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Cento libri donati dall’Uaar a bambine e bambini dell’attività alternativa

4 Febbraio 2026
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Il 2026 è iniziato con il piede giusto per bambine e bambini che all’Istituto Comprensivo n.5 di Bologna frequentano l’attività didattica alternativa, la scelta educativa laica al posto delle due ore settimanali di insegnamento della religione cattolica (Irc).

Martedì 13 gennaio il coordinatore del Circolo Uaar di Bologna Riccardo Tampieri e il vice coordinatore Raffaele Diotallevi hanno consegnato nelle mani di Claudia Iamundo, vicaria dell’istituto comprensivo, cento libri per il programma dell’attività alternativa. La donazione, parte della campagna Uaar Libri per chi ha diritto di averli, ha consentito di distribuire a bambine e bambini delle classi seconda e quinta primaria dell’IC5 il libro di testo che a loro mancava: era infatti stato distribuito solo quello approvato dalla diocesi e destinato ai loro compagni che frequentano l’Irc.

Con questa donazione l’Uaar ha scelto di accogliere la richiesta presentata dall’IC5 lo scorso novembre e ha voluto premiare la svolta compiuta dal collegio docenti dell’istituto lo scorso maggio, quando per la prima volta deliberò l’adozione dei libri di testo per l’attività alternativa per l’anno 2025/26. In questo modo la scuola ha ricevuto gratuitamente dal Comune di Bologna non solo i testi di religione cattolica, ma anche quelli per il programma di alternativa. Restavano escluse solo le classi seconde e quinte e ci ha pensato l’Uaar a colmare questa disparità educativa che ancora troppo spesso colpisce i piccoli studenti delle scuole “elementari” italiane.

13 gennaio 2026, l’Uaar dona i libri di alternativa all’IC5 Bologna

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Bologna, crescono ancora i “no” all’ora di religione. I dati scuola per scuola.

27 Gennaio 2026
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L’Uaar pubblica i dati ministeriali sulla non frequenza dell’Irc. In provincia di Bologna quattro studenti su dieci scelgono di non avvalersene, uno su due nelle scuole che hanno sede nel comune. Sorpasso laico in sei licei bolognesi su nove, in testa Arcangeli (67,50%), Luxemburg (65,19%) e Copernico (64,26%).

In piena fase di iscrizioni scolastiche l’Uaar rende noti i dati ministeriali sulla non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica (Irc). Per la quarta volta consecutiva cresce la disaffezione per le lezioni tenute dai docenti scelti dal vescovo. A livello nazionale nel 2024/25 il numero di chi non si avvale dell’IRC è cresciuto dell’1%, raggiungendo quota 17,7% (+42mila studenti, nonostante il calo di 120mila unità della popolazione studentesca complessiva).
A differenza della Cei l’Uaar non si limita a comunicare il dato nazionale, ma analizza il fenomeno a vari livelli territoriali e rende pubblici i dati scuola per scuola. Emerge così un’Italia a due velocità, con aree di forte allontanamento dall’ora di religione cattolica: l’Emilia Romagna è tra queste, con il 30,65% di scelte laiche (seconda regione dopo la Valle d’Aosta). E con accelerazioni ancora maggiori a Bologna.

Con il 39,91% di non avvalentisi la provincia di Bologna è la seconda in Italia dopo quella di Firenze (40,33%). Restringendo l’analisi ai comuni con più di 25mila abitanti la fuga dall’ora di religione è ancora più netta: Bologna (46,92%), Casalecchio (46,86%), San Lazzaro (40.49%) e San Giovanni in Persiceto (37.81%).

A confutare l’ipotesi che sia tutto dovuto a famiglie di origine straniera il dato dei licei di Bologna, che mostra il sorpasso laico in sei casi su nove: Arcangeli (67,50%), Luxemburg (65,19%), Copernico (64,26%), Galvani (52,96%), Righi (52,74%) e Minghetti (50,82%). Solo al Laura Bassi (49,72%), al Sabin (41,44%) e al Fermi (34,90%) prevale ancora la scelta religiosa.
In provincia spiccano il Da Vinci di Casalecchio (60,04%), il Giordano Bruno di Medicina (58,97%) e il Fermi di San Lazzaro (54,55%).

Spostandosi su tecnici e professionali i “no” all’Irc sono ancora maggiori, con in vetta rispettivamente l’Itc Rosa Luxemburg (81,40%) e l’Ipia Aldini Valeriani (83,49%). Tre scuole medie bolognesi superano il 60%: Saffi (63,69%), Testoni-Fioravanti (62,30%) e Besta (61,92%). In testa alla classifica delle primarie troviamo le Tempesta (68,87%) e per le scuole dell’infanzia le Panzini (82,81%).

«Sempre più famiglie e studenti – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar ­– scelgono di non frequentare l’ora di religione cattolica, nonostante l’esercizio di questo diritto troppe volte sia ostacolato dalla mancanza di valide alternative e da pressioni anche interne al sistema scolastico. Per la Cei si tratterebbe di una libera scelta ma non è affatto così: mettiamo l’Irc in orario extrascolastico, come capita a tutte le attività facoltative, e vediamo come va a finire». Il 14 febbraio scadono le iscrizioni all’anno 2026/27. «Invito i genitori – conclude Grendene – a compiere la migliore scelta educativa: dire no all’insegnamento della religione cattolica. E se incontrano difficoltà, avranno l’Uaar al loro fianco».

