Ospedale di Ferrara: firmata intesa per assistenza a non cattolici

8 Febbraio 2013
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L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara ha firmato ieri, giovedì 7 febbraio, una intesa per “l’assistenza religiosa e morale a persone non cattoliche e non credenti”, da svolgersi all’interno della “Sala del silenzio e multiculto” approntata presso il nuovo polo ospedaliero di Ferrara (a Cona).

Conferenza stampa, nuovo Ospedale di Ferrara (fonte: estense.com)

Conferenza stampa 7-2-2013, nuovo Ospedale di Ferrara (fonte: estense.com)

La prima interessante novità è che il protocollo parte da constatazioni quali il “sensibile aumento delle persone non credenti e di confessioni religiose diverse dalla cattolica nella società italiana attuale e il riflettersi di questo fenomeno  nella tipologia dei pazienti ricoverati” e dalla “necessità di garantire indistintamente a tutti gli utenti la libertà di culto, di pensiero e di interfacciarsi con un rappresentante della propria fede o delle proprie convinzioni, soprattutto in momenti difficili quali il ricovero ospedaliero, la sofferenza ed il lutto”.

La seconda rilevante la novità è che, assieme a undici confessioni religiose di minoranza, anche l’Uaar risulta presente tra i firmatari dell’intesa.

Di seguito pubblichiamo la relazione del Circolo Uaar di Bologna e del referente Uaar di Ferrara.

Oggi, 7 febbraio 2013, presso l’Ospedale di Cona (FE), alle h. 15:00, alla presenza del Direttore Generale dell’Ospedale Dr. Gabriele Rinaldi, del Direttore Sanitario Dr. Andrea Gardini e dell’Assessore alla Sanità del Comune di Ferrara Chiara Sapigni, è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa che avvia ufficialmente la costituzione della Sala del Silenzio all’interno del nuovo Ospedale di Ferrara.

Per l’Uaar ha firmato Stefano Guidi, referente ferrarese dell’associazione, nominato per l’occasione assistente morale di riferimento per gli utenti della Sala. Gli altri undici firmatari sono: Chiesa Cristiana Evangelica, Chiesa Evangelica Battista – U.C.E.B.I., Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, Centro di Cultura Islamica di Ferrara e Provincia, Comunità Ebraica di Ferrara, Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, Centro Studi Cenresig – Centro Associato Unione Buddhista Italiana, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Chiesa Ortodossa Rumena, Associazione Gurdwara Singh Sabha – Tempio Sikh, St. Joseph Chosen – Church of God di Ferrara.

I dodici gruppi rappresentati sono coinvolti da luglio 2012 nel processo partecipativo avviato dall’Ufficio Comunicazione dell’Ospedale e giunto oggi all’elaborazione del Protocollo. Per Uaar sono stati coinvolti l’architetto Flavio Gardini e la sociologa Marina Pirazzi di Bologna. Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro si dedicherà alla redazione della Carta dei valori e del Regolamento per l’utilizzo della sala; parallelamente verrà sviluppato il progetto di allestimento dello spazio messo a disposizione dall’Ospedale, una sala di forma rettangolare introdotta da due anticamere e posta accanto alla cappella cattolica.

L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Circolo di Bologna e Referente per Ferrara, considera questo evento un importante passo avanti verso la progressiva eliminazione delle discriminazioni in campo religioso, di professioni di credo e posizioni ateo-agnostiche, attraverso la concreta azione di apertura, dialogo e confronto fra spiritualità e coscienze diverse. Sottolineiamo l’importanza della futura Sala nel far emergere gli aspetti comuni alle coscienze umane, al di là delle differenze di cultura e religione.

La partecipazione a questo progetto ha dato l’opportunità di interrogare i soci Uaar di Bologna e Ferrara su come questa sala dovrebbe essere, quali le sue funzioni e le sue regole, nel rispetto delle esigenze e delle visioni della vita di persone atee o agnostiche e nell’accoglienza delle esigenze di coloro che condividono altre posizioni. Attraverso una consultazione sulle precise caratteristiche della sala, abbiamo consegnato un documento nel quale esprimiamo la visione del nostro gruppo sulle auspicabili caratteristiche della sala e del suo uso in relazione ai portatori d’interesse e una bozza previsionale per la fattibilità dell’intervento, augurandoci che diventino un’utile base di lavoro per tutto il gruppo di consultazione.

