con leggi liberticide che impongono a tutti come vivere, di agonizzare invece che morire con dignità, di dover pagare con le nostre tasse una casta religiosa sempre più ricca, di indottrinare i bambini nella scuola pubblica. A questi danni si vuole anche aggiungere la beffa di avere sopra la nostra testa, negli uffici pubblici e nelle scuole in particolare, il simbolo religioso dei privilegiati. Non ci sentiamo offesi, ci sentiamo discriminati. Lavori scolastici di alunni liberi di sviluppare pensiero critico, questo e’ quello che vorremmo appeso alle pareti della scuola pubblica.

comunicati ,

A Bologna il crocifisso imposto nella scuola pubblica?

10 Novembre 2009
Commenti disabilitati su A Bologna il crocifisso imposto nella scuola pubblica?

5/11/2009 – COMUNICATO STAMPA

Crocifisso imposto nella scuola pubblica? La parola ai promotori del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar.

L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea a nostro avviso lontana dalla realtà, e chiaramente sconfessata da Strasburgo.

L’Italia aveva sottoscritto, nel 1950, la Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali.
Ancor più della palese violazione di tale patto internazionale con l’imposizione nella scuola pubblica di un simbolo ideologico di una specifica religione sugli altri (che ha origine nel ventennio fascista), suscitano sgomento le reazioni scomposte dei nostri rappresentati istituzionali.
Se a livello nazionale un ministro della Repubblica, Ignazio La Russa, si permette di dire sulla TV pubblica «possono morire, non lo leveremo il crocifisso, possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla», a livello bolognese assistiamo ad una sorta di gara per imporre in tutte le scuole il crocifisso. E per imporre nella scuola pubblica un simbolo religioso (e solo quello!) ai bambini dai tre anni di età, lo Stato presunto laico e praticamente tutti gli esponenti delle forze politiche bolognesi si pongono al di fuori della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali.

L’UAAR saluta invece la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo come un grande passo per la laicità italiana.
Laicità ancora ben lontana: non dimentichiamo, e non lo dimenticano centinaia di migliaia di famiglie, come nella scuola pubblica vengano discriminati coloro che non intendono sottoporre i propri figli, dai tre anni di età, all’insegnamento della religione cattolica per due ore la settimana, con insegnanti pagati dallo stato ma scelti dal vescovo.

Al danno si aggiunge la beffa, quando parcheggiati in altre classi, messi nel corridoio, accompagnati in aule senza attività didattiche che spetterebbero loro di diritto, vedono sopra le loro teste il simbolo religioso che in quel contesto viene a rappresentare l’origine della loro discriminazione.

Roberto Grendene
Coordinatore del Circolo UAAR di Bologna

comunicati ,

UAAR a Radio Città Fujiko

5 Novembre 2009

Venerdì 6 novembre, dalle ore 12:15 alle ore 13, all’interno del programma “Antipasto” curato da Alessandro Canella, Radio Città Fujiko ospiterà Roberto Grendene, coordinatore del circolo UAAR di Bologna.

Si parlerà del «no» ai crocifissi in classe, arrivato dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, che si è pronunciata sul ricorso di una cittadina italiana,  socia Uaar e per la quale l’UAAR  ha promosso, sostenuto e curato tecnicamente l’iter giuridico ( Tar del Veneto, Corte Costituzionale, Consiglio di Stato ed infine Corte Europea)

Ma si parlerà anche di altre campagne UAAR: Testamento Biologico: Liberi di scegliere, promossa all’interno della Rete Laica Bologna, il progetto oraalternativa, la campagna oneri, la campagna Occhiopermille

dibattiti, radio-tv

Giornata dello sbattezzo a Bologna: chi vuole limitare da libertà di espressione?

29 Ottobre 2009

Domenica 25 ottobre 2009, in via Altabella, era presente per il secondo anno e per la seconda volta nello stesso mese, un tavolo informativo UAAR sullo sbattezzo.

Lo sbattezzo è l’espressione dell’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto in Italia da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa. Nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.

Sono stati 49 i cittadini bolognesi che il 25 ottobre, in occasione della seconda giornata dello sbattezzo e grazie all’assistenza della UAAR, hanno potuto spedire la raccomandata di cancellazione degli effetti civili del battesimo. E sempre grazie alla nostra presenza, sono state raccolte centinaia di firme per la delibera di iniziativa popolare sull’istituzione del registro dei testamenti biologici presso il Comune di Bologna promossa dalla Rete Laica Bologna, a cui l’UAAR aderisce e partecipa. Tra queste anche quella di una signora che, ci ha dichiarato, “vado a messa tutte le domeniche, ma non voglio finire come Eluana Englaro”.