Comunicato stampa – 27.1.2026

Note

I dati ministeriali della provincia di Bologna scuola per scuola su file Excel: Dati non frequenza Irc – Bologna 2024-25

Mappa interattiva per province: https://public.flourish.studio/visualisation/27185742/

Mappa interattiva per regioni: https://public.flourish.studio/visualisation/27185921/

Alla pagina https://uaar.it/dati-no-irc sono disponibili tutti i dati sulla non frequenza dell’Irc, con elaborazioni grafiche, elenchi delle scuole per provincia scaricabili in formato Csv per ulteriori elaborazioni, fino alla consultazione della scheda di dettaglio di ogni singola scuola con la serie storica degli ultimi anni.

L’Uaar aderisce alla campagna #datiBeneComune.

Nel repository GitHub dell’associazione: https://github.com/UnioneAteiAgnosticiRazionalisti/dati-no-irc
sono messi a disposizione tutti i file originali ricevuti dal Ministero e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Nell’elaborazione delle statistiche nazionali e provinciali in via prudenziale non sono stati considerati i dati di 357 scuole su 40346 ritenuti inattendibili per percentuali di non avvalentisi fuori scala (probabilmente dovuti a errori di input). Se fossero stati considerati i dati originali le percentuali di non avvalentisi sarebbero state leggermente più alte.

 

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Più libri per l’ora alternativa in Emilia Romagna

24 Settembre 2025
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Anche in Emilia Romagna sempre più classi adottano il libro di testo per l’attività alternativa. Ravenna Piacenza e Parma le province più laiche, Bologna solo sesta, Modena fanalino di coda.
Comunicato stampa Uaar Emilia Romagna

Ricominciata la scuola l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) ha di nuovo verificato la diffusione dei libri per il programma dell’attività alternativa, analizzando i dati presenti nella sezione “Adozioni libri di testo” del Portale unico dei dati della scuola per tutte le primarie statali italiane.

Per il terzo anno consecutivo si registra una decisa crescita delle classi in cui gli scolari i cui genitori hanno scelto “attività didattiche e formative” al posto dell’Irc riceveranno gratuitamente il libro per svolgere le due ore settimanali di materia laica: è stata raggiunta la quota record di 16.313 classi (+33% rispetto allo scorso anno e +153% rispetto al 2023/24). Sul totale complessivo di classi corrisponde solo al 13,05%, ma va sottolineato che era il 9,54% lo scorso anno e il 5,63% due anni fa.
L’Uaar ha analizzato anche la distribuzione territoriale del fenomeno. Ravenna è la quinta provincia più laica a livello nazionale, dopo Asti (nel 49,9% di classi di scuola primaria è stato adottato il libro di alternativa), seguita da Genova (49,89%), Teramo (47,06%), Livorno (46,95%). In Emilia Romagna dopo Ravenna troviamo Piacenza (29,27%), Parma (29,19%), Rimini (27,40%), Ferrara (23,56%), Bologna (20,97%), Forlì-Cesena (17,16%), Reggio Emilia (16,56) e infine Modena (7,91%).

«Cresce la voglia di laicità nelle famiglie – dichiara Roberto Vuilleumier, coordinatore regionale Emilia Romagna Uaar – e cresce la sensibilità laica dei collegi docenti, che in sempre maggior numero approvano l’adozione del libro di testo per l’attività alternativa. Si tratta di un sussidio che non solo garantisce pari dignità educativa a bambine e bambini dell’attività alternativa, ma che può risultare indispensabile ai docenti incaricati spesso all’ultimo minuto che così potranno agevolmente organizzare valide e appassionanti lezioni».

In base ai dati raccolti l’Uaar ha costruito l’elenco degli istituti nei quali per la prima volta vi sono classi in cui è stato adottato il libro di testo per l’attività alternativa. Ha quindi scritto ai relativi dirigenti scolastici congratulandosi per il passo in avanti compiuto e offrendo, all’interno della propria campagna Libri per chi ha diritto di averli, una donazione di volumi a scelta tra Alternativamente (Raffaello editore) e Intorno a noi (Giunti editore) per coprire tutte le classi rimaste eventualmente scoperte senza alcun costo per la scuola o per le famiglie. Di seguito sono riportati i 40 istituti dell’Emilia Romagna che che possono fruire della donazione.