Successivamente alla firma del protocollo d’intesa, occorrerà lavorare assieme agli altri firmatari su una tipologia edilizia ancora nuova per l’Italia, diffusa in Nordeuropa e Nordamerica ma tuttora in evoluzione, che secondo noti studi ha già dato importanti risultati ma richiede notevole impegno per la buona riuscita sul piano del confronto e dell’integrazione tra gli utenti. È importante quindi un’adeguata impostazione progettuale dell’operazione: gli studi da noi consultati su queste Sale insistono su necessità e difficoltà di creare ambienti adatti a soddisfare gusti, comportamenti e condizioni di accettabilità di persone di diverso pensiero e cultura. Tali spazi, indicatori di pluralismo e rispetto reciproco, comportano relazioni complesse tra design, diversità e fede. A tale complessità si aggiunge il fatto che il loro fruitore sarà non solo -ad esempio- musulmano, cristiano, ateo, ecc., ma al contempo donna o uomo, giovane o anziano, disabile e così via, fino a comporre l’identità multipla di cui ciascun essere umano è portatore. Di tali differenze culturali si dovrà tener conto nel cercare di rendere la sala confortevole, accogliente, rassicurante per tutti, pertanto non basterà un allestimento genericamente distinto dal tono ospedaliero del contesto; ogni dettaglio dell’allestimento andrà analizzato a sé e filtrato in rapporto alla percezione che i diversi utenti avranno dell’intervento
nel suo complesso.

Il nome della sala, i suoi scopi, gli strumenti d’informazione e comunicazione, sono ulteriori elementi fondamentali alla cui scelta, di stile e di contenuto, tutti devono partecipare, per non incorrere in errori o soluzioni incomplete o sgradite a qualche gruppo. La forza di un progetto come questo starà anche nella coralità dei diversi passaggi. Non va sottovalutato che l’intera operazione può avere esiti diversi, secondo il reperimento delle risorse necessarie, da pianificare e promuovere, auspicando contributi anche esterni al Gruppo dei firmatari.

L’Uaar conferma la propria disponibilità a partecipare a tutte le fasi successive di partecipazione coordinate dall’Azienda Ospedaliera, assieme agli altri firmatari del Protocollo. E ringraziando i promotori dell’iniziativa e gli altri componenti del gruppo di consultazione, auspica che simili esperienze si sviluppino anche in altri contesti, superando barriere e privilegi che discriminano i cittadini su base religiosa

Flavio Gardini e Marina Pirazzi, Circolo Uaar di Bologna.
Stefano Guidi, referente provinciale Uaar per Ferrara.

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Darwin Day 2013 a Casalecchio

4 Febbraio 2013

Il Circolo Uaar di Bologna, con il patrocinio del Comune di Casalecchio di Reno e dell’istituzione Casalecchio delle Culture presenta:

Darwin Day 2013
Come i dinosauri spiccarono il volo
(l’evoluzione degli uccelli)
con Bruna Tadolini

L’evoluzione degli uccelli è da alcuni ritenuta lo scoglio su cui si infrange la teoria di Darwin. Essa è infatti considerata l’esempio dell’impossibilità che un sistema vivente (i rettili) possa trasformarsi in un altro sistema vivente (gli uccelli), mediante innumerevoli mutazioni di minima entità. La scoperta di nuovi fossili ha però fornito il materiale per confermare questa discendenza e per tracciare il percorso che, dai rettili, ha portato all’evoluzione degli uccelli.

La trattazione divulgativa, accompagnata dalla proiezione di numerose illustrazioni, è adatta a un pubblico di tutte le età, in particolare a studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Venerdì 15 febbraio 2013, ore 18:30
Piazza delle Culture – Casa della Conoscenza, via Porrettana 360, Casalecchio di Reno
Ingresso libero.

Scarica il volantino

Tutti i Darwin Day Uaar 2013

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Notiziario 135

3 Febbraio 2013
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Notiziario del Circolo UAAR di Bologna
n.135, 3 febbraio 2013

1) Lunedì 4 febbraio: riunione annuale del Circolo UAAR di Bologna
2) Venerdì 15 febbraio: Darwin Day alla Casa della Conoscenza di Casalecchio
3) Il diritto all’ora alternativa: arrivano gli spot Uaar
4) “Atei e agnostici in Italia, nella storia e nel mondo d’oggi”, il nuovo video di presentazione dell’Uaar

1) Lunedì 4 febbraio: riunione annuale del Circolo UAAR di Bologna
Lunedì 4 febbraio 2013, alle ore 21, presso lo studio Clusterize, Mura di porta San Felice 1/e, è convocata la riunione annuale del Circolo UAAR di Bologna. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio 2012, le elezioni delle cariche sociali e il programma delle prossime attività. Mappa e ulteriori informazioni sul nostro blog.
A tutti i soci 2012 e 2013 è stata già spedita la convocazione. Durante l’assemblea, gli interventi saranno riservati ai soci in regola con l’iscrizione 2013, che potrà essere effettuata anche prima dell’inizio della riunione.
Ricordiamo che dal 2013 sono in vigore le nuove quote di iscrizione: socio ordinario a quota ridotta (€ 10), socio ordinario web (€ 20), socio ordinario (€ 30). Maggiori informazioni alla pagina delle iscrizioni online.