Qualcuno però non voleva permettere che questi servizi fossero forniti ai cittadini. Servizi, lo sottolineiamo, che discendono da norme e principi costituzionali a salvaguardia di diritti fondamentali: la libertà di religione e dalla religione, il diritto di partecipare al processo democratico, la libertà di espressione.
La mattina di domenica scorsa è infatti intervenuta prima la Digos, verso le 10:30, ad identificare i nostri volontari e a chiedendoci di sgomberare. Esibito loro il regolare permesso del Comune di Bologna, la Digos ha ceduto il posto ad una pattuglia della Polizia Municipale. Di nuovo c’è stata l’identificazione dei nostri volontari, e la richiesta di sgombero. E di nuovo abbiamo esibito il permesso concesso dell’autorità competente, rimanendo sul posto in attesa di un verbale o una qualsiasi motivazione che rendesse tale permesso illegittimo.

Per capire come e perché nella nostra città si voglia limitare la libertà di espressione, e in modo specifico alla nostra associazione, oggi abbiamo richiesto all’urp del Comune la copia della relazione d’intervento della Polizia Municipale. Ci chiediamo soprattutto chi ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine: la nostra sensazione è che gli agenti non avessero affatto chiaro perché dovesse essere sgomberato un semplice e conosciuto tavolo informativo dotato di tutti i permessi (sono anni che l’UAAR, associazione di promozione sociale riconosciuta dal Ministero, si confronta a Bologna e in tutta Italia con i cittadini sulle proprie campagne).

Conoscevamo, e conoscevano gli uffici competenti, l’esistenza di un provvedimento del Prefetto di Bologna che, in accordo con il sindaco, stabiliva il divieto di cortei e manifestazioni nelle principali piazze e vie della città, ogni sabato dalle 14 e ogni domenica. Divieto che, calpestando i diritti di cittadini atei e agnostici, delle loro associazioni ed anche delle confessioni di minoranza, non vale per le manifestazioni religiose “tradizionali“. Questa discriminazione, a nostro avviso anticostituzionale e indegna di un paese civile, dovrebbe essere rimossa. Di certo non può e non deve essere estesa a semplici tavoli informativi e di raccolta firme, svolti ai sensi e per l’applicazione di norme dello Stato.

banchetti, comunicati, petizioni , ,

La voce della Bologna laica sui finanziamenti alle scuole private

3 Ottobre 2009
Commenti disabilitati su La voce della Bologna laica sui finanziamenti alle scuole private

Il Circolo UAAR di Bologna ha sottoscritto, come aderente alla Rete Laica Bologna, il seguente comunicato.

FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE PRIVATE.
RETE LAICA BOLOGNA: “L’ULTIMA PAROLA SPETTA ALLA COSTITUZIONE”

Di fronte alla pretesa della Curia di Bologna di ricevere “il 30% della torta” per le scuole private e in gran parte cattoliche, ovvero il 30% del bilancio comunale destinato all’istruzione, riteniamo necessario far sentire la voce della Bologna laica.

In primo luogo ricordiamo che l’art. 33 comma 2 della Costituzione recita che “la Repubblica istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, imponendo alle istituzioni di offrire a tutti la scuola pubblica statale, laica, pluralista.

Tale impostazione riflette l’idea riassunta nelle parole di Piero Calamandrei, padre costituente della Repubblica: “La scuola di Stato, la scuola democratica, è una scuola che ha un carattere unitario, è la scuola di tutti, crea cittadini, non crea né cattolici, né protestanti, né marxisti. La scuola è l’espressione di un altro articolo della Costituzione: dell’art. 3: ‘Tutti i cittadini hanno parità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali'”.

Sempre l’art. 33 comma 3 della Costituzione afferma con chiarezza che “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

La Costituzione prevede pertanto due sistemi scolastici profondamente diversi proprio nelle loro finalità: da una parte un sistema pubblico aperto a tutti, per sua natura caratterizzato dalla libertà di insegnamento e quindi pluralista; dall’altro un sistema di scuole private che garantisce la libertà del cittadino italiano di educare i figli secondo le proprie tendenze ideologiche o religiose.