Ulteriori informazioni:

  • Percentuali classi con adozione libri di alternativa: mappa per provincia
  • Dati grezzi usati per l’elaborazione
  • Lettera inviata ai dirigenti scolastici dei seguenti 40 istituti dell’Emilia Romagna che possono fruire della donazione di libri di testo:
Provincia Comune Istituto
Bologna ARGELATO I.C. DI ARGELATO
BOLOGNA I.C. N.14 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N.15 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N.3 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N.5 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N.6 BOLOGNA
BOLOGNA I.C. N.9 BOLOGNA
CALDERARA DI RENO I.C. DI CALDERARA DI RENO
GAGGIO MONTANO I.C. S. D’ACQUISTO
VALSAMOGGIA I.C. DI CRESPELLANO
Modena BOMPORTO I.C. LUCIANO PAVAROTTI
NONANTOLA I.C. FRATELLI CERVI
SAN PROSPERO I.C. S.PROSPERO – MEDOLLA
SERRAMAZZONI I.C. SERRAMAZZONI
Parma FIDENZA I. C. FIDENZA
PARMA D.D. DI VIA F.LLI BANDIERA
PARMA I. C. BOCCHI
PARMA I. C. D’ACQUISTO
PARMA I.C. ALBERTELLI-NEWTON
PARMA I.C. DI VIA MONTEBELLO
PARMA I.C. FERRARI
PARMA I.C. MICHELI
PARMA I.C. PARMA CENTRO
PARMA I.C. PARMIGIANINO
PARMA I.C. TOSCANINI
SORBOLO MEZZANI I.C. SORBOLO
TRAVERSETOLO I.C. TRAVERSETOLO
Piacenza PIACENZA CD SETTIMO CIRCOLO
Ravenna COTIGNOLA I.C. DON STEFANO CASADIO
FAENZA I.C. EUROPA
RAVENNA I.C. 1 ANDREA CANEVARO
RAVENNA I.C. RICCI-MURATORI
Reggio Emilia REGGIO NELL’EMILIA E. FERMI
Rimini BELLARIA-IGEA-MARINA IC BELLARIA IGEA MARINA
CORIANO IC COMUNE DI CORIANO
MONTESCUDO-MONTE COLOMBO IC MONTESCUDO-MONTE COLOMBO SAS
MORCIANO DI ROMAGNA IC VALLE DEL CONCA MORCIANO
RIMINI CENTRO STORICO
RIMINI IC FERMI
SANTARCANGELO DI ROMAGNA 1 CIRCOLO SANTARCANGELO DI R.

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Bologna, nuovo record di “no” all’ora di religione cattolica (47.3%). Secondo comune laico in Italia dopo Firenze (51.5%)

27 Marzo 2025
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Bologna, nuovo record di “no” all’ora di religione cattolica (47.3%). Secondo comune laico in Italia dopo Firenze (51.5%)
L’Uaar rende pubblici i dati sulla frequenza dell’IRC dell’anno 2023/24. Tre i licei bolognesi sopra quota 60%: Arcangeli, Copernico e Rosa Luxemburg. In testa alla classifica l’I.P.I.A. Aldini Valeriani (82%). Scuole inferiori: infanzia Panzini al 74%, primaria Federzoni al 67%, medie Testoni-Fioravanti al 66%.

L’Uaar ha nuovamente bussato alla porta del Ministero dell’Istruzione e del Merito e delle province autonome di Trento e Bolzano con un accesso civico generalizzato, recuperando i dati sulla frequenza dell’Insegnamento della religione cattolica (Irc) nelle scuole statali italiane. Gli studenti che hanno scelto di non frequentare l’ora di religione, che in modo arcaico e irriguardoso vengono ancora chiamati “esonerati”, hanno raggiunto la cifra record di 1.164.000 (+68.000), passando da una media del 15,5% del 2022/23 al 16,62% del 2023/24.

Dall’esame delle città capoluogo spicca il sorpasso laico di Firenze (51,51%). Seguono i Comuni di Bologna (47.29%), Aosta (43,58%), Biella (40,62%), Mantova (40,54%), Brescia (38,6%), Trieste (37.94%) e Torino (37,67%). Considerando l’intero territorio provinciale restano in testa Firenze (39,79%) e Bologna (38,15%). A livello regionale in testa ci sono la Valle d’Aosta (32,53%), l’Emilia Romagna (29,33%) e la Toscana (29,01%).

Tra i licei bolognesi in testa per scelte laiche ci sono l’artistico Arcangeli (66.65%), lo scientifico Copernico (65.68%) e per le scienze umane e economico-sociali Rosa Luxemburg (63.83%). Tra i professionali e tecnici si registra una vera e propria fuga dell’insegnamento religioso: in testa l’I.P. Aldini-Valeriani (81.5%), l’odontotecnico Malpighi (78%) e l’ITC Rosa Luxemburg (77.4%).

Passando agli ordini di scuola inferiori all’infanzia o “materna” la domanda di attività alternativa tocca quota 73.7% alle Panzini (superata in provincia dal 79% delle Paltrinieri di Crevalcore). Per le primarie o “elementari” il podio vede le Federzoni (66.67%), le Romagnoli Partigia (66.3%) e le Don Bosco (64.2%). Infine per le secondarie di secondo grado o “medie” abbiamo le Testoni-Fioravanti (65.8%), le Saffi (61%) e le Besta (58.3%).

Il fondo della classifica delle scelte laiche è tutta in provincia: a Pian del Voglio, frazione di San Benedetto val di Sambro, i 16 bambini della “materna” frequentano tutti l’IRC, alla primaria di Mordano solo uno scolaro su 103 sceglie l’alternativa e sempre a Mordano c’è la scuola media con “solo” il 10% di non avvalentisi. A Imola invece ci sono le superiori con la percentuale più bassa di “no” all’Irc, il liceo Rambaldi-Valeriani con il 22.6%.