2) Venerdì 15 febbraio: Darwin Day alla Casa della Conoscenza di Casalecchio
Venerdì 15 febbraio 2013, dalle 18:30 alle 20, alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, il Circolo Uaar di Bologna presenta il Darwin Day 2013.
La professoressa Bruna Tadolini ci parlerà di “Come i dinosauri presero il volo”, mostrando come la presunta impossibilità che un sistema vivente (i rettili) possa trasformarsi in un altro sistema vivente (gli uccelli) sia solo apparente.
La trattazione divulgativa, accompagnata dalla proiezione di numerose illustrazioni, è adatta a un pubblico di tutte le età, in particolare a studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
L’evento ha il patrocinio del Comune di Casalecchio di Reno e dell’istituzione Casalecchio delle Culture.
Maggiori informazioni sul nostro blog.

3) Il diritto all’ora alternativa: arrivano gli spot Uaar
È tempo di iscrizioni all’anno scolastico 2013/2014.
I genitori alle prese con le iscrizioni online si troveranno di fronte a una scelta importante per l’educazione dei propri figli: sottoporli all’insegnamento dottrinale della religione cattolica o offrire loro le attività alternative.
L’Uaar si batte da tempo per ottenere una reale parità tra chi si avvale dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica e chi decide di non frequentarlo. Da tempo ha dunque avviato il Progetto Ora alternativa per assistere docenti, genitori e studenti che ne vogliono sapere di più. Ha ottenuto l’ordinanza del tribunale di Padova che ha sancito come l’ora alternativa sia un diritto. E deve quasi quotidianamente diffidare qualche scuola che proprio non vuole prenderne atto.

Ora arrivano gli spot: la ciliegina sulla torta. Ironico e impertinente, è stato diffuso in rete il primo di una serie. Vogliamo far capire a tutti che l’ora alternativa è un diritto che non può essere negato a nessuno, e nel contempo vogliamo anche far capire che rappresenta un’opportunità per imparare cose nuove e diverse e una vera scelta educativa rispetto alla frequenza di un insegnamento religioso “impartito in conformità della dottrina della Chiesa” e da insegnanti scelti a insindacabile giudizio del vescovo, ma pagati dallo Stato (come da Concordato).

Ora alternativa, un insegnamento senza dogmi: chi lo vuole non ha che da chiederlo. È un suo diritto averlo.
Buona visione.

4) “Atei e agnostici in Italia, nella storia e nel mondo d’oggi”, il nuovo video di presentazione dell’Uaar
È in corso la campagna di iscrizioni all’UAAR per il 2013.
Per l’occasione, è stato realizzato un nuovo video di presentazione dell’associazione.
Si intitola “Atei e agnostici in Italia, nella storia e nel mondo d’oggi”.
Mostra come i non credenti nel nostro paese esistano da prima della nascita di Gesù, di come siano stati  discriminati e perseguitati, di come abbiano contribuito in maniera decisiva alla nascita dell’Italia, di come ne costituiscano una parte essenziale e in rapida crescita.
E di come, ricerche alla mano, rispetto ai credenti siano più aperti al nuovo, più dotati di spirito critico, più istruiti, più pronti a denunciare ingiustizie, più tolleranti.
L’Uaar si propone di difendere i loro diritti negati.
E dato che «I diritti civili non cadono dal cielo», invita tutti a sostenere l’associazione.
Buona visione.

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Convocazione riunione annuale 2013

14 Gennaio 2013
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Bologna, 14/01/2013
Convocazione della riunione annuale del Circolo UAAR di Bologna

Cara socia, caro socio,
lunedì 04 febbraio 2013, alle ore 21, presso lo studio CLUSTERIZE del socio architetto Flavio Gardini,
in Bologna, Mura di Porta S. Felice 1/e
è convocata la riunione annuale del circolo UAAR di Bologna, con il seguente ordine del giorno:
1) accreditamento ed eventuale rinnovo della tessera per il 2013.
2) bilancio cassa di circolo 2012
3) relazione attività svolte nel 2012
4) approvazione regolamento per prerogative di coordinatore, cassiere, attivo di circolo *
5) elezione coordinatore, cassiere, attivo di circolo
6) programmazione attività
7) varie ed eventuali
Ti ricordo che avrà diritto al voto solo chi risulterà iscritto per l’anno 2013.
Inoltre, intervenendo sulla nostra mailinglist del circolo, uaar-bologna@yahoogroups.com puoi proporti come coordinatore, cassiere o membro dell’attivo di circolo e avviare o partecipare a discussioni inerenti l’odg elencato. Puoi chiederne l’accesso inviando una mail vuota a uaar-bologna-subscribe@yahoogroups.com e semplicemente rispondere poi al messaggio di conferma che ti arriverà poco dopo.
————————
* estratto dalla riunione annuale del 13/12/2011 ad integrazione del Regolamento dei Circoli:
“… al termine della discussione, nel rispetto dello statuto e del regolamento dei circoli, l’assemblea delibera all’unanimità le seguenti prerogative di attivo di circolo, cassiere e coordinatore:

L’attivo di circolo:
E’ l’organo direttivo del circolo.
Ha facoltà di adottare provvedimenti per il buon funzionamento del circolo e organizzare attività per il perseguimento degli scopi dell’associazione.
Si adopera per l’attuazione ed il rispetto delle delibere dell’assemblea di circolo.
Può riunirsi e deliberare anche con l’ausilio di mezzi telematici.
A maggioranza semplice, può convocare l’assemblea di circolo, anche per l’elezione anticipata di tutto l’attivo di circolo, compreso coordinatore e cassiere.
_ Nella riunione annuale del 30/01/2012 si decide quanto segue: viene rimosso il tetto al numero
dei componenti dell’attivo: ogni anno va deliberato il numero massimo dei
componenti, che per il 2012 saranno 9 candidati_

Il coordinatore:
Oltre alle prerogative stabilite da statuto e regolamento circoli, coordina i lavori dell’attivo di circolo.
Il cassiere:
Ha le prerogative stabilite da statuto e regolamento circoli, ed in particolare gestisce la cassa di circolo, ne redige il bilancio e lo presenta all’assemblea. “

Durante la serata sarà a disposizione il materiale del Circolo (calendari 2013, i libri di Nessun Dogma, numeri della rivista L’Ateo, magliette, spillette, volantini, ecc.).
Resto a disposizione per ogni chiarimento, Paolo Marani – Coordinatore del Circolo UAAR di Bologna.
PS: Arrivando puntuali alle ore 20 sarà possibile mangiare una pizza assieme (ordinare in anticipo anche la bevanda scrivendo a bologna@uaar.it o telefonando allo 051.703.524).
Per raggiungere il luogo della riunione, MURA DI PORTA S.FELICE 1/E :
In auto: si parcheggia nello spiazzo. NON si può parcheggiare in Mura di Porta S. Felice = rimozione!
Col BUS: Linea 13 ultima corsa 00.50 , Linea 19 ultima corsa 00.36 , le linee circolari e periferiche terminano il servizio circa alle 20.30.

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L’UAAR è iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale: oltre a fornirci strumenti giuridici per difendere i diritti civili dei cittadini atei e agnostici, è un riconoscimento che permette di accedere al 5×1000 e a benefici fiscali per erogazioni liberali alla nostra associazione.
Le attività dell’UAAR e del nostro circolo sono di diverso genere: se pensi di poter dare una mano per la tutela dei diritti di atei e agnostici e per la laicità del nostro paese ti garantiamo, purtroppo, che il lavoro non manca. Per contattarci e tenerti informato: bologna@uaar.it 051.703.524
Sede: via Don Minzoni 18, c/o circolo Arcigay Il Cassero, sabato mattina dalle 10 alle 12, tel 051 0957.215 solo in queste 2 ore. Abbiamo una discreta biblioteca laica di 60 titoli niente male a disposizione dei soci.
Visita il nostro blog www.uaar.it/bologna per approfondire quanto scritto sopra e la nostra pagina su facebook http://www.facebook.com/pages/Circolo-UAAR-Bologna/128562483854818 (Con più di 700 iscritti).

Attenzione: l’iscrizione all’UAAR scade il 31 dicembre. Per rinnovarla, o per fare una erogazione liberale:
Versamento su c/c postale n° 15906357 intestato a: Associazione UAAR – Via Ostiense 89 – 00154 Roma
Bonifico bancario sulle seguenti coordinate: Codice IBAN: IT68T 07601 12100 000015906357 Intestazione: ASSOCIAZIONE UAAR
Per maggiori informazioni consultare la pagina internet http://www.uaar.it/uaar/adesione/

comunicati, riunioni, varie

Interrogazioni in Regione sui finanziamenti al Meeting di CL

18 Dicembre 2012

Era sufficientemente scandaloso che la Regione Emilia Romagna finanziasse ogni anno la milionaria kermesse ciellina. Avevamo trovato 80.000 euro di sussidi pubblici per il “Meeting” spulciando solamente l’Albo dei beneficiari regionale degli anni 2010 e 2011. Ora, con l’accusa di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, la Procura della Repubblica di Rimini ha sequestrato oltre un milione di euro alla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli (e la serie di disavventure di Comunione e liberazione non finisce qui).