Il secondo sistema – o per motivi ideologici o per motivi commerciali – limita la libertà di insegnamento e la libertà di accesso dei cittadini. Infatti la legge 62/2000 prevede espressamente che le scuole paritarie accolgono chiunque ne “accetti il progetto educativo. Il progetto educativo indica l’eventuale ispirazione di carattere culturale o religioso”. Quindi, anche se svolgono un servizio rivolto a una specifica fascia d’utenza, non possono ricevere finanziamenti dallo Stato.

Va altresì ribadito non si può applicare il principio di sussidiarietà alla scuola. La scuola statale non è un servizio ma un’istituzione che tutela la libertà di coscienza e la libertà di educazione dei genitori di cui all’art. 30 della Costituzione.

L’istituzione locale non può in nome di problemi di bilancio costringere genitori che hanno scelto la scuola pluralista ad accedere a scuole che fanno legittimamente della loro identità religiosa l’impostazione culturale della loro azione didattica.

La nostra opposizione al finanziamento alle scuole private deriva prima di tutto dalla preoccupazione che le istituzioni pubbliche possano comprimere la libertà di religione e dalla religione (art. 19 della Costituzione), posta a fondamento del nostro Stato laico.

Sulla base dei principi richiamati chiediamo al Comune di Bologna di aprire al più presto un dibattito trasparente sul futuro della scuola pubblica al quale partecipi l’intera città. La questione attiene sia all’utilizzo dei soldi pubblici per il bene comune sia alla tutela del diritto all’istruzione laica e pluralista.

RETE LAICA BOLOGNA

La Rete Laica di Bologna è un tavolo informale d’incontro, di discussione, di proposta e di mobilitazione per difendere ed estendere la laicità delle istituzioni bolognesi e italiane. Vi partecipano associazioni e singoli/e.
Attualmente partecipano (in ordine alfabetico):
Associazione Amici Eremo di Ronzano
Associazione Bologna Città Libera
Associazione Libera Uscita
Associazione Per la Sinistra Bologna
Cellula Luca Coscioni Bologna
Chiesa Evangelica Metodista di Bologna
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
Libera Uscita
Noi siamo Chiesa Emilia-Romagna
Rivista Lucidamente
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Bologna

E-Mail: rete.laica.bologna@gmail.com
Blog: http://retelaicabologna.wordpress.com/
Facebook: http://www.facebook.com/pages/Rete-Laica-Bologna/142504218675
Twitter: http://twitter.com/relabo

comunicati , ,

Roma, 19 Settembre, LIBERI DI NON CREDERE: pullman da Bologna

28 Agosto 2009

banner_roma468

AGGIORNAMENTO: purtroppo non abbiamo raggiunto un numero sufficiente di adesioni e abbiamo dovuto annullare il pullman

Il 19 Settembre 2009, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma, l’UAAR organizza:
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

La presentazione e le rivendicazioni del meeting sono disponibili sul sito nazionale, assieme al programma provvisorio (previsti interventi di Franco Grillini, Laura Balbo, Carlo Flamigni e Valerio Pocar e i videointerventi di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi).
Il circolo UAAR di Bologna organizza un pullman con rientro il giornata per partecipare alla manifestazione.
Partenza alle ore 7,00 del 19 settembre in Via Corticella all’altezza del civico 216 (vedi mappa), davanti al Bingo Living (ex discoteca). Adiacente al punto di partenza c’è un parcheggio libero, cintato e alberato.
L’uscita della tangenziale più comoda è la 6 Castelmaggiore, direzione Castelmaggiore. Ma è vicina anche l’uscita 5, Lame.
Previste 5-6 ore di viaggio per arrivare a Roma. Ripartenza da Roma alle ore 20,00, con ritorno al punto di partenza (via Corticella 216) tra l’una e le due.
La quota individuale richiesta è di 40,00€ e copre le spese del viaggio (pasti esclusi).
Nel caso non si raggiungano sufficienti adesioni entro il 09/09/09 il viaggio sarà annullato e la quota restituita per intero. Nel caso l’incasso superi le spese, sarà offerto un rimborso.
Per adesione si intende il pagamento del biglietto: la rinuncia non comporta la restituzione della quota versata.
Per le adesioni, contattare Paolo ( ennepenne@tin.it , tel 051.703.524) o passateci a trovare alla Festa dell’Unità al Parco Nord, tutte le sere dal 28 agosto (il nostro stand è nella piazza delle associazioni, Esaforum, nr. 62 sulle mappe della Festa)

manifestazioni , ,