Tutti questi dati possono essere scaricati ed elaborati in Excel selezionando “Bologna” nella pagina: https://uaar.it/dati-no-irc Segnaliamo che hanno comunicato al Ministero dati potenzialmente inattendibili 11 scuole su 499 della provincia di Bologna, e per questo non sono state incluse nelle statistiche. Tra queste la primaria don Minzoni dell’IC 11 Bologna (improbabile che passi dal 30 al 98% di non avvalentisi), ma precauzionalmente è stato scartato anche l’I.P. Serpieri di Sasso Marconi (che passa dal 52 al 97%).

Tornando a livello nazionale Nella top 5 degli Istituti troviamo in testa il professionale e tecnico Olivetti di Ivrea classificatosi al primo e al secondo posto con il 90,7% e l’87,88% di studenti che non si avvalgono dell’ora di religione. In molti casi il numero degli studenti adulti degli istituti tecnici e professionali che frequentano le scuole serali influenza la percentuale complessiva dell’Istituto. Segue al terzo posto l’Istituto tecnico Sassetti-Peruzzi di Firenze con l’86,78% di non avvalentisi, al quarto la primaria Nazario Sauro di Monfalcone, Gorizia con l’86,45% e al quinto l’Istituto professionale Carrara di Novellara, Reggio Emilia con l’86,29%. Primi tra i licei il Leon Battista Alberti di Firenze (84,65%), tra le secondarie di primo grado le Rodari di Torre Pellice (TO) con l’83,70% mentre con l’83,58% dei bambini di 3-5 anni di età sono le San Giacomo di Brescia a risultare in testa alle scuole dell’infanzia.

Il dato nazionale per tipo di scuola vede al primo posto gli Istituti professionali con il 27,83%, al secondo gli Istituti tecnici con il 25,31% e al terzo i licei con il 18,48%. Scuola secondaria di primo grado, primaria e scuola dell’infanzia si posizionano tra il 15,77 e il 12,4%.

«Per l’ennesima volta l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar – colma carenze ministeriali e rende pubbliche informazioni che incredibilmente mancano dal Portale unico dei dati della Scuola. Il ministro Valditara sembra un po’ troppo impegnato a privilegiare l’insegnamento religioso, con concorsi farsa per assumere in ruolo docenti scelti dal vescovo e con la recente trovata di far studiare in chiave identitaria la Bibbia a bambini di sei anni. Dovrebbe invece tutelare i diritti delle sempre più numerose famiglie che chiedono una scuola laica e iniziare a pensare a un sistema nazionale d’istruzione privo del fardello dell’ora di religione cattolica».

L’Uaar aderisce alla campagna #datiBeneComune e mette a disposizione di tutti i dati sulla non frequenza dell’Irc alla pagina uaar.it/dati-no-irc, dove sono disponibili elaborazioni grafiche (per regione, provincia e tipo di scuola), elenchi per provincia e di tutte le scuole della stessa provincia (scaricabili in formato Csv per ulteriori elaborazioni), fino alla consultazione della scheda di dettaglio di ogni singola scuola con la serie storica degli ultimi sei anni.

Dati non frequenza IRC 2023/24

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L’Uaar dona libri per l’Attività Alternativa alle scuole primarie

14 Gennaio 2025
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Solo il 14% delle scuole primarie in  provincia di Bologna adotta il libro di testo per il programma di Attività Alternativa (ecco quali sono queste scuole all’avanguardia), mentre il 100% fornisce a spese dei contribuenti il libro di religione cattolica. Una situazione di grave disparità educativa che l’Uaar si impegna a risolvere.

Genitori, docenti e chiunque sia in contatto con scuole “elementari” è invitato a segnalare alle segreterie che l’Uaar è disponibile a donare a tutte le bambine e i bambini dell’Attività Alternativa un libro di testo a scelta tra “Alternativamente” (Raffaello scuola editore) e “Intorno a noi” (Giunti scuola ed.). È sufficiente che la scuola presenti la domanda seguendo le istruzioni alla pagina Libri per chi ha diritto di averli e l’Uaar a proprie spese consegnerà i libri.

Abbiamo già scritto ai 68 Istituti Comprensivi/Direzioni didattiche della provincia di Bologna.
Di seguito il testo della lettera spedita.

Campagna Uaar "Libri per chi ha diritto di averli"

13 gennaio 2025
Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti Comprensivi
e delle Direzioni Didattiche della Provincia di Bologna

Oggetto: Campagna Uaar “Libri per chi ha diritto di averli” 2024/25 – Donazione libri per il programma di Attività Alternativa scuole primarie

Alunne e alunni dovrebbero godere degli stessi diritti. Oggi c’è un libro di testo per chiunque frequenti l’insegnamento della religione cattolica (Irc). Invece nella maggior parte delle scuole primarie non c’è un libro di testo per chi frequenta l’Attività Alternativa (AA).

La campagna “Libri per chi ha diritto di averli” ha l’obiettivo di promuovere l’adozione dei libri per il programma di Attività Alternativa per una reale parità educativa nelle scuole primarie. Abbiamo elaborato i dati ministeriali e messo a disposizione la seguente mappa della diffusione del fenomeno provincia per provincia: https://go.uaar.it/mappa-libri-alternativa-2024-25

Lo scorso anno nelle scuole primarie italiane solo una classe su venti aveva il libro di testo per l’AA ufficialmente adottato dal Collegio docenti. Nel 2024/25 la crescita è stata notevole e siamo passati a una su dieci. Se la scuola da Lei diretta fa parte di questi istituti all’avanguardia esprimiamo il nostro plauso.