In Regione l’imbarazzo deve essere palpabile. O almeno dovrebbe esserlo. In ogni caso, registriamo favorevolmente due interrogazioni alla Giunta regionale per far luce su queste disinvolte erogazioni di fondi pubblici.
La prima è stata presentata dai consiglieri regionali Grillini e Barbati (IdV), alla quale ha fatto seguito nella stessa giornata del 14 dicembre scorso quella dei consiglieri Naldi e Meo (SEL-Verdi). Viene chiesto all’esecutivo che governa la nostra regione di comunicare l’intero ammontare di fondi pubblici versati sui conti della Fondazione Meeting, di chiarire se tali elargizioni siano in programma anche per il 2013, di sapere se la Regione intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale e quali sono o sono state le procedure di verifica della regolarità dei finanziamenti pubblici erogati.

Rimaniamo in attesa delle risposte della Giunta regionale su questa triste vicenda di finanziamento pubblico religiosamente orientato.

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Notiziario 134

15 Dicembre 2012
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Notiziario del circolo UAAR di Bologna
n.134, 14 dicembre 2012

1) Lunedì 17 dicembre: riunione di circolo
2) Sostieni l’UAAR nel 2013
3) Il culto può attendere, i terremotati no
4) Referendum sulla scuola: consegnate 13.500 firme!
5) Crevalcore: quei 300mila euro all’edilizia di culto, “doni preziosissimi” e bizzarre fatture giustificative

1) Lunedì 17 dicembre: riunione di circolo
Lunedì 17 dicembre, alle ore 21, il circolo UAAR di Bologna si riunisce presso lo studio “Clusterize”, mura di Porta San Felice 1e.
Si parlerà del prossimo Darwin Day, del rinnovo delle cariche del circolo, delle sale laiche a Ferrara (per il commiato e in ospedale), dell’inchiesta sui fondi comunali all’edilizia di culto, della ricerca di una sede autonoma.
Saranno disponibili i calendari UAAR 2013. Particolarmente benvenuti i 18 nuovi soci 2013 e i simpatizzanti interessati ad aderire all’associazione.

2) Sostieni l’UAAR nel 2013
Il 2013 sarà un anno decisivo per l’Italia.
Il nostro paese è a un bivio: può rendere irreversibile il proprio declino, o cominciare a trasformarsi in una società moderna.
È scandaloso che l’Italia sia l’unico paese dell’Europa occidentale a non riconoscere le coppie di fatto. Un paese dove è difficile abortire, avere un figlio con la fecondazione artificiale, avere un’alternativa all’ora di religione cattolica.

Ma diventare un paese laico e civile, rispettoso dei diritti di tutti, non è un dono che piove dal cielo. Ci riusciremo soltanto se saremo in grado di affermare i nostri valori: l’autodeterminazione, la ricerca, la libertà di espressione, l’uso della ragione.

È dunque tempo di cambiare. L’Uaar vuole contribuire a rendere migliore questo paese. Rappresentando i milioni di non credenti che le istituzioni e l’opinione pubblica considerano cittadini di serie B. Stando al fianco delle donne, delle persone LGBT, degli studenti. Di tutti coloro che rivendicano i loro giusti diritti che vogliono vivere liberamente la propria vita.

Più forza avremo, più saremo capaci di incidere.
Quanta forza avremo, dipende anche da te.
Puoi sostenerci:

3) Il culto può attendere, i terremotati no
“Garantire l’esercizio del culto”. Con questa motivazione il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, nelle vesti di commissario alla ricostruzione a seguito del sisma del maggio scorso, ha destinato 15 milioni di euro per il ripristino delle chiese, utilizzando i fondi pubblici per “interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici”.

Il coordinamento regionale UAAR per l’Emilia Romagna ha scritto al commissario Errani sottolineando che, anche di fronte alle tragedie, l’Italia clericale resta fedele a se stessa: vengono utilizzati i soldi pubblici destinati alle emergenze per ricostruire chiese e non vengono investiti fondi pubblici espressamente utilizzabili per far fronte alle calamità naturali (l’Otto per Mille a gestione statale) per non rischiare che la Chiesa riceva meno contributi pubblici.