Come Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti APS (Uaar) riteniamo di aver contribuito al miglioramento della situazione. Un anno fa abbiamo infatti avviato la campagna in oggetto per offrire gratuitamente, a ciascun alunno che frequenta l’AA nelle scuole primarie statali, libri per il programma di AA pubblicati da editori specializzati per la scuola, a scelta tra “Alternativamente” (Raffaello scuola ed.) e “Intorno a noi” (Giunti scuola ed.). Sono stati 568 i volumi donati dall’Uaar a sette scuole primarie di Bologna e distribuiti a inizio 2024 a bambine e bambini dell’AA.

L’Uaar estende la campagna “Libri per chi ha diritto di averli” anche al corrente anno scolastico. I libri coinvolti sono gli stessi e le spese per le donazioni saranno nuovamente sostenute dall’Uaar.

La disponibilità è limitata, la scuola deve presentare domanda seguendo le istruzioni alla pagina uaar.it/kitdidattica e compilando il modulo previsto al più presto (scadenza 10/2/2025). Se la richiesta sarà approvata i libri saranno consegnati gratuitamente dall’Uaar e sarà il personale scolastico a distribuirli ad alunni e docenti dell’AA.

L’offerta è rivolta anche agli istituti che si sono distinti per aver già adottato libri per l’AA, per coprire eventuali classi rimaste scoperte o nel caso ci fossero stati problemi con l’amministrazione comunale per il riconoscimento della cedola libraria.

Alleghiamo l’elenco delle 43 scuole primarie della nostra provincia in cui si stanno svolgendo lezioni di Attività Alternativa utilizzando il libro di testo adottato dal Collegio docenti e garantito in forma gratuita dall’amministrazione comunale.

Con l’auspicio che l’elenco cresca rapidamente e rinnovando l’invito a presentare domanda per ricevere la donazione di “Libri per chi ha diritto di averli”, porgiamo i nostri migliori saluti.

Circolo Uaar di Bologna

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Elezioni regionali 2024: domande laiche ai candidati

22 Ottobre 2024
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In vista delle elezioni regionali del 17 e 18 novembre 2024, l’Uaar rivolge ai candidati a Presidente e Consigliere della Regione Emilia-Romagna le seguenti domande laiche, tutte su temi di competenza regionale.
Le risposte, da inviare entro il 12 novembre a emiliaromagna@uaar.it, saranno pubblicate sul sito bologna.uaar.it e su gli altri canali informativi Uaar affinché chi vota possa scegliere in maniera consapevole. Prosegui la lettura…

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L’Uaar dona 187 libri per l’attività alternativa all’IC8 Bologna

5 Aprile 2024
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187 libri di testo per il programma di attività alternativa sono stati donati oggi dall’Uaar all’Istituto Comprensivo n.8 di Bologna.

Nell’ufficio della presidenza in via Ca’ Selvatica, la dirigente scolastica Francesca Baldelli e la collaboratrice alla dirigenza Maria Rosaria De Marco hanno ricevuto la donazione dal segretario nazionale Uaar Roberto Grendene e da Claudia Terzi, insegnante e componente del direttivo del Circolo Uaar di Bologna. I libri donati sono «Alternativamente» di Raffaello Scuola ed. (90 volumi per classi I II e III, 72 volumi per classi IV e V) e «Intorno a noi» di Giunti Scuola ed. (9 per classi I II e III, 16 per classi IV e V) e saranno distribuiti già il prossimo lunedì alle bambine e ai bambini dell’attività alternativa all’insegnamento della religione cattolica delle scuole primarie “Bombicci”, “XXI Aprile” e “Manzolini”, dove le percentuali di “no” all’insegnamento “conforme alla dottrina della Chiesa” raggiungono rispettivamente il 27%, 42% e 44%. Prosegui la lettura…

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L’Uaar dona 381 libri di testo agli allievi dell’attività alternativa dell’IC 5 Bologna

13 Marzo 2024
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381 libri “Alternativamente” (Raffaello scuola ed.) sono stati donati oggi dall’Uaar all’Istituto Comprensivo n.5 di Bologna.

Nella sede dell’istituto, in via di Vincenzo 55, la dirigente scolastica Daniela Tacconi e la collaboratrice alla dirigenza Francesca La Ganga hanno ricevuto la donazione dal segretario nazionale Uaar Roberto Grendene e dall’insegnante Claudia Terzi del direttivo del Circolo Uaar di Bologna. I libri di testo saranno distribuiti nei prossimi giorni alle bambine e ai bambini dell’attività alternativa all’insegnamento della religione cattolica delle scuole primarie Federzoni, Grosso e Acri. Prosegui la lettura…

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Aumenta la fuga dall’ora di religione, Bologna al 46%. Tutti i dati scuola per scuola.

10 Gennaio 2024
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Aumenta la fuga dall’ora di religione cattolica in tutta Italia. Bologna al 36,31%, seconda provincia più laica in Italia.
In città i licei Arcangeli, Copernico, Bassi e Righi sopra al 50%. Tutti i dati su Irc e scuola liberati dall’Uaar.

Nella scuola pubblica italiana cala il numero di studenti, ma cresce ancora (oltre 82 mila in più) quello di chi dice no all’Insegnamento della religione cattolica (Irc): nell’anno scolastico 2022/23 i non avvalentisi sono infatti 1.096.846 mentre nel 2020/21 erano pari a 1.014.841, con un balzo laico in avanti di un punto e mezzo percentuale, dal 14,07% di due anni fa al 15,5% di oggi.

È questo il quadro tratteggiato dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) a seguito della richiesta di accesso civico ai dati presentata al Ministero dell’Istruzione che ha portato alla “liberazione” dei dati sull’Irc di tutte le scuole d’Italia aggiornati all’anno scolastico 2022/23.

In provincia di Bologna il 36,31% degli studenti delle scuole pubbliche non subisce gli insegnamenti conformi alla dottrina della Chiesa impartiti da docenti scelti dal vescovo (ma pagati dallo Stato). È il secondo dato più alto, dietro a quello di Firenze (37,92%) e davanti a Trieste (33,36%, Prato (33,19%), Gorizia (32,51%) e Aosta (30,74%). A livello regionale l’Emilia Romagna con il 27,48% supera la Toscana (27,12%) ed è superata solo dalla Val d’Aosta (30,74%). Prosegui la lettura…

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Elezioni Bologna 2021: risposte alle domande laiche

26 Settembre 2021
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In questa pagina pubblichiamo le risposte alle domande laiche dell’Uaar pervenute da parte di candidate e candidati alla carica di sindaco e consigliere comunale per le elezioni amministrative di Bologna 2021.

Le risposte saranno inserite nell’ordine in cui giungeranno all’indirizzo bologna@uaar.it, affiché il 3 e 4 ottobre 2021 gli elettori possano scegliere in maniera consapevole.

 


Risposte di Detjon Begaj – Lista “Coalizione Civica per Bologna” a sostegno di Matteo Lepore Sindaco
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Credo assolutamente che le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione debbano essere investite nel pubblico
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Credo che i finanziamenti debbano essere dati solamente alla scuola pubblico
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Credo che nei contesti istituzionali bisognerebbe dare spazio a più rappresentanze possibili, anche delle minoranze, agnostiche o religiose
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    Penso che quella dell’osservatorio sia un’ottima proposta
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Credo che nella prima domanda che avete posto ci sia già la riposta. Ritengo necessario rivedere la delibera per far sì che i fondi derivanti dagli oneri di urbanizzazione vengano investiti nel pubblico

 


Risposte di Dora Palumbo – Candidata Sindaca per Sinistra Unita per Bologna
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Ritengo più giusto destinare queste ingenti risorse pubbliche derivanti dagli “oneri di urbanizzazione secondaria” al patrimonio di proprietà pubblica, dichiarazione che ho fatto anche durante una commissione consiliare che trattava l’argomento.
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Ritengo che sia giunto il momento di destinare i soldi di tutti alla scuola di tutti, come è riportato anche nel programma di Sinistra Unita per Bologna https://www.sinistraunitabologna.it/programma/
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Ritengo inaccettabile che in contesti istituzionali si proceda a selezioni sulla base dell’appartenenza religiosa.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    Sono favorevole.
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Un provvedimento che destinasse “i soldi di tutti alla scuola di tutti”.

 


Risposte di Simona Larghetti – Lista “Coalizione Civica per Bologna” a sostegno di Matteo Lepore Sindaco
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Il patrimonio edilizio religioso a Bologna rappresenta una fetta importante degli edifici di pregio, ma la Chiesa come istituzione religiosa autonoma può disporre dei propri strumenti di autofinanziamento per provvedere alla loro manutenzione, non c’è alcuna ragione di utilizzare oneri di urbanizzazione a favore di un privato, non solo perché il patrimonio pubblico ne necessita di più, ma anche per la difesa di un principio di laicismo che dobbiamo difendere. Mi impegno nella mia attività di consigliera, se eletta, a portare avanti questa linea.
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Nel 2013 ho votato come cittadina al referendum della scuola pubblica perché si procedesse a non finanziare più le scuole private secondo il sistema “integrato”: dobbiamo rafforzare le scuole pubbliche con risorse che sono disponibili e che bisogna mettere in opera. Il punto 3 delle sette idee primarie alla base dell’accordo con Matteo Lepore si chiama proprio “una scuola in comune” e parla del rilancio del protagonismo della scuola pubblica.
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Il pluralismo religioso e filosofico dovrebbe essere garanzia di una società laica, che lasci liberi i cittadini di credere e di non credere, parimenti. Le presenze istituzionali dovrebbero riflettere questo principio.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    L’Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU può essere un ottimo strumento di verifica di queste e altre singolarità rimaste nella struttura delle nostre istituzioni locali e sarei felice di portare avanti questa proposta.
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Da genitore che ha chiesto l’esonero dell’insegnamento della religione cattolica, penso che siamo ancora lontane dal garantire libertà di scelta reale alle famiglie, laddove le attività sostitutive sono spesso una delle ragioni per cui le famiglie anche non credenti preferiscono l’insegnamento della religione. Mi piacerebbe occuparmi in prima persona dell’Osservatorio che ritengo uno strumento utile se organizzato in maniera puntuale, con dei report trimestrali delle proprie attività e un piccolo budget e/o il supporto dello staff di comunicazione del Comune per comunicare pubblicamente le proprie attività e fare non solo controllo, ma anche cultura su questo tema.