Abbiamo chiesto a Vasco Errani di pretendere dal governo l’utilizzo dell’Otto per Mille statale 2012 e 2013 per la ricostruzione in Emilia, e successivamente di promuoverne la scelta tra i contribuenti in vista della prossima dichiarazione del redditi. E che se per non scontentare la Chiesa preferisce procurare un danno oggettivo alle popolazioni colpite dal sisma, allora è meglio che si dimetta.

Invitamo a dire la vostra al commissario Errani scrivendo a:
SegreteriaPresidente@Regione.Emilia-Romagna.it
infosisma@regione.emilia-romagna.it

4) Referendum sulla scuola: consegnate 13.500 firme!
Lo scorso 5 dicembre il Nuovo Comitato Articolo 33 ha consegnato 13.500 firme per  indire il referendum comunale sulla scuola. I cittadini potranno finalmente dire la loro e pretendere che con i soldi di tutti venga finanziata solo la vera scuola pubblica, e non scuole private paritarie con “progetti educativi” cattolicamente orientati ai quali le famiglie sono obbligate ad aderire. Con le tantissime firme, una volta e mezzo in numero necessario, è stata consegnata al sindaco Merola anche la voglia di discutere e partecipare.

Il nostro circolo, da sempre tra i promotori del referendum, ha dato un contributo molto importante alla riuscita della raccolta.
Per la massima partecipazione, per il contenimento dei costi pubblici e per impegnare una sola volta le sedi dei seggi e gli elettori, continueremo a chiedere al sindaco Merola che faccia la scelta più ragionevole e più democratica: indire il referendum assieme alle prossime elezioni politiche. La possibilità è già prevista dallo statuto del Comune!

Il Comitato Art. 33 ha scritto una lettera chiarificatrice al sindaco, che al momento sembra avere altri pensieri per la testa.

Sull’argomento invitiamo a leggere sulle Ultimissime UAAR  l’articolo I costi pubblici della scuola di tutti e quelli della scuola privata.

5) Crevalcore: quei 300mila euro all’edilizia di culto, “doni preziosissimi” e bizzarre fatture giustificative
Prosegue l’inchiesta del nostro circolo sui finanziamenti comunali all’edilizia di culto. Dopo Bologna, Zola Predosa, San Lazzaro di Savena e Imola è venuto il turno di Crevalcore.

Dopo essere stati colpiti dal terremoto e dalle parole del cardinal Caffarra (“ci state facendo […] un dono preziosissimo: il dono della vostra sofferenza, la quale nella visione cristiana è la linfa della vita della Chiesa”), i cittadini di Crevalcore possono ora venire a sapere che nel decennio scorso il loro comune ha finanziato con oltre 300mila euro le proprietà immobiliari di alcune parrocchie.

Il canale è quello dei soliti oneri di urbanizzazione secondaria per l’edilizia di culto. Tramite semplice delibera di consiglio i comuni della nostra regione potrebbero azzerare questo esborso alla iper-sussidiata Chiesa e impiegare i fondi pubblici ad esempio per scuole e asili nido, per i quali spesso lamentano di non avere risorse.

Quello che ci ha stupiti esaminando gli atti del comune di Crevalcore sono state però le sfacciate fatture giustificative portate dalle parrocchie per avere il denaro pubblico: compaiono ditte che, a meno di improbabili casi di omonimia, hanno ben poco a che fare con l’edilizia, come ad esempio ditte per la manutenzione di organi, o di arredi sacri, o di vendita di  carburante.

Per maggiori dettagli invitiamo al leggere l’articolo pubblicato sul nostro blog.

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Crevalcore: quei 300mila euro all’edilizia di culto, “doni preziosissimi” e bizzarre fatture giustificative

13 Dicembre 2012

Venne anche il papa a visitare le zone colpite dal terremoto. Una passarella mediatica che causò disagi alle attività di assistenza e che fece notizia per l’annuncio del dono di mezzo milione di euro da parte del papa (destinato, si badi, alle sue diocesi).
Di doni parlò anche il cardinal Caffarra, in una lettera alle vittime del terremoto: “Ci state facendo in questi giorni un dono preziosissimo: il dono della vostra sofferenza, la quale nella visione cristiana è la linfa della vita della Chiesa”. Immaginiamo che chi soffre avrebbe tolto volentieri tale linfa alla religione del cardinale.

Nei giorni scorsi abbiamo ricordato che oltre 15 milioni di “linfa” sono arrivati alla Chiesa grazie al commissario Vasco Errani, che li ha sottratti dai fondi urgenti per la ricostruzione. E altra “linfa” arrivava anche dai singoli comuni, anche da quelli colpiti dal terremoto.
Prendiamo ad esempio Crevalcore, dove il nostro circolo ha recuperato gli atti relativi alle erogazioni alle chiese per edilizia di culto: dal 1998 al 2010 le parrocchie locali si sono spartite 300.149,18 euro di soldi pubblici, secondo direttive del “tecnico incaricato responsabile per le attrezzature religiose” della Curia Arcivescovile di Bologna, dott. ing. Luigi Soffritti, e del preposto della parrocchia di San Silvestro, don Ivano Griggio.

Scuola elementare G.Lodi - Crevalcore

Scuola elementare G.Lodi - Crevalcore

Se è triste constatare che l’edilizia di culto sia pagata con risorse che i comuni potrebbero interamente destinare all’edilizia scolastica, al verde pubblico e agli asili nido, ci ha proprio stupito leggere gli estremi di alcune fatture giustificative dell’esborso del comune di Crevalcore. Compaiono infatti pagamenti a ditte che trattano la manutenzione di organi (Mascioni), gli arredi sacri (Caloi), il carburante (Eurocap petroli), componenti ad alta tecnologia per lo spettacolo (GMep-Molpass), fotocopiatrici (Nucci Renato) ed anche la ristorazione (eg).
Insomma, a meno di omonimie con ditte di costruzioni, sembra che qualsiasi fattura presentata delle parrocchie di Crevalcore potesse essere rimborsata dai fondi dell’edilizia di culto alimentati dagli oneri di urbanizzazione secondaria.

Ricordiamo che in base alla normativa regionale, i comuni possono variare le percentuali di ripartizione degli oneri di urbanizzazione secondaria e quindi azzerare quella relativa alla voce “edilizia di culto”. Sarebbe un atto doveroso da parte degli amministratori pubblici che spesso si lamentano della scarsità di risorse e sarebbe indispensabile nei comuni colpiti da calamità naturali.

[foto dal sito della Provincia di Bologna]

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Il culto può attendere, i terremotati no

8 Dicembre 2012
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“Garantire l’esercizio del culto”. Con questa motivazione il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, nelle vesti di commissario alla ricostruzione a seguito del sisma del maggio scorso, ha destinato 15 milioni di euro per il ripristino delle chiese. I fondi fanno parte di quelli definiti dall’art. 2 del decreto legge 6 giugno 2012, n. 74, ossia le risorse pubbliche per “interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici”.

Al commissario Errani diciamo che non consideriamo degno di un paese civile il fatto che l’esercizio del culto in zone colpite da calamità naturali venga trattato come una priorità a carico dello stato, e che venga messo sullo stesso piano della ricostruzione di attrezzature scolastiche o dell’assegnazione di case per le famiglie la cui abitazione è ancora inagibile.

Non consideriamo degno di un paese civile il fatto che il commissario Errani non abbia chiesto alla Cei di intervenire per coprire interamente le spese per la ricostruzione delle chiese, visti gli oltre 6 miliardi di finanziamento pubblico che la Chiesa cattolica riceve ogni anno.

Non consideriamo degno di un paese civile il fatto che un commissario alla ricostruzione non abbia percorso la strada che avevamo già indicato il 24 maggio scorso: ottenere dal Governo l’utilizzo dell’Otto per Mille statale, che è una risorsa che la legge prevede possa essere spesa per “interventi straordinari per le calamità naturali”.

Anche di fronte alle tragedie l’Italia clericale resta fedele a se stessa: vengono utilizzati i soldi pubblici destinati alle emergenze per ricostruire chiese e non vengono investiti fondi pubblici espressamente utilizzabili per far fronte alle calamità naturali per non rischiare che la Chiesa abbia un introito più basso dall’Otto per mille.

Al commissario Errani chiediamo di pretendere dal governo l’utilizzo dell’Otto per Mille statale 2012 e 2013 per la ricostruzione in Emilia, e successivamente di promuoverne la scelta tra i contribuenti in vista della prossima dichiarazione del redditi. Se per non scontentare la Chiesa preferisce procurare un danno oggettivo alle popolazioni colpite dal sisma, allora è meglio che si dimetta.

Il coordinamento regionale Uaar dell’Emilia Romagna

[Comunicato inviato al Commissario alla ricostruzione Vasco Errani]

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Otto per Mille statale per San Petronio?

24 Novembre 2012
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Mancherebbero ancora 4 milioni di euro per terminare il restauro della basilica di San Petronio. Per trovare i soldi, qualcuno ha avuto l’idea di attingere per almeno 800.000 euro all’Otto per Mille statale. Non è chiaro se sia stato il comune oppure la Curia: Repubblica e Il Carlino riportano solo che “è già partita la richiesta alla Presidenza del consiglio”.