 


Risposte di Marco Cardona – Lista “Anche tu Conti” a sostegno di Matteo Lepore sindaco, esponente di +Europa
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Non dovrebbero esserci finanziamenti pubblici per l’edilizia di culto, salvo ove si tratti di un contributo per conservare e promuovere beni storici o artistici di particolare pregio (quindi in via strettamente eccezionale).
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    I finanziamenti pubblici alle scuole private (religiose o meno) sono condivisibili solo ove tali scuole siano accreditate e integralmente incardinate nel sistema dell’istruzione pubblica, e quindi vincolate agli stessi programmi didattici, requisiti di strutture e personale e accoglienza degli studenti che hanno le scuole pubbliche.
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Gli enti pubblici non devono selezionare arbitrariamente quali religioni, filosofie e stili di vita far partecipare alle iniziative istituzionali e quali no, mantenere un atteggiamento di apertura su questi temi non può che esser positivo.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    Condivido la vostra proposta.
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Una direttiva comunale per rimuovere e non far apporre alcun tipo di simbolo religioso nelle scuole pubbliche e private accreditate, nonché negli uffici comunali e di quartiere.

 


Risposte di Nicola Longhi – Lista “Coalizione Civica per Bologna” a sostegno di Matteo Lepore sindaco
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Ritengo che il Comune non dovrebbe finanziare la costruzione di chiese e altri edifici per attività religiose. Le risorse in questione dovrebbero essere destinate a proprietà pubbliche. Il Comune potrebbe anche destinare spazi allo svolgimento di attività religiose, ma tali luoghi devono rimanere di proprietà comunale e le convenzioni stipulate devono essere chiare e trasparenti.
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Credo che si debba dare corso alla volontà che i cittadini hanno espresso nel referendum del 2013: il milione all’anno di contributi alle scuole dell’infanzia paritarie deve essere destinato alla scuola pubblica.
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Credo che il rispetto e la convivenza delle differenze non si faccia privilegiando alcune confessioni a scapito di altre e non includendo gli atei e agnostici. Auspico un forte cambiamento di rotta.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    Sono favorevole alla proposta di Istituzione di un osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU e sulla verifica delle condizioni in oggetto nelle scuole di Bologna
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Vorrei che si potesse dare corretta applicazione alla legge 194, impedita, troppo spesso, dall’obiezione di coscienza dei medici. Il servizio deve essere garantito in ogni ospedale e i medici obiettori dovrebbero essere chiamati a rispondere della mancata attuazione della legge.

 


Risposte di Francesca Fortuzzi – Lista “Potere al Popolo” per Marta Collot sindaca
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Dunque, a Bologna, il pubblico ha stanziato 452.360,00 € ad edilizia per culto religioso. Non sappiamo quanti di questi soldi vengano ridati alla società in forma di carità, ma non sarebbe comunque più giusto che il pubblico impiegasse i suoi fondi direttamente in servizi sociali, in modo da prevenire la povertà? È possibile che di fronte a questo regalo alla Chiesa vengano tagliati i servizi essenziali, le case popolari, la sanità pubblica?
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Gli ultimi dieci anni di giunta Merola sono stati disastrosi in questo senso, anche rispetto alla vostra seconda domanda. Si parla molto di partecipazione democratica, ma a Bologna abbiamo in dieci anni l’esempio di ben due referendum traditi: quello sull’acqua pubblica e quello, appunto, contro il finanziamento alle scuole private. Crediamo fortemente che la volontà popolare vada rispettata, e che non si possa prendere in giro i cittadini in questo modo. Soprattutto su un tema così particolare, perché Bologna ha bisogno di più scuole pubbliche, a partire dagli asili comunali. Aggiungiamo inoltre come il concetto di “scuola privata” violi l’art.3 della Costituzione italiana, perché ha caratteristiche di accesso che limitano la persona ed esercitano in partenza una discriminazione dell’essere umano, nello specifico discriminando la persona in base a “condizione personale e sociale”. Dal punto di vista sostanziale, si parla di un milione l’anno: in totale, siamo già a un milione e mezzo…
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Sulla questione dei protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche, già la definizione fa sorridere. Viene invece rabbia nel pensare all’ipocrisia che si cela sotto: primo, al fatto che la “pace” debba essere costruita tra religioni e non tra persone, culture e Paesi; secondo, al fatto che chi promuove questa “pace” siano gli stessi che rifinanziano le missioni militari e l’industria bellica, come abbiamo contestato una settimana fa alla presenza di Draghi al “G20 sulle religioni”. Fanno accordi con le milizie libiche, le dittature e vendono armi a Paesi in guerra.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    E ci agganciamo qua per l’altra domanda sull’educazione. Molte religioni affermano la “non imposizione religiosa”. Il “credere” non è cosa che si possa imporre, non può essere
    indottrinamento (sovente foriero di fanatismi) privo dunque della caratteristica sostanziale della scelta spirituale soggettiva e libera dell’essere umano. Il rispetto è dovuto alla persona, indipendentemente che sia credente o che non lo sia. Nel solco del principio di laicità contenuto negli artt. 7 e 8 della Costituzione italiana, concordiamo dunque sulla meritata “rampognata” e sull’istituzione di un Osservatorio operativo al fine che vengano rispettati i diritti umani fondamentali dell’essere umano e, nello specifico, i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza tutta.
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Concludo con la mia proposta: un provvedimento umanista che preveda l’educazione (nel modo e nella maniera più consona ed in ogni grado scolastico, Università compresa) al riconoscimento della violenza in tutte le sue forme e formazione adeguata per contrasto della stessa, al fine di sviluppare capacità critica, capacità empatica, rispetto valorizzazione e riconoscimento dell’essere umano e del pianeta che temporaneamente abita.