San Petronio fu di proprietà del libero comune di Bologna fino al 1929.  Solo nel 1929, grazie ai Patti Lateranensi firmati da Mussolini, divenne proprietà della Curia. Pur considerando il valore artistico dell’edificio della diocesi, è davvero incivile e irrispettoso nei confronti dei cittadini che vivono nelle zone colpite dal sisma pensare di erodere i fondi dell’Otto per Mille statale, che ha tra le sue finalità gli “interventi straordinari per le calamità naturali”.

Il Comune di Bologna ha sempre scelto di erogare gli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto, donando circa 5 milioni di euro in dieci anni per le acquisizioni e il consolidamento del patrimonio immobiliare della Curia arcivescovile. Stupisce che nessuno dei consiglieri comunali che hanno ascoltato il primicerio della basilica don Oreste Leonardi glielo abbia ricordato, o gli abbia fatto notare come vendendo solo pochi dei propri immobili la Curia troverebbe immediatamente tutti i 4 milioni di euro mancanti, senza gravare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti. Per non parlare del fatto che il finanziamento per il restauro della basilica potrebbe arrivare benissimo dal miliardo di euro che ogni anno, tramite l’Otto per Mille, arriva alla CEI.

La posizione del circolo Uaar di Bologna rimane quella espressa a maggio di quest’anno: usare l’Otto per Mille statale per la ricostruzione e per prevenire i danni da calamità naturali, pensando alle scuole, agli ospedali, agli asili nido e a tutti gli altri edifici di proprietà statale o delle amministrazioni locali.

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Imola, oltre 750.000 euro dal Comune agli enti religiosi nel 2009-2010

2 Novembre 2012
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Il circolo Uaar di Bologna ha esaminato l’Albo dei beneficiari del comune di Imola e pubblica i resoconti delle erogazioni 2009 e delle erogazioni 2010 a favore di enti a carattere religioso, rispettivamente € 472.246,29 (23,71% del totale) e € 280.638,28 (23,51% del totale).

Le seguenti dichiarazioni del delegato del circolo per Imola e Castel San Pietro, Roberto Vuilleumier, sono state riprese nell’articolo Quei fondi dal Comune alla Chiesa, pubblicato ieri sul Corriere di Romagna.

Lungi da me condannare il pensiero altrui solo perché diverso, abitudine spiacevole e consolidata di alcune alte cariche ecclesiastiche quando vanno a sentenziare sul pensiero e sull’essere atei o agnostici.

Da “libero di non credere”, invece, condanno fortemente quella che è da sempre una “prassi” assai sconsiderata, quanto mai inopportuna ed attuata puntualmente dalle amministrazioni pubbliche a favore di enti religiosi per nulla escluso il Comune di Imola.

Tale prassi è sempre la stessa: l’erogazione di benefici di natura economica (con denaro pubblico) al “culto” o meglio per lo più alla “Chiesa” ed alle sue rappresentanti e “collegate” Scuole, Associazioni, Parrocchie.

Da osservatori attenti questa primavera siamo andati a sottolineare la curiosa prassi in uso nel comune di Imola, dalle cui casse, per esempio, sono usciti in 12 anni, dal 1999 al 2010, € 1.639.166,69 per edilizia di culto.

Ora rileggendo con attenzione l’albo beneficiari 2009 e 2010 disponibile sul sito del Comune di Imola abbiamo potuto constatare che in questi soli due anni viene elargita ad associazioni, scuole cattoliche, parrocchie e altri enti riconducibili in qualche modo sempre alla “Chiesa” ed al “culto della Chiesa”, la somma di € 752.884,57 (€ 472.246,29 per il 2009 e € 280.638,28 per il 2010). Una cifra che sfiora il 25% del totale complessivo del settore “persone giuridiche”.

La maggior parte di queste somme vengono elargite attraverso una delibera di giunta in favore della “gestione di scuole” private o parificate gestite “dall’universo Chiesa”.

Anche solo per il rispetto nei confronti delle famiglie che sostengono con contributi spontanei propri, di varia natura, oltre che col pagamento di rette, la “gestione delle scuole” comunali e pubbliche, tali Finanziamenti andrebbero abrogati.

Il proselitismo religioso di qualsiasi culto,  non andrebbe finanziato, sostenuto e sponsorizzato utilizzando soldi pubblici.

Anche solo per una questione di decenza questa assurda prassi andrebbe quanto meno sospesa, soprattutto in momenti economicamente difficili come questi.

Ricordiamo come sempre che la “Chiesa” e tutte le sue variegate diramazioni è straordinariamente ricca e nello stesso modo in cui sostiene autonomamente giornali, televisioni, radio, potrebbe benissimo sostenere anche le proprie scuole.

Roberto Vuilleumier
Delegato di Imola e Castel San Pietro – Circolo Uaar di Bologna

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