 


Risposte di Roberta Li Calzi – candidata per la lista Partito Democratico a sostegno di Matteo Lepore sindaco
Testo completo delle domande

  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Sono convinta che gli oneri di urbanizzazione secondaria dovrebbero essere destinati prevalentemente a scopi civili e, in particolare, all’edilizia scolastica e sportiva e alle aree verdi, nell’ottica di una città in cui la crescita urbana sia sempre più attenta alla fruibilità degli spazi pubblici da parte delle bambine e dei bambini.
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Ritengo che le scuole d’infanzia paritarie private dovrebbero essere economicamente autosufficienti e non usufruire di contributi comunali. Perché questo sia reso possibile è necessario garantire il servizio di scuola d’infanzia pubblico a tutte le famiglie che lo richiedano e quindi è importante che il Comune di Bologna continui ad insistere per l’apertura di nuove sezioni di scuola d’infanzia statali sul territorio comunale.
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Il protocollo firmato nell’aprile scorso con i rappresentanti bolognesi della Chiesa cattolica, della Comunità ebraica e della Comunità islamica prevede che possa essere sottoscritto anche dalle altre confessioni religiose presenti nell’Area Metropolitana di Bologna. Sarà importante promuovere queste adesioni, nell’ottica del rispetto pieno della pluralità religiosa. Inoltre, a mio giudizio, laddove si mettono attorno a un tavolo pubblico tutte le posizioni religiose, sarebbe importante che si desse spazio anche alle organizzazioni di chi rappresenta una concezione non religiosa del mondo.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    Non so se sarà necessario istituire un apposito osservatorio, ma sono senz’altro favorevole a un monitoraggio attento e partecipato da parte dell’Amministrazione comunale sul pieno rispetto delle indicazioni ONU in merito all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell’infanzia comunali.
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    In questi cinque anni da Consigliera comunale ho celebrato centinaia di matrimoni e di unioni civili. Nonostante il Comune di Bologna riservi già a queste cerimonie un trattamento di riguardo, a partire dall’utilizzo della splendida Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, ritengo importante promuovere una crescente attenzione alle cerimonie laiche, dai matrimoni ai funerali, affinché chi sceglie la funzione civile rispetto a quella religiosa non debba trovarsi a celebrarla in un contesto più dimesso.
    Penso che cerimonie civili vadano promosse, con la dovuta solennità, anche per altri momenti importanti della vita delle persone, dall’accoglienza nella comunità dei nuovi nati all’ottenimento della cittadinanza italiana.

 


Risposte di Diego Tuzzolo, candidato per la lista “Coalizione Civica per Bologna” a sostegno di Matteo Lepore sindaco
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  1. Finanziamenti all’edilizia di culto
    Assolutamente al patrimonio di proprietà pubblica, bisognoso anche nella nostra Bologna di risorse in linea con i bisogni sempre crescenti della sua cittadinanza. E’ una scommessa anche per il futuro, soprattutto per quanto riguarda edilizia scolastica, aree verdi, edilizia popolare e studentati al fine di calmierare il “caro affitti”.
  2. Finanziamenti alle scuole private paritarie
    Ritengo sia una grande anomalia non destinare l’utilizzo delle risorse comunali pubbliche a favore delle scuole dell’infanzia comunali, abbattendo anche le imponenti liste di attesa, a maggior ragione visto il risultato del referendum seppur consultivo citato.
  3. Protocolli riservati a capi delle comunità abramitiche
    Credo che i rappresentanti dell’amministrazione pubblica devono essere rappresentanti di tutti i cittadini e interloquire in un’ottica di pluralismo con tutte le realtà informali che perseguono lo sviluppo della pace e dell’educazione alla cittadinanza.
  4. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’IRC
    C’è ancora poca chiarezza, soprattutto comunicativa e informativa, sull’insegnamento della religione cattolica nelle scuole: occorre assicurare la libertà di scelta libera e consapevole di tutti, senza essere discriminati anche indirettamente.
  5. Un provvedimento laico di cui si farebbe promotore
    Sono molto sensibile al tema della sofferenza psicologica negli adolescenti e pre adolescenti, soprattutto ma non solo a seguito dell’attuale pandemia e credo sia indispensabile promuovere la presenza, organica e interprofessionale, di psicologi e educatori nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di svolgere un’importante attività di cura anche preventiva.

 

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